mercoledì 23 ago
  • Scontri per Catania-Palermo, muore poliziotto

    Sono scoppiati violenti scontri a Catania durante e dopo il derby CataniaPalermo. Il bilancio è gravissimo, con un agente del reparto mobile della Questura di Catania (Filippo Raciti, 38 anni) morto, circa 100 feriti. La partita era stata interrotta per mezz’ora dopo il lancio di lacrimogeni in curva nord, da dove i tifosi del Catania lanciavano fumogeni e petardi verso i tifosi rosanero. Nove tifosi si trovano in stato di fermo.

    Il commissario straordinario Figc Luca Pancalli ha deciso l’interruzione di tutti i campionati; non giocherà neanche la Nazionale.

    AGGIORNAMENTO: i 490 tifosi palermitani presenti allo stadio “Massimino” non hanno avuto contatti con la tifoseria catanese e non avrebbero partecipato agli scontri.

    Palermo
  • 48 commenti a “Scontri per Catania-Palermo, muore poliziotto”

    1. Che tristezza, che grande tristezza, ieri. Lascio l’ufficio alle 19.25 e mi reco di corsa a casa per riuscire a vedere l’ultima parte del 2° tempo. Arrivo sull’1-1, esulto sul ns. 2-1 e sulla vittoria. Ero molto felice ma nn avevo proprio capito nulla. A fine partita spengo la Tv e vado a cena; ritorno sul divano, accendo la Tv e mi rendo conto di quello che era successo. Credetemi ho pianto come uno scemo, come un bambino, come se avessero toccato qualcuno della mia famiglia. Ancor adesso, stordito dalla notte un pò insonne, sono scosso, dispiaciuto, amareggiato ed incavolato per tutto quello che è successo. Pover’UOMO, povera la SUA FAMIGLIA. E’ inconcepibile tutto questo. E questo purtroppo è uno dei motivi per cui mi vergogno di essere siciliano. Via le bestie dalla ns. terra; al confine dovrebbero andare. Solidariettà a tutte le forze dell’ordine e,che Sant’Agata (visto che a Catania oggi, mah !, inizieranno i festeggiamenti per la loro patrona) vegli su questo pover’UOMO morto in servizio per una partita di calcio……

    2. Già, i nostri tifosi non c’entrano. Ma nessuno può provare sincera serenità per questo. Nel mio blog ho scritto questo:
      “Mi vergogno di essere tifoso rosanero, a prescindere che la bomba carta che ha ucciso Filippo Raciti sia stata lanciata dalle mani di un assassino palermitano o catanese. Non importa, infatti, di che squadra sia tifoso il colpevole; ciò che rileva è che stasera un poliziotto è stato ucciso per colpa di una partita di calcio, per colpa di chi ha voluto vivere il derby come una guerriglia, come una individuazione concreta e violenta della storica rivalità tra Palermo e Catania, che naturalmente non ha radici calcistiche. Ciò che mi rammarica è che da tutto questo ci rimetterà soprattutto il vero tifoso siciliano, quello che sognava da tempo una sfida in serie A tra i rosanero e i rossoazzurri. Si sapeva che il derby non è una partita come le altre. Poco meno di dieci anni fa, quando le due squadre militavano in serie C, anch’io ho assistito alla Favorita ad un derby, ed ho provato paura perché ho dovuto correre all’impazzata per evitare le manganellate dei poliziotti, mossi da una sassaiola di qualche “tifoso” rosanero contro il pullman dei giocatori del Catania. Da allora ho deciso che mai più avrei assistito dal vivo al derby. Oggi, comunque, si è toccato il fondo, perché un uomo ha perso la vita e c’è ne un altro che sta rischiando grosso. E mi fa terribilmente incavolare che il presidente del Catania, Antonino Pulvirenti, poco dopo la prima sospensione, abbia subito colpevolizzato i tifosi del Palermo e che, dopo la fine della partita, abbia giustificato gli incidenti, ponendoli in relazione causale agli errori arbitrali. Merita la radiazione, perché un presidente deve calmare gli animi, anziché aizzarli. Maurizio Zamparini, ad esempio, ha affermato: “Stasera nessuno ha vinto, ma abbiamo perso tutti” e non si è scagliato contro la scarsa cultura sportiva di una parte dei tifosi della curva catanese, che ha accolto violentemente l’ingresso dei supporter rosanero, qualche minuto dopo l’inizio del secondo tempo. I tifosi del Palermo e del Catania non hanno colpe ma sono le vittime: chi ha ucciso il poliziotto, infatti, non è un tifoso, ma un assassino, così come sono delinquenti e criminali tutti quelli che hanno usato la partita per darsele, per mostrare la loro indole bastarda. Ma noi tifosi palermitani e catanesi la pagheremo cara, purtroppo; però sarà giusto così, perché la vita di un uomo vale molto di più che una serie A”.

