domenica 19 nov
  • Palermo e Roma, le differenze

    Vivo a Roma da qualche anno, e una delle prime cose che mi hanno insegnato e con la quale bisogna convivere è che la distanza tra due luoghi non si misura con in chilometri o in metri (quando sei fortunato), ma con un’altra unità di misura: il tempo. Tempo che va incrociato con altri dati e variabili, ovvero l’orario in cui vuoi percorrere quella distanza e soprattutto con quale mezzo. Roma è una città di vaste dimensioni territoriali, secondo il censimento del 2001 la popolazione romana corrisponde a 2.459.776 abitanti. Adesso credo invece che gli abitanti superino abbondantemente i 3 milioni, quantomeno con l’area metropolitana che si sta creando intorno.
    Questo è il primo dato che la differenzia da Palermo, quasi il triplo degli abitanti e sinceramente attraversare la nostra città (e si perchè pur vivendo a Roma io mi sento ancora palermitano a tutti gli effetti) è paragonabile ad attraversare un paio di municipi romani. Visto che parliamo di strade, è naturale confrontare gli stili di guida. Vogliamo essere generosi con noi stessi? Il modo “sprintoso” di guidare a Palermo è del tutto identico nella capitale. Sarà che tra centro e sud grosse differenze umane non ve ne sono, cosa non vera tra Nord e Centro Italia, ma il modo di guidare sotto il Colosseo richiama lo “stile” palermitano. Il che non sarebbe problematico di per sé, lo diventa quando cerchi una strada o un luogo a te sconosciuto e quelli dietro quasi ti sotterrano… Anche il modo di colloquiare dopo un presunto taglio di strada, una precedenza non rispettata, sono simili, cambiano le frasi, ma l’aggressività è purtroppo simile. E il cibo? Beh alla nostra gastronomia in terra romana dedicherò in futuro un bell’articolo, partendo da similitudini, analogie (non uguaglianze) tra il supplì e le nostre arancine, che qui chiamano “arancini”, passando per i primi piatti e concludendo coi dolci tipici della nostra tradizione palermitana. Ciò che qualunque siciliano, passando da Roma, noterà è che qui la pasticceria siciliana, ma anche la cucina, sono tra le più apprezzate. Poco tempo fa comprai insieme ad un quotidiano nazionale, la Guida dei Ristoranti di Roma. Ebbene il numero di ristoranti siciliani era di gran lunga il più numeroso, seguito da quelli di cucina tipica romana, a mio modo di vedere priva di fantasia, e quelli di cucina napoletana. La pasticceria siciliana poi è sinonimo di qualità e di varietà. Quello che poi va analizzato è l’aspetto della qualità vera dei prodotti realizzati, e su questo avremo la possibilità di affrontare l’argomento nelle prossime settimane. Vorrei proporvi un piccolo percorso siciliano (in alcuni casi strettamente palermitano) per chi come me soffre di nostalgia per certi piatti che solo dalle nostre parti possono avere uno sfogo. Del resto il “finocchietto ingranato” o l’”astratto” sono facili da reperire in una città come Roma? No, no no!

    Un palermitano a Roma
  • 39 commenti a “Palermo e Roma, le differenze”

    1. Condivido, Roma somiglia tantissimo a Palermo. O forse Palermo somiglia Molto a Roma. Sono due grandi capitali dell’arte, della qualità, della buona cucina, anche di certo senso di orgoglio, a volte malriposto.
      Io l’ho sempre pensato. Hanno ambedue una certa coscienza della storia vissuta nelle persone che ci vivono, uno stato sì di cinismo ed insieme di superbia.
      Il gusto per le cose belle della vita.
      Un indicazione sulla pasticceria siciliana ancora autentica, la pasticceria di Erice, dove la pasta di mandorla é ancora pasta lavorata e non farina industriale, fatta da una donna che allevata in orfanatrofio dalle suore, nascondendosi e guardando di nascosto ne ha carpito i segreti e da succube e disgraziata é diventata vincente e un medium di tradizioni pasiciiere altrimenti dimenticate (perché mai poi le suore abbiano deciso che certe partiche pasticcere dovessero essere secretate, non sta a me dire perché).

