venerdì 18 ago
  • Niki per l’8 marzo (in anticipo)

    Oggi pomeriggio parlerò di Niki de Saint Phalle alla Biblioteca Comunale.
    E visto che tra poco è la festa della donna questo è il mio modo di festeggiare il femminile.
    Non solo perché Niki è donna artista (e anche molto brava, bella e affascinante) ma perché il suo percorso di vita e di lavoro è tremendamente importante per tutti.

    Il lato femminile c’è in ogni cosa e non vi sembri banale l’affermazione perché poi per trovarlo e dargli lo spazio che gli spetta ci vuole un sacco di tempo e pazienza.

    La storia di Niki è la storia di una donna che inizia a fare le cose (teoricamente) più femminili che ci sono, lavora come modella, si sposa, fa due figli. Ad un certo punto crolla. Le viene una specie di esaurimento nervoso e parte, va via, comincia a dipingere, i medici le dicono che le fa bene e lei continua. Niki in realtà è incazzata nera, con suo padre, con sua madre, con la società e con se stessa, con le immagini che di suo padre e sua madre ha dentro, le immagini che – suo malgrado – ha conservato, che l’ossessionano e che non la fanno essere donna, non le permettono di apprezzare e vivificare il suo lato femminile, l’energia e la potenza matriarcale.

    A volte succede che vediamo delle cose, persone, amministrazioni e che ci sembra che quello sia l’unico modo possibile di essere. È una specie di sortilegio da qualche parte nella testa si cristallizza una way of life, un’abitudine, una strada e si batte sempre quella anche se non ci appartiene veramente, anche se non è la nostra. Questo è un percorso comune, un percorso antropologico direi in cui non ci sono delle tappe prestabilite, ognuno deve trovare il suo modo per uscirne ed è quello che ha fatto Niki attraverso l’arte.

    Trovare il femminile è più difficile perché purtroppo la nostra società si è evoluta più nel senso maschile, lasciate stare le cose trite e ritrite che si dicono, non parlo di parità o robe del genere, parlo di cose più profonde. Parlo di Lentezza, Inconscio, Creazione, Intuito, Irrazionale e Sogno. Parlo anche di Accoglienza, Ascolto, Sosta e soprattutto Gioia, Entusiasmo.

    Cose che non compaiono spesso nella nostra società nei nostri modelli collettivi, ma perché – spesso – non compaiono nemmeno nei nostri modelli individuali.

    Niki ha cominciato distruggendo quello che era (che non era lei ma un modello impostole da ciò che aveva passivamente acquisito) e a questo periodo corrispondono i Tiri. Sparava con la carabina sopra le tele dentro cui aveva precedentemente montato dei palloncini gonfi di colore e centrandoli con i proiettili “dipingeva”. “I was shooting at myself” diceva, ma anche alla società. Creava istallazioni con figurine religiose, distruggeva tutto, tutto quello che le era stato appiccicato addosso. Doveva ricomporre la frattura originaria tra l’uomo e la donna, scomposta da una madre infedele, da un padre violento, da demoni che non la lasciavano diventare quello che Lei era.

    Comincia a ricostruire, parte dalla gioia, dall’energia creatrice e dall’essere donna. Comincia a modellare le Nanà, figure femminili che sembrano idoli preistorici con i fianchi e i seni enormi, pieni, tondi. Niki parte dalle curve: «J’aime le rond, les courbes, l’ondulation/ Le monde est rond, le monde est un sein/ Je n’aime pas l’angle droit, il me fait peur/ L’angle droit vent me tuer, l’angle droit/ Est un assasin». Nel 1966 costruisce una cattedrale per il Museo di Stoccolma la Hon (Lei) una grande Nanà coricata dentro cui si può entrare e uscire, ovviamente passando dal ventre.

    È un altro esorcismo benefico, è la rinascita.
    Niki incontra Jean Tinguely costruttore svizzero di macchine ferrose, inventore di ingranaggi fantastici, nudi, meccanici, fatti di fili, rotelle, movimenti.

    Cominciano a lavorare insieme, ad amarsi e anche ad amare la stessa cosa, cioè quello che tutti e due insieme rappresentano, la fusione, la ricerca costante, attraverso la creazione artistica, dell’equilibrio tra il maschile e il femminile.

    Creano paradisi fantastici, enormi strutture la cui anima è il ferro di Jean e il cui corpo è lo sfavillio di colori e l’opulenza fantastica di Niki. Uno degli esempi più famosi in cui le personalità dei due si fondono è la Fontana Stravinsky che sta tutt’ora sotto il Centre Pompidou a Parigi.

    Tra le cose iper-moderne e iper-antiche che è riuscita a fare questa donna vorrei solo accennare al Giardino dei Tarocchi (di cui parlerò oggi pomeriggio insieme al resto). Il Giardino dei Tarocchi è un percorso fantastico tra i 22 Arcani Maggiori, una specie di iniziazione piena di simboli, vetri, ceramiche e magie perfettamente inserita nella Natura, con continui rimandi, analogie, macchine, fontane e colori. “Il giardino è una passeggiata esoterica. Le carte sono una cammino filosofico che indica le prove per le quali l’uomo deve passare per comprendere le proprie motivazioni e la sua relazione con l’Universo” dice ancora Niki.

    Ci sono voluti vent’anni e per molto tempo Niki ha lavorato dentro l’Imperatrice, dormendo in un seno e cucinando nell’altro. Ha detto più volte che ha voluto fare un “giardino della Gioia” ma ha fatto di più, ha rappresentato il suo percorso e il Percorso, mostrandolo per quel che è un fantastico viaggio pieno di incognite, senza guide, cui siamo tutti chiamati, ma a differenza di quanto si suole affermare è DIVERTENTE, ENTUSIASMANTE ecc, ecc.

    (Ecco il femminile di cui – dicevo prima – si avverte la mancanza).

    Buona riscoperta del proprio lato femminile a tutti.

    Palermo
  • 4 commenti a “Niki per l’8 marzo (in anticipo)”

    1. Che bella storia, Cri’, mi hai fatto venire voglia di saperne di più!

    2. grazie per avermi fatto scoprire questa artista.

    3. cancelliamo l’8 marzo
      una volta raggiunto lo scopo delle cose, é inutile che si ricordi la giornata del Panda.
      Non abbiamo più bisogno dell’8 Marzo, credo.
      Credo che certi diritti siamo stati abbondanetemente recepiti.

    4. 7 anni dopo: mi è piaciuta la tua sintesi e la tua lettura del “femminile” in Niki. Giovedì 13, per il Ciclo A(rt)LIVE, presenteremo a Grosseto (vicinissimi al Giardino dei Tarocchi) la sua opera insieme alle poesie di un nostro amico. Ti citerò. Grazie. Mauro Papa

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