    3. non devi vergognarti di essere siciliano, ma italiano…la sicilia è l’avamposto di un’abisso a forma di stivale

    4. ne ho parlato anch’io sul mio blog. Mi piacerebbe che l’anno prossimo (questo per me è finito) l’accesso allo stadio sia consentito solo ai bambini delle scuole elementari. Così, per riscoprire la gioia del calcio.

    5. sterilizzerei LORO E I LORO GENITORI e farei finire la loro inutile esistenza IA LAVORI FORZATI (per non dire altro..)

    6. fabrizio provo solo pena per te. se tu potessi sapere, se solo tu capissi, che è proprio la tua ignoranza, la tua disinformazione, il tuo parlare per luoghi comuni, e il tuo odio, proprio il tuo.. se solo tu potessi anche semplicemente intuirlo, cose come quelle successe ieri a catania non accadrebberò più!

    7. fabrizio, calmati che tutta questa energia non serve a cambiare lo stato delle cose.. ne la laurea dei tuoi genitori, ne il volontariato che svolgi, ne il tuo senso civico fortissimo. se vuoi, puoi contattarmi all’indirizzo mail che non solo non è anonimo ma rivela le mie esatte generalità.
      ma sarà difficile che tu riesca a convincermi che sterilizzando un gruppo ultras si riesca a debellare il problema della delinquenza negli stadi.
      infine ti ringrazio per quel “connivente”, in effetti è ora che io rifletta su questa “frazione” della mia complessità.
      ciao

    8. Scusa Aziz, non voglio usare i toni di Fabrizio che purtroppo sono molto simili a quelli della gente che stigmatizza, e, ne sono sicuro, è una manifestazione della rabbia che in questo momento proviamo tutti, ma cosa dovremmo sapere, cosa ignoriamo? Lo spieghi a me che sono sotto shock da ieri sera, a Fabrizio, e magari anche alla famiglia di un uomo morto per una partita di calcio!?! Spero che un pò dei tuoi sentimenti vadano anche ai suoi familiari!

    9. ovviamente, ti consiglio anche di non usare parole offensive nei miei confronti, perché dimostreresti proprio ciò che dico, ossia che parli senza conoscere ciò di cui parli.

    10. P.S. Se qualcuno ha qualche bacchetta magica forse sì si potrebbe risolvere o dissolvere il nulla che è il problema principale della nostra società!

    11. sconforto, delusione, amarezza per il 38enne padre di due bambini morto ammazzato da un teppista di stadio. ma, se possibile, mi lascia ancora più amareggiato il livello del dibattito sull’argomento. i sentimenti diffusi sono “vergogna di se stessi” o “delle proprie origini”, “senso del ridicolo”, “senso d’impotenza”, “frustrazione”, “rabbia”. mi chiedo se questi siano i sentimenti di una opinione pubblica che si sente parte lesa o piuttosto la reazione di una società incivile che intuisce ma non vuol riconoscere la propria responsabilità sull’accaduto.
      chissà. intanto, facciamo un favore a Filippo Raciti, non siamo superficiali, inquadrando il problema in una sola categoria(per es.”gli ultras”). informiamoci. sapendo che l’informazione può non essere vera(ieri sera per es. di vero c’era solo il morto). e non cerchiamo soluzioni che servono solo a tranquillizzare la massa nei prossimi due-tre giorni prima che tutto venga dimenticato.
      ma soprattutto noi Palermitani, non vergogniamoci, che a Palermo ci sono tantissimi delinquenti, ma fanghi pochi.. rispetto ad altre città.

    12. Sono napoletano con moglie siciliana e amo la vs terra. Ieri sera la sicilia nn c’entra niente poteva capitare dovunque (vedi pescara-napoli, con tifoso napoletano in coma 1 settimana colpito da 1 lacrimogeno lanciato ad altezza d’uomo dalla polizia)i fatti di ieri sera sono il frutto di una gestione deficitaria dell’ordine pubblico e dei soliti 10-100-1000 delinquenti nascosti nei comodi panni di ultra’ ora del catania, ora del napoli ecc. ecc.

