lunedì 20 nov
  • Dda di Palermo chiede di riaprire le indagini su Cuffaro

    Salvatore Cuffaro

    Francesco Messineo, procuratore capo di Palermo, ha chiesto al gip di riaprire le indagini sul presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. L’accusa era stata archiviata su richiesta della procura quando a guidarla era Piero Grasso, che aveva chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di Cuffaro per rivelazione di segreto e favoreggiamento aggravato nell’ambito del processo per le “talpe” alla Dda.

    Palermo
  • 57 commenti a “Dda di Palermo chiede di riaprire le indagini su Cuffaro”

    1. si,ma lui non è preoccupato,adesso fa cabaret e televisione spazatura

    2. Il tempo è galantuomo Procuratore DiMatteo…..
      sempre con la Procura di Palermo , contro la BORGHESIA MAFIOSA di questa città.
      Pequod

    3. E quindi il fatto che durante la gestione Grasso l’accusa fosse stata archiviata, significa che Grasso aveva qualche motivo serio per farlo o non serio?

    4. No!
      Grasso aveva in quel momento ragione a non farlo.
      Così come dopo(prima di natale) aveva ragione DiMatteo a chiedere il cambio del capo d’accusa e così come adesso ha ragione Messineo a riaprire le indagine per il reato di CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA.
      Non alimentiamo polemiche INUTILI ma non perdiamo di vista quello che davvero conta,cioè che il Governatore della regione Siciliana SALVATORE CUFFARO è sotto indagine per CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA.
      Pequod

    5. …ma cosa aspettavano ancora?…

    6. Il capo d’imputazione è come il tempo: relativo.

    7. PER INFORMAZIONE
      300.000 euro per parlare di mafia: chiesta una commissione d’indagine
      Marsala 9 e 10 febbraio 2007 – L’ennesimo vergognoso seminario sulla mafia
      Con una durissima e circostanziata lettera inviata al Ministero dell’Università e della Ricerca, l’Osservatorio permanente per la tutela dell’immagine della Sicilia e l’Associazione di diritto internazionale l’Altra Sicilia con sede a Bruxelles, hanno chiesto che venga disposta un’inchiesta amministrativa sul finanziamento ottenuto dal prof. Girolamo Lo Verso dell’università di Palermo per una ricerca sulla psicologia della mafia.
      La mafia dei padrini e dei picciotti, arcaica che esiste solo nell’immaginario dei professionisti dell’antimafia. Non potendo parlare della mafia, quella del terzo millennio, potente, che ha un giro d’affari annuo pari ad una finanziaria dello Stato, perchè impenetrabile, inserita nel contesto economico finanziario, politico nazionale ed internazionale, la mafia dei colletti bianchi che si insinua silenziosamente all’interno delle amministrazioni e che ha sopraffatto l’arcaica organizzazione che ci vogliono ancora mostrare come viva, i professionisti dell’antimafia ripropongono per la loro esistenza deviazioni locali di delinquenza e di prevaricazione che hanno terreno fertile in aree dove lo Stato è assente.
      In particolare l’Osservatorio e l’Associazione hanno rappresentato la vacuità della ricerca in quanto tale che nulla ha novellato di quanto già noto attraverso la lettura dei quotidiani, delle riviste ed appreso da inchieste giornalistiche televisive.
      Si chiede inoltre al Ministero di accertare come sia stato possibile accettare, finanziare e definire di rilevante interesse nazionale una ricerca sul nulla.
      Sciascia molto tempo fa ha gridato al mondo che nel nome della mafia vivono e prosperano tante antimafie e professinisti dell’antimafia.
      Tanti, troppi professionisti dell’antimafia, soprattutto siciliani, sopravvivono grazie solo ai finanziamenti pubblici buttando continuamente addosso alla Sicilia ed ai Siciliani fango e vergogne.
      E’ ora che qualcuno intervenga per mettere fine al paradosso tipicamente italiano di vivere parlando di mafia.
      PS:LA MAFIA NASCE NEL 1860 E DURERÀ FINCHÉ DURERÀ LA SOTTOMISSIONE COLONIALE DELLA SICILIA ALL’ITALIA. I MAFIOSI SONO SOLO I GUARDIANI DI QUESTA DOMINAZIONE.(fpc)

    8. genoveffa grazie dell’informazione che ritengo utile. Ma torno a dire che se cerchiamo di spingere l’attenzione ALTROVE non facciamo altro che volere fare favori alla mafia e a quella BORGHESIA MAFIOSA che la sostiene.
      Quindi sicuramente c’è chi specula nell’antimafia ma sicuramente c’è che
      i è sotto indagine per CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA è la cosa mi sembra molto ma molto più grave …o sbaglio?
      non cerchiamo di nasconderci l’evidenza!

    9. Ricorderei a tutti che esiste la presunzione d’innocenza

    10. Certo!! ma esiste anche il sospetto di colpevolezza!

    11. NIENTE GARANTISMO DI MANIERA!
      sicuramente c’è la presunzione d’innocenza così come il sospetto di colpevolezza.
      ma qui abbiamo UN FATTO
      ineludibile.
      Abbiamo un governatore della regione che è sotto processo per favoreggiamento aggravato e adesso è sotto indagine per CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA.

