venerdì 20 ott
  • Vuccirìa

    “Matri Maria quanto chiance ‘stu nutrico! Ma che c’ha?”.
    “E che deve avere? Nascìu oggi…diciamo che è ancora pigghiato dalla botta…chiance perchè non ne capisce niente”.
    “Ammia mi pare ‘n’anticchia lariuzzo”.
    “Mi devi scusare cuci’, ma tu c’hai le corna come un crastagneddu, le orecchie a punta e magari la coda…. E ‘u picciriddu ti pare làrio?”.
    “Sei bello tu….che c’hai l’ali ‘i palumba”.
    “Amunì abbiamo tutta la vita di ‘stu picciriddo per litigare… Ma l’hanno scelto il nome?”.
    “C’è picca da scegliere, come suo nonno Mico lo chiamano”.
    “Domenico?”.
    “Sì, anche se a lui gli piacerà di più Mimmo”.
    “Pure a me mi piace Mimmo, secondo me gli sta bene”.
    “Miiii come mi devo divertire con questo! Scommessa che st’armuzza nnoccente gliela porto al mio principale?”.
    “Che fa già incominci? Dagli il tempo di farlo vattìare…. Eppoi dimmi che cinni può futtiri al tuo principale di avere un’anima in più. Ormai all’Inferno ve li portano a carrettate!”.
    “Effettivamente manco sappiamo unni l’avimo a mettere. Tra politici e businessman ci sono giorni che ne arrivano con le coffe”.
    “Ma intanto tu devi fare il tuo mestiere ed io devo fare il mio”.
    “Io già lo so quello che devo fare…in primis gli devo capitare una picca di femmine, di quelle che dico io, che gli devono fare strambìare l’anima ed il sentimento”.
    “Ed io gli insegno ad amarle con tutto il cuore, a talìarle dritto negli occhi e, se è il caso, pure a mandarle a bafantoculo ”.
    “Poooi ci capito quattro amici di quelli belli scanè”.
    “Ed io gli insegno le meglio trattorie di Palermo, per mangiarisi un bello piatto di pasta alla carrettiera cu’ l’amici suoi , appanzarsi ed andarsene a letto, soddisfatto per la panza china”.
    “Miiii che sei sconsaioco!”.
    “Ma chi io? Anzi come te li conso io i giochi sconsati…. Fidati cucì”.
    “Ma già si sa che lavoro farà per campare?”.
    “Aspè che talìo il palmare…. Qua c’è scritto che è probabile che farà ‘u ‘ngignere”.
    “Perché è cosa di studiare secondo te questo? Uno che piange così, secondo me, non è cosa di fare ‘u ‘ngigniere”.
    “Effettivamente è tre quarti d’ora che fa vuccirìa”.
    “Vuccirìa?…Lo sai che ti dico…a questo gli facciamo aprire una bella putìa di frutta e verdura. Se abbannìa i broccoli come sta vannìando ora…ascolta a me…chistu si fa ‘a bedda pila!”

    Colonna sonora: O leãozinho (Caetano Veloso).

    Ospiti
  • 4 commenti a “Vuccirìa”

    1. Bravo per il testo e soprattutto per la colonna sonora di sottofondo.

    2. Ho appena finito di tradurre per qualcuno: sono piegate in due.
      Grandissimo chef, come sempre.

    3. Gioacchino, quando ho tradotto ad una nostra comune amica il termine “lario”, lei ha subito sentenziato: “Forse Veronica dovrebbe scegliersi un nome d’arte”

    4. Ah,ah,ah, bellissima!

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