    2. Ciao Teresa,

      ti ringrazio per le conferme che mi fornisci. Roma è molto dispersiva, ma certi comportamenti sono del tutto simili a quelli di Palermo, e non possono essere paragonati, secondo me, ad altre realtà italiane, specie del Centro Nord. Un altro aspetto da non sottovalutare è la numerosissima presenza di siciliani nel territorio laziale che negli anni si è radicata e soprattutto ambientata, a mio modesto parere, più facilmente che in altre realtà. Al prossimo argomento… Cucina Siciliana a Roma 🙂

    3. Commento Palermo e Roma, le differenze
      di Marco Salvatore Tripisciano – 6 Novembre 2006:
      e che ne dite di una romana a Palermo???????????????

    4. …senti Marco, dove posso trovare un localino a Roma (dove vivo da 1 anno) per gustare un’ottima pasta con le sarde?

    5. Marco sono d’accordo con te sulle varie similitudini che caratterizzano le due nostre città, perchè anche se ti senti ancora palermitano, come me d’altronde, devi riconoscere che vivere a Roma ti porta in qualche modo a sentirti parte integrante di questa città, ma la cosa succede anche al contrario, sò di romani che vivono a Palermo ed è la stessa cosa.
      Però credo che il modo di guidare dei palermitani, forse si potrebbe paragonare a quello dei napoletani. Ti assicuro che tutte le volte che trascorro dei giorni a Palermo, tornare a Roma, mi fa pensare di non essermi allontanato solo di 900km. ma almeno di 1900km. Nel senso che a Palermo la guida è decisamente più “sprint”, anche se io userei un termine meno carino. Per non parlare dell’uso o forse meglio dire abuso del clacson che si fa nelle nostre strade, e poi che dire della “efficienza” della polizia municipale?. Quindi sento di dover escludere questa somiglianza tra le due città. Roma mi sembra un po’ più civile, almeno in questo.

    6. Per Salvatore

      per la pasta con le sarde ti consiglio questo posto, ne avrei parlato in uno dei prossimi articoli, ma non posso lasciarti senza pasta…

      Ristorante lumie di Sicilia
      Indirizzo: via fratelli Bonnet, 41
      Roma (RM) – 00152
      Telefono: 065813287
      Chiuso il lunedì

      Ti segnalo questi siti/blog per info http://blog.nicolamattina.it/?p=159
      http://www.2night.it/2night/roma/locali/locali/2137.html

      Nel prossimo articolo invece parlerò di Arancine (INE e non INI PER FAVORE!!) e panelle 🙂

    7. Per Salvo

      indubbiamente il mio paragone sul modo di guidare era un pò provocatorio. L’abuso del clacson e il nervosismo alla guida credo siano tratti simili delle guide romano-palermitane. Hai ragione sul fatto che a Palermo forse si esagera un pò, ma credo anche che dipenda da un altro aspetto, forse su questo converrai. Se fai un giro sulla via Casilina, all’altezza di via di Tor Pignattara allora c’è un modo di porsi alla guida, se invece andiamo in via Adda (dove ci sono, secondo me, tra le palazzine migliori che abbia mai visto a Roma…) allora la storia è diversa.

      Sulla polizia municipale invece dovrei darti ragione senonaltro perchè non avevo mai preso una multa in 10 anni di guida a Palermo, arrivo a Roma, e pur essendo molto attento e cauto, dopo un paio di mesi ne prendo una… Poco convincente invece è il vigile nell’esercizio della sua funzione di regolatore del traffico, ma credo sia un problema molto italiano.

    8. Per Federica

      a questo punto sono “curioso” di sapere qualcosa di più, e credo che anche Rosalio lo sia. Perchè non racconti a Rosalio (Tony che ne dici??) come se la passa una romana a Palermo e soprattutto come vede dal suo osservatorio la nostra (

