venerdì 18 ago
  • Rinite urbana

    Due giorni a Palermo dopo una assenza di tre mesi, e l’aria calda e polverosa dell’asfalto ha già scatenato una rinite urbana brulicante, che subdola finge di solleticare le mie vie respiratorie. Palermo mi ha accolto così, con un capogiro asmatico. Togliendomi il respiro. Restituendomi l’aria solo per tirare fuori dal mio zaino tre pacchetti di fazzoletti, tutti rigorosamente quasi finiti. Per condannarmi alla ricerca convulsa di qualsiasi tovagliolino, pezzo di carta, stoffa, utile a contenere i miei disgustosi umori. Vorrei poter dire di essere un soggetto allergico. Vorrei poter condividere con tutti i milioni di allergici e asmatici sparsi nel mondo un folto elenco di cause mediche, che scatenano pruriti, soffietti alla gola e starnuti mattutini ripetuti ad oltranza. Parietaria, pollini, acari della polvere, pelo di cani e gatti, muffe… E invece no. Il mio asma non possiede una chiara ragione. La mia rinite viene definita “aspecifica”. Priva di un’origine, mi accontento di vantarmi di una “ipersensibilità” delle vie respiratorie che si accende ogni qualvolta il mio fisico subisce degli sbalzi di temperatura. E di sbalzi termici ne ha subito in questi ultimi giorni di agosto.

    Il passaggio da Salerno, dove ho abitato da metà maggio, a Palermo ha imposto la sua meccanica e inevitabile trafila di sintomi da soffocamento. Sbaglia chi crede che il Sud sia tutto uguale. Io ero una di quelle persone convinte che il clima caldo del Mezzogiorno fosse pressoché lo stesso, ovunque. Certo, in molti dicono che quella del 2006 è stata un’estate singolare, per il periodico avvicendarsi di piogge e annuvolamenti. Eppure io Salerno la ricorderò così. Per il vento veloce, per i temporali improvvisi e catastrofici che strattonavano vestiti e ombrelli. Il sole non era mai abbastanza giallo. L’azzurro cielo restava velato da una brezza divina che soffiava dal mare. La stampa urlava l’emergenza afa. Tre giorni di calura seguiti da vento e acquazzoni. Io fino a metà luglio ho dormito tranquilla con le persiane chiuse. Un evento storico, mai accaduto nella mia vita. Dall’ombreggiato lungomare di Salerno, Palermo mi appariva ancora più calda e meravigliosamente asfissiante. Certo non si può desiderare di soffocare. Eppure l’effetto dei ricordi è imprevedibile nella lontananza. Un giorno mi sono entusiasmata raccontando il cielo rosso dello scirocco, la pioggia mescolata alla sabbia del deserto, le visibili onde di calore sprigionate dall’asfalto durante il traffico. Il mio ascoltatore, un uomo del Sud (non di Dublino!), è rimasto a bocca aperta.

    Ora che sono finalmente tornata, mi lascio circondare da questa aurea di calore sudaticcio con immenso piacere. La distanza tra la città e il porto facilita questo processo di accumulazione energetica sulla pelle, nonostante il calore sia ben mitigato dal vento. Nonostante le temperature già preludano al ritorno dell’ideale clima palermitano di settembre, caldo ma temperato. Ora posso finalmente ricominciare a lavorare. Ora posso sentire le mie guance calde di sole, senza trascorrere una giornata al mare.

    Palermo
  • 4 commenti a “Rinite urbana”

    1. e magari l’aria palermitana portasse solo ed esclusivamente un po’ di rinite urbana ! sarebbe il male minore considerato il danno arrecato dalle polveri sottili all’essere umano !!!

    2. A me la rinite (ed altro) è venuta col maestrale, a causa dell’alga tossica (litorale Capaci-Isola delle Femmine). Ma il vento non ha confini geografici, ed era anche su Palermo. Anche io non ho mai sofferto d’asma…. Mi hanno detto che colpisce i soggetti sensibili (io e le mie amiche, colpite 3 su 3, 100% dei casi!) Non sarà che anche tu sei un soggetto sensibile? 🙂

    3. come ti capisco!!!! sn stata un mese in sardegna e ho capito quanto mi manca la sicilia….li c’è semopre vento gelido e il sole nn si sente nemmeno! sn tornata da pochi giorni e finalmente ho potuto sentire il sole caldo che brucia la pelle ed ho addirittura sentito di nuovo “sudare le tette”!!! ciao

    4. TESTIMONIANZA
      dall’età di 12 fino ai 32 anni ho sofferto di una forma che fu definita cronica di asma/rinite allergica (da acaro e parietaria)

      Arrivavo ad avere 8 crisi di asma al giorno, Ventolin a tutta forza … aihmè!

      All’età di 32 anni improvvisamente non mi sono venute più crisi… ormai da 4 anni non ho più asma, la rinite è rimasta in forma lievissima.

      chi lo ha detto che diventare grandi non ha i suoi vantaggi !!!
      Antonio di http://www.tangoapalermo.com

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