domenica 20 ago
  • Istruzioni per utilizzare il cielo come un boomerang

    Cielo elettorale

    La semiotica studia gli effetti di senso. Come si costruisce e come funziona il senso comune.

    Significa che assume una posizione precisa rispetto a ciò che analizza, non il punto di vista del progettista, non quello del tecnico bensì quello del passante, di chi magari per caso, si ritrova a praticare il senso in situazione.

    In questi giorni Palermo è piena di manifesti elettorali, opera magari di importanti agenzie di marketing, altre volte piuttosto artigianalmente composti dal grafico-supporter di turno a titolo volontario, tutti comunque “progettati” per persuadere, perché il loro impatto, la loro efficacia possa ottenere il massimo in termini di consenso.

    Ecco, quello che spesso non si considera nella progettazione dei manifesti elettorali è il loro essere in situazione, il contesto d’uso nel quale il lettore si ritroverà ad interagire con il manifesto. E allora accadono cose divertenti.

    Per esempio, fino a qualche giorno fa, all’altezza del cavalcavia vicino al Motel Agip si + venuta a creare una curiosa composizione. Avete presente la campagna dell’Ulivo con la famiglia costretta dentro gli spazi angusti? Ecco, quella campagna è stata modificata in corsa con un’apertura, la famiglia prima rappresentata soltanto nella sua condizione di malessere, negli ultimi manifesti si libera, alza il coperchio che la opprime ed intravede uno scenario di libertà figurato dal cielo. Il cielo diventa figura della libertà e del benessere: buona idea, se non fosse stata già ampiamente sfruttata dallo schieramento opposto. Da una decina d’anni a questa parte, laddove appare il faccione sorridente di Berlusconi, dietro il cielo, non si scappa. Diciamo, quindi, che i pubblicitari che hanno progettato la campagna per l’Ulivo non si sono spremuti troppo, hanno trovato una figura bella e pronta e l’hanno riutilizzata senza farsi troppe domande.

    Diciamo anche che tutto sarebbe andato abbastanza liscio in una logica di testo finito, chiuso, considerato in assoluto: l’associazione cielo-benessere è tutto sommato abbastanza scontata da passare inosservata nella logica dell’annuncio. Se non fosse che…i manifesti non vengono quasi mai esposti isolatamente per le strade, spesso entrano a far parte di un sistema di supporti che li incrocia, li mette in relazione fra loro, a sistema per l’appunto. Ancora più spesso, i manifesti elettorali vengono appesi dove capita in una logica di abusivismo che ogni palermitano conosce bene.

    Vado al dunque. Passando per la circonvallazione, fino a qualche giorno fa, si poteva ammirare il manifesto dell’Ulivo con tanto di famiglia che si libera dall’oppressione alzando il tappo e ritrovando il cielo e la libertà, subito sotto il manifesto di Forza Italia, in cui continuando la figura del cielo dal manifesto sottostante si arrivava direttamente al volto del presidente del consiglio, sorridente, impegnato a lanciare le sue proposte elettorali.

    Come a dire, che quella che sembrava liberazione, secondo le intenzioni del manifesto dell’Ulivo, magari tanto liberazione non è.

    (p.s. scusatemi se ho postato poco!)

    (l’immagine è tratta da ilGiulivo.com)

    Palermo
  • 4 commenti a “Istruzioni per utilizzare il cielo come un boomerang”

    1. e se pensassimo, invece, che il senso non è altro che un sovra-senso appositamente studiato da quanti i manifesti li affiggono?!?!?!
      naturalmente, è fantascienza…!
      (… o no?)

    2. bella,
      questa me la vendo a lezione di semiotica col prof. marrone….

    3. Nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto passa da una forma all’altra 😉

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