    9. Lavorando anch’io a Roma da tempo, ma Palermitano nell’anima, condivido alcuni aspetti del confronto, per esempio la caoticità del traffico romano, con la differenza che a Roma piano piano ma si cammina a Palermo rischi di rimanere fermo nello stesso punto anche per ore. A Roma invece, anche se credi di conoscere bene le strade, rischi di perderti e ritrovare la strada dopo ore. Le strade non sono mai dritte come a Palermo, sono sempre curvilinee e salgono e scendono sui famosi 7 colli (ai quali vanno aggiunti anche i colli esterni come monte mario, il gianicolo, il pincio). Tu credi di andare da una parte ma ti ritrovi da tutt’altra. Più volte in passato ho rischiato di dormire in macchina perchè di notte non riscivo a ritrovare la strada pe tornare a casa. E poi se un amico ti chiede un passaggio informati bene dove abita perchè rischi di fare 50-60 Km solo per andare, a Palermo al massimo nei fai 15 da una parte all’altra. Nel traffico romano rischi un sacco di insulti (a li mortacci tua, de tu madre, de tu sorella, ecc..) mentre nel traffico di Palermo rischi sembre “na fracchiata ri lignati”, il palermitano urla meno del romano ma cafudda di più.
      Io per sentirmi più a casa mi sono trasferito a Santa Marinella (60 Km da Roma e 5 da Civitavecchia), ridente cittadina sul mare (l’unico tratto di mare limpido della costa laziale) a 1 ora di treno dal lavoro (più o meno quello che impiegano i miei colleghi per arrivare dall’altra parte della città) e a 100 metri a piedi dal mare. Chi dici!!!

    10. Grazie Marcuccio per la dritta!
      Ho conosciuto una romana troppo “duci” e la vorrei portare a queste lumie di sicilia, sperando di trovare quell’angolo di casa, di odori e sapori della mia terra…e che non mi “spardano picciuli”.
      Di contro andrò a casa venerdì e penserò a te quando gusterò un favoloso aperitivo al “siciliano” di via bara all’olivella. Chi dici!!
      baciamo le mani
      salvatore

    11. Ciao Giuseppe,

      conosco Santa Marinella, molto tranquilla e tra l’altro mi risulta che lì Ciampi ha una tenuta o una villa… e quindi ottima scelta… 🙂

      Condivido il discorso dei 50-60 km e sul fatto di perdersi, effettivamente molto semplice. Io per adesso, in attesa di sistemi più avanzati (GPS etc) ho risolto con il tuttocitta on line, mi stampo sempre i percorsi, evito di sbagliare e in questo modo riesco a conoscere la città pezzo per pezzo. Ci sono solo due problemini, stampo tanta carta e soprattutto se c’è un’interruzione stradale so *azzi!!! 😛

      Magari una di questa sere ci si vede per una buona birra artigianale italiana.

      🙂

    12. Salve a tutti!
      Anche io, insieme a mia moglie, siamo dei PALERMITANI a Roma. Trovo molto interessante questo argomento che spesso trattiamo insieme ad altri amici palermitani che vivono qui. A mio parere le similitudini tra palermitani e romani sono più superficiali che sostanziali.
      Secondo me il palermitano è molto più ospitale del romano. Noi non ci pensiamo mezza volta a offrire un passaggio a una persona conosciuta da poco, a invitarlo a pranzo a cena a dormire da te se ne ha bisogno…cosa che ho visto fare a pochissimi romani. Tante volte ho portato i nostri deliziosi cannoli in ufficio…tanto per offrirli e puntualmente qualcuno mi ha domandato, stupito, “ma perchè??”.
      Tante volte è sceso dal piano di sopra il bimbo dei vicini per giocare con mia figlia…e noi lo accoglievamo a braccia aperte…se noi portavamo la nostra da loro…” e..no…sta studiano…fra poco mangiamo…ehm…no”
      Altro argomento costante è IL PANE!!!!
      Secondo me è un fatto dimostrabile matematicamente che il pane a Palermo è superiore a quello in commercio nella capitale…
      i romani che non lo hanno mai assagiato…dicono: “ma è solo pane!”…e qui risulta chiaro il confronto.
      Il fatto vantaggioso è che si può fare dieta con più facilità!
      comunque come gastronomia io ho scoperto il paradiso per i palermitani all’AXA! E’ una rosticceria di un palermitano che fa anche i primi (paste con le sarde, etc.)arancine,calzoni,sfincione,ravazzate…etc. Si chiama “Bedda Matri” e si trova vicino il drive in di via colombo nel centro commerciale limitrofo…

    13. Grazie per le dritte! Sei troppo 10 dario. Ma perchè non si organizza una sera e ci si vede? Ognuno di noi però deve portare un amico/a romani! Ci state?
      Fatemi sapere

      baciamo le mani
      salvatore

    14. con piacere!!!
      in effetti a pensarci amici romani ne abbiamo pochi…ma li abbiamo!!!
      Quando volete…

    15. Ciao Dario,

      mi segno il posto, dalle pagine bianche l’indirizzo sembra essere

      Bedda Matri 00125 Roma (RM) – Via Eschilo, 191 tel 06 5090445

      confermi?

