mercoledì 18 ott
  • Anche l’occhio vuole la sua parte – 1

    Termovalorizzatore

    In un’isola dalla forma pressappoco triangolare c’è un’alta collina pietrosa brulla e assolata che sovrasta una città popolosa, sonnecchiosa per non dir altro, scossa di tanto in tanto da un terremoto e cotta di frequente dallo scirocco. Un gruppo di benefattori decide di risolvere con stile il problema dei rifiuti, che è uno dei più spinosi tra quelli che affliggono l’Isola e la città: sarà realizzata l’industria della spazzatura. La collina pietrosa sarà abbellita con un edificio la cui architettura sarà disegnata niente di meno che dallo studio Tange Associates, nel quale saranno bruciati i rifiuti per ricavarne vapore, alimentare una turbina e produrre energia elettrica.

    Il Governatore dell’Isola non segnala nessun pericolo, il progetto è fatto secondo le direttive europee e l’impresa sembra un ottimo affare, darà 1.500 posti di lavoro per la costruzione e circa 1.200 posti tra diretto e indotto per la conduzione del sistema. I soliti oppositori e la Provincia di Palermo – Prima Commissione Consiliare Tutela Ambientale la pensano diversamente: gli impianti sono prossimi a dei centri abitati, ad aree agricole altamente produttive, ad ambienti protetti. Quando stanno per iniziare i lavori, la magistratura apre un’inchiesta, vengono presentati ricorsi al TAR che rimette il giudizio alla Corte Costituzionale, un ministro porta il caso in Consiglio dei Ministri.

    Nell’arco di un biennio il WWF e Lega Ambiente redigono diverse note e relazioni sull’argomento, anche sotto forma di domande al Governatore. In mancanza di risposte, ad un certo punto gli esperti cominciano a rispondersi da soli.

    Il termovalorizzatore elimina i rifiuti? Per ogni tonnellata di rifiuti incenerita si hanno: una tonnellata circa di emissioni gassose dai camini, circa 250 kg di scorie e ceneri. Infatti al peso dei rifiuti bruciati bisogna aggiungere il peso dell’ossigeno atmosferico necessario alla combustione. Per Bellolampo si avranno: 546.000 tonnellate/anno rifiuti bruciati = 500.000-546.000 tonnellate/anno di fumi immessi in atmosfera; 157.000 tonnellate/anno di scorie e ceneri inertizzate da portare in discarica.(Valori desunti dallo Studio d’Impatto Ambientale presentato da PEA, Palermo Energia Ambiente ScpA).

    Il termovalorizzatore emette diossine meno del traffico? Diossine emesse dall’inceneritore: valore limite è 0,1 ng/Nmc (miliardesimi di grammo per metro cubo di fumi immessi in atmosfera) Emissione giornaliera480.654 x 24 h x 0,1 = 1.153.570 nanogrammi/giorno. Diossine emesse dal traffico automobilistic: valore di emissione diossine per auto circolante pari a 0,045 ng/litro di carburante consumato (valore medio fra auto catalizzate e auto diesel rilevato dall’Inventario europeo). Procediamo al calcolo delle auto che dovrebbero circolare a Palermo per emettere la stessa quantità di diossina emessa dall’inceneritore. Assumendo un valore medio giornaliero di consumo per auto pari a 2 litri si ha: 1.153.570/0,045 = 25.634.888 litri/giorno combustibile usato si ha 25.634.888/2 = 12.817.444 auto circolanti al giorno. Per avere le stesse diossine emesse dall’inceneritore dovrebbero circolare a Palermo ogni giorno quasi tredici milioni di auto!

    Il termovalorizzatore elimina le discariche? Calcoliamo le scorie prodotte durante la combustione dei rifiuti. Nello Studio della PEA si legge che ogni giorno si producono 12,6 tonnellate; le ore di funzionamento in un anno sono pari a 8.000. Pertanto si ha 12,6 t/h x 8000 h =100.000 tonnellate/anno di scorie di fondo depositate in discarica. Calcoliamo le ceneri catturate dai filtri. Dallo Studio PEA si legge che ogni anno si raccolgono 38.000 tonnellate di ceneri tossiche. Esse devono essere miscelate con cementi speciali: inglobate in questo materiale (inertizzate) esse possono essere depositate in discarica come materiale non pericoloso. Per ogni 100 kg di polveri si aggiungono circa 50 kg di cementi speciali: 38.000x 1,50 = 57.000 tonnellate/anno di polveri inertizzate depositate in discarica. Quindi ogni anno si depositeranno in discarica 100.000+ 57.000 = 157.000 tonnellate di scorie e ceneri pari a 157.000/747.000 = 21% dei rifiuti iniziali L’inceneritore di Bellolampo ha bisogno quindi di una discarica per questo tipo di rifiuto. Le ceneri provenienti dai filtri contengono diossine, metalli pesanti, furani, sostanze cancerogene e che hanno la caratteristica di non degradarsi ma di accumularsi nei tessuti grassi degli animali, uomo compreso. Inoltre questa discarica riceverà le scorie e le polveri provenienti dall’inceneritore di Casteltermini: sono circa altre 80.000 tonnellate ogni anno. La stessa ditta PEA dichiara di non conoscere la stabilità nel tempo della miscela di polveri tossiche e cementi speciali: cioè dopo molti o pochi anni questa miscela si sfalderà e le polveri tossiche finiranno dilavate dalle piogge e penetreranno nelle falde acquifere .che alimentano i nostri acquedotti Le scorie e le polveri prodotte dall’inceneritore di Brescia sono depositate in miniere di salgemma in Germania, adatte per la loro stabilità geologica e sismica. Bellolampo è invece un sito sismico e il suolo è altamente impermeabile. A questa discarica si aggiunge l’altra discarica destinata a ricevere ogni anno le circa 183.000 tonnellate della cosiddetta FOS, frazione organica stabilizzata proveniente dall’impianto di selezione secco-umido dei rifiuti indifferenziati portati all’impianto. In totale a Bellolampo ogni anno si depositeranno quindi: 237.000 + 183.000 = 420.000 tonnellate di rifiuti, cioè una quantità pari a quella dei rifiuti solidi urbani oggi prodotti dai cittadini di Palermo, ma destinati a diventare rifiuti pericolosi.

