sabato 25 nov
  • “In un altro paese” a “La Storia siamo noi”

    Due appuntamenti di oggi riguardano la storia di Palermo attraverso due sue figure-chiave e i passi avanti effettuati.

    Stasera alle 21:00 al Metropolitan (viale Strasburgo, 368) verrà proiettato In un altro paese, film documentario che ricostruisce la storia della mafia a partire dalla prima repubblica per poi giungere al maxiprocesso antimafia di Palermo, raccontando il lavoro dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e la loro morte. Il film è tratto dal libro di Alexander Stille Excellent Cadavers: The Mafia And The Death Of The First Italian Republic, riadattato da Vania Del Borgo e Marco Turco. L’ingresso è a inviti da ritirare presso la redazione di Repubblica Palermo.

    È dedicata a Palermo, all’identità della città e ai cambiamenti degli ultimi anni la puntata di oggi de La Storia siamo noi di Gianni Minoli su Rai Tre in onda alle 8:15 e alle 0:40.

    Palermo
  • 10 commenti a ““In un altro paese” a “La Storia siamo noi””

    1. Volevo proprio parlare della puntata di “La storia siamo noi” andata in onda ieri sera. Premetto che da 4 anni vivo a Milano e quindi quando vedo scritto da qualche parte Palermo o sento parlare della mia città non posso fare a mano di ascoltare e prendere parte alla discussione. Ieri però mi è sembrato che si facesse della propaganda e non una puntata sulla mia amata città. Si è parlato, anzi il caro Diego ha parlato, di quello che è stato fatto per la città, di quello che si dovrà fare, del fatto che palermo è una bella città, anzi una grande città che piano piano sta andando in Europa. Hanno parlato assessori, responsabili della comunicazione, il sindaco insomma tutti “porci grossi” come direbbe qualcuno. Tutti pieni di belle parole. A sentire loro Palermo è la città più bella di tutte, tutti dovrebbereo trasferirsi lì.
      Bene capirete anche voi che così non è. Io amo la mia città ma, ogni volta che torno, mi rendo conto che non si fa un passo avanti. Parlo con i miei amici e mi sento dire “tutto apposto, tutto uguale”. Sostanzialmente non cambia nulla ma se ascolti chi ci amministra la città è in piano fermento…. ma dove?? Lo cerco questo fermento ma ancora non l’ho trovato.
      E non parlo della sfera lavorativa.
      Io lavoro in una agenzia pubblicitaria a Milano e l’unica cosa che vedo è che quei pochi imprenditori che investono in pubblicità lo fanno qui al nord. Cioè i nostri soldi, nè miei nè vostri ma di imprenditori siciliani, finiscono per rimpinguare le già stracariche casse delle agenzie milanesi.
      Allora fate parlare i giovani, fate parlare chi si sbatte o lavora al call center pur avendo prestigiose lauree e costosissimi master. Chiedete a loro se sono in fermento.

    2. Il film documentario “In un altro paese” è semplicemente agghiacciante, la storia recente dimostra ke la situazione oggi in Italia è uguale o peggiore a prima, il sacrificio di Falcone e Borsellino è vano se il popolo italiano continua ad andare alle urne senza nessuna consapevolezza nessuna responsabilità del gesto.. verrebbe da dire: “tutto è cambiato affinchè nulla cambi” la mafia non uccide + xkè semplicemente nn ne ha + bisogno, questo xkè riesce con le leggi di un governo corrotto ad ostruire il lavoro dei magistrati, quegli stessi magistrati/uomini ke hanno lavorato fianco a fianco ai nostri eroi Falcone e Borsellino. Rabbia, solo rabbia, la stessa ke ci ha condotto nel ’92 ai funerali di Borsellino, è quella ke serve ora per far capire a qualsiasi governo subentrerà ad Aprile ke noi palermitani vogliamo vedere in carcere i colpevoli di quelle stragi, in carcere ki ha ricoperto di sangue le strade dove i nostri figli sono cresciuti, in carcere ki non ci da la possibilità di essere LIBERE!!! Allora si ke Diego Cammarata potrà accomunare la nostra alle altre città d’Europa, solo dopo avere spedito il suo compagno di partito Dell’Utri in carcere….

    3. Ho visto anch’io il film-documentario “In un altro paese”,le scene di sangue e i volti dei protagonisti di quegli anni di fuoco lasciano senza parole..E’ facile scadere nella retorica,ma il commento nasce spontaneo:sembra che,ad oggi,tutto sia caduto nell’oblio. Ma c’è chi non ha dimenticato. C’è chi cerca ancora il giusto riscatto e aspetta di vedere in galera,non solo chi ha premuto il bottone delle autobombe,ma chi serpeggia fra i palazzi sicuro del proprio intoccabile strapotere.Allora che vengano divulgati senza remore documentari come questo,affinchè la gente prenda consapevolezza,impari a votare con coscienza,non si copra gli occhi di fronte ad evidenti corruzioni,collusioni,intrighi politici e si ribelli ad 1 realtà di governo che addiruttura,fra le innumerevoli schifezze,si arroga pure diritto di prendersi gioco di magistrati che compiono il proprio dovere.Quelle stragi devono essere la nostra memoria. Rileggendo le ultime righe del libro di Marcelle Padovani,autrice dell’intervista a G.Falcone,viene 1 colpo allo stomaco.Falcone diceva:” Si muore generalmente perchè si è soli o perchè si è entrati in un gioco troppo grande.Si muore spesso perchè non si dispone delle necessarie alleanze,perchè si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere”.

    4. Ciao Totò.
      Sono Totò, Fatti sentire quando scendi che con Ago organizziamo una bella cucita assieme, come non se ne facevano dai tempi dell’università
      ahhhhhhhhhh bei tempi!

    5. ciao totò come stai? e tua figlia o figlio? quando scendo ci vediamo sicuramente lavori sempre in quella grande enoteca?

    6. Figlia. Ho una splendida bambina che sta bene.
      Quando vieni ti offro una botte di vite

    7. ma allora dei tre ex colleghi asolo uno ha sfornato maschi gli altri solo donne.. ci sentiamo quando scendo.

    8. Maschi???

      Ne hai un altro?

    9. ma perchè non vi mandate delle mail?
      o vi sentite telefonicamente????
      Ciao a Totò e Totò

    10. scusate ma come posso fare per vedere questo film documentario, visto che l’ho perso l’altra sera?
      Tony Siino aiutami!

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