    12. Pequod, esiste soprattutto un colpevolismo di maniera che fa molta più dottrina. Io, poi, ho sempre pensato che chi urla lo fa soprattutto per coprire il vuoto che c’è dietro gli slogan.

    13. lo sapete cos’è un reato associativo? quello di chi fa parte di un’organizzaizone criminale. della quale o fai parte o non fai parte.
      Se il tuo è un “concorso esterno” viol dire che non ne fai parte, e allora il codice prevede un reato ben preciso che si chiama favoreggiamento. In questo caso aggravato.
      E il favoreggimanetoè un reato previsto dalla legge.
      Il concorso “esterno” in associazione, invece, è un mostro cui alle volte si aggrappano i pm che hanno poco o niente in mano. E finiscono per imbastire processi che non portano a niente.
      Con Grasso la Procura s’era mossa in un altro modo.

    14. ps ciò premesso, massimo rispetto per Messineo e per il suo lavoro. Ma anche rispetto per la presunzione di innocenza, che concorre a fare del nostro un Paese civile.

    15. Al di là della sua presunta o reale colpevolezza il fatto che cmq su un personaggio di punta della vita politica della nostra isola gravi un’accusa del genere lo reputo anche un dannoso ritorno d’immagine e credibilità della sicilia stessa agli occhi del resto del mondo. Si dovrebbe avere la delicatezza di farsi dignitosamente da parte. Il nostro caro Presidente non dovrebbe preoccuparsi dell’immagine della sicilia solo con magliettine e slogan (vedi west ham) ma anche valutare lo stesso danno d’immagine che lui stesso reca alla sicilia esponendosi con la sua carica istituzionale.

    16. scusate ma non vi gela il sangue leggendo il Post Scriptum di Genoveffa???
      lo trovo agghiacciante!
      cito : ” i mafiosi sono solo i guardiani di questa dominazione”
      sono solo i guardiani… e a chi fanno da guardiani quando chiedono il pizzo, spacciano, estorcono, e mettono le bombe che fanno saltare in aria i nostri magistrati???
      a chi fanno da guardiani quando detengono il mercato dell’acqua e gesticono i rifiuti pericolosi sotterandoli accanto falde acquifere campi agrari… avrai sentito parlare di ecomafia.
      Genoveffa se sei mafiosa, capisco che tu difenda la tua posizione e che ti dia delle motivazioni morali per giustificare quello che é la piaga di una nazione
      se invece non sei mafiosa forse hai le idee confuse
      in entrambi i casi mi piacerebbe avere una risposta su come intendi che i mafiosi siano guardiani di qualcosa che non siano i loro interessi?

    17. roberto non ho capito se il riferimento agli slogan vuoti fosse fatto a me ,comunque se vuoi “concretezza” dietro al mio CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA è semplice,molto semplice. Il favoreggiamento aggravato di per se è un enormità mentre il concorso esterno è quel reato che in tanti vorrebbero cancellare ma è esattamente il reato che colpisce quella BORGHESIA MAFIOSA che è il cuore SPORCO di questa mia amata terrae l’anima della mafia.
      Roberto ed il garantismo è proprio quello che questa gente utilizza per nascondersi e continuare ad avere consenso sociale. Bada bene quando parlo penso spesso a quel straordinario pezzo scritto da Pasolini ,sono certo che sai di che parlo”IO Sò…..”
      nessuna gogna ma………
      pequod

    18. C’è anche un “proletariato” mafioso, non solo una “borghesia” mafiosa. Così come non c’è un corpo elettorale “buono” e una classe politica “cattiva” per il semplice fatto che la seconda è la rappresentanza democratica della prima. Non vi piace Cuffaro? Allora non vi piace neanche la maggioranza dei siciliani: quella che con la sua mentalità concorre internamente ed esternamente in tutte le manifestazioni della mentalità mafiosa.

