sabato 21 ott
  • Ambrogio vs. Rosalia

    Oggi è S.Ambrogio! Milano è in festa. Ieri la città era tutta un brulichio di trolley e ventiquattr’ore; gli uffici si sono svuotati, la città si è svuotata, perché è arrivato il lungo ponte milanese. Torna, come ogni anno, il mercato degli “Obei Obei”, in cui si riuniscono tutti quelli che non hanno lasciato la città per il weekend. In realtà questo mercatino, che pare un tempo vendesse solo roba locale, adesso si è trasformato in una qualunque festa dell’Unità piena di gazebo, braccialetti portafortuna e cover suonate con lo zufolo delle Ande. C’è anche “Il Padrino”, non quello vero e neanche Marlon Brando, ma una società di “catering ambulante” che così si è battezzata. Il Padrino ferma i suoi lunghi camion neri ed inizia a vendere specialità siciliane, soprattutto dolciumi. Sulla fiancata dei lugubri e funerei mezzi leggi le sedi “mobili” della ditta, New York, Roma e Palermo. Sarà, ma io a Palermo questo “Padrino” non l’ho mai visto ed i suoi dolci non hanno neanche il gusto siciliano che ti aspetteresti di assaporare. La sede naturale degli Obei Obei è subito fuori la chiesa di S.Ambrogio; quest’anno, però, l’hanno sistemato intorno al Castello Sforzesco perché a S.Ambrogio stanno costruendo un maxiparcheggio sotterraneo.
    Non ci sarà nessuna processione, S.Ambrogio pare fosse un sacerdote imprenditore, poco misticismo e tanto senso pratico. Dev’essere l’aria della Brianza; anche allora, come adesso, qui non si poteva far altro che gestire capitali. Niente peste da ricacciare in mare; S.Ambrogio in tonaca e cravatta faceva affari in giro per la città.
    Mentre la piccola Rosalia si affannava a salvare vite, Ambrogio cercava di quotarsi in borsa. Adesso giace in una teca di vetro nella cripta della basilica a lui dedicata, ma di sicuro nessuno dei milanesi gli riserva la devozione che i palermitani continuano a dimostrare a Rosalia. A Palermo il Festino è ancora un evento; ed ha tante sfaccettature, è mondano, è mistico, è l’inizio dell’estate. Ci sono i “giochi di fuoco”, la gente esce per la strade e ciuccia avidamente babbaluci, beve acqua ghiacciata e guarda verso il mare. Si va per le strade a piedi, in tre su un motorino, le coppie si trascinano dietro passeggini e bambini addormentati. I vicoli si illuminano, le anziane donne del centro storico si mettono a sedere sui marciapiedi davanti ai loro bassi per vedere il “passìo” e la Santuzza, mentre le signore dai balconi dei palazzi nobiliari, guardano tutti dall’alto. Il carro è il fulcro della festa e si aspetta che il primo cittadino vi si arrampichi per coprirlo di applausi o di insulti. Insomma, da noi la festa del Patrono è ancora un rito collettivo, qui l’unico rito collettivo è quello di riempire una valigia e correre più lontano possibile dalla città!

    Cassate da Milano
  • 2 commenti a “Ambrogio vs. Rosalia”

    1. I miei anni milanesi li ricordo stranamente con altre sensazioni,direi quasi con un velo di nostalgica lontananza.
      Il Natale lo vedevi arrivare,naturalmente,in anticipo e Milano sapeva renderlo al meglio:ogni cosa al posto giusto,le vetrine ,i babbonatale finti quasi veri,la neve vera quasi finta,per me.
      Milano mi ha in qualche modo regalato la più bella pubblicità natalizia che avessi mai potuto vedere, ed io l’ho sempre rispettata con affetto.
      Il festino? forse qualcosa è cambiato anche lì.
      Ma forse è solo un problema di prospettive.

    2. Caro Bookends condivido la nostalgica lontanzanza, non è che soffriamo di nostalgia della giovinezza? Simona ci racconta il Sant’Ambroeus denaturato di una città disanimata, il Fistinu resiste perché Palermo ha un’economia ridicola ma lascia tempo al tempo, già la festa dei “morti” attummuliò! Comunque la relazione tra la festa degli Oh Bei e Sant’Ambroeus è molto più lasca di quella che c’è tra Santa Rosalia ed u Fistinu. Il Fistinu del 1625 incoronò Santa Rosalia patrona, ma prima d’allora la Santa non se la filava quasi nessuno, mentre i milanesi consideravano Sant’Ambroeus loro patrono mentre questi era ancora in vita, nel IV secolo DC. Per come me l’ha raccontata un milanese, la fiera degli Oh Bei nasce anonima nel XIII secolo, era l’ultima occasione d’affari per i mercanti ambulanti prima del gelo invernale, piazzavano le bancarelle tra la Loggia dei mercanti (benestanti) e l’antica basilica di Santa Maria Maggiore che qualche tempo dopo fu abbattuta per dar spazio al Duomo gotico, voluto dai mercanti (benestanti) per dimostrare ai concorrenti del Nord Europa il celodurismo dei lombardi. I mercanti sfigati dovettero sloggiare e scaltramente si misero sotto la protezione di Sant’Ambroeus e piazzorono le loro bancarelle attorno alla basilica del Santo, a 300 metri dalla Loggia 🙂

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