giovedì 21 set
  • Trent’anni di radio e tv private

    Lucio Luca - Prove tecniche di trasmissione

    La tecnologia aveva ancora i calzoni corti quando i videoregistratori portatili erano macigni appesi a una tracolla che torturava le spalle come una croce da processione pasquale. Quella che pomposamente veniva chiamata «troupe» era in realtà una coppia formata da un operatore di ripresa e da cronistello sbattuta da un capo all’altro della città appresso a omicidi e inaugurazioni.
    Due poveri cristi che trascinavano un’attrezzatura completa di telecamera, cavo di collegamento, il videoregistratore delle torture, una lampada, una batteria discretamente pesante e un microfono con un altro cavo ancora più lungo. E via così di servizio in servizio, di corsa sul luogo della notizia e poi svelti in redazione per montare riprese e interviste e registrare un testo. Accadeva spesso, però, di trovare una fila lunga così davanti alla sala montaggio, centro di produzione che nello spazio di una giornata doveva sfornare telegiornali, programmi sportivi, varietà, pubblicità di prodotti improbabili, e in qualche caso anche teleaste, spogliarelli e giochi a premi.

    Era questa la sana follia delle televisioni private dei primordi, raccontate ora da Lucio Luca nel libro “Prove tecniche di trasmissione” (Sigma edizioni, 213 pagine, 13 euro) che Tano Gullo ha presentato alla libreria Feltrinelli di via Maqueda. Il libro è un viaggio lungo trent’anni di memoria che recupera storie, aneddoti e protagonisti di quella rivoluzione gentile che fu la nascita delle radio libere prima e delle emittenti televisive dopo. Accadde tutto in un anno, in quel 1976 che d’improvviso, in una Palermo grigia più che mai, eruttò una colata di creatività artigianale, raffazzonata, magari cialtrona, sicuramente povera ma bella. Antenne e ripetitori spuntavano uno dopo l’altro come bastoni di sciamani che evocavano il rock, la dedica alla fidanzata, lo sberleffo, ma anche l´informazione libera.

    “Prove tecniche” stuzzica la memoria, rispolvera episodi ormai sepolti dagli anni, e fa riemergere da chissà quale baule conduttori, comici, vallette e trasmissioni che a modo loro hanno scritto una pagina di storia di questa città. E allora alzi la mano chi non ha canticchiato almeno una volta “Io vedo Cts” rispondendo al telefono mentre Ferruccio e Marcello motteggiavano sullo schermo, chi non ricorda Burruano e Li Bassi che millantavano imprese americane negli “Zii d’America” e chi non ha aspettato davanti a uno schermo nero con il logo di Tele Sakura il film sexy di mezzanotte annunciato da un’eterna scritta lampeggiante. «Alla fine sono diventato famoso perché ho sfidato i puritani di questa città», confessa nel capitolo a lui dedicato Settimo Cacicia, l’inventore di “Video tabù” del venerdì sera di Tele Sakura. Finì in tribunale, fu condannato, poi assolto in appello, ma di lì a poco il porno in tv fu vietato per sempre.

    Dalle parti del proibito stava anche un altro mito delle notti via etere palermitane, “Blue Night” di Pippo Trevis, il programma di Tele Star che faceva spogliare in studio le casalinghe mascherate da un cappuccio. Come racconta la moglie, era lo stesso Trevis a chiamare un numero telefonico scelto dal pubblico e a proporre lo strip tease in diretta alla signora di turno. «Una di queste, dopo aver ascoltato il discorsetto di Pippo, passò la cornetta al marito, e giù parolacce a mai finire. «Pezzo di cornuto fai spogliare a tua sorella». E Trevis, impassibile: «La ringrazio. Devo dedurre che la sua signora non accetterà il nostro invito. Peccato». Anche Trevis finì incriminato per atti osceni ma ricevette la sincera solidarietà di un gruppo di carcerati, fedelissimi del suo programma, che dalla seconda sezione dell’Ucciardone gli spedirono una lettera tanto sgrammaticata quanto accorata.

    Il viaggio continua per ritrovare “Più meglio della Rai”, altro caposaldo di Cts, quando Angelo Butera e Toti Piscopo coinvolsero Renzino Barbera e un altro gruppo di comici palermitani nella surreale sit-com di “TelePatrizia”, che faceva il verso alle televisioni «vere». E poi “Sotto l’erba” di Salvatore Geraci, “Il pomofiore” di Gianni Creati, “Amici per la palla”, rimasta celebre per le sfide di abbuffate in diretta, ma, soprattutto, la trasmissione-cult per antonomasia, “Io vedo Cts”, imperdibile appuntamento del tardo pomeriggio di quel lontano 1978. Franco e Ciccio erano ancora attivi ma in quel momento la coppia comica palermitana divenne quella formata da Ferruccio Barbera e Marcello Mordino, il lungo e il corto, il fighetto e il «cagnolo». Nacquero i personaggi di Toti Speciale, l’inviato «troppo speciale», di Toni Fulmini, il meteorologo, e lo spot dell’improbabile “Sprizzi Sprazzi, il bagnoschiuma al lime dei Ficarazzi”. Il clou della trasmissione era la telefonata in diretta a un numero a caso: chi rispondeva da casa cantando senza esitazioni il motivetto “Io vedo Cts” vinceva un ricco premio. Solo che qualche volta la telefonata a sorpresa arrivava in momenti poco opportuni, interrompendo una lite coniugale, una seduta spiritica o addirittura una veglia funebre. «No, non vi conosco, scusate ma c’è il morto nell’altra stanza», fu una volta la gelida risposta alla cornetta. «Non puoi capire che cosa successe in studio», ricorda Mordino nel libro.

