giovedì 17 ago
  • Un bilancio di Vuccirìa

    È possibile, talvolta, che inaspettate energie, quasi all’unisono, si mettano all’opera per realizzare un progetto comune: individui da parti diverse, a volte senza conoscersi, a volte conoscendosi appena, quasi che i tempi siano maturi, superano ogni ostacolo, logistico, economico, fisico e si attivano per realizzare un obiettivo che diventa sempre più comune e prioritario. Quando questo accade, purtroppo molto raramente, quando a fare questo sono professionisti, quando l’obiettivo è l’arte, sembra quasi aprirsi un mondo misterioso ed inesplorato.

    Questa è la cornice magica di Vuccirìa, un progetto che per la prima volta raccoglie molti dei talenti musicali dell’isola attorno a un’idea: quella delle nostre radici culturali; attorno ad una speranza: quella che l’arte possa ancora essere il luogo del sognare. Si sono raccolti attorno a questo progetto artisti di cultura e matrice spesso lontanissime. Ognuno ha fatto anche più di quanto poteva: il Sindaco ha supportato l’iniziativa dal suo nascere garantendo che l’amministrazione comunale trovasse una copertura economica quando sembrava impossibile; gli artisti sono intervenuti solo per il piacere di esserci senza alcun compenso; gli sponsor hanno appoggiato l’iniziativa consentendo di ospitare a Palermo cinque importanti direttori di festival nazionali; l’Ufficio Grandi Eventi si è adoperato nella risoluzione dei soliti infiniti problemi logistici con una rinnovata partecipazione e disponibilità; Sintesi Cultura che produce l’evento, lo ha fatto mettendo in campo le migliori energie senza guardare limiti di tempo e denaro; Teatrodelsole ha realizzato un CD straordinario per lasciare memoria di questa manifestazione; World Music Magazine ha realizzato e distribuito in tutta Italia una splendida raccolta di musica siciliana, che è stata presentata a Palermo proprio con Vuccirìa, ed il direttore, il mio amico Pietro Carfì, ci ha supportati per tre mesi attivando le sue amicizie e non risparmiando preziosi consigli ed affettuosi rimproveri.

    Che dire? Vuccirìa si è conclusa l’altroieri, ma piuttosto che la fine di un festival è forte la sensazione che qualcosa di importante sia iniziato. Dietro le quinte artisti che operano in Sicilia, spesso da decenni, si sono incontrati per la prima volta e sul palco e dietro le quinte sono nate spontanee collaborazioni; invece della classica, e tutto siciliana, ricerca della critica, abbiamo assistito ad un continuo scambio di complimenti ed appoggi, anche da parte di chi non è stato possibile inserire nelle varie antologie o nelle serate di spettacolo; è chiaro a tutti che Vuccirìa è un luogo di tutti, uno spazio aperto che lascia spazio solo alla musica. Resteranno indelebili nella memoria le emozioni di questi giorni: il premio dato ad Elsa Guggino, amata e rispettata rappresentante del Folkstudio; le percussioni di Alfio Antico; le note di “Quannu moru”, il testamento spirituale di Rosa Balistreri, affidato alla magica interpretazione di Etta Scollo, – senza vergogna confesso è la prima volta che piango ad un concerto; ed ancora le sorprendenti acrobazie acustiche de Ipercussonici; solo per citare alcuni momenti che tra gli altri hanno contribuito a rendere unica questa manifestazione e che hanno già lasciato una traccia indelebile in chi scrive, e so per certo in molti degli spettatori.

    Certamente abbiamo realizzato, con mio orgoglio, un “piccolo” evento nella Città di Palermo, lontano dai bagliori e dai lustrini patinati! E’ un progetto fatto col cuore e l’entusiasmo di tanti addetti ed artisti, che si sono rivelati straordinari, nel quale l’ineguagliabile scenario della Vucciria, ed il pubblico vivo ed attento, sono stati probabilmente una delle parti più rilevanti dello spettacolo stesso. Arte, finalmente, che parla, che ha canta la nostra lingua, quella contandina, antica, dei nostri padri, una lingua antica cantata per unire e non per dividere, ad un pubblico ed un quartiere che non poteva essere più generoso, entusiasta, affettuoso.