    Il termovalorizzatore emette meno particelle Pm10 del traffico? Ogni ora il camino dell’inceneritore emetterà 480.654 metri cubi di fumi – Vedi Studio PEA – Considerando il valore limite di emissione di 10 milligrammi per metro cubo oggi in vigore, ogni anno il camino emetterà 39.000 kg di polveri PM10. Secondo la Direttiva UE ogni auto diesel dal 2005 dovrà rispettare un valore limite di emissione di PM10 pari a 0,025 g/km percorso. Con un facile calcolo, ipotizzando per ogni auto una percorrenza di 20 km al giorno e un consumo di 2 litri per km, si può dimostrare che per avere la stessa quantità di PM10 emesse ogni giorno dall’inceneritore dovrebbero circolare a Palermo circa 960.000 auto! Cioè l’inceneritore emette più polveri fini del traffico cittadino.

    Il termovalorizzatore produce energia? Il termovalorizzatore distrugge manufatti per la cui realizzazione si è spesa energia. Gli oggetti di plastica, carta, cartone hanno consumato energia per la produzione delle materie di cui sono fatti, per la loro realizzazione, per il loro trasporto, ecc. Si calcola che l’energia contenuta negli oggetti bruciati sia quattro volte maggiore di quella ottenuta bruciandoli. Incenerire materie post consumo equivale a distruggere risorse non rinnovabili. Solo il nostro paese paragona i rifiuti al vento o al sole, per cui bruciandoli si ottengono i contributi CIP6.

    Fine della prima parte.

    Palermo
  • 42 commenti a “Anche l’occhio vuole la sua parte – 1”

    1. buongiorno,non metto in dubbio ,i calcoli in quanto derivati da fonti autorevoli, volevo sollevare alcuni dubbi leciti,quando per “imperizia” a bellolampo (discarica a cielo aperto) vuoi per la temperatura elevata si innesca il “fenomeno dell’ autocombustione” e migliaia di tonnellate di R.S.U.(Rifiuto Solido Urbano) bruciano e i fumi si riversano senza alcuna azione di purificazione. vorrei sapere quante polveri,quante diossine,quanto acido cloridrico,quanto acido solforico ecc. stiamo facendo respirare ai palermitani? Infine i percolati(liquido che secerna il r.s.u. quando avviene il fenomeno della fermentazione)dove vengono stoccati e trattati. perche avete mai visto cosa succede ad una lastra di ferro o metallo di spessore anche notevole ,che succede quando i”vapori” non i liquidi vengono a contatto sdi essi. grazie

    2. l’articolo potra’ anche essere scientificamente valido,
      ma gli argomenti saltano fuori e
      la cosa viene alla luce (pur in un ambiente limitato
      come ancora e’ l’uso della Rete,localmente,
      quando la progettazione,la realizzazione e le relative spese,sono in fase avanzata.
      La stampa locale ha sonnecchiato su questo Progetto,
      ed ha dato notizie scarsissime.
      I committenti si sono ben guardati di dare Trasparenza.
      La Magistratura arriva sempre un po’ in ritardo.
      Le opposizioni politiche ci hanno dormito sopra.
      Il disastro di Napoli porta acqua al mulino dei
      Committenti Locali.
      Concludendo:
      qualcuno ritiene di potercela fare sotto il naso.

