domenica 17 dic
  • Carissimo fratello Salvatore (n.4)

    Carissimo fratello Salvatore,
    una letterina breve breve per farti gli auguri di buon anno da parte mia, di Rosetta, di Desirè e di Geiar. Stasera ce ne andiamo tutti al veglione. Se non succede niente. Lo sai com’è no? Io non so che fate voi ma qui l’ultimo dell’anno comincia di prima mattina con Rosetta che ha un muso che sembrano le miniere di re Salamone. E io ci dico: Rosetta, gioia, che ci fu? E lei risponde: niente, niente…. Ma si vede che ha una comitiva di rospi nella pancia che non finiscono mai… Io non insisto perché penso: sicuramente si sciarriò con tua sorella Enza perché lei non viene al veglione e ha fatto la crociera a Barcellona (Pozzo di Gotto) dove c’è il fratello di suo marito Pino. Così penso di andare a fare la barba e scendo. Io vado sempre al Borgo Vecchio che con otto euro se non stai attento si portano pure la testa, altro che barba e capelli. Vado da Franco, mi siedo nell’unica poltrona e mi assuppo tutte le canzoni di Gigi Finizio che si possono concentrare nella mezzora che ci vuole per sistemarmi. Franco mi fa un bello sciampo, poi mi taglia i capelli e mi fa la barba. Vado sempre da lui perché, praticamente è muto e nel suo Salone non ho mai sentito, dico mai, una discussione sul calcio. Ma che dico? Non ho mai sentito una discussione qualsiasi. Eccerto: ha una poltrona sola, chi aspetta aspetta fuori quindi lui può parlare solo col cliente che è sotto. E se io non parlo lui è muto. Perfetto.
    Sono tornato a casa a ora di mangiare e ho trovato sulla tavola un ammogghio pieno di pane e panelle. Ma che, dico, oggi non si mangia? E Rosetta mi fa: no, oggi solo pane e panelle tanto stasera ci sbutriamo. Ma lo ai visto che cosa ci danno a mangiare? E io: no, che cosa? E lei: tris affumato, farfalline sott’acqua, pennette del pizzo di montagna, agnello al forno divorziato. Divorziato? Sì, divorziato perché l’agnello cammina sempre con le patate invece questo è senza patate quindi divorziato. Ah…. E poi diamante di cernia all’acqua pazza. Diamante? Sì, nel senso che è piccolo. Ma un diamante è per sempre quindi vuol dire che ci resterà sopra la panza per tutto l’anno nuovo. Poi abbiamo tris di ortaggi arrustuti. Ma chi a rafanella? Nooo, dice rosy, niente rafanelle: cavoletti di Brussel. Mi viene da ridere e ci dico: ahhhh, cavoletti di Brussel… e…i cabasisi della Vucciria no? Lei fa finta di niente. Ridi, ridi – mi dice – che stasera ti faccio ridere io.
    Penso a tante cose: 1) – Si vuole portare appresso sua cugina Margherita che ha tre figli che sembrano tre selvaggi della foresta e che fanno un casino. 2) – Ha deciso di armare la questione con Desirè e con Geiar che con noi non ci vogliono venire. Che vuol dire che avremo questioni per tutto il pomeriggio. 3) – Ha deciso di non venire per andare da sua madre che, come sai, fu colpita e stasera la vicina di casa non ci può combattere. 4) – Mi chiederà di cantare col caraoche e si presenterà con la lista delle canzoni di Renato Zero che è arruso e, con rispetto parlando, non lo posso addolorare e a lei invece ci piace troppo.
    Purtroppamente so pure che cosa succederà verso le sette di sera. Rosetta verrà e mi dirà: io resto a casa. E perché? Perché non ho niente da mettere. Ora, carissimo fratello, vero è che non ce la passiamo proprio alla grande ma, mi devi credere quanto stimo la salute, ha l’armadio pieno di vestiti e cappotti. Così dovrò contrastare un’ora per dire che se cerca bene qualche cosa la trova. Per fortuna la nottata dura quanto tutte le altre nottate dell’anno e certe volte mi vado a coricare più tardi perché mi vedo un film su scai sino alle tre. Magari stanotte mi vado a coricare all’una e dormo di più delle altre sere.
    Questo capodanno, lasciamelo dire, non lo posso addolorare. E’ una serata in cui per forza dobbiamo pensare a tutte cose: come siamo stati, come dobbiamo stare, che cosa dobbiamo fare, quante cambiali dobbiamo pagare, quanto devo restare in cassa integrazione, se Geiar deve restare a spasso, se Desirè si deve fare fidanzata… Ma me lo spieghi perché mi debbo accollare tutti questi si loca? Tutti concentrati in una nottata? E debbo sopportarmi pure tutti quelli che si abbracciano e si baciano e pensano che il 2006 sarà meglio del 2005. Ma perché? Forse perché la speranza è l’ultima a morire. Anche se, ultimamente, nemmeno lei sta tanto bene. E allora auguri pure a te fratello mio. Mi manchi ma forse se eri qua passavamo il tempo a sciarriarci. La lontananza certe volte è come una medicina. A Rosetta ce lo dico sempre ma lei pensa subito che ho qualche buttana piedi piedi. Lo sai che ti dico? L’anno nuovo ti deve portare quello che vuoi tu, come lo vuoi tu. E basta. Così non c’è bisogno di allungare il sugo.

    Tuo affezionatissimo Vicè

    Carissimo fratello Salvatore
  • 5 commenti a “Carissimo fratello Salvatore (n.4)”

    1. Un sereno 2006 a voi e a chi non ve lo dice pure

    2. grande,con le famose regole-web non sarebbe stato possibile scriverlo, quindi leggerlo.buon anno.

    3. Daniele Billitteri nuovo guru del web a posto di Jakob Nielsen?

    4. Se Vicé diventa modello di riferimento per l’usabilità dei testi è la fine! 😛

    5. Complimenti per la tua simpatica osservazione della realta; ma come fai a sapere queste cose? ti assicuro che hai centrato sicuramente lo stato d’animo casalingo di queste feste a casa da tua o dai mia madre….tanti auguri…. gcm

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