martedì 21 nov
  • Maritati

    Nel giro di pochissimi mesi ho avuto l’opportunità di vivere da vicino uno degli avvenimenti che nella vita di un siciliano medio e di un palermitano in particolare rappresenta l’acme della vita sociale, il momento in cui tutta la forza economica, organizzativa e affettiva della famiglia si scatena in tutta la sua potente dinamica: il matrimonio. Innanzitutto va fatta una fondamentale distinzione tra le due macro categorie più importanti in cui questo momento si divide cioè il matrimonio del primo figlio/a o lo sposalizio della successiva prole. In particolare io ho partecipato per due volte nel giro di tre mesi all’allestimento dell’avvenimento appartenente alla prima macro categoria. Della seconda categoria, altrettanto peculiare e interessante parleremo un’altra volta. Per mia fortuna sono stati matrimoni piacevoli e senza grandi intoppi, ma mi hanno offerto la possibilità di raccoglie racconti e testimonianze su ogni più piccolo dettaglio organizzativo. Ho scoperto, con poco stupore, che la tipica mamma palermitana per quanto emancipata, moderna e giovanile sia covi nel profondo del proprio animo l’insana voglia di “maritare u/a picciriddu/a”. Questo sogno nascosto cresce negli anni, si autoalimenta silenzioso fino a quando finalmente l’adorato pulcino trentenne non decida che sia giunta l’ora di rendersi indipendente. Il sogno assopito si desta e scatena tutta la sua prorompente (e devastante) potenza. Numerose sono le osservazioni da fare sulla matriarcale organizzazione delle nozze, ma una in particolare merita un’accurata analisi: la scelta degli invitati. Mi sono infatti accorta che a differenza di come si potrebbe facilmente liquidare il problema in altre città italiane limitandosi ad invitare solo i parenti che si frequentano abitualmente , a Palermo la questione diventa annosa e persino compromettente. Ed è qui che la forza della mamma dello/a sposo/a si sprigiona sentenziando due uniche possibili soluzioni. La prima consiste nell’invitare,dopo aver stabilito un grado di parentela massimo, tutto il parentado che ricade all’interno di questo virtuale confine. Questo è il famoso metodo “e nni livamu u’ pensieru”. Il secondo metodo molto più diffuso perché offre la possibilità di poter parlare sparlare e straparlare dell’argomento consiste nel fare un’accurata cernita del parentume sfogliando il libro nero degli inviti gelosamente custodito nella memoria a lungo termine della mamma in cui sono appuntati i parenti e le loro cerimonie e il numero di inviti che la famiglia dello/a sposo/a ha ricevuto. Il famigerato ed efficace metodo dell’occhio per occhio dente per dente. In una di queste accese discussioni ho persino sentito dire “e a quel cornuto di tto zio non lo invitiamo che al battesimo della figlia di sua cognata a noi non c’invitò”. Istruttivo, ho scoperto dell’esistenza di gradi di parentela fino ad ora sconosciuti.

    Palermo, Sicilia
  • 22 commenti a “Maritati”

    1. mi sono divertita tantissimo nel leggere il tuo articolo. complimenti!

    2. è esattamente così cara maria letizia.
      ma tutto questo diritto di invitare al matrimonio chi si vuole senza sentire spesso le ragioni della persona che si sposa (il/la festeggiato/a)deriva dal fatto che spesso a pagare il ristorante è proprio la famiglia!
      ovvero a palermo è difficile che chi si sposi paghi per i propri invitati: ci pensano i genitori degli sposi!
      per quanto mi riguarda ho risolto così (ma questo è valso per la mia cena di laurea): “cara mamma (e cara nonna – considerando che spesso le nonne hanno più peso delle mamme!), pago io e invito chi dico io! non mi interessa se 15 anni fa la zia della sorella di tua cognata ci ha invitati: non so nemmeno chi sia!
      semplice… 😀

    3. Cara Leti c’è anche un’altra cosa da dire e mi metto dalla parte degli invitati di una qualsiasi ricorrenza , vuoi un matrimonio , vuoi un battesimo una cresima o quant’altro , e cioè che se non si viene invitati è vero rimane nel lbro indelebile della memoria , ma se Diu ni scanzi vengono invitati il meno che si possa dire è miiiii ra camurria !!!