      Condivido perfettamente il concetto del cannolo portato in ufficio e poi la domanda che ti spiazza “ma perchè?” oppure “cosa si festeggia?” “Cosa è successo?”

      Nulla rispondo io, e credo rispondi così anche tu, andai a Palermo e a voi pensai… 😛

      Credo anche che nell’invitare a cena qualcuno, noi siciliani in genere siamo anche molto meticolosi, nel senso che ci preoccupiamo di tutte le portate, varie ed abbondanti. Non so se ti capita invece di avere degli inviti, quando ci sono, e talvolta le “quantità” sono un pò più ….(mmmhhh) misurate? 🙂

    16. Per il pane.

      Anche noi stiamo perdendo il vizio del pane specie la sera quando siamo entrambi a casa o nei weekend. Fino a qualche mese fa, tanta era la voglia di pane fresco, che ce lo facevamo noi (nel senso che mia moglie lo impastava, accendeva il forno, inseriva la teglia con l’impasto, reglava temperatura e timer e io invece mi limitavo a tirarlo fuori dal forno e al massimo tagliarlo a fette.. tanto per essere chiari :P) e credimi non è poi complicato, tra lievitazione (circa 30 minuti) e una ventina di cottura, tempo un’ora ed era pronto, tra l’altro puoi metterci uvetta, pistacchi, olive, insomma puoi sbizzarrirti. Adesso negli ultimi mesi il tempo è tiranno e quindi ricomincia il problema, sono alla spasmodica ricerca di un panificio nelle mie vicinanze (Roma sud, mica potevo stare a Roma nord… più vicino possibile alla Siggilia), che offra qualcosa di buono. In realtà un posto dove il pane rasenta la perfezione, sia per il lievito madre utilizzato, sia per le farine che per l’amore con cui viene preparato c’è, ed è il Pizzarium di via Meloria vicino la fermata della metro Cipro del mio amico Gabriele Bonci, ma da me tra andata e ritorno, sono quasi 80 km… 🙁

    17. Grazie ragazzi, siete una fonte inesauribile di informazioni utili.
      Avete ragione. Noi palermitani pensiamo a tutto…sarà perchè le nostre mamme ci hanno educato affinchè a tavola (oltre alla “tuvagghia”…termine ben definito dalle nostre parti, ma qui a Roma fonte di ilarità) non debba mancare niente e in quantità consistenti? Io dico yes!

      Baciamo le mani
      salvatore

      PS: per un incontro con voi tutti ditemi voi. Io sto dalle parti di via Ostiense
      …tranne questo weekend che vado giù a Palermo!:)

    18. A questo punto mi state facendo venire voglia di rendez-vous. Io sarò a Roma sicuramente l’8 dicembre per intervenire a piùBLOG. Ci vediamo?

    19. Ok, dicci luogo e ora, e vediamo se si può consare?

      Baciamo le mani
      salvatore

    20. Salvatore il mio panel (Piattaforme e aggregatori) sarà venerdì 8 alle 10:00 al Palazzo dei Congressi all’Eur, però non so ancora se verrò prima o se rimarrò dopo. Ti aggiorno. 😉

    21. Caro Marco,
      ti confermo l’indirizzo. Vi giuro…lì ho ritrovato i sapori di Palermo. A parte che sono tutti PALERMITANAZZI fradici…troppo simpatici. Scommetto che adesso penserete che ci becco la percentuale…
      comunque per il pane l’altra sera al Panorama dentro i Granai ho trovato un pane col CIMINO ottimo. C’era scritto filone siciliano…e devo dire che non era male.
      Per quanto riguarda gli inviti a cena sottoscrivo tutto…
      noi se non offriamo dall’antipasto alla frutta ci vergogniamo come cani!
      Noi avevamo un amico romano che quando ci invitava a cena ci offriva i crackers al posto del pane…ma quando lo inviatavamo a Palermo u pane su fittiva alla grande!
      e comunque tornando al discorso cannoli, c’erano anche le risposte che avete citato voi “che si festeggia?”…
      aggiungo che dopo un paio di volte li chiedevano esplicitamente! Non è che loro però portavano mai nulla!!!
      Anche noi stiamo in zona sud Acilia…mi sa che la zona sud di Roma attira i Siciliani!

