martedì 21 nov
  • Divagazioni sul tram

    Ho bisogno di una boccata d’aria fresca. Armata di guanti e cappello, esco da casa al ritmo dei miei tacchi. Salgo sul tram e mi appendo a una maniglia di plastica. Nessuno parla. C’è un silenzio irreale questa mattina, senza neanche una signora grassoccia che accenna un lamento sulla lunga fila alle poste o sull’aumento dei prezzi al mercato. La gente è assorta nei propri pensieri. Una ragazza legge su due piedi le pagine di un romanzo. Un senegalese sfoglia il giornale. Un anziano blocca tra i polpacci cinque sacchetti della spesa. Solo due signore sui 60 con i capelli in piega bisbigliano qualcosa di incomprensibile.

    Respiro con la sciarpa avvolta intorno alla bocca e penso solo a tenere stretto il cellulare dentro la tasca del cappotto. Le onde del pensiero sono attutite. Sorde. Una voce registrata, metallica ripete i nomi delle fermate: “Permuda totocòrn”. Che starebbe a dire via Premuda angolo via Sottocorno. Sorrido un istante. La mia mente è ancora impastata in sensazioni melmose e senza spessore. Rimasugli di sogni disordinati, che il latte caldo della colazione non ha disintossicato. Un signore con la cravatta mi fissa con sguardo immobile. Punto allora il finestrino e leggo le insegne dei negozi. Qui a Milano gli uomini ti fissano. Non c’è che fare. Nessuno “scruscio”, nessun rumoroso risucchio a colpi di parolacce, che fingono di essere dei complimenti. Tutto resta ancora una volta silenzioso.

    Respiro. Ho bisogno di respirare a pieni polmoni. Aria pura, senza inghiottire la nebbia. Il mondo appare più fumoso del solito, oggi. Caliginoso, polveroso. Prendo a giocare con le parole, per passare il tempo. Opaco no. Pulito sì. Oscuro no. Cristallino sì. Tenebroso no. Luminoso sì. Torbido no. Trasparente sì. Trasparente… La mia parola di oggi è “trasparenza”. Inizio a ripeterla nella mente come un mantra indiano. Trasparenza… A poco a poco mi riprendo dal torpore notturno. Quattro sillabe per scrollarmi di dosso tutte le amarezze di una notte un po’ insonne. Una parola per convincermi di essere sveglia. Sbadiglio. Voglio un altro cappuccino. E con tanta schiuma.

    Ultima fermata Piave-Bixio. Scendo dal tram con un salto. Il vento gelido della mattina spazza le ultime ombre. Mi sento improvvisamente libera. Il freddo mi tende e mi infonde un’esaltata lucidità. Troppo esaltata, forse. Soddisfatta percorro a piedi tutta la strada fino in fondo. Cammino svelta. Sbircio solo qualche negozio di accessori per controllare i prezzi dei portafogli. Una mia nuova piccola mania. Vado avanti almeno per una ventina di minuti, senza mai stancarmi. Arrivo a un grosso incrocio. Sulla destra un parco con giardini, grandi vasche e fontane. Meravigliosa acqua. Dannazione, vorrei respirare l’aria del mare. Sentire il suo umido pizzicore. Sulla sinistra un cartello verde che segnala la scritta “Linate”. Un attimo per pensare. Chiamo un taxi. Ho deciso. Oggi torno nella mia isola.

    Palermo
  • 6 commenti a “Divagazioni sul tram”

    1. E’tutto in un’immagine: quanti soldi ci vogliono per un oggetto portasoldi.
      Claustrofobico, e ripetitivo come un brano dei Tangerine Dream.

    2. ….quante cose, Claudia, Ti mancano della Tua terra, della Tua città, della Tua splendida Isola? Tante, tante, tante. Purtroppo il lavoro, spesso, costringe ad allontanarsi, ad emigrare, a cercare nuovi lidi…. Tu l’hai trovato e forse col taxi potevi pure andarci quel giorno. Dove ? Al lido dell’Idroscalo…. Eh eh eh ! Cmq hai proprio ragione : Milan c’est Milan….. ma PAlermo è tutta un’altra cosa. Ciao bedda !

    3. claudia, come ti capisco!
      e le sciure…come sono odiose le sciure…
      se vuoi io e la mia tamburina, saremmo contenti di conoscere altri palermitani in terra lombarda.
      nà vasata!

    4. con piacere conosciamoci!!!! potete scrivermi all’indirizzo email claudia@letteralmente.com!!!! e così ci mettiamo in contatto..

    5. Baciamo le mani,
      Sig.ra Di Pasquale, a quanto ho capito vossia pure palermitana é.
      La posso considerare, pure io ci sono passato. Lei mi deve credere a mé, funziona per d´avvero, ascutassi chiddru ca ci dicu iu.
      Io mi concentro, chiudo gli occhi, Sono sul balcone di casa mia,zona via Oreto, sento gia l´altoparlante della stazione , miiiii c´é pure la scritta “Palermo C.le” sciavuriassi, sentisse u sciavuru du mari. E´ una cosa che a parole non si puó descrivere, l´atmosfera di palermo in una notte di mezza estate non si ci crede.
      Cosi facendo mi sono portato un pezzo di Palermo qui a norimberga, come un sommozzatore si porta le bombole d´ossiggeno in fondo al mare.
      Ancora un suggerimento, http://www.google.de poi scrive Palermo e il primo file é la map di Palermo poi clicca su satellit e si vede Palermo dall´alto.
      Non si abbatta “u surci ci dissi a nuci dammi tempu ca ti spurtusu” forse prima o poi… chi lo sá.
      Se anche a lei ci funziona mi faccia sapere mi farebbe piacere, mi trova a CTurrisi@gmx.de
      Tante belle cose
      Corrado

    6. CLAAA! Stavo gironzolando un pò nel web, e guarda chi ti ritrovo insalamata nella sua sciarpa, sul suo tram milanese da vecchia sciura, con il suo cellulare “prima maniera” stretto stretto tra le mani. La mia CLAAA!! Un bacio. Spero che ogni tanto, tra i tuoi pensieri sul tram ci sia anche io. TVB

    Lascia un commento (policy dei commenti)