    4. Letizia cara, sapessi ! Io ho dovuto riparare al secondo metodo di scelta utilizzato dalla mia sorella maggiore, invitando tutti i parenti a tappeto nessuno escluso, perfino le riserve !!
      Risultato 50 i parenti della sposa 150 i parenti dello sposo.Naturalmente “ognuno
      si pagò i sui”.Ciao

    5. …Cara Letizia, dirò solo una e dico UNA parola che per me cammina insieme al matrimonio, e che dopo il tuo racconto è stata alimentata più che mai: A-N-G-O-S-C-I-A!!! cmq brava, riesci a rendere comici anche gli “eventi” più assurdi!!!

    6. noi palermitani siamo assurdi assai!
      i riti e gli “obblighi” che girano intorno alle varie celebrazioni di maccimoni, vattii, cresime, comunioni, ed eventi simili, non sono da poco!
      abiti costosi, gioielli in bella vista, obbligo di ristorare e cibare i milioni di invitati, confetti e bomboniere… regali ai testimoni…
      e nel caso del matrimonio ci pensate al tempo necessario per i preparativi?
      le fedi, i confetti, i fiori, la chiesa, il ristorante, l’auto a noleggio, i vestiti, le prove del trucco e dei capelli, gli invitati e la loro disposizione nei tavoli del ristorante, la lista nozze! per i più virtuosi anche l’intrattenimento musicale! e la torta e il menu…
      mammamia figli miei come siamo complicati!
      ma il significato del matrimonio non dovrebbe solo essere quello dell’unione “ufficiale” tra 2 persone che si amano?
      va bene festeggiare e condividere un momento così importante con gli affetti, ma che ci trasono tutti sti picciuli?
      e tutta sta gente? e tutto sto trucco?
      ad ogni modo le “tradizioni” di un popolo, finché sono così prive di danni agli altri, vanno rispettate.
      io ritengo superfluo tutto ciò che gira intorno a ‘sta tradizione del “maccimonio”.
      anche io, come dice Igorone, quando ricevo un invito (dietro regolare “partecipazione”) penso: “biih! che camurria! stavolta ci vado in jeans e tappine!” 😀

    7. Fino a quando la spesa degli invitati se la accollano i genitori e i regali in busta se li “ammuccano” gli sposi….che dire? tanto di guadagnato! Ben vengano ciurme di parentado che festosi accorrono alle nozze!Saremo pure provinciali in certe usanze…ma che i cari genitori ci sgravino di questo fardello economico non è arretratrezza culturale…è cu**!!!

    8. beh in effetti non è male non dare e ricevere! però si perde il potere di decidere chi viene e chi non viene…
      e se “la festa” è tua credo sia importante…
      ci pensate a quanti soldi vengono “sparati” in un giorno (poche ore) per un matrimonio tipico palemmitano? a me pare uno spreco…
      una bella festa al mare o in campagna, tutti in pantaloncini e tappine e griglia sempre accesa ad “arrustiri” di tutto, no?
      pane, olive e vinello, no?
      chitarre e canzoni cantate sotto “un peri r’alivi”, no?
      una festa tipo “scampagnata di pasquetta”, no?
      a me piacerebbe molto di più!
      e tutti gli invitati sarebbero ugualmente sazi (di cibo), ma senza l’obbligo di mostrare gioielli, o di indossare scarpe scomodissime e vestiti di seta…
      niente cravatte per i maschietti, niente tacchi e scarpe a punta per le femminucce!
      niente obbligo di cipria per nessuno!
      non sarebbe più bello, più vissuto, meno stressante per tutti?
      non resterebbe il ricordo di una bella giornata passata insieme ai propri cari?

    9. Seeeeeeeeeeee! Utopico!
      E cmq considerando che per un pranzo medio ti chiedono dalle 70 alle 80 euri e considerando che il numero medio di invitati è di 150/200 pax…uhmm caspita sono la bellezza di 10.000/15.000 euri per un ritorno monetario di …mumble mumble…Si apre una piccola postilla a riguardo in quanto la cifra che si riceve è proporzionale al grado di parentela e all’eventuale “ricambio” di regalo precedentemente donato..per cui se ad es. i miei hanno regalato lo scorso anno a mia cugina 600 euro e io mi sposo quest’anno, i miei zii mi dovrebbero ritornare i 600+50 ( minimo sindacale per non passare pì vastasi)….Roba da matematici! ahahahhahahahahah Miiiiii che paranoieeee….