    3. Io non posso affermare con certezza che gli argomenti siano scientificamente validi, non sono del settore e non ho tempo da dedicare allo studio della consistente documentazione progettuale. Sono d’accordo con Supervisor, i dettagli saltano fuori sempre quand’è troppo tardi. Credo si possa stimare l’emissione in aria delle combustioni che avvengono nelle discariche a cielo aperto. Sicuramente le discariche si devono ridurre, la UE e lo Stato italiano ne prevede una decina, perché sono una fonte d’inquinamento non controllato. L’articolo (in due parti) riporta delle informazioni che possono essere contraddette. Non mi risulta che questi argomenti siano stati dibattuti, non forse ricordo male ma uno o più funzionari regionali di uffici che sono competenti in materia e che avevano recepito alcune di queste considerazioni sono stati destinati ad altro incarico. Un altro punto da considerare è il dimensionamento dei 4 impianti e quindi il loro costo complessivo, che vorrei ricordare grava prevalentemente sull’erario cioè su noi. Questi 4 impianti sono capaci di trattare il 100% dei rifiuti prodotti nell’isola, ma il piano UE recepito dall’Italia e dalla Regione Sicilia prevede che il TV sia posto alla fine della catena del trattamento, con un minimo di 35% del riciclo (in Sicilia siamo sul 6%, Palermo circa 10%) ma in realtà il piano rifiuti siciliano sembra organizzato in modo diverso e ciò ha portato a una denuncia in sede di commissione UE. In sostanza sarebbero sufficienti 3 TV perché del restante 65% va sottratta la quota umida, che è circa il 15% ma gli impianti devono funzionare all’ottanta per cento della loro capacità per essere remunerativi. Quindi o si butteranno nei forni rifiuti indifferenziati oppure, più probabilmente, importeremo rifiuti da altre regioni (con quale vantaggio per la comunità isolana?). Inoltre c’è, nessuno lo dice ma esiste, il problema CIP6, perché i TV, che in realtà sono inceneritori evoluti, sono considerati in Italia delle fonti di energia alternativa e quindi lo Stato paga l’energia prodotta 3 volte più del dovuto utilizzando fondi europei; ciò fa credere che i TV siano vantaggiosi ma in realtà la UE ha in corso una procedura d’infrazione per l’Italia, c’è il rischio concreto che sia comminata una megamulta e si debba restituire quanto ricevuto. Insomma a me sembra che ci sia il rischio di uno spreco di risorse pubbliche. C’è una nuova tecnologie del CNR, la THOR, c’è già un impianto sperimentale in Sicilia, basta andare a vedere. E’ molto meno invasiva del TV, molto più modulare. Dato che non abbiamo ancora costruito i Tv perché non valutarla? Io la risposta ce l’ho ma la tengo per me.

    4. da come riprende di tanto in tanto la conversazione
      sulla vicenda della destinazione dei rifiuti,si capisce che c’e’ chi ha tutto l’interesse a mantenere la questione in uno stato di confusione.
      Altrimenti sarebbe gia’ saltato fuori un
      ” modello (attuale)di trattamento”,
      o se volete,la
      “descrizione del ciclo ottimale”,cui tendere.
      Una cosa e’ certa.
      I rifiuti oggi escono dalle abitazioni in modo piu’ o meno confuso,mentre gia’ a casa potrebbe iniziare una
      differenziazione,se la cosa fosse supportata convenientemente,con l’informativa
      e con la fornitura di appositi contenitori.
      Peraltro nessuno ha mai scritto e documentato dove va a finire la plastica,la carta,gli stracci,il vetro,etc,tanto che
      ogni tanto qualcuno scrive che
      noi proviamo a differenziare e poi altri ricompongono in unica discarica!
      Non c’e’ dubbio che i Rifiuti,
      o vanno in Discarica(che e’ altresi’ un impianto non semplice)
      o vanno all’Inceneritore(nelle sue versioni piu’ o meno evolute).
      In situazioni di sopravvenuta emergenza,i rifiuti propri
      vengono esportati verso terzi (con aggravio di costi),
      vedi il caso Napoli,quando li manda in Germania.
      Noi dobbiamo combattere tutti i giorni perche’
      i nostri operatori ecologici facciano bene la loro parte,perche’ con i Rifiuti c’e’ il rischio di arrivare alla assuefazione,come a Napoli.
      Io credo che l’ideale e’ che ogni comprensorio si
      occupi dei propri rifiuti,dato che con le distanze
      i costi del trasporto diventano proibitivi,anche perche’
      servono piu’ mezzi contemporaneamente in azione.
      C’e’ ancora moltissimo da fare in via preliminare,come ridurre il volume degli involucri(sopratutto la plastica) ed incrementare l’utilizzo di materie degradabili,come la carta.
      Io,solo per fare un esempio,tutto l’umido e gli scarti organici,li metto in una campana (produce compost x uso familiare)ed il risultato finale lo uso x fertilizzare il giardino.
      Mi ha sorpreso avere letto che in Svizzera va in discarica 1 Kg di rifiuti x abitante x anno contro
      i circa 300 kg in italia.
      Quindi,migliorare si puo’.

    5. oggi Ambiente Italia su Tg3 ha parlato di Rifiuti.
      .
      De Gennaro pare si stia arrendendo,
      (in pratica la Campania e’ ormai tutta un’area metropolitana e non e’ ancora attrezzata per trattare i propri Rifiuti);
      quindi vede una possibile
      soluzione nel trasferimento dei Rifiuti dalla Campania
      alla Germania,dove i TV sono a corto di combustibile
      CDR (combustibile da rifiuti)e quindi disponibili.
      .
      Il Tv di Acerra viene implementato di una spesa di
      50 mil di euro per modifiche nel ciclo finale.
      Si allungano i tempi di entrata in funzione.
      .
      Si e’ visto il TV di Vienna,
      (TV ridisegnato da un fantasioso architetto
      proprio perche’
      “realizzato in pieno centro di Vienna”)
      I Viennesi quindi hanno dimostrato di avere grande fiducia nell’operato
      dei loro Amministratori,e ne hanno permesso la realizzazione in piena Citta’.
      I Viennesi,tra le molte iniziative,
      hanno ridotto gli imballaggi
      (tornando ad acquistare latte sfuso,detersivi sfusi,
      etc.
      ed eliminato la plastica (usano sacchetti di carta).
      Le scolaresche infantili vengono portate in visita al TV

    6. e a palermo gli illustri residenti di viale campania fanno cortei per dire no ad un centro commerciale.