    Sono passati trent’anni, la tecnologia è cresciuta, gli operatori girano con telecamere betacam ultra sofisticate che non hanno bisogno di videoregistratori portatili e gli artigiani sono diventati professionisti. Qualcuno ha smesso, qualcuno ha fatto carriera altrove, qualcun altro, invece, è ancora lì, per fortuna, con un occhio al monitor che rimanda la sigla d’apertura e uno all’operatore che sta per dargli il via. Signore e signori buonasera, e altri trenta di questi anni.

    N.d.R. (nota di Rosalio): l’articolo è stato pubblicato anche su Repubblica Palermo.

    Ospiti
  • 27 commenti a “Trent’anni di radio e tv private”

    1. mitico “io vedo cts”. ricordo quando risposero le mie vicine di pianerottolo, signorine ottuagenarie che fecero simpatia alla coppia tanto da meritarsi una intervista posto casa, con tanto di cavi per i faretti passati tramite prolunghe anche a casa mia.
      penso che un libro così non possa che fare piacere ai protagonisti ed agli spettatori di allora.
      sicuramente in questo momento ferruccio guarda e sorride…

    2. complimenti lucio! deve essere interessantissimo, tv e radio ma in fondo storia del costume, storia dei palermitani…lo leggerò con curiosità.

    3. Grazie di cuore a tutti e se lassù Ferruccio sorride vuol dire che a qualcosa questo libro è servito…

    4. Comprerò il libro. Sono curioso.

    5. veramente bello… mi è sembrato di tornare sedicenne…
      grazie Lucio

    6. Erano anni di senza tempo,fermati adesso da questi fogli leggeri;anni rincorsi,perduti,che hanno saputo ritrovare la via del ritorno, dritti negli occhi:vorrei un telecomando speciale..Ferruccio eccoti..

    7. “io vedo CTS, la vedo tutti i gorni”..con due lire si facevano trasmissioni di successo.
      E adesso l’immonda sporcizia.
      Sarà solo nostalgia dell’adolescenza?

    8. semplicemente meraviglioso…un tuffo sul passato delle tv…quanti ricordi !!!
      il tutto condito da foto e interviste sulle migliori trasmissioni palermitane che allora erano seguitissime…anche io sedicenne partecipai come pubblico e parecchie volte a..io vedo Cts…bei tempi sicuramente.
      Ma un saluto lassù a Ferro e d’obbligo..grazie per avere inventato un nuovo modo di fare televisione insieme a Marcello.

    9. vorrei parlare all’autore del libro..qualcuno può aiutarmi?

    10. Ciao Dadina, l’e-mail di Lucio Luca è l.luca@repubblica.it

    11. ciao billi da emanuele

    12. Bravo Lucio,
      perchè il tuo è stato davvero un lavoro completo e lo dimostra un particolare: ricordarsi di “Io vedo cts” poteva essere anche normale, ma di “60′ minuto” di calcio a 5 su Radio Day, che pure ha incollato sulle radioline migliaia di palermitani e non, era piu’ difficile….Grazie Lucio e forza Ficuzza…

    13. …ma ve le ricordate le pseudo aste, credo a canale 59, con il banditore (mi pare un certo Mario Qualcosa) famoso per la sua voce fouoricampo “Signora Maria, signor Pino, signor Lo Piccolo presto ai telefoni….. SQUILLA! SQUILLA! SQUILLA!” con i suoi prodotti di “grande marca” tipo CAPSONIC!
      lo guardavamo tutti…

    14. Ciao . Ma la caratteristica di io vedo cts era anche lanciare delle sigle di chiusura molto belle. IO ricordo solamente love on the rock’s di neil diamond . qualcuno di voi ricorda le altre sigle finali?? Mi piacerebbe scaricarle!! grazie

    15. Ragazzi pagherei per rivedere una puntata della trasmissione quella “SQUILLA, signora Maria”. Qualcuno sa se c’è qualcosa su internet?

    16. Salve a tutti,sono un’appasionata di “io vedo cts”,ma purtroppo non riesco ad avere i video che trasmettevano in tv su cts…lady mara ecc..se qualcuno di voi sa dove e come posso fare per averli per favore mi mandi un e-mail a fafulicchia24@hotmail.it
      P.S=Vorrei tanto rendere felice mio padre con questi video comici,quindi vi prego aiutatemi!!!!