    10. beh il mio conteggio era in un’ottica utopica di piacere e divertimento puro…
      non di “investire” un tot in una festa di matrimonio per ricevere un tot più qualcosina… quella è tutta un’altra storia!
      in questo modo è davvero un’angoscia!
      ah come siamo complicati noi palemmitani!
      😀

    11. Alzi la mano chi si astiene da simili conteggi! Cmq siamo proprio paesanazzi! Ma vuoi mettere la civilissima Milano dove si affidano alla figura fighissima del wedding planner…ma ve li immaginate voi i milanesi a fare di sti discorsi??….non sanno che si perdono!!! ahahahaahaha

    12. Proprio oggi, in sala d’aspetto del medico, un tipico discorso tra tipiche madri di famiglia palermitane “miiiiii, si marita ‘a figghia da ‘me vicina di cabina a Mondello e oggi m’arrivò la LITTRA DI SCROCCU”…leggasi invito al matrimonio!

    13. Altra chicca: nel momento in cui si riceve l’invito al matrimonio (la suddetta “littra di scroccu”), pare che bisogni informarsi “di sgarrubbo” presso il ristorante per sapere quanto costerà procapite il pranzo di nozze, in modo da fare un regalo che sia il più possibile equivalente al totale “di euri” che la famiglia dello sposo o della sposa spenderà per sfamare la familia degli invitati in questione.
      Io non avevo mai sentito una cosa del genere…roba da “arrizzari i carni”!

    14. Ci pensavo stanotte: il genio palermitano applica alla quotidianità le ferree leggi di mercato, anticipando in forma embrionale la formula del capitalismo DMD’ (denaro/merce/denaro) dove il capitale finale (il regalo dai parenti) si suppone essere maggiore di quello inizialmente investito (la spesa del banchetto, o regali precedentemente donati). E adesso ditemi voi se quelle signore di cui parlava Maria Luisa sono o non sono dei geni della finanza! Siamo oltre Marx!!!

    15. Sono Palermitano vivo e lavoro a Palermo .
      Sono FORTUNATAMENTE sposato con una ragazza straniera .
      Ogni giorno ringrazio Dio di non essere sposato con una palermitana e di non aver dovuto subire queste tristi storie che fanno soltanto deprimere e sconfortare . Il mio matrimonio ( RITO ASSOLUTAMENTE CIVILE ) è stato divertente senza alcun tipo di preparazione i miei amici li ho invitati con sms 🙂 . I parenti sono venuti solo quelli che avevano il cell acceso 😀 .
      Ah ma quanto mi sono divertito
      Ps per i regali ho chiesto di fare beneficenza e questo no perchè sia ricco ma perchè a comprarmi le cose ci penso io .
      Regali non ne faccio e non ne voglio da nessuno .
      Altro che wedding planner sono tutte ca***** il matrimonio non è il giorno piu’ importante della propria vita a mio avviso il giorno piu’ importante è quello quando conosci la persona che sposerai e che ti ha cambiato veramente la vita .
      Salutiiii Luca Palermo .

    16. “Mogli e buoi dei paesi tuoi” in una società sempre più multietnica è un consiglio non più proponibile e poco auspicabile…evviva il melting pot, lo scambio culturale (mantenendone le specifiche diversità però) e l’apertuta a orizzonti diversi dal nostro. Però, Luca caro, non schifiare noi femmine panormite, mica siamo così grette come pensi! Anzi siamo così tanto al di là della tua poca considerazione, da riuscire a ironizzare con intelligenza su questioni folkloristiche di dubbio gusto come l’argomento in questione..Che tu non abbia colto la venatura tagliente e ironica che accompagna la nostra discussione? O forse sei così abituato a mantenere i rididi, severi, civili e politically correct standard mentali della tua compagna europea ( o americana o mitteleuropea…o veditela tu) da non scorgere la fresca leggerezza che accompagna il forum? e IL WEDDING PLANNER ERA UNA PIGGHIATA PU **** al nuovo trend milanese di affidarsi alla sapiente organizzazione di un esperto. Amici come prima. ciao e auguri x il tuo matrimonio.