    19. Due uomini stavano, l’uno dirimpetto all’altro, al confluente, per dir così, delle due viottole (…) L’abito, il portamento, e quello che (…) si poteva distinguer dell’aspetto, non lasciavan dubbio intorno alla loro condizione.Avevano entrambi (…) un manico di coltellaccio che spuntava fuori d’un taschino (…).
      Che i due descritti di sopra stessero ivi ad aspettar qualcheduno, era cosa troppo evidente (…). Al suo apparire coloro s’eran guardati in viso, alzando la testa, con un movimento del quale si scorgeva che tutt’e due ad un tratto avevan detto: è lui (…).
      “Cosa comanda?” rispose (…).
      “Lei ha intenzione” proseguì l’altro con l’atto minaccioso e iracondo di chi coglie un suo inferiore (…) “lei ha intenzione di (…)!”.
      “Or bene,” gli disse (…) all’orecchio, ma in tono solenne di comando, “(questa cosa) non s’ha da fare, nè domani nè mai.” (…) “Uomo avvertito… lei c’intende.” (…) “o se ne pentirà (…).
      “Zitto, zitto” riprese (l’altro), “il signor (…) è un uomo che sa il viver del mondo; e noi siamo galantuomini, che non vogliamo fargli del male, purchè abbia giudizio. Signor (…), l’illustrissimo don (…) la riverisce caramente.”
      Questo nome fu, nella mente di (…), come, nel forte d’un temporale notturno, un lampo che illumina momentaneamente e in confuso gli oggetti, e accresce il terrore. Fece, come per istinto, un grand’inchino, e disse: “se mi sapessero suggerire…”
      “(…) Via, che vuol che si dica in suo nome all’illustrissimo signor don (…)?”
      “Il mio rispetto…” (…) “Disposto… disposto sempre all’ubbidienza.”
      I puntini tra parentesi servono a non rovinare subito la sorpresa: quello che avete appena letto non è un passo di un racconto di Verga o di Pirandello o di chissà quale autore siciliano. Bensì un pezzo di storia della cosiddetta Padania, e cioè l’incipit de “I Promessi Sposi”.
      Quello che avete appena letto è il punto più alto dello spettacolo coloniale nel quale siamo immersi, la totale manomissione della realtà storica, il falso eretto a sistema.
      Un sistema nel quale gli studenti siciliani sono costretti a leggere di una strana ed aliena avventura sul quel ramo del lago di Como dalla quale viene poi sottratta una parte della realtà, scollegandola dal contesto e capovolgendola.
      Libri su libri, conferenze, studi scientifici, ricerche storiche: tutto basato sul falso e sulla malafede.
      Ma di quali basi sociologiche andate cianciando, cari professori dell’antimafia dei miei stivali. Ma di quale psicologia mafiosa andate scribacchiando, cari specialisti del falso sistematico.
      Riprendiamoci la nostra storia. Smettiamola di fare i finti signori e rispediamo le accuse al mittente.
      Genoveffa, siciliana è fiera di esserla, nata in terra straniera ma con il cuore e la mente in Sicilia

    20. Genoveffa, non cercare improbabili scusanti per le responsabilità dei siciliani di oggi confondendo un romanzo ambientato nella Lombardia del ‘600 con la sanguinosa cronaca siciliana degli ultimi decenni. La mafia è un marchio siciliano perchè solo qui si da’ la cultura che la genera: se vivi fuori ti dovrebbe risultare evidente!

    21. Marchiature a fuoco
      I nemici della Sicilia, quelli veri, dove stanno? Al di qua o al di là del faro? Difficile dirlo con precisione, anche se gli indizi che puntano verso la Sicilia stessa sono molteplici. E se ne trovano di nuovi in continuazione.
      La situazione è tale per cui spesso ci trasformiamo in nemici senza neanche accorgercene, presi come siamo tra le spire di di un assalto “totale” capace di colonizzare anche quelli che si credono impermeabili alle malìe delle stupidate filopadane.
      E così può anche capitare che una vittima del sistema segregazionista italiano, quale Tano Grasso, presidente onorario delle Associazioni Antiracket, proponga qualcosa di veramente sinistro, capace solo di favorire sempre di più l’immagine della Sicilia quale terra di mafia e di aiutare i nostri aguzzini.
      L’idea è strabiliante: trasformare l’associazione antiraket in agenzia di servizi. E cosa dovrebbe fare questa agenzia di servizi?
      “L’associazione aiuterà (l’impresa che vuole investire tra i terroni) nella scelta evitando che incontri soggetti legati alla malavita. Insomma possiamo dare quelle notizie che non svela nemmeno il certificato antimafia”
      In pratica i siciliani, oltre a doversi sottoporre alla vergogna del certificato antimafia (nè più nè meno che una marchiatura a fuoco da schiavi, visto che è necessaria solo in base alla razza di appartenenza dei soggetti in causa) dovranno anche pagare Tano Grasso per riuscire ad ottenere un ulteriore bollino di qualità.
      E poi, scusi l’ardire, Lei come fa a saperne più del certificato antimafia? Non dovrebbe riferire queste cose all’autorità giudiziaria invece di fornire a pagamento le informazioni a terzi?
      Scusi ancora, ma i Suoi avvisi all’imprenditore che “potrebbe essere avvicinato dagli estortori o da chi vuole imporre forniture, servizi o assunzioni. Anche in questa fase possiamo essergli vicini…” potrebbero essere fraintesi. Non Le sembra il caso di riformulare meglio i suoi pensieri?

    22. Sì, Pequod, mi riferisco a te. Alla tua tendenza al cromatismo netto: o nero o bianco (tu stai sempre dalla parte del bianco, gli altri dalla parte del nero). La presunzione di innocenza, per me, non è solo un cavillo balzano. E’ una regola sostanziale nella formazione delle mie opinioni su cose e persone. Non è garantismo, si tratta semplicemente del nocciolo della Costituzione Repubblicana. E non si può dire: sì, c’è la presunzione d’innocenza, ma… O c’è e allora che regni sovrana. O non c’è. E – pur votandola – mi dispiace che la sinistra siciliana ricorra alla condanna preventiva dell’avversario politico, per dimenticare la sua incapacità di creare un’alternativa vincente.

