martedì 12 dic
  • Diario di viaggio

    Sono tornata a Milano per un breve periodo, in fondo è sempre la mia città.
    Un po’ per stare in famiglia, ma soprattutto richiamata all’ordine di un lavoro. Lavoro da free lance nella comunicazione. Specifico il settore poiché dire comunicazione è dir tutto e dir niente. Mi occupo di ufficio stampa, il lavoro che ho svolto per 6 anni a Milano e che a Palermo non ho i requisiti per farlo. Come mai vi chiederete? Bé diciamo che in Sicilia nonostante regni l’ approssimazione soprattutto nel settore dei servizi, per fare l’addetto stampa ti richiedono il patentino di giornalista o pubblicista. Per carità giustissimo, però lo trovo un pò esagerato.
    Parlo ovviamente per esperienza, senza entrare nello specifico.
    Mi rendo conto sempre di più della differenza di stile di vita, quella stessa differenza che un anno e mezzo fa mi ha portato a Palermo.
    Stai rinchiuso tutto il giorno in un ufficio e quando esci al massimo riesci ad andare a prendere un aperitivo giusto per fare 4 chiacchiere con gli amici, sempre se gli impegni coincidono. Altrimenti torni a casa, ceni, ti attacchi al telefono un’oretta e poi verso le 11 sei già in direzione letto. E pensare che fino ad un mese fa prima dell’una di notte non chiudevo occhio.
    Ovviamente il discorso cambia quando si avvicina il week end, direi dal giovedì, e l’ora di andare a letto tarda.
    È sempre più evidente il fatto di trovare gente stufa di vivere in modo così frenetico, di correre anziché camminare, di assumere espressioni tristi e di non trovare gente sorridente in giro, dell’indifferenza delle persone, e si come avevo già detto nel mio primo post…..Milano ti offre tanto, ma a caro prezzo.
    Io mi sento abbastanza serena, perché so che presto tornerò da voi, per cui il fatto di lavorare in una zona non centrale, di stare rinchiusa in bel ufficio, ma di non vedere il cielo per tutto il giorno, se non alla mattina e alla sera, non mi demoralizza. L’essere in uno stato di passaggio ti fa prendere le cose con un umore diverso.
    C’è di buono, che non fa freddo…certo non c’è il clima primaverile di giù, ma per essere a gennaio e avere 10 gradi costanti e il sole, insomma all’umore dei milanesi fa bene.
    Un’altra cosa buffa è che quando conosco gente nuova e sanno che mi sono trasferita a Palermo, mi guardano con un po’ di stupore misto a invidia. La domanda è sempre la stessa: come mai PALERMO? E io che non ha tutti voglio raccontare la mia storia rispondo: “sono freddolosa di natura, sotto i 20° gradi non riesco a vivere”.
    Saluti da Milano.

    Palermo
  • 12 commenti a “Diario di viaggio”

    1. Parole sante, non c’è nulla che non riprenda la classica giornata lavorativa milanese. Anche io lavoro a Milano, ed anche io mi sento in una situazione temporanea e la cosa mi fa andare avanti serena…
      chi sa che un giorno non venga anche io a Palermo:-)

    2. e chi non si sente “temporaneamente” a milano? Io lo dico da 4 anni ma conosco persone che sono qui da molto più tempo di me “temporaneamente”.
      Effettivamente la vita milanese è così. Poi, a lungo andare, può anche capitare di essere stanchi dell’aperitivo e allora?
      Ti resta solo il lavoro, il cinema e il letto….

    3. Ehm… mi sfugge qualche cosa… A Milano lavorano tutti chiusi in ufficio col tempo libero buono “solo” per l’aperitivo, mentre altrove sono tutti freelance, schiffarati con un sacco di tempo libero a disposizione per fare nsocchegghiè e godersi sole e cielo quannegghiè? Non è che abito pure io a Milano e non me ne sono accorto? 🙂

    4. Pier il problema è che a Milano anche quando esci ti sembra di non essere uscito….non c’è aria, non c’è cielo e non ci sono orizzonti…capisci?
      mamma mia detta cosi sembra il 6°girone dell’inferno…:)…

    5. vi descrivo la mia giornata lavorativa di oggi (che poi è la mia giornata tipo): sveglia alle 7:30, fila alla posta, sopralluogo in cantiere, capatina al catasto, fila alla banca, sopralluogo in un appartamento, rivisita al catasto, pranzo al panificio, ritorno in studio, lavoro, ripartenza per ufficio esterno, ritorno in studio, lavoro, e sono ancorale 18:30!!!! ancora devo: scrivere tre relazioni, controllare dei reportage fotografici, etc etc etc…. fine della giornata lavorativa ore 20:30 circa…. e siamo a palermo!!!!! sole, profumi d’arancio, tempo da perdere….. altro che aperitivo con amici…. chi mi offre un lavoro da mezza giornata e da 2000 euro al mese???? 😀 😀

    6. E vabbè Gio: Milano, meteorologicamente parlando, è pessima. Su questo siamo d’accordo. (Tra l’altro non ho mai sudato tanto in vita mia come a Milano. Non capirò mai le strategie milanesi del riscaldamento). Ma mi sento di poter dire che se travagghi travagghi, a Milano come a Palermo 🙂 …
      Ah, mi unisco alla richiesta di saturnia: il secondo lavoro disponibile a quelle condizioni lo prendo io! 😉

    7. miiiii

      “quando si avvicina il week end”

      ma perche’ dobbiamo parlare difficile, non potiamo dire:
      “quando si avvicina il fine settimana” ?

      🙂

    8. cara albi…
      a palermo ti chiedono il patentino per fare ufficio stampa…perchè devono pur mettere i bastoni tra le ruote…e con tutto il rispetto per i colelghi che fanno questo lavoro…
      qua a milano gli uffici stampa sono fatti da persone senza laurea capaci…
      capaci come lo sarebbero anche i palermitano senza laurea!
      è che richiedere la laurea vuol dire… chiudere per 3 anni la bocca a disoccupati in cerca di lavoro o di sussidio.
      baci dalla mia milano temporanea ma che mi sta regalando un sogno!

    9. volevo rispondere a Beatrice…
      e non ad albi!
      🙂 che volete lo smogggg fa brutti scherzi!

    10. Un po’ si somigliano Beatrice e Albi. 😀

    11. albi chi?????
      siete tutti palermitani trasferiti momentaneamente?

    12. Un ottimo acquisto per Palermo!Torna presto,e riporta il sole che ti sei portata a Milano…lasciali al buio e al freddo!ciao

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