    13. scusami roberto non è per polemizzare ma pare il paradosso di polifemo…: DOMANDA:”allora, cosa affligge la società??!”
      RISPOSTA:”nulla!”
      DOMANDA:”come nulla? non hai detto che è morto un poliziotto? cosa è successo? cosa è avvenuto?”
      RISPOSTA:”nulla! nulla!”…….
      mi pare un pò demagogico anche perchè ce ne sono, e quanti, spunti per riflettere
      responsabilità personali, decreto pisanu, ultras e delinquenza, città di catania, mondo del calcio, forze dell’ordine, influenzabilità dell’opinione pubblica, decadenza del giornalismo e parecchi altri..
      quando sarà passata l’ondata emotiva (che purtroppo di solito si porta via pure la questione con le sue possibili soluzioni) potremo anche discuterne. Speriamo solo che qualcuno se lo ricordi

    14. a conferma (secondo me) di quanto sostenuto..
      da repubblica.it:
      “L’intenzione era attaccare le forze dell’ordine”, dicono gli inquirenti. “Negli scontri non c’è stato alcun coinvolgimento di tifosi rosanero. E gli ultras catanesi non si sono scagliati contro i tifosi del Palermo. Volevano proprio noi”
      forse il calcio non c’entra? giuro non lo so ma mi piacerebbe se ne discutesse senza nessun pregiudizio..

    15. Pardon! Provo a riformulare la domanda, alias: giriamoci dall’altro lato. Quali sono secondo te i valori attualmente imperanti della società italiana attuale e quanto questi valori, che poi sono disvalori, incidono sulle povere testoline di quelli che rendendosi conto di non avere nessun posto nella società fanno di tutto per sentirsi meno “stronzi” di quanto sono?!? Non conosco la tua età, io 35, ma vedo i ragazzi oggi e il 90% mi sembrano dei perfetti…

    16. Io dico proprio questo: il calcio non c’entra niente!!! Siamo una società in completo sfacelo. E’ inutile che qua a Palermo una massa di cafoni ostentino Suv esagerati e abiti firmati: restano sempre quello che sono, lo vedi quando dai Cayenne buttano in mezzo alla strada i pacchetti di sigarette, o quando li vedi provare ad articolare qualche parola in chissà quale slang! E i poveracci complessati che sanno di essere “nulla impastato con niente” fanno di tutto per essere accettati da una società che non ha valori tranne quelli dell’apparire! Il calcio non c’entra niente, anche perchè il “calcio” ormai è solo un ricordo!

    17. Il calcio c’entra purtroppo. Il calcio è questo.

    18. si sapeva… il calcio è un mondo veramente schifoso. Da oggi ancor di più

    19. Il calcio è questo??? No…mi dispiace contraddirti, forse mi puoi dire che adesso il calcio è questo perchè come al solito in Italia i problemi non siamo in grado di risolverli per motivi di solito economici oltre che di generale incompetenza e incapacità, ma qua il problema è ben altro. Io non mi vorrei lanciare in apocalittiche previsioni, ma la nostra società è messa davvero male secondo me. Ma credo che un titolo per una discussione su questo blog potrebbe benissimo essere: Tu come lo vedi il futuro? E non finiremmo mai di aggiornarlo!

    20. Molti commenti di questo post sono stati rimossi per violazioni (anche gravi, Fabrizio) della policy dei commenti. La discussione DEVE rimanere pacata ed educata qui. Non costringetemi a intervenire in maniera più pesante.

    21. ma il calcio non è quel meraviglioso sport, gioco di squadra…
      non è IL CALCIO in sè… signori, è la testa della gente. i contesti in cui i tifosi crescono, è l’ambiente, la cultura, la vita, la città…
      le esperienze che fai nella vita, sin da quando nasci, ti insegnano a capire quali sono in tuoi principi, cosa ti piace, cosa ritieni giusto e importante… e grazie al fatto che il mondo è bello perché è vario, non tutti abbiamo le stesse esperienze, e di conseguenza le stesse priorità, principi, attitudini, valori… e per questo motivo c’è chi fa di uno sport, una ragione valida per combattere, per scontrarsi, per dire la sua, per uccidere… PERCHE’?
      chiamiamola ignoranza, chiamiamola cultura, è morto un uomo mentre faceva il suo lavoro, e il suo lavoro era di “mantenere l’ordine” durante una partita di calcio…
      ma il calcio no è quel meraviglioso sport, gioco di squadra…?