    23. CI AVREI SCOMMESSO……..

      Su cosa penserete….. sul fatto che qualcosa sarebbe successo, la quiete che durava da qualche mese doveva essere interrotta, perchè a cadenza scientifica (quella delle elezioni naturalmente) i media o la magistratura, la magistratura o i media, si ricordano che Cuffaro dovrebbe o potrebbe essere un mafioso. Non ci sono se…. non ci sono ma…. c’è soltanto il pentito o l’intercettazione di turno. Non ha importanza se il pentito parla di esponenti della sinistra, o se le intercettazioni non si sa di chi parlino. L’importante è processare ! prima in piazza naturalmente.
      Mi rassegnerò al fatto che è una semplice casualità, se le notizie , le inchieste, i dvd, le fughe di notizie, le rivelazioni….. avvengono solo e soltanto nel corso delle elezioni europee prima, in quelle nazionali e regionali dopo, e per finire nel bel mezzo delle amministrative .
      Ma starò più attento….. il prossimo anno ci saranno le elezioni provinciali…… Sono aperte le sommesse…. ?

    24. Hai ragione Roberto perchè ti piaccia o no viviamo una terra dove la mafia si è alimentata di tanti GRIGI e se davvero vogliamo che qualcosa cambi bisogna schierarsi forse a costo di perdere “qualcosa”…è un pò come quei commercianti che davanti all’evidenza negano,nonostante tutto negano,negano sempre e sempre avranno qualcuno che li giustificherà e nulla ,FORSE,cambierà mai….ma questo è un altro discorso.
      quanto a chi crede o vuole fare credere ai magistrati politicizzati che sfruttano i momenti elettorali per attaccare i “poveri cristianuzzi”sono ormai argomenti VECCHI che fanno comodo sempre a quelle stesse persone di cui si alimenta il solito brodo….
      un ultima cosa personalmente non buttarmela in politica perchè LA POLITICA è altra cosa che il teatrino siciliano,avevamo avuto una grande opportunità ma non l’abbiamo saputa cogliere ma la prossima volta,SONO CERTO, non la lasceremo sfuggire…Un altra storia!

    25. Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire (probverbio mafioso)

