venerdì 24 nov
  • Palermo come New Orleans? Ovvero siamo tutti jazzofili (che non è una parolaccia)

    Big band o trio che sia, ormai un locale non è un locale, la manifestazione non è tale, l’aperitivo non è chic se non c’è il “gezz” o “giasss”. Persone che non hanno mai sentito parlare di Miles Davis o di Herbie Hancock all’improvviso non si perdono uno dei tanti (troppi) concerti jazz di Palermo. È indubbio: dire che si va ad un concerto jazz “fa figo”, perchè prima era considerato un genere d’élite, per cultori, musica “difficile” a causa dei suoi ritmi imprevedibili, inafferrabili e talvolta un po’ ansiogeni. Da qualche anno è stato sdoganato soprattutto nei locali, nelle sue versioni più soft. Il jazz è pop. Tanto che ormai divi dello show biz ben lontani da quel mondo finiscono per reinventarsi come interpreti di musica dal sapore soul, jazz o blues (l’ultimo fenomeno: il nuovo cd di Christina Aguilera).

    Tornando a Palermo: ormai non c’è neanche la sorpresa di scoprire cosa ci riserverà il prossimo evento, già si sa: jazz. Alla faccia dell’originalità. In principio fu qualche anno fa il World festival on the Beach, con la rassegna New jazz festival; da quel momento in poi, un’epidemia: il Mikalsa, la rassegna al Metropolitan, la Cuba, i concerti allo Spasimo (sede del prestigioso Brass Group), le “improvvisazioni blues” all’Expa, poi il nuovo Kursaal Tonnara, Kals’art, Palcoscenico Palermo… nessuno è stato esente dal contagio. Neanche fossimo a New Orleans… Se le mode prima o poi passano, ora che abbiamo fatto la jazz-abbuffata, quale altra indigestione musicale ci aspetta? Questa moda passerà come accade per la maggior parte delle tendenze palermitane, che dopo l’ondata di entusiasmo cadono nell’oblio? No, non credo affatto che sia una moda passeggera, perché il jazz ha fatto la storia della musica e del costume, ma spero che si raggiunga un punto di equilibrio.

    Il lato positivo di tutto ciò è che si è imposta la musica dal vivo di qualità, e poi fa sempre piacere un po’ di sana autarchia, ascoltare gli eccellenti jazzisti siciliani e palermitani. Ok. Però adesso un po’ di tregua…

    Palermo
  • 28 commenti a “Palermo come New Orleans? Ovvero siamo tutti jazzofili (che non è una parolaccia)”

    1. ladies and g e n t l e m a n …..
      ….pero’ quell’animale del blues e r&r vivente di Jon Spencer (l’erede di Elvis del 21 secolo) +
      MATT VERTA-RAY ce li siamo dovuti andare a vedere a Castelbuono per il festival “Ypsigrock” ( http://www.ypsigrock.it/portal )!!!
      Dopo due anni che ce lo stavano facendo toccare con mano a Palermo, due sonori bidoni !!!
      E invece questi ragazzuoli di Castelbuono con l’Ypsigrock festival stanno superando la big city in fatto di presenze musicali rock di qualità (Jon Spencer, Motorpsycho, etc.) !!!
      E fanno anche il panino con la salciccia buona a 2 euri, altro che prezzi di kalsart e salotti vari estivi.
      La loro programmazione è degna delle grandi città italiane ed estere, mentre quella palermitana, rock e dintorni, di quest’anno non ha vissuto assolutamante di grandi slanci. E per cortesia non venitevene con i Simple Minds, quelli si dovevavo vedere live ai tempi di New Gold Dream e Empire and Dance, non ora che fanno del pop a livello di migliaia di ragazzini un po bravini con la Korg (fiumi su MTV).
      Per noi amanti del piu’ ruvido e graffiante r&r che dobbiamo sentircelo nelle radio via internet e ordinare il vinile oltreoceano, non ci resta che sperare nella prossima estate. Ladies and gentleman I love youuuuuuuu