    22. Ho paura…ho paura… ho paura!!!
      Questa morte resterà inutile.. diventerà statistica..
      ..se ne riparlerà dopo i prossimi scontri tra tifosi…
      il fatto stesso che l’Ispettore Capo Raciti sia stato ucciso nella stessa partita dove si è tenuto un minuto di raccoglimento (con il sottofondo di Chi non salta è rosanero!) per la morte di un dirigente dopo una partita.. purtroppo, rafforza la mia convinzione!
      Le istituzioni italiane non hanno fatto nulla finora.. perchè dovrebbero farlo domani.
      Sono passati governi di centro, di destra, di sinistra..
      ogni volta a raccontarci che “dovremmo fare come l’Inghilterra”..
      ..più potere alla polizia…
      …carcere per gli – violenti…
      ..certezza della pena…
      ..poi arriva Mastella e butta tutti fuori perchè non c’è spazio..
      ..parole sprecate.. tempo perso … MORTI INUTILI..
      Dobbiamo vergognarci di essere italiani, ma non perchè stasera è stato ucciso un poliziotto dopo una partita di calcio… non per questo! Dobbiamo vergognarci perchè non si è fatto nulla, negli anni, per evitare l’ennesima vittima, non la prima e, purtroppo, nemmeno l’ultima.
      Le Forze dell’Ordine dovrebbero rifiutarsi di andare allo stadio.. sciopero o “tutti a casa con l’emicrania”… e noi dovremmo scendere in piazza a sostenerli.
      Dovrebbero arrestare gli – che allo stadio fanno cori contro “gli sbirri e i celerini”…
      Dovremmo fischiarli.. dovremmo andarcene..
      Anzi.. non dovremmo più andarci..
      Lasciamoli scannare tra di loro.. Carne da macello!

      Cordoglio alla famiglia Raciti…
      nicolabilello@gmail.com

    23. naturalmente la parole nascosta nel mio commento è UL-TRAS

    24. Semplicemente vergogna per quello che successo ieri sera,il calcio ormai per quest’anno si deve fermare e riprendere a settembre con nuove misure come ad esempio quello di far svolgere tutti i derby a porte chiuse trasmettendoli solo in tv.

    25. Lo sport non è rivalità. E’ una sana competizione. Rispetto alla strage di ieri lo sport è un’altra cosa. Un mondo a parte. E’ solidarietà, è comprensione, è gioia. Lo sportivo è altruista, accetta la sconfitta, e nella vittoria stringe la mano del perdente. “lo sport” che viviamo, invece, è voglia di rivalsa, di prevalere a tutti i costi, a costo del sangue. Gli interessi sono tanti ma di fronte a una vita spezzata non c’è nulla che valga davvero.

    26. quando ero piccola, vedevo spesso mio padre che esultava in maniera violenta quando la sua squadra vinceva ma se perdeva la giornata andava male x tutta la famiglia! io da tutto cio’ ne deducevo che le 2 squadre erano nemiche fino a quando nn mi capitò di vedere 2 calciatori (cn le loro maglie di squadre diverse) mentre si abbracciavano ed esultavano felici! la cosa mi era sembrata mooltooo strana e allora ho chiesto a mio padre come mai si stessero abbracciando anzicchè picchiarsi…..triste no??? ma agli occhi obiettivi e ingenui di un bambino il calcio puo’ apparire una GUERRA!
      secondo me l’essere siciliani nn c’entra nulla cn avvenimenti scabrosi come quello appena accaduto,il problema è che i tifosi prendono troppo seriamente, come una questione di vita o di morte quello che , in realtà dovrebbe soltanto essere un GIOCO! sembra quasi che traggano qualche vantaggio economico dalle partite + o – riuscite! x me, è semplicemetne ridicolo!

    27. Da ieri si leggono in tutta Italia-il simil paese-infinite banalità e demagogie varie.Ma che c’entra il calcio con la delinquenza comune?
      Allora chiudano pure le scuole e ogni altro luogo pubblico dove si consumano le delinquenze.
      I politicanti in carriera abili nella conservazione del potere e bravi ad attribuirsi pensioni,indennità e stipendi vari potrebbero trovare un po’ di tempo per fare qualcosa di serio?
      Per esempio costruire dei centri di prevenzione dove recuperare i delinquenti,noti peraltro,e insegnargli la civiltà e l’educazione?In attesa dei centri possono metterli in galera senza liberarli due giorni dopo.In attesa possono evitare di mandare allo sbaraglio le forze dell’ordine “disarmate” a farsi ammazzare da orde di delinquenti di ogni regione del simil paese.
      Hanno chiuso gli stadi per discolparsi, ma che c’entra il calcio coi delinquenti?