    26. Sempre più spesso ci si chiede quali sono i motivi per cui la Sicilia stenta a divenire una parte del mondo normale. Sembra che l’illegalità in Sicilia venga da chissà dove o sia nel DNA della stessa società. In realtà essa ha una matrice storica ben precisa, e di rango costituzionale, rispetto alla quale tutte le altre illegalità non sono che semplici conseguenze.
      Una domanda che racchiude in sé una lunga serie di perché e di non risposte.
      Senza andare troppo lontano (gli illegittimi decreti dell’8 dicembre 1816 che sancivano la nascita di un mai esistito “Regno delle Due Sicilie”, la farsa del plebiscito del 21 ottobre 1860 per evitare la dovuta convocazione del Parlamento Siciliano affinché negoziasse le condizioni di confederazione della Sicilia con l’Italia), partiamo dal Dopoguerra, dal 15 maggio1946.
      La Sicilia aveva, in quella data, conquistato un proprio Statuto d’Autonomia approvato ancor prima della Costituzione italiana ed in esso integralmente inserito senza nessuna modifica; Statuto che, sulla carta, nasceva da un “patto” tra Sicilia e Italia, perciò sanava ogni precedente ingiustizia e pretendeva di rispondere, finalmente, al secolare diritto ed anelito dei Siciliani all’Autogoverno, sia pure in un contesto nazionale e statuale più ampio.
      Per effetto di ciò la Sicilia sarebbe dovuta essere, nello spirito quando non ancora nella lettera del dettato statutario, uno Stato confederato all’Italia con propri poteri e prerogative sovrane, ad eccetto di poche competenze residuali lasciate allo Stato centrale italiano.
      Invece, complici gli accordi segreti dai politicanti siciliani dell’epoca post-bellica, vuoi per l’interesse generale del governo nazionale che “ha utilizzato” sistematicamente la Sicilia come colonia interna più che come proprio compartimento autonomo e vuoi per l’insipienza dei politicanti attuali, l’illegalità costituzionale diviene in Sicilia la madre di tutte le illegalità e soprusi.
      È innegabile, infatti, che l’illegalità odierna nasca proprio con l’Autonomia, conquistata e mai realmente avuta, per interessi personali, di partito e trasversali.
      Lo Statuto impone un drastico cambiamento nei rapporti Sicilia/Stato Italiano e prevede una serie di disposizioni “costituzionali” quali la cancellazione dall’ordinamento regionale siciliano delle province (inutili istituzioni “mangia soldi”, inventate, in Sicilia, sempre – guarda caso – in quel lontano 1816 come espressione del centralismo, allora napoletano e dopo romano) fatte ricomparire con legge ordinaria siciliana dalla finestre con l’aggiunta dell’aggettivo “regionale”, la soppressione della figura del prefetto con conseguente trasferimento di tutti i poteri di quest’ultimo al Presidente della Regione Siciliana o agli organi di polizia che questi avesse dovuto istituire nel territorio, la creazione di una Corte paritetica Stato/Regione, etc., persino la possibilità, implicita nell’art. 40, di avere una politica monetaria autonoma e di trattenere nell’isola i proventi dei diritti di signoraggio derivanti dall’emissione di moneta e dalle transazioni valutarie con l’estero o il trasferimento “integrale” (teoricamente comprese la giustizia e le forze armate), implicito nell’art.20, delle funzioni statali nell’Isola a favore delle nostre istituzioni.
      In quasi sessant’anni, la questione Siciliana è stata oggetto di conferenze, incontri, dibattimenti fini a se stessi, ovvero fini allo spreco di denaro pubblico ove si consideri che ogni conferenza di questo tipo, di livello “ministeriale, non costa mai meno di quattrocentomila euro.
      Nello stesso periodo tutti i tentativi di “applicazione” di quella che è “solo” un pezzo della Costituzione della Repubblica Italiana sono sempre stati soffocati sul nascere, anzi si è posta in essere tutta una giurisprudenza costituzionale “abrogativa” finalizzata solo a cancellare ogni residuo di “vera” autonomia dei Siciliani.
      A questo punto ci si chiede: come si vuole sconfiggere la criminalità e l’illegalità in Sicilia quando la struttura stessa dell’ordinamento regionale giuridico ed amministrativo è illegale e non costituzionale?
      La verità è che nessuno, complice sempre l’insipienza dei cosiddetti politici siciliani, sempre attenti al posto al sole ed agli interessi delle segreterie nazionali più che alla reali esigenze dei Siciliani, vuole che nulla cambi.
      Lo Stato sa che il 60% del lavoro in Sicilia è in nero; le forze di Polizia sanno che un negozio su due ha personale non in regola, che un’impresa su due impiega mano d’opera in nero, i carabinieri sanno esattamente dove insiste l’illegalità e la criminalità, eppure, lo Stato in Sicilia è opprimente quanto assente, le forze di Polizia in gran numero in Sicilia sembra guardino dalla parte opposta rispetto al vero problema criminoso.
      In questo contesto chiunque cerchi di portare giustizia in Sicilia operando con coscienza ed amore per la propria terra, vedi i giudici Falcone, Borsellino, Chinnici ed altri operatori delle forze di Polizia barbaramente assassinati per “distrazione” dello Stato centrale che li ha abbandonati quando avrebbero dovuto essere non solo incoraggiati “al martirio” ma assistiti e protetti, viene eliminato.
      La politica siciliana sempre sotto l’occhio del ciclone e perennemente accusata di collusione con la mafia e che vede sempre più spesso rappresentanti all’ARS e governanti accusati formalmente di essere collusi o “fiancheggiatori”, vedi il Presidente Cuffaro, è troppo legata al potere e non sente la necessità di onorare il mandato dimettendosi da ogni carica.
      Cuffaro, per certi aspetti è la dimostrazione che in Sicilia tutto è fatto per il potere. In ogni parte del mondo per una semplice accusa di non aver pagato una contravvenzione al codice della strada ci si dimette, in Sicilia, un’accusa infamante e grave come quella di collusione con la mafia viene considerata quasi “una scocciatura”.
      E’una barzelletta l’affermazione di berlusconiana memoria che essendo eletti dal popolo al popolo devono rendere conto. Se veramente devono rendere conto al popolo avrebbero il dovere morale e civico di dimettersi ……invece,rimangono incollati alle loro poltrone contro tutti e contro tutto.
      L’onore, quell’onore Siciliano di altri tempi, oramai è sotterrato sotto un metro di terra con i “veri padri della libertà Siciliana” che purtroppo non hanno avuto figli degni di questo nome.
      In questo contesto, e quindi nell’illegalità generale ed istituzionalizzata, non sfuggono certi comportamenti oppressivi ed illeciti di alcuni uomini delle forze dell’ordine che, forti della divisa indossata, pensano di essere autorizzati a trattare il cittadino onesto e rispettoso della legge alla stregua di un criminale.
      L’abuso di potere in Sicilia è quotidianità e non può meravigliare la diffidenza che il popolo Siciliano ha nei confronti delle forze di polizia sempre più spesso impuniti per i loro comportamenti.
      Il popolo Siciliano non è omertoso per paura della criminalità o per propensione genetica; ha solo paura dell’assenza delle istituzioni che distratte dalle loro beghe politiche finiscono per danneggiare i cittadini concedendo sempre più potere alla delinquenza organizzata e non.
      Genoveffa, siciliana è fiera di esserla, nata in terra straniera ma con il cuore e la mente in Sicilia
      PER LA SICILIA, SOLO PER AMORE DI UN’ALTRA SICILIA

    27. parlando di sordi ti riferisci a te, no???