    22. Una cosa che mi da fastidio a Roma è sto sfottò sull’accento! Tipicamente mi fanno il verso quando dico RRRRiunione…
      io, per essere franco, me ne frego! Però dovrebbero essere un pò meno provinciali in questo senso…
      io mica gli dico nulla quando dicono borZa con la Z…o troncano regolarmente tutte le parole…
      e poi…ma quante parolacce dicono???

    23. Per una cena magari con Tony, bisogna però andare in un posto siculo… 😛

      Insomma dobbiamo RRRRRiunirci con RRRRosalio!!!

      Panorama… quasi quasi…

    24. Nato a Palermo, vivo a Roma da piu’ di quarant’anni. Il cuore è ancora palermitano. Son arrivato “qui” attraverso un sito dedicato al “tifo rosanero”, dove ho saputo del “Beddamatri” di Acilia. Abito sulla Cassia, ma quanto prima ci faro’ un salto. Sono altri i miei abituali fornitori del “cibo del ricordo”. Nessuno lo trovo entusiasmante, Palermo, insomma, è sempre lontana. Posso dirvi che in citta’ sono passabili le panelle a “Mondo arancina” ( 2 sedi, una in Prati, una in Via Flaminia, vicino a P.le Flaminio)meglio qui lo sfincione, solo al mattino, proprio le arancine invece lasciano a desiderare. I migliori cannoli secondo me ( di Roma, intendiamoci bene..) alla Pasticceria Svizzera Siciliana a P.zza Pio XI, così come le cassatine ed il gelo di melone in estate. E’ pero’ molto caro. L’atmosfera piu’ “palermitana” si respira , sempre secondo me, da “Dagnino” in Galleria Esedra. Le arancine sono discrete, il buccellato a Natale qui è il migliore, non certo la “savoia” introvabile “decente” in tutta Roma. Anche la cassata è meglio farsela mandare dal Bar Alba di Palermo. Adesso arriva in una scatola moderna, molto carina. Quanto ai ristoranti, sinceramente “non è cosa”. Anche i piu’ famosi, come “Sicilia in bocca” o “La Norma”, per talune proposte rasentano “l’offesa”. E il prezzo è assurdo !
      Alla prossima !! Ah, il pane di Palermo ?? ….solo a Palermo !!

    25. Cena fatta ieri alle “Lumie di sicilia”.
      Assaggiate la pasta con le sarde e i milinciani a involtino. La carta dei vini è tutta siciliana.
      La ragazza “troppo duci”in mia compagnia è rimasta contenta!

      Baciamo le mani
      salvatore

      PS. grazie ancora Marco per l’informazione:)

    26. Caro Marco condivo pienamente il tuo pensiero. Io ho vissuto tre anni a roma tanti anni fa’e la reputo la mia seconda casa e ci torno almeno una volta l’anno.
      Adesso vivo in francia e il mio tempo libero lo passo tra i miei amici romani e la mia famiglia palermitana.
      Alla prossima scappata faro’ un salto al ristorante “lumie…” di solito vado dalle parti di Ariccia a mangiare!!!!
      ciao a presto

    27. Ciao a tutti , che sosa dirvi vivo a Roma da troppo tempo oramai , vado x i 24 anni da Palermo sono scappato perchè la odio…ma quanto mi manca…gli odori i sapori …il mare la montagna della Rocca ….insomma la amo e la odio , un po come l’amore no!!!

    28. ragazzi…di roma purtroppo non conosco nulla di siculo…
      ma sicuramente adoro il “covo dei bravi” a trastevere…che mangiate!!!
      per il pane, anche qua a Milano ho trovato un posto micidiale dove fanno il pane col cimino bello abbrustolito.
      Via Larga scendendo da piazza San Babila prima di arrivare a piazza Velasca.

      il sabato mattina solitametne prima di mezzogiorno faccio le scorte!