    28. Gigi, il calcio c’entra, perché pervaso da rivalità trasformatasi in odio, violenza verbale e fisica, acredine a tutti i livelli. Se in tv e nei giornali è normale dare del ladro a qualcuno, negli stadi c’è sempre chi da ladri passa a figli di… a dovete morire, a tentare di ammazzare qualcuno. Negli altri sport non c’è niente di tutto questo, anche in sport più “violenti” ma in realtà molto più corretti come il rugby. E non è questione di grandi numeri, ma di cultura che caratterizza un certo mondo. Quella del calcio è questa ed è amplificata e ammaestrata dai media.
      Se ci sono gruppi di delinquenti che portano dentro al calcio il loro disagio e la loro violenza è perché glielo si permette, perché trovano un terreno nel quale attecchire, nel quale non sono un corpo estraneo, ma solo un’estremizzazione di idee e di comportamenti diffusi.

    29. Infatti il 24 gennaio in un quartiere di Catania quando sono stati sequestati 80kg
      di marijuana e polizia e finanza sono stati attaccati a colpi di sassi e bombe carta c’era la partita di mezzo.
      Nei cavalcavia c’é pure il calcio.
      Nelle violenze di branco a scuola o altrove c’é il calcio.
      Anche la violenza nei cortei é dovuta al calcio.
      Non si possono negare gli eccessi del mondo del calcio pero’ l’amalgama e le mistificazioni sono ancora piu’ pericolosi.

    30. Ovviamente l’esempio del quartiere di Catania non é fatto a caso,si presume che molti di coloro che lanciavano sassi e bombe carta alla polizia e alla finanza siano gli stessi che ieri provocavano gli incidenti allo stadio di Catania.

    31. Straquoto Pietro. La rivalità calcistica può usare toni accesi, ma secondo me esiste un limite (di “comunicazione” in primis) oltre cui non ci sono giustificazioni… e che è rivelatore dei veri sentimenti in gioco.
      Sfido chiunque a urlare “Devi morire!” all’avversario con l’assoluta certezza di tener fuori l’astio personale.

    32. Credo che quello che è successo ieri sia la conferma della mancanza di organizzazione, di legislazione adeguata e di un’azione concreta nei confronti della violenza nei campi di calcio. Lo sport più amato dagl italiani si ferma a tempo indeterminato per “riflettere”, ma oltre a ciò vorrei che ci fosse qualcosa di concreto che permetta a chiunque di poter assistere ad una partita senza rischiare la vita (cosa che in altri paesi è assolutamente impensabile)!! Vorrei anche dire che tutta questa attenzione da parte dell’autorità avviene oggi che a perdere la vita è un poliziotto e non qualche tempo fa quando a morire in maniera altrettanto tragica è stato il dirigente della Sammartinese, Ermanno Li Cursi, 40 anni!! Anche quello doveva essere un campanello d’allarme non indifferente: quante altre vittime dovranno perdere la vita prima che si prendano delle misure risolutive??

    33. E in risposta ai commenti precedenti di qualcuno… il calcio c’entra e lo fa nel modo che preferisce: con il sistema miliardario che lo sostiene, fatto di diritti tv, pubblicità e quant’altro! Lo fa con un sistema di rapporti tra società calcistiche e “ultras” che sono inspiegabili (non dimentichiamo il derby Roma/Lazio interrotto da alcuni tifosi di un certo peso che hanno diffuso delle notizie false -contro le forze dell’ordine, tra l’altro!) lo fa portando in campo ideologie politiche e razzismi,completamente estranei alla democrazia (saluti romani, striscioni che inneggiano alla tigre di Arkan etc..)e tutto questo avviene quando 22 giocatori guadagnano milioni di euro per buttare un pallone dentro una rete.. il calcio c’entra..eccome!

    34. Gigi, non sto dicendo che la violenza esiste solo nel calcio (magari, sarebbe il male minore), ma che nel calcio trova un terreno fertile. Che in uno stadio intero che insulta è più facile per questi delinquenti infilarsi rispetto ad un ambiente più sano. Che poi queste persone si portino appresso i loro conti da regolare con la polizia, i loro traffici illeciti, non lo metto in dubbio, le loro ideologie e menti malate, e che tutto ciò avvenga anche con una certa complicità o accondiscendenza delle società, non lo metto in dubbio, figuriamoci.