    28. Sulla vicenda delle minacce che il Presidente della Regione Siciliana, attualmente indagato per vicende connesse alla mafia, ha rivolto pubblicamente al giornalista RAI Rino Cascio (“gli sputo in faccia” sono state le parole registrate dai microfoni e utilizzate dal politico siciliano),
      vuoi come giornalista ( Roberto..)dire la tua o magari è meglio aspettare 3 gradi di giudizio?????
      Parliamo di tutelare la RAI e i suoi giornalisti che devono aver garantito, al pari di ogni altro cittadino, libertà di informazione e sicurezza nello svolgere il proprio fondamentale lavoro di servizio pubblico rivolto ai cittadini.”
      O no?????

    29. raccontate meglio sta storia delle minacce?
      non se ne sa niente a 1300 km di distanza.

    30. C’è un processo? Rino Cascio ha querelato? Sei sicuro che il fatto sia accaduto nei termini che descrivi? E poi, in via chiaramente del tutto paradossale, la frase salivare del presidente avrebbe almeno il merito di svelare il vero volto del potere nei confronti della stampa

    31. no nessuna querela soltanto una presa di posizione da parte della redazioneRAI e dell’ordine dei giornalisti,almeno credo.
      quanto alla frase pronunciata dal “signor governatore” la fonte è la newsletter di Leoluca Orlando quindi ritengo sicuramente attendibile.

    32. come come? sputi, querele?? raccontate un pò!neanche da me le notizie arrivano!

    33. la newsletter di orlando ?
      …. sarà abbastanza oggettiva ed imparziale….?
      controlla anche se c’è qualche trafiletto su liberazione o sul manifesto…….
      così da avere un quadro completo…….
      anzi fallo anche processare da quei magistrati così politicamente attivi, da sedere in prima fila alla presentazione del dvd “la mafia è bianca”…….
      ma per favore……..

    34. …. tu devi essere di quelli che pensano che Miceli UDC condannato per MAFIA ad 8 anni o Dell’Utri condannato per MAFIA a 9 anni sono delle vittime delle famigerate toghe rosse verooooooooo??? dimenticavo abbiamo ancora l’appello,la cassazione etc..etc..
      lo sai che ti dico,come ti avrebbe detto totò,(non l’amico tuo…)
      ma mi faccia il piacere…

    35. Orlando. Attendibile e soprattutto imparziale. Ma ti rendi conto di quello che scrivi?

    36. ho detto attendibile NONN imparziale,,non credi?
      ma soprattutto TU TI RENDI CONTO DI QUELLO CHE SCRIVI?????

    37. e poi se sei un giornalista prova a veriicare TU L’ATTENDIBILITà DEI FATTI.
      E inoltre non hai saputo fare un commento sul FATTO avvenuto alla faccia della solidarietà di categoria….
      e ultima cosa ..non offendermi perchè a differenza tua io sò bene quello che scrivo ,almeno ci credo tu invece che fai ?polemica e basta.

    38. In realtà un “gli sputo in faccia” non mi sembra una minaccia reale ma la vedrei più che altro alla stregua di un insulto. Di solito la frase si utilizza in senso traslato (rifiuto verso la persona) e non letterale. No? O Rino Cascio si è già fatto dare la scorta armata?…….. 🙂

    39. Genoveffa, complimenti per l’analisi storica, la cultura, l’autonomia di pensiero.
      Se posso, aggiungerei che i Siciliani non hanno più fiducia anche nei confronti della magistratura locale, che insinua il sospetto (tramite incriminazioni) su personaggi da perseguire e poi non riesce/non sa trovare le prove/non condanna nessuno!
      Da qui la amara riflessione:
      1) le prove non esistevano, quindi si tratta di calunnia;
      2) le prove c’erano ma le hanno insabbiate (nessun giudice però viene mai condannato per questo).
      Conseguente riflessione: non ce la raccontano giusta.

      L’uso poi del sospetto/presunzione di colpevolezza piuttosto che della presunzione di innocenza è una bella arma per la lotta politica. Chè, forse, signori a SX volete negarlo?
      Se dovesse dimettersi ogni persona sospettata di un reato, la magistratura potrebbe, in una realtà portata al paradosso, “creare” incriminazioni e sospetti verso una parte politica che si vuole “cancellare”, e saremmo al REGIME. Che nessuno di noi vuole, vero? O no?

    40. Pequod, molte persone usano il maiuscoletto per turare vanamente falle logiche visibilissime. Rilassati, per piacere (inoltre io non ti ho offeso, forse sei ipersensibile e non credere che in ciò risieda l’ennesima offesa). Orlando è una persona attendibile in tutto: ma nelle notizie che riguardano i suoi avversari politici insorge il sospetto di un conflitto d’interessi latente che, personalmente, mi fa cercare i fatti presso altre fonti. Io, però, ho cose più importanti da fare delle inchieste salivari. Se c’è una parte lesa a quella tocca, casomai, chiedere riparazione e portare l’onere della prova. Lo sputo in provetta?