    7. un impianto ben progettato si controlla meglio di un
      ingorgo di auto.
      Tornando in tema, a Vienna,con il termovalorizzatore
      in centro Citta’ si minimizzano i percorsi
      degli autocompattatori.
      Volendo fare anche un po’ di futurologia,non sarebbe male cominciare ad ideare un inceneritore domestico,
      dopo la opportuna RD,
      che taglierebbe il problema sul nascere.

    8. solo per onor di cronaca,e senza essere frainteso,
      .
      il TV di Brescia e’ datato circa 40 anni fa
      .
      a Napoli in 13 anni non sono riusciti a realizzare
      il TV di Acerra (era affidato ad Impregilo)
      .
      Impregilo (che e’ una delle piu’ grandi imprese di costruzione che abbiamo in Italia)
      realizza TV in tutta Europa
      .
      Non sarebbe male disporre di una lista dei
      TV realizzati in Italia (o da realizzare)
      con data di consegna e nome dell’Impresa.

    9. Meglio una discarica o un inceneritore?

      Non sorprendono i dubbi che per adesso stanno nascendo sugli inceneritori.
      Riguardo al confronto tra la pericolosità ambientale delle discariche e degli inceneritori certamente c’è alcun dubbio.
      Le discariche sono (anche quelle a norma di legg…

    10. i dubbi finiscono per bloccare i Progetti e poi
      succede quello che e’ successo a Napoli,anche da noi.
      .
      Non c’e’ dubbio che l’operato degli amministratori
      va vigilato,tanto piu’ quando al vertice ci sono professionalita’non idonee.
      .
      Gia’ il tuo Nick esprime un concetto inesatto.
      Discarica non e’ alternativo ad Inceneritore
      .
      Inceneritore nella versione attuale prende il
      nome di Termovalorizzatore
      ovvero di Gasificatore,che altro non e’ che un termovalorizzatore a 2 stadi;
      nel primo stadio si genera Gas che viene bruciato nel
      II stadio.
      .
      Il termovalorizzatore brucia le cosidette ecoballe
      risultato di una certa raccolta differenziata,
      che produce anche rifiuti da mandare in Discarica.
      E’ per ridurre il volume di quanto va in discarica
      che e’ bene bruciare quella parte di rifiuti selezionati che possono fare da combustibile.
      .
      Spero di avere sinteticamente esposto come le 2 cose,
      Discarica e Termovalorizzatore,coesistono.
      .
      Il problema nato a Napoli,e’ legato ad una cattiva
      amministrazione(per non aggiungere altro)
      ,visto che si presenta solo a Napoli.
      Tutto il Mondo ha da smaltire i rifiuti ed ognuno
      smaltisce i propri.

    11. Per avere una idea piu’ addentro su Napoli,
      la cosa da non dimenticare che per tanti anni la
      Campania e’ stata la pattumiera dei
      RIFIUTI NOCIVI e PERICOLOSI
      d’Italia,e quindi quel Territorio dovra’ essere bonificato non si sa come e quando ed a quali costi.
      Le regioni che ieri hanno “esportato”,si mettessero la mano sulla coscienza per partecipare alla bonifica,mandando in quei luoghi uomini e mezzi.
      proprio come si fa in occasione di Terremoti.
      .
      In questi giorni IL GRANDE DISASTRO impatta sugli
      albergatori che hanno perso fino all’80% di prenotazioni.
      .
      Si sono viste mamme e bambini piangere
      e scatenarsi una guerra tra poveri:
      poliziotti che picchiano la povera gente
      che fa le barricate.
      Una VERGOGNA SECOLARE

    12. vorrei chiudere questo excursus su Napoli con un INVITO
      Di regola,ogni volta che arriva un Terremoto,arrivano
      subito i soccorsi e po l’addizionale Irpef per riprendersi le spese.
      A Napoli serve attivare qualcosa di analogo,
      l’ADDIZIONALE IRPEF x BONIFICA RIFIUTI DI NAPOLI.
      C’e’ solo da decidere a quali Regioni va applicata.
      Io sono dell’idea che quelli che ieri mandavano i loro Rifiuti Tossici a Napoli sono quelli che oggi devono
      tornare a riprenderseli e bonificare i territori
      inquinati della Campania.

    13. uno dei due sostiene qualcosa che non va.
      Il dubbio rimane.
      28/2/2008 Annozero mostra Grillo che tuona contro i TV
      urbani di Vienna.
      Mezz’ora prima,ad 8 e 1/2,ospite di Ritanna Armeni,
      Bassolino “spiega” agli italiani cos’e’
      un TV ed una Discarica ,perche’ vanno fatti
      e,quando viene invitato a dimettersi,
      a seguito del disastro di Napoli,dice
      con tono deciso,forte e chiaro
      che non lo fara’ perche’ ha un compito da continuare
      tanto piu’ che tra poco Di Gennaro va via ed i cittadini della Campania hanno bisogno di uno come lui.

    14. oggi su RAI 3 nella trasmissione Ambiente Italia si e’
      parlato di Napoli.In trasmissione e’ arrivata una
      E-Mail di protesta di una ascoltatrice
      che si faceva portavoce
      della Comunita’ Scientifica (?!),per diffidare il responsabile della trasmissione a
      non divulgare notizie inesatte.
      Questo dei Rifiuti,mi pare un settore allo sbando.
      Un giorno vanno di moda i TV,il giorno successivo
      si riparla dei guai provocati dalle polveri sottili e si chiede di fermare tutto.
      Finisce che vince chi e’ capace di fare la voce piu’ forte.

