lunedì 11 dic
  • EXPA, un bilancio

    Quando Tony ci ha chiesto di presentare da noi Rosalio e ce ne ha raccontato la genesi abbiamo intravisto nei suoi occhi la stessa passione e speranza con cui, soli 10 mesi fa, abbiamo inaugurato EXPA. La medesima voglia di raccontarsi attraverso gli altri, le mostre che abbiamo presentato fino ad oggi, infatti, anche se in modo indiretto, parlano di noi, delle nostre passioni, ambizioni e sogni.

    Rosalio, EXPA o ancora il comitato AddioPizzo, e come noi tanti altri, in campi diversi, ma convergenti, rappresentano una Palermo che vuole dichiarare a piena voce la propria creatività culturale e autonomia intellettuale e, forse, anche la voglia di riscatto di una classe di trentenni che, forte di esperienze all’estero, è pronta a dare il proprio modesto contributo per una crescita culturale e sociale della città che ama.

    Non vogliamo parlare nello specifico delle attività di EXPA, abbiamo, infatti, un sito esaustivo, ma darne solo qualche numero, che sia da miccia per chi vuole investire come noi in cultura a Palermo: 11540 soci, 37800 visitatori in 10 mesi di attività, 12 mostre, 163 incontri fra presentazioni, convegni, seminari, cineclub e altro, più di 250 recensioni stampa, e ancora 1 denuncia penale per brusio causato dai visitatori, 1 procedimento civile per risarcimento danni psicologici da parte di 4 famiglie del vicinato.

    Questi i numeri incoraggianti, ma anche le amare controindicazioni per chi vuole lavorare in pieno centro storico. Abbiamo scelto noi la Kalsa, proprio perché volevamo partire dalla Palermo più autentica che amiamo oggi forse ancor di più, pazienza, sarà una lenta e difficile ricerca della convivenza, ma intanto non ci fermiamo, esponendo fino al 19 febbraio la mostra Pulviscoli di Alessandro Mendini, architetto mitico del design italiano, e mettendo in cantiere altre 4 mostre internazionali, workshop e convegni.
    W Palermo e W Santo Rosalio……vi aspettiamo da EXPA.

    Ospiti
  • 3 commenti a “EXPA, un bilancio”

    1. Caro Tiziano i numeri parlano chiaro, EXPA sembra essere una iniziativa vincente: migliaia di iscritti, divese fra esposizioni e presentazioni. Penso sarebbe interessante conoscere come nasce un iniziativa del genere, con quali risorse finanziarie, come si autosostiente. Se poi ti va, auspico un tuo suggerimento per chi volesse intraprendere una avventura del genere.
      Grazie

    2. Mario ti è piaciuta la risposta di quelli dell’EXPA? Della chiarezza ne fanno un valore. Chiaro Chiaro… BIANCO!!!
      Va be saranno in vacanza. Che vuoi dopo tutti questi ospiti durante l’anno.
      Saranno a caccia di altriventure capitalist.

    3. Ha ragione Franco, effettivamente ci siamo presi qualche giorno di vacanza. Scusa Mario per il ritardo nel risponderti, non eravamo a sciare con Diego, ma a mangiare zampone e lenticchie con le nostre rispettive compagne. Forse la risposta alla tua domanda sta proprio in questa nostra piccola vacanza, la prima dopo circa due anni di intenso lavoro. Perché, alla fine, l’unica ricetta possibile per aprire un’attività simile ad EXPA è solo un costante impegno negli anni e una passione accanita per l’architettura. Con un po’ di faccia tosta, coraggio e idee chiare, siamo riusciti a far credere in EXPA a grandi aziende regionali e nazionali, che hanno scommesso su di noi cambiando visibilità con servizi e/o beni. Con EXPA.01, rassegna di mostre con illustri nomi dell’architettura e del design internazionale, aiutati anche dalla grande popolarità data da nomi come Lucio Dalla e Claudio Baglioni, siamo riusciti ad ottenere un, se pur piccolo, finanziamento presso l’Ass. Regionale per i Beni Culturali ed ancora diventare sede Kals’Art, con tutti gli onori ed oneri. Quindi Mario ci sentiamo di suggerire a chi volesse intraprendere un’avventura simile alla nostra di prepararsi a trascorrere per almeno due anni le proprie feste lavorando sodo, ma certi che alla fine di tanto impegno si potrà godere anche lui un bel cotechino con lenticchie invece di una settimana bianca con Diego.

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