    41. peq….. io il piacere te lo faccio….. ricordandoti che oltre i condannati…. ci sono gli assolti….. che prima sono stati crocefissi nelle piazze e nei giornali…….
      e ricordandoti anche che praticamente tutto il pool “mani pulite” è successivamente entrato in politica dalla porta, dal portone o…. dalla finestra……ma sempre dallo stesso lato ( il tuo )
      naturalmente anche ciò per te rientrerà tra le casualità…..

    42. falle logiche tu le chiami così…io parlando dir te direi che non hai argomenti validi ma comunque come vedo non hai capito l’importanza della cosa che non era quella che tu chiami inchiesta salivare…non importa mi sono stufato hai proprio ragione tu,non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e chiaramente mi riferisco a te,ti lascio alle tue cose importanti da fare…..

      quanto a giov…..le tue argomentazioni sono vecchie stantie e ..vale per te lo stesso del precedente…non c’è peggior……
      ciaociaosicilianidoc
      p.s. un utlima cosa “giornalista” hai ragione sono ipersensibile e quindi se ci riesci evita ancora di dialogare NON SERVE PARLIAMO DUE LINGUE DIVERSE maiuscolo voluto!

    43. La discussione si è incanalata in un cul de sac. La favoletta della presunzione d’innocenza va presa con le pinze. Ci sono dei fatti penalmente rilevanti su cui ovviamente si devono aspettare le sentenze della magistratura. Ci sono poi dei fatti che non hanno alcuna relazione con i codici ma che se attribuiti a uomini pubblici, e i politici lo sono, possono essere considerati estremamente gravi e causa di discredito per chi li ha commessi.
      Se un politico di prima grandezza parla abitualmente con mafiosi e canaglie varie non c’è bisogno di aspettare la dimostrazione che i colloqui servivano per delinquere perchè un cittadino possa trarre le debite conclusioni. A mandarlo in galera ci penseranno ovviamente i giudici con le prove ma io cittadino se ho un minimo di coscienza mi guarderò bene dall’affidargli la gestione della cosa pubblica. E questo vale per chiunque, di qualsiasi schieramento, ed in Sicilia ne abbiamo parecchi beccati in incontestabili colloqui. Chi si ricorda di quell’assessore pizzicato con un mafioso che apostrofava i carabinieri come sbirri, penalmente non ha alcuna valenza ma mi volete dire che tipo di elettore si fa rappresentare da un tipo del genere?

    44. La calunnia è un venticello
      Un’auretta assai gentile
      Che insensibile sottile
      Leggermente dolcemente
      Incomincia a sussurrar.
      Piano piano terra terra
      Sotto voce sibillando
      Va scorrendo, va ronzando,
      Nelle orecchie della gente
      S’introduce destramente,
      E le teste ed i cervelli
      Fa stordire e fa gonfiar.
      Dalla bocca fuori uscendo
      Lo schiamazzo va crescendo:
      Prende forza a poco a poco,
      Scorre già di loco in loco,
      Sembra il tuono, la tempesta
      Che nel sen della foresta,
      Va fischiando, brontolando,
      E ti fa d’orror gelar.
      Alla fin trabocca, e scoppia,
      Si propaga si raddoppia
      E produce un’esplosione
      Come un colpo di cannone,
      Un tremuoto, un temporale,
      Un tumulto generale
      Che fa l’aria rimbombar.
      E il meschino calunniato
      Avvilito, calpestato
      Sotto il pubblico flagello
      Per gran sorte va a crepar.

      Rossini – Il Barbiere di Siviglia

    45. La favoletta della presunzione d’innocenza ……..
      fatti che non hanno alcuna relazione con i codici ……..
      attribuiti a uomini pubblici,……….
      possono essere considerati estremamente gravi….
      politico di prima grandezza parla abitualmente con mafiosi e canaglie varie non c’è bisogno di aspettare la dimostrazione …….
      trarre le debite conclusioni. ……
      in Sicilia ne abbiamo parecchi beccati in incontestabili colloqui…..

      ma ti rendi conto di cosa dici Zelig? Stai proprio applicando il principio della “calunnia” di cui sopra ho riportato, non a caso, il pezzo del Barbiere di Siviglia. Stai attento che non ti capiti di parlare con qualcuno*** Ma no! tu prima fai indagini fino alla settima generazione!

    46. Zelig scusa ma sono distratto. Nel primo paragrafo del tuo commento ti riferisci a Silvio Sircana? 😛

    47. Tony sei impagabile!

    48. Zelig, capita di incontrare mafiosi. E’ un fatto statisticamente probabile. Capita di parlarci. Bisogna vedere se si fa con la consapevolezza dell’esercizio delle loro funzioni. In ogni caso, un processo è anche un modo per accertare se un fatto sia avvenuto oppure no. Non credi? Il tuo discorso non vale ancora per Cuffaro (che io non ho mai votato, è meglio ribadirlo), secondo me. Vale al massimo per Andreotti che si porta da “innocente”, quando la sentenza che lo ha assolto dice altre cose. E di queste cose penalmente prescritte, la morale pubblica non potrebbe fare a meno in una valutazione a tutto tondo. Ma l’Italia è così: Andreotti amico dei boss non fa scandalo. Sircana col trans, invece, sì.