    15. Non c’è dubbio che grida più forte chi ha più risorse per farlo, la classe politica è lo specchio della nostra società. Gli inceneritori hanno un ciclo di vita di circa 20 anni durante i quali producono circa il 50% in peso dei rifiuti immessi, ceneri tossiche che devono essere seppellite in discariche controllate oltre alle polveri sottili (in gran parte filtrate) e ultrasottili che invece non mi risulta possano essere efficientemente filtrate con le tecnologie attuali. Ne consegue che l’inceneritore di per sé non è LA soluzione finale, è una tappa del ciclo di trattamento dei rifiuti e non è neanche l’unica tecnologia possibile in quella fase di trattamento. La UE sta elaborando una direttiva che concentra l’attenzione sugli impatti ambientali derivanti dalla produzione e dalla gestione dei rifiuti, tenendo conto del ciclo di vita delle risorse: dunque riconferma la “gerarchia” delle fasi della gestione del rifiuto: prevenzione, recupero di materia, recupero di energia e infine smaltimento in discarica come ultima ratio. Vuoi vedere che tra poco dovremo modificare nuovamente le leggi nazionali? E’ facile mettere mano ai denari (pubblici) e finanziare i TV credendo più o meno ingenuamente che essi siano la panacea ambientale ma le cose non stanno così. Quando sentirò che in Italia ogni giorno c’è un’iniziativa “zero rifiuti” per promuovere il riciclaggio e vedrò che effettivamente si ricicla tutto il possibile allora potrò anche accettare l’idea dell’inceneritore, che comunque potrebbe essere integrato con altri sistemi meno inquinanti. Si dirà “producono energia!” Non si penserà davvero che siano una risorsa per risolvere i problemi energetici dell’Italia? Il rendimento di conversione dei TV è irrisorio. Se si riciclasse sul serio, se si riciclasse davvero, la quota dei rifiuti da destinare al TV sarebbe piccola e perciò il numero di TV necessari sarebbe inferiore a quello previsto. Sai qual è la composizione media dei rifiuti solidi urbani? Frazione organica 42%; carta 22%; materie plastiche 7%; metalli 3%; vetro e ceramica 7%; scarto (diametro < 20mm) 19%. Per trattare gli scarti si potrebbero adottare altre tecnologie, termiche o meccaniche ma prive o quasi di emissioni tossiche e, se si praticasse una politica seria di riciclaggio, in Sicilia basterebbe un solo inceneritore o forse due. Poco riciclaggio uguale molte ceneri tossiche e polveri sottili.

    16. da quello che scrivi potremmo concludere che siamo governati da scellerati che inventano grandi progetti
      solo per poterci lucrare su.
      Se fosse vero questo,la cosa puo’ succedere perche’ nel segmento Rifiuti si crea tanta confusione.
      .
      PER QUESTO ED ALTRI MOTIVI SERVIREBBE UTILIZZARE ALMENO
      LE TV PER “FARE EDUCATION” al posto di tanti programmi
      demenziali che ci vengono propinati a tutte le ore.
      .
      Forse sarebbe ora di inserire nelle Universita’ un
      “CORSO PER IL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI”,
      sia in facolta’ d’Ingegneria
      (direi sia Civile che Industriale),che Chimica.
      .
      Per quanto riguarda le soluzioni,occorre ben distinguere
      la Tecnologia “matura” dalla tecnologia in sperimentazione.
      Oggi possiamo basarci solo sulla Tecnologia matura
      e guardare bene come fanno gli altri nel resto del mondo
      So che il CNR sta sperimentando il Thor,ma siamo ai
      primi passi.

    17. in pochi tratti,solo 4 punti, hai ben descritto un ciclo
      “…prevenzione, recupero di materia, recupero di energia e infine smaltimento in discarica come ultima ratio…”
      .
      Prevenzione.
      Gia’ qui si puo’ fare tantissimo,a ” cominciare da chi
      produce” le confezioni dei beni di consumo.
      .
      Pero’ poi vai ad educare 50 milioni di Italiani,
      ed organizzarli per fare in modo che veramente
      facciano la Raccolta Differenziata…

    18. Siamo governati da scellerati? No, sono solo il nostro specchio. Più che altro è l’essere umano che è scellerato, lo dice la Sacra Bibbia già nel libro del Genesi 🙂 D’accordo sul discorso delle tecnologie mature vs quelle sperimentali, infatti è ciò che sostengo: qualche TV bisognerà pur farlo ma intanto predisponiamo il piano a 5 e 10 anni per il riciclaggio dei rifiuti così da ridurre entro 5 anni al 50% ed entro 10 anni al 20% la quota di rifiuti non riciclati da cui si attinge per realizzare il “carburante” dei TV o come caspita si chiamano, nel frattempo si mettono a punto nuove tecnologie e al termine del ciclo di vita i TV vengono dismessi. Nota che i TV o meglio inceneritori in alcuni paese europei sono tassati progressivamente, da noi accade il contrario, penso non per molto tempo ancora, dato che prima o poi cambierà la normativa europea, per cui secondo me potremo dire addio al CIP6, che è finanziato dalla UE e che era stato concepito per le energie alternative ma a cui il legislatore italiano ha assimilato “altre fonti” e così la grande industria, quella più strutturata e influente ha potuto assorbire gran parte delle risorse disponibili. Cosa accadrà tra 5 anni? Non lo so ma posso supporre che avremo tanti TV sparsi per l’Italia con tutto ciò che questo implica per ciò che concerne le discariche e le emissioni in aria, senza un serio piano riciclaggio dei rifiuti a medio e lungo termine (tra l’altro se lo attuassimo rischieremmo di non avere carburante sufficiente per i TV realizzati), con i costi di produzione energia non più sostenuti da CIP6, quindi sarebbero trasferiti immagina tu a chi. Educare gli italiani. Basta toccare i tasti giusti e si educano, altroché!