    35. […] In questi giorni ho letto, in giro tra blog e ng, delle discussioni scaturite dalle vicende catanesi di venerdì scorso. Ho anche scritto qualche commento qui. Le discussioni sono le solite, se e cosa c’entri il calcio, se gli ultras (o tra gli ultras) siano una sorta di infiltrati o facciano parte del sistema, le responsabilità delle società, dei media. Ok, le solite, ma credo che faccia bene ricordare alcune cose, tenerle in mente. Segnalo due articoli interessanti, uno su macchianera, con i relativi commenti, e l’altro sul blog di Carmelo Brischetto. Indicativi e scorraggianti anche i commenti a questo video su YouTube. Aggiungo una considerazione: é vero che questi delinquenti importano nel calcio i loro traffici, i loro conti in sospeso con le forze dell’ordine, le loro ideologie malete, il loro disagio, ma se nel calcio essi non sono un corpo estraneo è perche questo mondo è pervaso da una cultura in cui la rivalità si è trasformata in odio, la violenza è diffusa a tutti i livelli e in tutte le forme. Da “ladro” a “figlio di” a “devi morire”… ammazzare veramente qualcuno è solo un’estremizzazione. Gregarious […]

    36. Purtroppo quanto accaduto a Catania è, secondo me, ciò che accade quotidianamente a Palermo e in italia; dove vige la legge del più “furbo”, l’illegalità e l’impunità a tutti i livelli.
      BASTA! Chi sbaglia DEVE pagare. Non ci possono rimettere le persone oneste, che compiono il loro dovere nella società e amanti dello sport.

    37. Infatti anche coloro che gridano queste invettive sono disturbati di mente.
      Io faccio parte di tutti coloro che hanno sempre criticato,disgustato,gli eccessi del calcio in tutte le sue forme,compresa la legalizzazione del malaffare.Francamente non so se le società di calcio sono conniventi con i violenti,né se lo sono parzialmente o totalmente,oppure se subiscono pressioni dai violenti come i commercianti subiscono il racket.Pero’ i fatti di Catania,secondo me,sono delinquenza comune,i violenti “esibiscono” la loro pazzia e il loro malessere laddove ci sono la folla civile,la polizia, lo Stato.Essendo pazzi delinquenti si fanno pure la guerra tra di loro,tra opposte fazioni.Se non erro cose simili sono successe anche nelle manifestazioni politiche,persino tra i pacifisti no-global.Anche in Francia dove il mondo del calcio é moderato si verificano incidenti altrettanto gravi negli stadi.Secondo me un turno di stop in segno di raccoglimento in memoria dell’Ispettore Raciti é giusto e doveroso.Chiudere gli stadi é un segnale di debolezza da parte dello Stato nei confronti dei delinquenti.Lo stato si discolpa,punisce la società civile e lascia in libertà i delinquenti.

    38. Ragà, a quei deficienti la partita non interessava dal punto di vista sportivo. Non sono entrati allo stadio! A loro interessava la partita come catalizzatore di attenzione dei media… e così è stato!
      Sappiamo tutti quali sono questi gruppi politicizzati che fanno dell’odio per le forze dell’ordine la loro ragione di vita. Che poi anche di politica c’è ben poco: questi individui sono soltanto sfruttati, gli viene fatto il lavaggio del cervello con la scusa dell’appartenenza ad un gruppo forte, che poi si rivela soltanto un folto gruppo di “voti sicuri” per qualcuno.
      Non schifatevi di essere siciliani e tanto meno tifosi: vergognamoci di non saper coinvolgere queste persone in una società pulita, di non saper far capire loro che sono soltanto usati da qualcuno che non si fa scrupoli di scatenare una strage al fine di ricevere attenzioni. A loro fanno il lavaggio del cervello, ma è anche colpa nostra… rifletteteci!

    39. Scommettiamo che dopo queste legittime e comprensibili lenzuolate sociologiche le cose resteranno (quasi) tali e quali a prima?