    29. sono di roma e ho qualche amico palermitano. E ho la fortuna di vivere vicino a Bedda Matri!
      la cucina romana non ha fantasia, perchè è semplicemente diffusa da sempre in tutta Italia. Non è più, da secoli, “locale”. E’ quella che mangiamo tutti i giorni (e le cose particolari sono sconosciute, elaborate o pesanti! E a me fanno pure schifo!!)
      Se volete mangiare bene e alla romana, andate al portico d’Ottavia, nei ristoranti ebraici…saranno costosi ma non ho più dimenticato!
      per il traffico non lo so, ma credo che le città antiche non siano state concepite per le macchine, quindi l’infrazione mi sembra più “naturale”. Lo dice una che non ne commette affatto.
      Infine, mi sembra proprio vero che molti siciliani offrano una ospitalità enorme. Se un siciliano decide di esserti amico, lo sarà per la vita. Sarà capace di attarversare l’Italia per darti una mano. In questo i romani sono decisamente diversi. Più freddi. (E anche a me è capitato, con le persone del “centro” di darmi da fare a “vuoto”)
      Però se devo essere sincera mi sembra anche un pò eccessivo. Una semplice simpatica conoscenza può essere scambiata a volte per un patto di sangue, che deve perdurare nei secoli…..non voglio offendere nessuno, ma mi sembra che a volte si pretendano atteggiamenti dall’altra parte, dandoli forse per scontati (cosa normale se nella propria città è così). A mio parere bisogna guardare la persona, al carattere,alla riservatezza, a quello che si sente di fare e ricambiare. Se si regalano favori di propria iniziativa in fondo non è giusto dare per scontato che l’altro voglia ricambiare. Mi rendo conto che chi non è abituato lo percepisca come qualcosa di negativo, ma le differenze culturali sono proprio così. E io non ci vedo niente di male.
      Guardiamo più alle persone e meno ai territori. Del resto , ho amici milanesi che sono stati con me dolcissimi e molto ospitali!

    30. cicci belli,
      qualche consiglio da mamma, quale sono: frequentate i mercati! A testaccio si trova il finocchietto selvatico (perfetto) e le sarde, poi tocca a voi…ma, in stagione, si trova di tutto, comprese quelle zucchine a pera, con la buccia verde chiaro e le spine, che di fa fritta…e il finocchio ingranato, provate a comprarlo nelle erboristerie, mettetelo sulla salsiccia in abbondanza (la luganega, quella stretta, oppure quella larga romana aperta a metà), e vedrete come si riduce la nostalgia!
      Per il pane, quello col cimino si trova in un sacco di posti: di tutte le panetterie artigianali, vi segnalo Panella, e quella meravigliosa vicino a campo de’ fiori. I dolci, si trovano ormai un po’ dappertutto. l’anice si trova nelle bottiglierie e gli anelletti sono quelli della barilla (mi dicono che sono collegati alla tomasello) perfetti per la pasta al forno…e poi, l’uva di corinto (mai la sultanina!) ancora nelle erboristerie….insomma, il punto è che alcune cose si trovano in posti diversi da dove si comprano a palermo, ed altre hanno nomi diversi. D’altra parte, ricordo ancora il mio stupore di bambina a vedere il sale nelle tabaccherie!

    31. sinceramente di ristoranti srissimi a roma siciliani non ne vedo………però megghiu ri una pitrata come si suol dire…
      cmq scapp và..la città dle gusto mi attende,gambero rosso..no quelo di mondello però 😀

    32. Cmq a prop degli sfottò sull’accento…io, come dicevo, sono di Roma. A Milano ho subito l’identico “trattamento”. Ogni cosa che dicevo veniva puntualmente replicata con accento romano marcato…calcolando inoltre che io non ho un accento così forte e che i milanesi che imitano il romano sono terribili!!! Nessuno lo faceva per cattiveria, ma veniva automatico perchè alle loro orecchie l’accento suonava come una forzatura, un qualcosa di insolito, da rimarcare. Una reazione istintiva. Dopo 6 mesi non ho retto più. Ed ho strillato.
      Cmq basta parlarne. E cercare di spiegare che alla lunga questo atteggiamento può risultare irrispettoso e molto seccante (come al solito, solo chi subisce determinate cose sa quanto pesano!!)
      E un’altra cosa: conosco moltissimi romani che non dicono parolacce ad ogni piè sospinto. Chi cavolo frequentate? :-)) Va bene generalizzare, perchè può essere utile a “leggere” il mondo, ma non esageriamo!!