    19. Comunque 56 milioni di italiani si possono educare, se si vuole, con le leggi e le TV … ma questa è un’altra storia 🙂 http://www.decrescita.it/old/stampa.php?ID=26

    20. Supervisor scrive: “il TV di Brescia e’ datato circa 40 anni fa”.
      Giovanni D’Acquisto scrive: “li inceneritori hanno un ciclo di vita di circa 20 anni”.
      Uno dei due disinforma, o è disinformato, e non credo sia supervisor ………

    21. La soluzione è “produrre” qualità della vita: il PIL dovrebbe essere sostituito dal PIQ (V. http://www.symbola.net/din/adminphp/doc/SYMBOLA%20programma%20definitivo%20.pdf )

    22. Manuel Fantoni
      di solito,un impianto industriale,non ha limiti di utilizzo,perche’ viene rigenerato continuamente,nelle sue parti,o per usura o per evoluzione tecnologica di qualche suo componente.
      IN GENERE,MUORE QUANDO MUORE IL PRODOTTO
      .
      ti porto solo 2 esempi
      1.Il Cementificio di Isola delle Femmine.
      Cinquanta anni fa ci andavano in visita
      gli allievi ingegneri,come oggi.
      L’impianto esternamente sembra identico,ma certamente
      chissa’ quante modifiche ha subito,pur continuando a produrre sempre cemento.
      2.Id dicasi per le Raffinerie di Priolo.
      Sono impianti,che un pezzo alla volta,si
      rinnovano .
      NEI TV ESISTENTI,QUANDO CI SARANNO NUOVI SISTEMI DI TRATTAMENTO DEL CICLO FINALE (ABBATTIMENTO DEI FUMI)
      GLI IMPIANTI POTRANNO SUBIRE LA MODIFICA NEL TRATTAMENTO DEL CICLO FINALE.
      Intanto dobbiamo camminare con le scarpe che abbiamo.

    23. @ supervisor: parli a nuora per dire a soggera? 🙂

    24. naturalmente,ma con serenita’.
      Si cerca solo di fare chiarezza.

    25. Anche la mia vecchia 500 del 1963 continua a circolare pur avendo percorso oltre 400 mila Km ma questo non vuol dire che i suoi organi meccanici siano quelli originali: quanto mi sarà costato mantenerla in perfetta efficienza? Riuscirò a convertirla alle norme Euro5 e se sì a che prezzo? Per la cronaca il TV di Brescia è del 1998, ricordo la sua costruzione perché ho lavorato in Lombardia dal 1990 e il 2003, ci passavo accanto quando andavo verso il Veneto, ma per maggior sicurezza ho cercato e trovato diversi link di cui eccone un paio

      http://www.verdementa.org/inceneritori/brescia/inceneritore_mori.htm
      http://www.ecceterra.org/docum.php?id=1348

      Per sovramercato dalla ricerca sono saltate fuori altre informazioni. Per esempio, al TV di Brescia sono state aggiunte due linee in tempi successivi, di cui la terza ha dato luogo ad una procedura di infrazione UE e susseguente condanna dell’Italia per inadempienze (chissà chi paga la multa). Seguirebbero un tot di link ma per evitare di appesantire il post li evito, chi è interessato chieda. (scritto il 2 Marzo, post fallito)
      ***
      Non posso che dissentire dal “dobbiamo camminare con le scarpe che abbiamo” perché l’impostazione TVcentrica stravolge il riciclaggio, se si incrociano tra loro le informazioni sparse nel web lo si comprende al volo. Noi creiamo il nostro futuro con la nostra immaginazione. Niente immaginazione niente futuro. E’ più corretto dire che una volta delineato il percorso da seguire dovremmo camminare con le scarpe che abbiamo e intanto fabbricarcene più adeguate. Chi non vuole vedere l’evidenza perché costa troppa fatica documentarsi a 360 gradi continuerà, e sarà la maggioranza, a ingurgitare pasti surgelati preparati da maestri cucinieri, è dura e faticosa la vita per chi è mosso dall’ansia di comprendere, quindi nessun biasimo se la maggior parte della gente s’accontenta della conoscenza precotta. Quel che è chiaro è che è più facile far subito qualcosa (con denari pubblici ma guadagni privati) e risolvere in parte un problema creando però le condizioni per successivi e più gravi problemi, piuttosto che intervenire su tutti i responsabili della situazione attuale andando a toccare determinati interessi economici. La faccenda non mi scandalizza più di tanto, il re è già nudo da tempo per chi lo vuol vedere, non mi interessa cambiare il mondo, tutt’al più me stesso.