    40. NON CONDIVIDO UNA SCAZZOTATA AL BAR FIGURARSI UNA RISSA TRA GRUPPI DI CITTà DIVERSE PER IL RISPETTO(AHAHAHAHA) è ORA DI SMETTERLA DI GIOCARE AI RAGAZZI DELLA VIA GLUCK! GIà ME LI VEDO DOMANI I GRUPPI ULTRAS DEL CATANIA CHE SI DISSOCIERANNO PER DARCI A BERE CHE CHI HA FATTO QUEL GESTO NON è UNO DI LORO MA UN CANE SCIOLTO…IN QUESTI ANNI HO LETTO DEGLI ULTRAS CHE LOTTANO CONTRO LE IPOCRISE DEL SISTEMA MA SONO LORO STESSI I PRIMI A ESSERE IPOCRITI E OMERTOSI IN QUESTI CASI.
      UNA COSA CHE MI DISGUSTA è IL BLOCCO DEI CAMPIONATI CHE NON HA NESSUNA FUNZIONALITà…CHI VUOLE RIFLETTERE LO FA CHE SI GIOCHI O NO IN QUESTO WEEKEND.
      CREDO CHE LA FINALITà DEL BLOCCO SIA SOLO QUELLA DI FARE DIBATTITI TELEVISIVI X POLITICI ALLA RICERCA DI CONSENSO O PER PREDICATORI MORALISTI E SUPERFICIALI ALLA RICERCA DI VISIBILITà.
      E MENTRE INFURIA UN DIBATTITO STERILE INTRISO DI TANTI LUOGHI COMUNI E ZERO PROPOSTE SERIE, MILIONI DI PERSONE RINUNCERANNO ALLA LORO PASSIONE DOMENICALE(SPESSO DOPO UNA SETTIMANA DI DURO LAVORO) E UNA MOGLIE E DUE BAMBINI RINUNCERANNO AL LORO PAPà….PER SEMPRE

    41. “SE CI CREDI TUTTO è POSSIBILE”
      TANTI ANNI FA NON ERA COSì SI ANDAVA ALLO STADIO CON GLI STRISCIONI,LE BANDIERE,CORI IN FAVORE DELLA PROPRIA SQUADRA,SANI SFOTTò,I FUMOGENI(questi famosi fumogeni,prima non venivano lanciati)FINIVA LA PARTITA SI ANDAVA TUTTI A CASA CONTENTI O SCONTENTI PER IL RISULTATO,MA SI ANDAVA A CASA…(NOI SIAMO QUELLI CHE ABBIAMO ACCOMPAGNATO UN GRUPPO DI FIORENTINI SOTTO LA LORO CURVA SENZA SFIORARLI)PENSARE CHE I TIFOSI DEL PALERMO ERANO INSIEME A QUELLI DEL CATANIA(ABBRACCIATI-ADDOLORATI-UNITI)AI FUNERALI DI MASSIMINO(DEL PRESIDENTE)E VEDERE LE IMMAGGINI DI GUERRIGLIA HO PENSATO MA CHE CAZXO è DIVENTATO QUESTO SPORT SOLO ODIO,ODIO,ODIO,ODIO DA TUTTE LE PARTI(NON SOLO IN SICILIA)OVUNQUE E IO QUESTO SPORT LO AMO FIN DA QUANDO SONO PICCOLO MI SENTO PROFONDAMENTE ADDOLORATO..MA GUARDO AVANTI…GUARDO IL FUTURO…IL VERO ULTRAS NON è COLUI CHE SEMINA MORTE TRA LE STRADE..L’ULTRAS è COLUI CHE AMA I PROPRI COLORI E LI DIFENDE CON I CORI..COLUI CHE NON UCCIDE UN SUO CONCITTADINO SOLO PERCHè HA UNA DIVISA..SOLO PERCHè PENSA CHE è DIVERSO DA LUI…MA NON è COSì SONO UOMINI COME TUTTI..IO HO SEMPRE SOGNATO UNO STADIO SENZA POLIZIA E CARABINIERI(SOLO FATTO DI PERSONE CHE RISPETTANO LE REGOLE)….L’HO SOGNATO E LO CONTINUERò A SOGNARE..FORSE UN SOGNO CHE NON POTRà MAI AVVERARSI MA C’è SEMPRE QUELLA PICCOLA SPERANZA CHE IL MIO SOGNO SI AVVERI…..IN QUESTI GIORNI DI TRISTEZZA MI SONO ASCOLTATO UN CASINO DI CANZONI PER TIRARMI SU IL MORALE DEI QUEEN (perchè rivedendo il concerto a wembley)PENSAVO CHE GLI STADI TI POSSONO REGALARE EMOZIONI DEL GENERE …STASERA ASCOLTAVO MIO PADRE CHE MI DICEVA “COME C’è LI PORTO I BAMBINI ALLO STADIO IO COSì?CON QUESTI PAZZI!”E CREDETEMI ERO CON LE LACRIME AGLI OCCHI PERCHè LE MIE CARE SORELLINE FORSE NON POTRANNO MAI VEDERE IL PALERMO DAL VIVO(PENSANDO CHE è LA SQUADRA DELLA PROPRIA CITTà ………MA FORSE UN GIORNO CAMBIERà TUTTO..SPERO………E CHI SCRIVE QUESTE COSE è UNO CHE HA PASSATO UN INTERO ANNO CON UN GRUPPO ULTRAS DI PALERMO IN MANIERA SPLENDIDA!MA NONOSTANTE TUTTO CONTINUERò A GRIDARE FORZA PALERMO FORZA PALERMO FORZA PALERMO…ONORE AI CORI DEL PALERMO ANCHE IO HO LOTTATO,MA SI è RAGGIUNTO L’APICE DI DEMENZA..ORA BASTA!!!!