    17. Ciao a tutti da piccolo sono sempre stato appasionato di tv e radio private aver letto il tuo libro caro lucio e stato un onore per me anche perche non ho potuto vivere quegli anni perche ero piccolino pero quando qualcuno mi parla di io vedo cts o il pomo fiore adesso so rispondere benissimo grazie a te e al tuo libro voglio ringraziare anche tutti colore che anno dato vita a questi magnifi anni di tv e radio private a palermo peccato che non si trovano piu ragazzi con la stessa passione vostra complimenti per quello che avete fatto. se qualcuno sa dove potrei trovare qualche puntata di io vedo cts o il pomo fiore srcivetemi su radioideaitalia@libero.it ve ne sarò molto grato

    18. mitico pippo trevis a quel tempo lavoravo come cameramen,e non ho persa neanche una di puntate di blue night,in quel peridio il mio soprannome era “bille'” e anche in mezzo alla trasmussione dovevamo correre a montepellegrino,perche qualcuno ci spegneva il ripetitore del segnale;,sono passati 30 io vivo negli usa .che bellissimo periodo/silvio

    19. ciao a tutti nel 1981 oppure82 nn mi ricordo bene la data ho partecipato all’aplausometro ex pomofiore ho anke vinto era una gara di ballo liscio kome potrei fare per poter accedere ad un arkivio delle puntate, oppure mi konsigliate voi??vi ringrazio in anticipo (adesso ho dei ragazzi e vorrei farglielo vedere)grazie ciao a tutti

    20. Ciao a tutti. Tanti ricordi di sogni di cose da immaginare di cose da realizare, grafica realizata con una titolatice e con l’amiga 500,cercare di entrare in testa di Massimo Romano, prendere in giro Mario Giglio mentre leggeva il tg, assecondare Nini Geraci mentre faceva le aste, trovarsi tra le liti dei Trevis, erano anni belli forse perche ero giovane e facevo sogni, avevo entusiamo e voglia di fare. Sono Sax RVM e Montaggio, cameraman, tecnico e regia in assenza di Pippo Biondo. Tutti davano il loro meglio e sognavano un salto al TRM, al TGS, al CTS omagari al canale 5, sogni, sogni, sogni. Se qualcuno mi ha riconosciuto mi puo trovare al
      tzsakis@in.gr

    21. Ciao a tutti, chissà che qualcuno di voi si ricordi della sigla del programma “IO VEDO CTS” o simili che trasmetteva a metà degli anni 80, nella quale c’erano due bambini che giocavano in una villa di Mondallo con un cane, con un bel “bacio” finale al gusto di caramelle?!
      Quel bambino, dai capelli rossi sono io e sto cercando da anni quel video. Se qualcuno sa come posso fare ad averlo, mi faccia sapere. Grazie

    22. ragazzi come si intitola la canzone della sigla finale di io vedeo cts?

    23. Ciao ragazzi, leggere questo articolo mi ha emozionato e riportato nel passato.
      Io sono il nipote di Pippo Biondo il “banditore” di aste televisive sulla sua (ormai chiusa da anni) TeleRegione. Sono felice perche mio nonno scomparso nel 2003 cmq ha lasciato un simpatico ricordo, come su citato i famosi “Squilla”, “La signora Maria” e tante altre famose sue frasi.
      Ormai è tutto diverso tutto troppo finto, a quei tempi invece in tv c’era gente che faceva sul serio.
      Un ricordo simpatico è quello di quando per sbaglio sono passato davanti alla telecamera (avevo solo 7 anni) mentre mio nonno presentava degli articoli. Oppure quando sono nato mio nonno tra un’asta e l’altra faceva passare delle immagini di auguri che festeggiavano la mia nascita. Scusatemi per il mio navigare malinconico tra i ricordi, spero possiate capirmi.

    24. Adoro quel periodo, non è per essere nostalgico ma non cambierei quegli anni con quelli odierni….manco morto!
      Mi accodo anch’io alla richiesta delle colonne sonore; se qulcuno ricorda i titoli delle sigle di chiusura di Io vedo CTS potrebbe indicarli?
      Grazie

    25. Ok…una l’ho trovata! non so chi la canta, il titolo è Livin’ It Up.

    26. Ciao a tutti. Che tempi ragazzi, quella di “blue night” era vera televisione. Sono Marcello, Camera centrale e tante altre cose che si facevano in tv per crescere con la speranza di crearsi un futuro nell’ambiente. Si, mi ricordo di Sax,di Pippo Biondo di Ninni, del “gobbo” , che grandi risate ogni volta che veniva inquadrato e mandato in diretta, certo Massimo Romano , Rita E Pippo Trevis, i figli, le spogliarelliste professioniste provenienti da Roma, tutte persone a cui penso di tanto in tanto e che mi mettono di buon umore, ma quando penso al vigile che soprannominammo “doppio cachet” rido fino a sentirmi male. Se qualcuno mi ha riconosciuto può scrivermi a memole2003@libero.it

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