    17. Scasate ma volevo inserirmi in questa interessante discussione che mette in evidenza svariati aspetti della personalità “palermitana”.
      Ma perchè etichettare tutto e tutti?
      Noi femmine del sud saremo anche ancorate a tradizioni di famiglia ormai desuete ma, proprio per questo, per noi il matrimonio ha ancora un sapore sacrale, che purtroppo si è perso man mano che si sale con la latitudine!
      Infine, volevo anche aqgiungere che il wedding planner non è una figura da sfottere così allegramente. Ebbene si io mi sono fatta aiutare da Arkitutto qui a Palermo. Loro sono fondamentalmente architetti, hanno progettato meravigliosamente la nostra casa e poi ci hanno aiutato nell’oragnizzaizone del matrimonio. Vi assicuro che io mi sono rilassata tantissimo e tutti si sono divertiti, suocere e mamme comprese, che per una volta non si sono sentite investite dell’autorità/responsabilità di comandare su tutto e tutti.
      Il mondo è bello perchè è vario!!!!

    18. Salve a tutti! Innanzi tutto mi rivolgo a te Luca…hai scritto “Sono FORTUNATAMENTE sposato con una ragazza straniera”…e sino a qui ti si può sopportare…ma affermare addirittura che “Ogni giorno ringrazio Dio di non essere sposato con una palermitana”…questo è troppo!
      Tre anni fa circa io ed il mio fidanzato abbiamo agito liberamente…ci siamo sposati a Villa Niscemi con rito civile, abbiamo invitato i nostri più cari amici ed i pochi parenti che frequentavamo (abbiamo escluso nell’ordine: 2 sorelle e 2 fratelli di mia suocera, 1 sorella di mio suocero, un fratello di mio padre, 3 fratelli e 1 sorella di mia madre).
      Abbiamo organizzato un pranzo per 80 persone presso un agriturismo fuori Palermo alla modica cifra di € 25,00 a persona e vi assicuro che abbiamo mangiato benissimo ed a “tignitè”. E’ stata una festa bellissima, un’unione attesa da tutti, pianti e risate per tutto il giorno!
      Niente (inutili)bomboniere, solo sacchetti di confetti. Niente rate di finanziaria da pagare per foto e filmino…abbiamo chiamato una nostra amica che fa la fotografa (€ 400,00)solo per fare qualche scatto durante la cerimonia…nessun fotografo con luci abbaglianti durante il pranzo di nozze, tutto si è svolto, per nostro volere, nella naturalezza più assoluta.
      AH!Dimenticavo…niente lista nozze, ci siamo appoggiati ad un’agenzia di viaggi e chi lo sapeva e ne aveva voglia poteva lasciare una quota…siamo partiti in nave sino a Genova e poi da lì Praga, Vienna, Budapest, Salisburgo.
      A noi è piaciuto così…siamo stati noi stessi anche in questa occasione…lo consiglio a tutti!!Baci

    19. Leggendo questi commenti mi rendo conto che davvero Palermo e’ tradizione!Io opero in una societa’ di wedding planner (organizzazione matrimoni) eventi in genere e sicuramente evito tutto questo stress a chi si avvicina a quel giorno. quindi se volete potete contattarmi arriverete al fatidico si con molta serenita

    20. Mi rendo conto chee palermo e’ tradizione.Io opero per una societa’ di wedding planner e credetemi Palermo e’ difficile perche’ si vede questa figura come una presa per…invece posso dirti che noi non i facciamo prebdere per il…da ristoratori,fotorafi,…….prova a contattarci se ne hai bisogno non te ne deluderai

    21. Scusa ma che ti dovrebbe contattare????? questo è un blog non un posto dove mettere annunci pubblicitari!!!!

    22. Concordo con luca, la festa di matrimonio è un qualcosa di una tristezza assoluta, ma tu devi farla perchè la fanno tutti…ma vaff!!!
      E ormai chi sposi hanno l’abitudine di chiedere LE ELEMOSINA agli invitati (ovvero soldi in contanti) con la scusa che “tanto non ci serve niente, abbiamo già tutto”…adesso gli invitati sono diventati i polli da spennare perchè col fatto che devono fare regali in moneta contante in pratica vanno a pagarsi automaticamente la cena e contribuiscono anche al viaggio di nozze. CHE SCHIFOOOOOO

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