    2. Le stagioni di jazz ci son sempre state. Il Brass Group era ai tempi leader, fin quando non gli tagliarono contributi e sede. Ho avuto il piacere di sentire a Palermo, forse uno degli ultimi fiati di tromba storta di Gillespie, venuto con dei pantaloni scozzesi indimenticabili, ma sempre grande mattatore. Ancora prima c’era il Brass nella cantinetta, fumosissima e per pochi di Via Duca della Verdura, dove un giovanissimo (musicalmente parlando) Roberto Ciotti esordì.
      Devo dire, i calendari di jazz attuali, sono un po’ spenti. La diffusione e la generalizazione del genere non fa bene al jazz. Perché ormai tutto, pare possa esserlo. Sono andata a sentire un concerto definito di una vocalist jazz, alla tonnara Bordonaro. Devo dire i musicisti erano gradevoli, ma cosa avesse di jazz, la vocalist, che era la presunta attrazione, ancora me lo chiedo.

    3. volevo fare un appunto: per quanto riguarda christina aguilera credo che conosca molto bene il genere jazz data una collaborazione con harbie hancock (nel singolo “a song for you”) e in un incontro con etta james che l’ha definita spettacolare. quindi se c’è una persona che può provare a sperimentare nuovi sound sul jazz, è proprio lei!
      e lo dice uno che suona jazz da più di 7 anni! eheh

      ps: comprare back to basics e ascoltare il cd 2 se non ci credete!

      bye!

    4. Il jazz a palermo non sara’ mai troppo e anche se perora va di moda….ben venga….e due mesi che sono fuori e quando vedo tutto quello che mi sto’ perdendo in citta’ di concertini vari mi viene da piangere….viva i jazzofili…

    5. A Teresa Campisi un’infitità di grazie da parte dell’intero staff del Brass Group. Vale a dire da parte di quanti hano contribuito con sacrifici d’ogni genere ad ottenere la legge regionale che trasforma in Fondazione l’Associazione nata nel 1974 e che ha fatto conoscere ai palermitani i più grandi e amati esponenti del jazz mondiale.A presto ,sotto le “nostre” stelle del Jazz.

    6. Onore al merito. Direi.

    7. x teresa campisi
      a quale cantante ti riferisci?

    8. Il concerto di Jon Spencer a Castelbuono è stato al fulmicotone!!!

    9. Non era memorabile. Igor, se vuoi guardo il calendario della tonnara bordonaro.

    10. suxfede, penso tutto il bene di cristina aguileira, ma definirla una esponente jazz, od una contaminatrice jazz. o simili, mi sembra troppo.
      Avrà collaborato con hancock, in qualcosa, ma la sua produzione mi sembra sempre rivolta al pop commerciale e niente di più.
      Poi se la vogliamo paragonare alla Fitzgerald, o ad altre interpreti jazz, credo sia una tua personale interpretazione.

    11. Igor non so risponderti, perché il sito della tonnara é stato aggiornato e non riporta le cose fatte prima del 22 agosto. Era un gruppo misto di musicisti, inglesi, americani e la cantante credo fosse inglese.
      Lei era terribile. I musicisti,decisamente gradevoli, ottimo bassista, buon sassofonista.
      Lei era l’anello debole della catena, direi.

    12. nicola, ma perchè i motorpsycho l’anno scorso sempre a castelbuono?

      madòòòòò…

    13. A Castelbuono c’ero pure per i Motorpsycho e per Will Oldman due tra i concerti più belli che io abbia mai visto…

    14. Teresa,
      per fortuna non era una delle nostre…
      http://www.kursaaltonnara.it/default.asp?s=8
      questo su è il link agli eventi trascorsi della tonnara.
      comunque nn ci sono cantanti inglesi…
      forse era un fuori programma?
      ti ricordi il giorno esatto?

    15. Igor, invece era una delle vostre. ù
      I musicisti, sopratutto sassofonista e bassista, molto bravi, anche se con un repertorio di jazz classico, ma molto bene eseguito.
      Lei, la Erin Brodie, mi é sembrata terribile. ma forse sono miei gusti personali.

    16. Sono un’ascoltatrice di jazz, non una jazzofila pura. Ma quando il tono si appiattisce, anche noi, amanti profani, ci annoiamo.