    Ospiti
  • 6 commenti a “Un bilancio di Vuccirìa”

    1. Ed io che non sono riuscita ad esserci…dove posso trovare il CD?
      Help me, please!

    2. 1) World Music Magazine (bimestrale con allegato Autori vari – Tribù Italiche: Sicilia) a Palermo si puo’ trovare:
      Feltrinelli, via Maqueda, 395/399
      Ricordi Mediastore, via Cavour, 133/141.
      Costo 10 € (dalle info sul sito http://www.worldmusiconline.it).

      2) Per il CD prodotto dal Teatrodelsole Giovanni ci illuminerà sui punti di distribuzione e costi.

    3. World Music Magazine (Gennaio-Febbraio 2006)
      La tracklist di Tribù Italiche n. 76, Sicilia.

      Amuri, amuri quantu si luntanu (Elsa Guggino)
      Cumpari ninu (Alfio Antico)
      Atturna (Lautari)
      Taro (Dounia)
      Frammento Primo (Carlo Muratori)
      Nektune (Nakaira)
      E a la vo’ (Sara Cappello)
      Santaluciota (Laboratorio Aglaia)
      Ballettu (Sostene Puglisi)
      Vinni a ccantar’ all’aria scupertu (Giacomo Ganci, Giuseppe Dico, Arcangelo Mugavero)
      U sali, u sali (Santo Minardi)
      Gibbia d’acqua amara (Fratelli Mancuso)
      Christos anesti (Complesso Bandistico Giuseppe Verdi di Mezzojuso)
      E Ggiuda si nne pagani di la Judèja (Michele Bellomo, Cataldo Raimondi)
      Viddaniska (Mario Incudine)
      Vicaria (Laura Mollica)
      Guappa (Merola Matrix)
      Scambi (Ipercussonici)
      Ronda rundedda (Angela Trigila)
      Quannu moru (Rosa Balistreri)
      Passaggio a sud-est (Enzo Rao)
      La città dei poeti (Compagnia di navigazione)

    4. Nel corso della manifestazione era possibile ottenere gratuitamente la compilation del vucciria acquistando due cd tra cui la rivista world music magazine. Credo che teatro del sole per qualche tempo manterrà l’offerta. in ogni caso provare a contattare teatrodel sole attraverso il sito vucciria: info@vucciria.org.
      saluti
      giovanni callea