    26. prima del 1998,come trattavano i Bresciani i loro Rifiuti?
      La storia che l’inceneritore di Brescia esiste da 40 anni,io l’ho ascoltata in televisione.
      Puo’ darsi che nel 98 ne abbiano realizzato uno tutto nuovo sulla base dell’esperienza acquisita.
      Poiche’ non sono interessato a questo tipo di business
      se seguo l’argomento e’ solo perche’ da cittadino non mi trovi ,fra qualche anno,a vivere a Palermo il dramma di chi vive a Napoli.
      Dai pochi commentatori qui,sembra che la cosa interessi solo pochissime persone,salvo a piangere quando sara’
      troppo tardi.

    27. comunque grazie per il Link ,cui ho dato un’occhiata,
      che dimostra che dapertutto questa e’ materia controversa.

    28. Nell’immaginario collettivo l’inceneritore distrugge i rifiuti e il tv li trasforma in energia. Sono passati 200 anni da Lavoisier e siamo ancora a questo punto. Io sono consapevole della necessità stringente ma mi preoccupa la superficialità tutta italiana e la conseguente mancanza di progammazione a medio e lungo termine, la classica situazione vantaggiosa per pochi e dannosa per i più. Oltre a essere in ritardo sugli inceneritori rispetto al resto dell’Europa neanche facciamo tesoro dell’esperienza altrui. La materia è estremamente complessa, penso che si dovrebbe creare un’authority nazionale per la gestione dei rifiuti, considerato che anche i tv di ultima generazione, quelli che bruciano i rifiuti a 1100 gradi – quasi zero diossina, in realtà potrebbero emetterla e ciò dipende dalla modalità di alimentazione del forno (è spiegato nel primo dei 2 link alla fine del post. Comunque (rif. precedenti link) “a BS fin dal 1988 Asm propone al Comune un primo piccolo inceneritore cittadino per bruciare i rifiuti” … forse i 40 anni si riferivano a un generico piano di gestione dei rifiuti ed d’altra parte anch’io che non sono interessato a questo business ma da almeno 30 anni sono informato sul problema rifiuti. Piangeremo quando il latte sarà versato.
      http://alex321.splinder.com/post/12201764
      http://www.daimon.org/ambiente/inceneritore_di_brescia.htm

    29. un’authority nazionale
      quoto l’idea ………..(ed anche il resto)

    30. poco fa ho assistito ad una Tribuna Politica,
      nella quale tra l’altro,si e’ parlato di TV.
      .
      Dice un esponente di “Sinistra Critica”:No ai TV
      .
      Un esponente di Alleanza Nazionale:e cosa proponi?
      .
      Risposta di Sx Critica:la raccolta differenziata
      .
      AN: guarda che i TV sono solo l’ultima parte del
      medesimo ciclo.
      .
      Cala il silenzio di Sx Critica.

    31. Avevo scritto due parole ma siccome (giustamente) rosalio mi avrebbe bannato, posto solo qualche link:
      http://www.youtube.com/watch?v=Tn832RbKbuw
      http://www.loccidentale.it/node/11763/
      http://www.lifegate.it/ambiente/articolo.php?id_articolo=1817
      Ma tanto lo so, sono link al vento! basta vedere i commenti al video. Per certuni vale di piu lo sproloquio di un grillo o di un celentano, ( basta che sia concorde alla propria idea,) che i ragionamenti di Piero Angela.

    32. Scusa ma tu chiedi all’oste se il vino è buono? 🙂

    33. sono 3 link’s interessanti.
      .
      per quanto riguarda l’oste,
      di osterie ce ne sono tante.
      .
      Basterebbe che “sinistra critica” ci dicesse in quale
      osteria si approvvigiona,perche’ ognuno puo’ assumere una posizione,ma deve darne i razionali,ed indicare
      una soluzione alternativa praticabile.
      .

    34. Si dice che la gente non dovrebbe chiedere come si fanno le salciccie e la politica, per cui non è dato sapere né dove si approvvigiona la sinistra critica né, tanto meno, dove trova le sue risorse la destra gagliarda 😉 Che significa alternativa praticabile? Che dovrebbe essere indolore? Le malattie mortali non si curano coi pannicelli caldi. Non tanto la sinistra quanto i verdi dell’epoca, per la maggior parte giovani ricercatori (fisici, biologi, psicologi ma anche economisti) a partire dalla metà degli anni’70 svilupparono un corpo di teorie scientifiche ed economiche che naturalmente non furono recepite neanche di striscio, l’economia che conta non era e non è certo nelle loro mani. A distanza di 30 anni è confortante constatare quanta ragione avessero e osservare questo treno che corre senza freni in discesa verso il baratro :-/

    35. la posizione di “sinistra critica” e’ dichiarata:
      .
      NO TV
      NO GASIFICATORI
      NO NUCLEARE
      NO TAV
      NO ETC.ETC.
      .
      Non e’ con i dinieghi che si gestiscono i fabbisogni.
      Se vuoi “rifare” una strada,devi chiuderla al traffico,ma devi predisporre un percorso alternativo,perche’ ci sono flussi inarrestabili.
      Il che richiede un Piano.
      .
      Tornando ai Rifiuti,ed al caso Napoli,le contestazioni di piazza al TV ne hanno solo sconvolto la Pianificazione e ritardato la Realizzazione del TV.
      Inoltre c’e’ chi parla pure di “truffe”.
      Solo per fare un esempio,
      le ecoballe accatastate (in teoria CDR),in realta’ non sono frutto di una raccolta differenziata ma solo “balle” di Rifiuti normali e quindi pure non
      adatti per essere immessi in un TV.
      .
      Io insisto sul fattore Education che,dovendo coinvolgere oltre 50 milioni di italiani, potrebbe essere svolto dalle reti televisive alle quali paghiamo un canone,e che ci propinano a tutte le ore del giorno
      programmi demenziali e ripetitivi,dalla cucina,all’intrattenimento banale ed alla cronaca nera.

