Archivio del 31 ottobre 2006

Halloween o Alloui’

Maria Cubito
ott 06
31
15:12

Vorrei spendere solo due parole sul dilagare di una nuova moda: la festa di Halloween.
I bambini americani, la notte del 31 ottobre, vanno in giro per il quartiere a recitare questa filastrocca:
Trick or treat?
Give me something nice to eat
give my friends something too
or we’ll play a trick on you
”.
Che tradotto suonerebbe grosso modo così:
Scherzetto o dolcetto?
Dammi qualcosa di dolce da mangiare,
danne anche al mio amichetto
o ti tiro uno scherzetto
”.
Ora, voi riuscite a ricordare qualcosa di vagamente simile nella vostra infanzia?
Si può sapere perché quest’urgenza di importare pure sta fissaria dall’America?
Che poi nella più rosea delle ipotesi diventa la festa di ALLOUI’! Continua »

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A molte leghe da Manhattan, dopo una crociera sulla linea M della metropolitana, dopo aver attraversato binari sopraelevati coperti di graffiti, un quartiere interamento cinese e uno animato solo da ebrei fondamentalisti, scendo alla fermata della diciottesima avenue e mi ritrovo a Bensonhurst, Brooklyn. Esco dalla stazione e vengo accolto da una sfuriata di clacson di poche auto bloccate in un mini ingorgo. La cosa mi suona familiare, e, d’altronde, è per questa ragione che mi trovo qui, per cercare quello che mi è familiare, ma che qui potrebbe essere un po’ diverso.

Sono, per così dire, inviato da Rosalio a cercare i palermitani di New York, quelli veri, non quelli finti di Mulberry Street, nella cosiddetta Little Italy, che sono più americani del tacchino del giorno del Ringraziamento, è che non sanno più nemmeno parlare la nostra (sicula) lingua madre. Mi inoltro un po’ a caso per Bensonhurst, anche se tutto quello che c’è di importante si trova sulla strada principale, la diciottesima appunto. Vorrei entrare in molti posti, ma sono tutti strettamente riservati ai soci, mi incuriosice per esempio il club della Congrega di San Vito di Ciminna, o quello de I figli di Sciacca, mi chiedo se i soci debbano essere originari dei rispettivi paesi e quanti ve ne siano da queste parti.

Mi tocca camminare un po’ per arrivare all’associazione più famosa da queste parti, la Society of Santa Rosalia, che organizza ogni settembre il Festino della Santuzza. Il carro attraversa un lungo pezzo della diciottesima e si ferma solo all’incrocio con la 53esima quando inizia la zona degli ebrei sefarditi. I siciliani accorrono da tutta New York per vedere il Festino, che loro chiamano semplicemente “the Feast”. Continua »

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Ma è tutto vero?

Dario Massara
ott 06
31
01:38

Ieri sera mi chiedevo: “ma è tutto vero”?
In 10 giorni abbiamo battuto a domicilio Eintracht Francoforte, Milan e Fiorentina. E in mezzo la vittoria contro il Messina nel derby.
Adesso continuiamo ad essere primi in classifica, insieme all’Inter, con quattro punti di vantaggio sulla Roma. Sogno o son desto?
No, non sogno, il Palermo è ormai una realtà del calcio italiano.
E così fanno 10 vittorie in 12 partite, un ruolino straordinario. E dire che le due sconfitte sono arrivate contro Empoli ed Atalanta, non certo formazioni di prima fascia.
Il Palermo è autorizzato a sognare. I perché sono diversi.
Perché ha una grande squadra.
Perché ha un grande allenatore.
Perché ha uno stadio che come pochi possono rappresentare un’arma in più a favore.
Perché non c’è la Juventus.
Perché il Milan è già distante 14 punti.
Perché la Roma non è continua.
Perché l’Inter non vince da troppo tempo e ha una squadra mal costruita in sede di mercato.

Ve ne viene in mente qualcun altro? Se sì vi prego di dirmelo.

P.s.: vogliamo spendere due parole sull’articolo del Financial Times? No. Mi viene in mente solo questa frase: caro giornalino inglese, le tue parole scivolano sui binari della mia indifferenza. Sbaglio?

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Giovedì 2 novembre, in coincidenza con la commemorazione dei defunti, non ci sarà la chiusura al traffico del centro cittadino.

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Stamattina alle 11:30 il sindaco Diego Cammarata inaugurerà i locali restaurati dell’ex convento di San Biagio (piazzetta della Canna) che verrà utilizzato come sede di uffici comunali.

L’immobile faceva parte del monastero di Santa Maria di Montevergini, il cui nucleo originario risale alla fine del 1400. I lavori di restauro sono costati più di due milioni di euro.

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