    42. Vorrei che Rosalio rilanciasse la proposta di un gemellaggio tra Palermo, Catania e Messina. Chi ci sta ci sta. Gli altri si prenderanno la responsabilità di non starci.

    43. Roberto Puglisi aveva scritto:
      “Il calcio c’entra purtroppo. Il calcio è questo.”
      Ebbene,questo calcio é come una ragazza che é stata violentata,e i violentatori li conosciamo benissimo e siedono su poltrone che contano ( da decenni…) e questi signori ce li ha portatti il popolo su queste poltrone,ecco allora che io direi (senza offendere nessuno,me ne guarderei bene…) di guardarci tutti nello specchio.Tutto questo casino e come quella ragazza violentata e che adesso partorirá tutto quello che per decenni a portatto in grembo…la violenza ed esasperazione.Ce voglia di fare qualcosa,ma per favore non facciamo fare ai soliti “venditori di fumo ” nostrani…”senzamaddio” direbbe mio nonno.Basta prendere d´esempio i nostri simili con un passaporto diverso ( le alte nazioni)…ma noi siamo italiani…siamo furbi e non copiamo da nessuno…saluti

      Turiddu

    44. Ho incontrato ieri un amico. Abbiamo commentato i fatti di Catania e, conoscendo le sue idee politiche, ad un certo punto gli ho chiesto: “Se il povero Raciti avesse visto il suo killer (che chiamerò per comodità Alfio) nel momento del lancio del masso e lo avesse colpito con la pistola di ordinanza, cosa sarebbe successo?”. Ve lo dico io cosa sarebbe successo: oggi Raciti sarebbe licenziato dalla Stato, avrebbe un processo per eccesso di leggittima difesa, Alfio sarebbe un eroe vittima della violenza becera degli uomini in divisa, avrebbe strade intestate e titoloni sui giornali e magari la sua mamma sarebbe deputato al Parlamento nazionale con centinaia di giovani pronti a scendere ogni giorno in piazza a protestare contro polizia e carabinieri.Questa è l’Italia, l’Italia delle due misure, l’Italia che non sa difendere chi la difende, l’Italia dei Capranica e dei Raciti, l’Italia di Alfio e di Carlo Giuliani. E noi? noi ci affidiamo alle nostre emozioni, ai nostri sentimenti, alle nostre paure, al nostro desiderio di vivere una vita normale in una società che di normale, ahimè, non a nulla.

    45. E’ difficile esternare emozioni, sensazioni e ogni tipo di sentimento in merito all’omicidio dell’Ispettore Raciti,mi sento vuoto, spento senza più nessuna reazione ne di rabbia ne di pietà, mi vergogno di essere Italiano.

    46. Per Salvo Coppolino,
      per favore, non facciamo assurdi parallelismi con i fatti del G8, che non c’entrano davvero nulla, e dove si è consumata alla caserma di Bolzanetto, se la memoria LA sostiene, la macchia più orribile della nostra giovane democrazia (?).

    47. Per Davide Enia,
      nessuno vuole fare parallelismi con Genova e con la caserma di Bolzanetto. Il mio unico rammarico è che questi uomini in divisa sono sempre lasciati soli, nel bene e nel male. Il mio paragone è con Carlo Giuliani che, se la memoria La sostiene, fu immortalato da un fotografo mentre stava per lanciare, con il viso coperto da un passamontagna, un estintore contro il carabiniere Capranica seduto inerme dentro una jeep. E NE HANNO FATTO UN EROE. Che differenza c’e’ tra lui e l’assassino di Catania? Che a Genova è morto l’aggressore, a Catania l’aggredito!!!!!

    48. Mi spiace per la mia inclinazione di sinistra, ma sul punto sono dolorosamente d’accordo con Salvo Coppolino. Nello strazio bisognerebbe fare silenzio. Ma è vero che Carlo Giuliani è diventato una vittima strada facendo, da potenziale carnefice.

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