    33. Alcune brevi considerazioni, spero di non essere fuori tempo massimo:
      1) Per fortuna, a PA si guida ancora un po’ meglio (o meno peggio) che a NA, dove fondamentalmente vige solo una regola: si passa a prescindere (dagli altri, dai semafori, dai caschi etc.etc). A Roma devo dire che il codice della strada ha ancora un senso, ma si tende a “correre” e non poco, complici le strade larghe e le distanze, come correttamente spiegato da MST.
      2) Sul lato mangereccio, oltre a Mondo Arancina, ci sarebbe anche “Mizzica”, dalle parti di Piazza Bologna. Ottime le granite -d’altronde sono catanesi e se la spirugghiano- un po’ meno i “pezzi”. Però è sempre molto frequentato: qualcosa vorrà dire.
      2bis) Lumie di sicilia: ci sono stato anni fa, il ricordo era buono ma è troppo fuori dalla mia zona. Da riprovare.
      2ter) Sicilia in bocca: non è male ma con prezzi a volte un po’ troppo alti. Mai così alti come l’Osteria del 13 giugno (70-80 euro, vini esclusi), che però è di livello superiore e si trova non a Roma, ma a Milano, in zona San Marco. Sempre a Milano c’è un ristorantino siciliano, ottimo come rapporto qualità-prezzo, dietro via Vittorio Veneto: il gestore è siracusano o ragusano, mi pare di ricordare.
      3) Tra Roma e Milano, scelgo entrambe: sono due città perfettamente complementari. Basta non fare l’errore di cercare Roma a Milano e viceversa.

    34. Romana a Palermo, presente!
      Mi piacerebbe contribuire con spunti ed informazioni incrociate,per adesso un saluto “sciroccato”

    35. Anch’io Romana de Roma che vive a Palermo da quasi 3 anni. Mi ha fatto sorridere il commento dove si dice che il finocchietto selvatico a Roma non si trova….tanto per dire un posto,fate una capatina nel rione dei colli Anieni nel Parco della Cervelletta…E’ pieno di finocchietto selvatico.!

    36. Confermo la bonta’ dei prodotti di Mizzica che si trova in una traversa di Piazza Bologna a Roma. Ha gelati e granite speciali!!! Io sono di Roma nata a Roma e amante di Roma sopra ogni limite. Mizzica ha aperto anche un ristorante siciliano – of course!- sulla Tiburtina, docve pero’ non sono mai andata, e un altro bar/pasticceria/tavola calda in via LUcrezio Caro, dietro piazza Cavour
      ecco le sue granite speciali al latte di mandorla quest’estate mi hanno aiutata a sopportare meglio la calura romana!

    37. ” Mizzica ” è più di “linea” catanese che palermitana. Sono stato due volte alla sede di via Lucrezio Caro. La prima volta per un’arancina completamente sbagliata, la seconda per un aperitivo. Un bitter Campari. Mi è stato servito caldo. Non temperatura ambiente proprio caldo. Alle mie rimostranze mi è stata proposta, in assenza di ghiaccio, un’aggiunta di granita di limone. Una miscela dolciastra nauseante, calda più meno come prima, accompagnata, dopo una non breve “ricerca”, da una piccola ciotola con delle ormai tristi patatine. Il tutto per Euro 2,50, non caro quindi rispetto agli altri bar della zona. Però senza scontrino, e rimborsati senza battere ciglio.

    38. Un quick messaggio x Salvo che paragonava il modo di guidare o usare il clacson in palermo uguale a quello napoletano!!!!!!!!!!!!posso dire che gli autisti peggiori sono e romani…………e questo e un comment non solo da parte di una napoletana a londra.Purtroppo..bad news il mio commento e condiviso da tutti gli altri inglesi che conosco in questo paese che hanno viaggiato in italia. e credimi ne son tanti!!!!Sorry

    39. Da Mizzica sono catanesi e ho detto tutto…. poi le granite e la rosticceria “catanese” sono discreti.

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