sabato 18 nov
  • Valerio Vidali e Oliver

    Valerio Vidali da Oliver

    L’appuntamento è fissato per sabato pomeriggio. Piove. Si inaugura Oliver, libreria per ragazzi. Si presentano le illustrazioni del giovane Valerio Vidali.
    Le osservi e scopri che c’è un modo semplice per rappresentare le cose, per spiegarle con i segni, per immaginarle con i colori.
    Così puoi cogliere angolazioni inedite, godere delle immagini nette, dei profili sottili, delle ombre accennate, dei colori leggeri, dei segni che risolvono concetti. Puoi intuire un modo limpido, armonico, ironico, elegante e intensamente appassionato. quello di chi lascia che i sogni e i desideri si esprimano spontaneamente.
    Dietro tutto questo un ragazzo con un aspetto (jeans, maglietta a righe, scarpe da ginnastica, occhiali) e dei modi gentili e garbati. Una rarità, quasi.
    E Valerio è uno che ha vinto premi. Non sta sotto i riflettori, come i giovani architetti di là alla biennale palermitana.
    Nella semplicità di un pomeriggio piovoso lui, quasi invisibile, sta a disegnare con i bambini. Piccole fatiche, immagini che si aprono sulla meraviglia. Vorresti quasi trovarvi un difetto così da renderle perfette. Acqua, giochi, baci, ombre.
    …Mentre gli ricuce l’ombra, Wendy racconta a Peter che lei non potrà più continuare a dormire nella camera dei bambini. “Da domani dovrò crescere!” Allora Peter decide: porterà la ragazzina nell’isola che non c’è, il magico luogo dove non si diventa mai grandi…
    È possibile.

    Ospiti
  • 4 commenti a “Valerio Vidali e Oliver”

    1. “…..non sta sotto i riflettori,come i giovani architetti di là alla biennale”

      affermazione che non comprendo. qual è il nesso?? ci spieghi signora Celestino, qualcuno potrebbe fraintendere…perchè si sa..a pensar male si fa peccato, ma talvota….

    2. Pioveva a Palermo, questo non c’è scritto. Anzi, diluviava. E diluviava per tutti: per i bambini che stavano arrivando da Oliver (forse avrei dovuto scrivere “a Oliver” che sarebbe stato meno corretto ma, oplà, sarebbe anche stato l’anagramma perfetto di Valerio; maggiormente perfezionato, eventualmente, da un signorile “La vidi a Oliver!”, anagramma di Valerio Vidali); per i palermitani, e non solo, che avrebbero invaso Palazzo Forcella – De Seta per l’inaugurazione della Biennale; per i turisti, sorpresi da quest’acquazzone autunnale (ohibò, piove a Palermo?); per i dannati delle quattroruote che sono prigionieri, generalmente, nel traffico quando non piove, figurarsi quando piove che tutti, anche per fare cento metri, prendono il proprio mezzo. Io sono stato da Oliver, poi sono andato alla Biennale. Tu dov’eri?

    3. io sono stata alla biennale; ma questo non c’entra. non capisco l’inutile polemica dell’autrice. che senso ha far passare gli architetti come vanagloriosi?”sotto i riflettori…” neanche si parlasse di starlette di secondo ordine della tv, dietro il progetto della biennale c’è gente che ha lavorato senza risparmiarsi, e per lungo tempo.non metto in dubbio le ottime qualità del sig. Vidali, ma ripeto, il parallelo dell’autrice non ha alcun senso. perchè quando a palermo si fa qualcosa di diverso è subito schierato l’esercito dei denigratori?la biennale è un grande momento per palermo, non sporchiamolo con inutili parole.

    4. io son io
      e tu sei tu
      se siamo in tre siamo di più
      se siamo tutti quanti
      cacceremo birbe e birbanti

      g. rodari

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