    5. VUCCIRIA FESTIVAL……FINALMENTE!
      “Sotto ogni latitudine il dilemma irrisolto della musica popolare sta sospeso tra due piloni estremi: l’appassionato rigore filologico di quanti vogliono preservare intatte, memorie e tradizioni in quanto fedele testimonianza degli ambiti socio-culturali che le hanno generate e, di contro l’ardire estetico di chi e’ propenso a restituire attualita’ al linguaggio dei padri innestandolo nella viva realta’ del presente”. Mi piace iniziare la mia piccola cronaca riportando la riflessione fatta da Gigi Razete, raffinato musicologo e giornalista palermitano, che ha scritto del Festival VUCCIRIA su Repubblica , con l’acutezza di chi conosce e comprende i procedimenti lenti ma continui, i cammini diversi e le diverse possibilita’ del cantare in siciliano. Mi e’ piaciuto il suo “sguardo lungo” che ha colto nel FESTIVAL VUCCIRIA SONORITA’ POPOLARI CONTEMPORANEE, una buona occasione per riflettere sulla condizione attuale della musica popolare siciliana, sulle sue derive, sui suoi diversi linguaggi, sui suoi artisti spesso tanto straordinari quanto poco valorizzati. La rassegna, promossa dal Comune di Palermo, e’ frutto di richieste travagliate ed incessanti da parte di un Comitato Sostenitore di cui fanno parte gli artisti di musica popolare siciliana Sara Cappello, Alfredo e Letizia Anelli, Laura Mollica, Francesco Giunta. Il Comitato da tempo si e’ fatto portavoce presso l’Amministrazione Comunale di Palermo, e non solo, dell’assoluto disagio in cui versa la musica siciliana e della necessita’ di attenzione e valorizzazione di cui ha bisogno. Grazie ai suggerimenti di Giovanni Callea ed alla sua Direzione artistica, alla sensibilita’ del Comune, alla organizzazione tecnica di Sintesi, e’ stato creato il Festival che si e’ svolto i gg. 17-18-19-febbraio 2006 nella ex chiesa di S.Eulalia dei Catalani in via Argenteria 33 alla Vucciria di Palermo, antico mercato, simbolo della citta’. ALFIO ANTICO, SARA CAPPELLO, CARLO MURATORI, LAUTARI, NAKAIRA, ALFREDO E LETIZIA ANELLI, ETTA SCOLLO, I PERCUSSONICI, MARIO INCUDINE, ASTERISKOS, LAURA MOLLICA, CECILIA PITINO, FRANCESCO GIUNTA, I BEATI PAOLI, LABORATORIO AGLAIA, NUKLEARTE, SUN, GIOVANNI VERGA DJ, NANOU PLANES, sono stati gli artisti del festival, visitatissimo in tutte le tre serate, vario, intenso, sfaccettato ed impreziosito da ospiti come Elsa Guggino e Franco Scaldati. Un cartellone esaustivo: dal rispetto musicologico della tradizione, alle atmosfere elettroniche, alla classicita’ in evoluzione, alle stratificazioni multietniche, alle forme contemporanee. Il bimestrale WORLD MUSIC MAGAZINE diretto da Pietro Carfi’ ha collaborato con il Festival palermitano allegando alla rivista un disco della collana TRIBU’ ITALICHE dedicato ai musicisti siciliani. Un secondo cd, “Vucciria.org,” un’ampia selezione antologica di musica popolare siciliana, e’stato presentato in Vucciria Festival, prodotto da Cielozero. Fuori, nelle notti, la citta’ antica, fatiscente, quasi spettrale, un mercato quasi non piu’ esistente, odori, cibi, antichi e dimenticati, favi a cunigghiu, fasoli cu l’accia, vino, stigghioli, musica e dialetto,suoni antichi e moderni, parole in liberta’ ….palermitani richiamati di sera alla Vucciria, con naturalezza, ma straniti da tali commistioni, da tanto dialetto cantato, tutto in una volta sotto un cielo freddo di un febbraio profumante di …dialetto e stigghiole. Allora, ad una prossima edizione del Vucciria Festival, ad una collaborazione piu’ intensa con le Amministrazioni sensibili che hanno a cuore la crescita civile e culturale della citta’ ad un costante recupero di memoria e dialetto. Sara Cappello

    6. A vucciuria

      Araciu araciu camina lu carrettu,
      nta na trazzera china di pirciali,
      trasporta pisci, pisci chi veni du mari,
      nca nta la notti scura li piscatura eru a piscari,

      Lu carritteri eni pagatu,
      e a la vucciuria li sta purtannu,
      ancora satanu e si senti lu sciatu
      lu suli s’affaccia lu carrettu é arrivatu,

      La pisca di la notti fù pisca eccellenti,
      sardi, mirruzzu e pisci spada foru li clienti,
      e a lu mercatu la genti veni,
      pi chinchiri li panara di stu beni,

      Cu a palermu un c’é mai statu,
      e nun canusci stu mercatu,
      ca di aranci limiuna e mandarini é culuratu,
      e sulu sulu a senti stu sciavuru di lu pisci friscu friscu piscatu,
      e la vuci di lu palarmitanu arrabbiatu,
      nca vinni acitu pi vinu prigiatu,
      allura nun po canusciri la vucciuria,
      stu teatru nca di palermu ni fa un cuatru….

      Ecco una parte di una poesia che ho scritto 20 anni fà che si intitola, “A vucciuria”.

      Sono originario della provincia di Palermo, ma vivo à Bruxelles da più di 30 anni.

      Sono pittore, scultore, grafista e poeta.

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