    36. E’ naturale che ad una posizione estremamente assertiva ne corrisponda una estremamente negativa. Anche se sono completamente d’accordo sull’Education non mi faccio illusioni. La televisione pubblica è scaduta perché nel mercato è entrato un privato sbucato dal nulla (televisivamente parlando) che pagava i quadri produttivi anche 10 volte più del concorrente pubblico e che di conseguenza ha risucchiato in pochi anni una parte consistente della knowledge RAI, poteva agire liberamente senza dover rendere conto e ragione (quasi) a un consiglio d’amministrazione e a un comitato parlamentare di sorveglianza ed era sostenuto neanche troppo velatamente da un mitico animale politico, il cinghialone. In queste condizioni la televisione pubblica non poteva far altro che fronteggiare l’emorragia di risorse umane e finanziaria con un’azione di contrasto sul piano della raccolta pubblicitaria intervenendo sui palinsesti e i format per rendere la sua proposta (profili di audience e target) egualmente attrattiva ai media planner rispetto a quella privata. Pretendere che la RAI non concorra con le reti private significa volerla distruggere come azienda, il governo dovrebbe dunque pianificare su RAI degli slot temporali nelle fasce più remunerative, quelle con maggior audience, ma a questo punto si avrebbe una diminuzione dell’audience che potrebbe anche essere compensata economicamente ma creerebbe problemi di fidelizzazione del media buyer. A meno di non ingaggiare Fiorello per il nuovo show Waste Educational 🙂 Perché la BBC è così diversa? Perché sono inglesi 😉

    37. Cvd, erano link al vento. Se si arriva a contestare l’onesta e la competenza di Piero Angela…..

    38. Già l’apertura di Angela e discutibile, la nostra società produce TROPPI rifiuti ed è su questo versante che si dovrebbe intervenire http://www.decrescita.it/
      Nel merito dell’inceneritore, l’ho scritto e riscritto che non sono contrario per principio, le tecnologie si devono e si possono integrare tra loro. Una quota di rifiuti scartata da tutti i trattamenti precedenti ci sarà sempre, potrà diventare CDR è alimentare il TV inceneritore, il punto è QUANTI rifiuti. Alla propaganda di Angela io rispondo che ci sono anche città italiane che che hanno raggiunto il 70% di raccolta differenziata e hanno rinunciato all’inceneritore. E’ una questione di convenienza, se si ricicla oltre un certo limite non si produce abbastanza CDR per il TV, se si costruisce il TV tanto vale non riciclare oltre il 35% e questo sembra che chi ci governa l’ha capito benissimo. C’è chi la pensa diversamente da Angela, e sostiene le sue tesi con delle argomentazioni scientifiche, tra cui il Dr Stefano Montanari http://www.stefanomontanari.net/ e il Prof. Paul Connett http://www.wikio.it/news/Paul+Connet

    39. Piero Angela e’ un divulgatore,un comunicatore di massa,ed in materia di polveri sottili non credo che possa avere maggiori competenze di alcuno di noi.
      Puo’ essere facilitato nei contatti con
      gli Enti che hanno le attrezzature per testare le emissioni di fine ciclo,questo si’.
      Ma la materia del contendere e’ controversa anche in seno agli ambienti specializzati,questo mi pare di avere capito.Proprio perche’ quando si sposta un limite,
      viene fuori qualcuno che ne ipotizza ancora uno inferiore e parimenti nocivo.
      Comunque in merito della questione mi pare che debbano essere rispettate le Direttive Europee.
      E’ nella messa in esercizio che le cose non collimano
      (vedasi i richiami Europei ai responsabili del TV di
      Brescia in merito alla terza linea,etc.)
      .
      In quanto all’Education,i sistemi praticabili possono
      essere molteplici,dalla rete,alle televisioni ed alla
      carta stampata.
      Si tratta di scrivere “una guida” con
      gli elementi essenziali e scritto con grande sintesi,
      altrimenti non lo legge nessuno.

    40. Supervisor, la vogliamo scrivere assieme questa guida? 😉

    41. possiamo provarci.Diventa un impegno semi-professionale
      fammi sapere se vuoi “lavorare” On Line,o se vuoi stabilire un contatto diverso (il che richiede
      l’abbandono dei Nick).

    42. GUIDA ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA
      come trasformare i rifiuti in risorse
      http://www.governo.it
      http://www.minambiente.it
      .
      mi e’ capitato per puro caso all’ufficio postale una copia di questa guida (sono 10 fogli formato mezzo A/4)
      a cura del Ministero dell’Ambiente
      .
      sul frontespizio un bidone da spazzatura
      colore ORO.

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