    17. la Erin Bode non è nostra!!!!!!
      E’ americana, penso.
      per nostra intendevo sicula, come le cantanti che ci sono state a seguire: laura campisi, giorgia meli, chiara orlando etc…
      comunque Erin bode è la moglie (o zita) di larry grenadier, un dei più bravi contrabbassisti del mondo, forse è un pò raccomandata…
      ciao
      Igor

    18. ok

    19. Ah, pensavo fossi fra gli organizzatori della Tonnara Bordonaro, per questo dicevi ‘nostra’.
      Ok, la brodie, ho anche visto su internet, commenti pessimi, su siti americani (sarò una ascoltatrice jazz, ma quanto pare ogni tanto ci acchiappo).
      I nostri, a parte che gebbia lo conosco personalmente, e credo che debba varcare i confini (anche se so che ha suonato con grossi nomi in USA), ma Milici é molto bravo, e Laura Campisi, che dire, non l’ho mai ascoltata, ma ha il mio stesso cognome, per consorteria, per me é il meglio.

    20. non sono un organizzatore
      sono Igor Ciotta,
      un bassista locale..stasera suono con Gebbia/Schiavone/Cusa alla baia dei ciclopi (aspra)
      ciao

    21. non sono un intenditore di MUSICA SERIA O NON ,MA DI POESIA,ho conosciuto (forse) suo papà al Giornale di SICILIA,allora camminavo con il POETA IGNAZIO BUTTITA che è mancato qualche anno fà,ora mi sono ritirato(nei miei appartamenti) e mi diletto ,se possibile di CONSTATARE PERSONALMENTE ,come ANDRA’la nostra PALERMO e LA SICILIA
      a CRISTIANA RIZZO
      saluti .mo.de,sto .Sito

    22. a proposito di jazz.. dal 4 al 7 settembre, ci sarebbe un’altra rassegnina di fine stagione alla Tonnara dell’Orsa a Cinisi alla quale partecipa anche il “bassista locale” IGOR CIOTTA (ciao aigor) e il grande ORAZIO MAUGERI. Dopo i concerti facciamo le jam os..session con il furibondo marco mazzamuto – accorrete numerosi! Teresa picchì un beni? Ciao ciao a tutti

    23. ciao fabrizio!!
      che sorpresa trovarti qui!!
      c vediamo il 7!!

    24. Igor allora ,piacere di conoscerti, anche se al momento qua.

    25. ciao fabrice..per la piccola rassegnina potevi anche pensarmi!!!!cmq scherzo..a presto..

    26. ciao chiara,
      ma scrivi di notte???
      x teresa
      piacere mio
      ciao

    27. Ho letto i vostri interventi e ne sono lieto, a Cristiana un: benissimo !!!
      se fosse già accaduto pagherò pegno ma il nome io lo faccio cmq:Francesco Cafiso. non aggiungo nessun tipo di commento nè esprimerò il mio personalissimo e modestissimo parere perchè nutro una curiosità unica che va ben oltre la tipica curiosità femmina (manco la vedo)nel poter conoscere cosa ne pensate, in primis tu cristiana.credo valga la pena ricordare che lo avete avuto in zona Palermo di recente: è stato a Mondello il 17 agosto, in duetto con Arrighini ed il 26 agosto a Castelbuono, in quartetto.
      Fuoco alle opinioni !!! …Cià !

    28. Per quanto riguarda Cafiso francamente devo esprimere un apprezzamento per l’aspetto, oltre che per le doti musicali: il ragazzo merita.
      geronimo: grazie per il “benissimo”.
      salvatorevitrano: mio papà non è un giornalista del gds, saluti anche a te.
      Teresa: si, le stagioni jazz ci sono sempre state, ma come avrai notato non avrebbe avuto senso includerle nella mia mini ricostruzione storica per ovvie ragioni: perchè il post parla dell'”inflazionamento” del jazz a Palermo, la parte delle stagioni jazz per pochi cultori non andava messa 🙂 Sono d’accordo con te che tutto ciò non fa bene, perchè ormai passa tutto per jazz. Talvolta viene trattato come un’etichetta, un brand, come un logo Louis Vuitton applicato su una borsa fasulla… 😉
      Inoltre volevo precisare che non ho nulla contro i locali citati anzi li adoro e ci passo anche molto tempo.
      Seconda cosa: amo il jazz. Ammetto di provare un certo gusto per la provocazione. Così, per la cronaca. Ciao a tutti e buon inizio di anno… lavorativo.

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