sabato 25 nov
  • Veri toco assai

    L’altra volta ci ho pensato. Perché mi è sceso giù come da un angolo recondito del cervello e l’ho buttato lì: “è tochissimo”, ho detto. “È una gran tocata”, ho fatto poi, a raccontarlo, “non puoi capire è veramente toco”. Dovrei indagare la radice linguistica della parola toco, che ha un omologo efficace nelle espressioni “figo”, “fighissimo”, “‘na figata pazzesca” che si usano continuamente altrove nella penisola. Noi, con il toco, possiamo davvero vantare un’espressione autoctona. Negli anni Ottanta, qualcuno tornò dall’America e impose il nice, anzi il nais, ai palermitani, mi ricordo che si diceva continuamente è “veri nais”, forse qualcuno la dice ancora, per manifestare amore per l’inglese americano o per gli anni Ottanta, o per entrambi i fenomeni (oppure perché gli piace assai). Ci sono espressioni ormai desuete tipo “la mia tacca”, che stava per gruppo di amici, e denominava sia un uso assolutamente personale della parola tacca, sia un movimento alternativo alle più convalidate comitive. Altra definizione sorpassata, “la comitiva”, nel thesaurus del pc, è perfettamente resa con sinonimi tipo combriccole mentre per “tacca” mi rimanda ad incisione, segno incavato, traccia. Che “la tacca” fosse un modo per lasciare il segno nei rapporti amicali?

    Palermo
  • 23 commenti a “Veri toco assai”

    1. e il meuccino??
      Cus’è che l’è?
      Eh?

    2. Un bel termine contemporaneo che significa il contrario di toco è “scrauso”. Suona bene,no??

    3. Il termine “toco” fu inventato nel dopoguerra da alcuni venditori ambulanti della Vucciria che vendevano la “cravatta toca”. Ignoro invece l’etimologia di un altro termine desueto: “sbrechisi”, elegante, che mi sembra comunque un inglesismo.

    4. Altro termine molto usato ma adesso in disuso è “tischi toschi”.

    5. a tignite’ dove lo mettiamo?????

    6. Negli anni ’90 per indicare qualcosa di “figo” si usava il “troppo corna dura”, il cui contrario era il celeberrimo 4P “paru paru pa priessa”.

    7. Qualemente oppure qualmente……

      Mi capita spesso di sentire:
      Sto firmando qualmente che tu mi stai consegnando……
      Oppure:
      Qualmente che tu puoi usare i miei dati anagrafici….

      Non capisco da dove arrivi questa parola?
      Sapete aiutarmi?

    8. Era tantissimo tempo che non sentivo usare la parola “toco”!!!
      Mi rimane un dubbio:qual’era il contrario di toco che si usava in comitiva?

    9. forse si usava dire “tascio” in effetti si usa anche adesso.

      p.s. a Palermo pure io , anche se vivo a Milano. Finalmente un sito come è cristiani. complimenti

    10. altro termine che si avvicina al toco, ed è anche questo un classico direi quasi un evergreen è “ri’ bbella ” oppure ” è un picciotti’ ibbella! ” ma qui entriamo nel palamito classico apriamo altri capitoli.

    11. E siccome Palermo è terra di contrasti, un altro sinonimo di “toco” è “scarso”. Tra amici: “compà ti sei fatto la ferrari nuova?: scarsa!”.
      E poichè il “senza” Palermitano più che privare, accresce il valore l’amico risponderà: “Compà senza macchina sono?”

    12. la megli di tutte: sbrex o sbrechisi
      questo sito ad esempio è troppo sbrechis!

    13. divertente questa discussione!
      io sono russa e vivo a palermo da tanti anni, ma il 90% di queste parole non le avevo mai sentite!

    14. Capisco che l’argomento “toco assai” è molto divertente e tutti noi ripeschiamo termini assurdi e modi di dire fantastici, ma voglio distrarre per un attimo la vostra attenzione da quest’argomento per farvi concentrare su un ‘altro meno divertente ma sicuramente importantissimo. Di seguito pubblico l’articolo di oggi scritto sul sito del corriere, poi commentate voi! Per non dimenticare mai!!!!

