giovedì 23 nov
  • Aperitivo dalle sorelle Pilliu

    Venerdì sera ci vediamo per un aperitivo? Diverse volte mi è stato proposto questo invito, ma spesso ho declinato perché “sono stanca”, “ho lavorato tutto il giorno”, “l’idea di un aperitivU a muso stretto non mi piace”. Pareri soggettivi, gusti personali sui momenti di convivialità. Preferisco discutere davanti a un piatto di anelletti al forno che davanti a un paio di bocconcini a base di olive e patè. Ma quello di oggi pomeriggio non è il semplice aperitivo. Il comitato Addiopizzo organizza alle ore 19:15 un “aperitivo” presso la bottega delle sorelle Pilliu in via del Bersagliere, 5.

    Quello che i ragazzi del comitato hanno fatto fino ad ora è sensibilizzare lentamente, con inventiva, con tatto tutti i palermitani (e siciliani in generale) verso il problema del racket che troppo spesso impedisce alle nostre locali economie di spiccare il volo. Mi sembra che iniziare a instillare nella mente delle persone che “Un altro mondo è possibile” e che anche quando ci si diverte non necessariamente è necessario spegnere anche il cervello sia già un ottimo passo in avanti. Così come è interessante conoscere anche il perché delle cose e la storia che precede le azioni degli uomini.

    Le due sorelle Pilliu, Savina e Maria Rosa, alla fine degli anni Ottanta lottarono contro l’arroganza dell’imprenditore Pietro Lo Sicco per non svendere la loro casa e per non trasformarla, come Lo Sicco desiderava, in un palazzaccio di undici piani. Malgrado le minacce, i segnali mafiosi e un’evidente difficoltà a lottare “sole contro il mondo” oggi le sorelle Pilliu hanno dimostrato a sé stesse e alla città che è possibile vincere in questa lotta estenuante contro le ingiustizie. Savina e Maria Rosa abitano adesso nel palazzo costruito da Lo Sicco e confiscato dallo Stato e si godono la loro bottega di prodotti tipici siciliani e sardi pensando a quell’imprenditore che ora, per nove anni e otto mesi, avrà tutto il tempo per riflettere in solitudine sui suoi scottanti trascorsi.

    In questa settimana mi è anche capitato di sentire persone che affermavano “il pizzo in fondo è una tassa sulla sicurezza. E’ un modo per stare tranquilli” e sono contenta che ancora e fortemente mi indigno, mi “arrizzano i carni” e continuo a sentirmi male quando sento queste affermazioni. E allora penso che questi ragazzi stanno davvero facendo un lavoraccio, e chissà quante volte si sono sentiti ridere in faccia per la loro lotta che all’inizio sembrava contro i mulini a vento, ma che ora sembra assumere la consistenza di una lama che affonda senza paura tra le piaghe dell’oppressione, del sopruso e della mafia.

    Ospiti
  • 4 commenti a “Aperitivo dalle sorelle Pilliu”

    1. Maria Letizia
      GRAZIE DI CUORE!
      ci vediamo stasera.
      Pequod

    2. sono i ragazzi che cantano “la Sicilia siamo noi”? vorrei essere a Palermo per conoscerli, li ho visti spesso in tv, si dice che siano in gamba.

    3. Sì, principalmente svolgono un gran lavoro contro il pizzo e a sostegno dei commercianti che vogliono ribellarsi alle cosche. Poi, a tempo perso, cantano pure.

    4. Fortza Paris e a zent’annus, cum saludi e trigu.
      Commenti unu fràri, asi bìri cust’ estadi, unu palermitanu de Casteddu.

      Giuànni

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