      Conterrebbe informazioni «scottanti»:
      anche sull’omicidio di Falcone

      Agenda di Borsellino, sarà sentito l’ufficiale Francesco Arcangioli era stata fotografato con in mano la borsa del magistrato: i suoi movimenti sono stati ricostruiti grazie ai filmati

      PALERMO – Sarà interrogato dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta il colonnello dei carabinieri Francesco Arcangioli, fotografato il 19 luglio 1992 in via D’Amelio con in mano la borsa di Paolo Borsellino che conteneva l’agenda del magistrato mai più trovata. Non è stata resa nota la data dell’interrogatorio né se l’ufficiale sarà sentito alla presenza dell’avvocato difensore. Arcangioli, già stato sentito nei mesi scorsi, ha fornito una versione dei fatti che contrasta con quella di altri testimoni. Ma l’acquisizione di filmati registrati da troupe della Rai e di Mediaset ha fornito ai pm la possibilità di ricostruire le ore successive all’attentato, compresi i movimenti dell’allora capitano Arcangioli.

      IL MISTERO DELL’AGENDA – Sull’agenda, secondo quanto riferito dal tenente dei carabinieri Carmelo Canale, che era collaboratore di Borsellino, il magistrato annotava le cose più importanti. L’ufficiale dell’Arma, sentito dalla procura di Caltanissetta, ha affermato che in quell’agenda ci poteva essere scritto qualcosa circa l’attentato a Giovanni Falcone. Quando la polizia consegnò la borsa alla famiglia del procuratore aggiunto non c’era traccia dell’agenda rossa. Venne trovata, invece, una rubrica in cui Borsellino segnava tutti gli appuntamenti.

      06 febbraio 2006

    15. Ieri appena rientrata ho sentito di sfuggita il servizio del Tg5 sulla vicenda: “mistero dell’agenda Borsellino/Arcangioli”
      E la cosa mi ha a dir poco sconvolta….
      La domanda che nasce spontanea è: come mai si è atteso tutto questo tempo prima di rendere nota la notizia e procedere agli interrogatori?Mahhhh tutto ciò è davvero poco “SBREX” caro Inchiappa mi auguro che la magistratura faccia presto luce su questo presunto “mistero” che siamo stanchi inghiottire amaro ogni qual volta vengono alla luce nuovi e scottanti elementi su tali accadimenti che ci toccano così da vicino….

    16. Ciao ragazzi,
      l’avete mai sentita nominare a Niculietta a tri mutura….??

    17. A Cagliari si dice “togo” con lo stesso significato del vostro “toco”.
      E usiamo anche la parola “mischino” con lo stesso identico significato del siciliano… :S

    18. Chiara hai sbagliato argomento?

    19. Invece “tischi toschi” si usa ancora, eccome!
      Per tutti quelli che usano quell’inflessione ridicola, tipo bambini “ritardati”, per mascherare le origini palermitane (lo fanno meno gli altri siciliani). Vai a capire perché: fiorentini, romani, napoletani, etc. sono fieri delle loro inflessioni; solo a Palermo gli scimuniti tischi tioschi. In realtà è talmente ridicola questa “parlata tischi toschi” che invece di nascondere l’origine la rivela essendo unica e riconoscibile immediatamente come scimunizione palermitana.
      La miiiinchia, paléeeermo, che miiinchia disci, etc.
      Ne esistono diversi esemplari – la maggior parte dei nuovi reclutati – tra i giovani lettori di notizie (pubblicisti? neo-giornalisti?) a TGS. Li reclutano apposta in quel modo? Ce n’è uno che è una via di mezzo tra il frocetto e il bambino ritardato con quella vosciiina e il suo parlare tischi toschi.

    20. A proposito di “tacca” termine usato per indicare la comitiva o la combriccola di amici, io ho sentito questa parola accostata a “coccio”, “coccio di tacca” con un accezone negativa, ad indicare una persona piuttosto vivace…quasi sinonimo di “scanazzato”.

    21. *accezione

    22. Dalle perti di Bergamo usano “togo” da tempo immemore.

    23. cara daniela, mia madre, ex ragazza degli anni 80 palermitani, mi chiede di scriverti scherzosamente:
      “ma sei del fiamma? E hai uno zippino?”

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