    49. Ci deve essere uno sbaglio. Un mio post non è ancora visibile. Censurato mi sembra impossibile dato il contenuto.

    50. Il commento di Zelig è stato rimosso perché violava la policy dei commenti.

    51. Rispetto le regole, anche quelle dei Talibani nel loro territorio. Ma considerare il mio commento offensivo è offensivo al buon senso e a quel minimo di di libertà di espressione. Assieme alle proposte di viaggio sarebbe opportuno che creaste un sistema per sottoporre privatamente agli altri lettori i commenti che ritenete di censurare secondo il vostro insidacabile giudizio.

    52. Vorrei porre una domanda: Quanti palermitani sono a conoscenza del fatto che una strada di Palermo è dedicata ad un assassino,fondatore della criminalità organizzata siciliana?
      Discutiamo di questa “tipicità” tutta siciliana di dedicare la propria toponomastica a chi ci ha fatto del male. Evidentemente per chi ha dominato la Sicilia “eroe” non è chi ha amato la Sicilia ed ha lottato per la sua libertà, bensì chi ha ucciso, chi ha rubato, etc.
      Non voglio parlarvi né di quel palermitano Corso Alberto Amedeo, dedicato ad un fratello di Carlo Alberto di Savoia che ebbe il “merito” di rifiutare la corona che gli veniva offerta nel 1848 dal Parlamento di Sicilia, né di quelle vie del “Plebiscito” (che sono una pagina nera nella storia della democrazia e delle libere consultazioni)….né di quel Ferdinando II di Borbone, il re “bomba”, al quale a Messina è dedicata una statua per ringraziarlo dei bombardamenti ricevuti, e nemmeno di quel “macellaio” di siciliani che fu Francesco Crispi, al quale sono dedicate le migliori vie e statue qua e là nell’Isola.
      Gli esempi non mancano, ma questa volta mi voglio concentrare su una centralissima via di Palermo, traversa del “Cassaro” (oggi via Vittorio Emanuele) all’altezza della Cattedrale: la via “Matteo Bonello”.
      Chi era Matteo Bonello?
      Era un assassino!
      Ai tempi di Guglielmo I (chiamato “il Malo” né più né meno che per il fatto di voler far rispettare la legge) che regnò in Sicilia dal 1154 al 1166 organizzò una cospirazione di baroni che non volevano pagare i giusti tributi per fare fuori niente meno che il capo dell’esecutivo, il “Gran Cancelliere” Maione di Bari, integerrimo uomo di stato.
      La rivolta riuscì nell’efferato delitto, compiuto dallo stesso Matteo, signore di Caccamo, e nell’obiettivo di prendere d’assalto il Palazzo Reale (conosciuto dai Siciliani come Palazzo dei Normanni) per bruciare i registri catastali. Re Guglielmo venne infine a capo della rivolta, punendone i colpevoli, e riportò l’ordine ma l’omicidio ormai era compiuto.
      La mafia – l’abbiamo detto – come intreccio tra malaffare e politica, nasce non prima del 1860 ed è in “gestazione” nel cinquantennio precedente sotto la sferza della polizia borbonica.
      Non siamo così miopi, però, da ignorare che “prima” della mafia esisteva da lungo tempo in Sicilia un ingrediente locale che poi sarebbe stato determinante alla sua nascita: l’arroganza e l’anarchia baronale.
      Ingrediente questo comune a tutta Europa e che in Sicilia ha avuto possibilità di diventare quel che è diventato solo per dinamiche tutte interne al mondo contemporaneo che qui non possiamo che evocare e richiamare, in sostanza, alla dominazione italiana ed ai suoi complici “locali”.
      Ecco! Se andiamo a cercare un atto di nascita di questo ingrediente tutto siciliano “pre-“mafioso lo troviamo proprio nella torbida cospirazione di Matteo Bonello. Mai prima d’allora, sotto i due Ruggero o sotto lo stesso Guglielmo, l’ordine del Re (o del Gran Conte) era stato turbato in maniera così vistosa e anche se, per lungo tempo, questa “anarchia” sarebbe stata tenuta a freno da monarchi capaci (almeno fino alla metà del Trecento), in seguito sarebbe esplosa ed infine degenerata in assenza di re propri.
      Ecco chi era Matteo Bonello! Il fondatore della criminalità organizzata siciliana! Che dire?! Un vero eroe. Tanto eroe che persino la Chiesa Cattolica si piegò al compromesso ed appese l’elsa del pugnale che uccise il cancelliere alla porta dell’arcivescovado… ed è ancora lì, in quella che oggi si chiama via Matteo Bonello e che dovrebbe chiamarsi “Via del Gran Cancelliere Maione”!!
      Sarebbe un bel gesto di recupero della legalità se la Chiesa di Palermo schiodasse quel monumento alla violenza -proprio nella casa del Signore – e lo riponesse in qualche museo. E’ come se oggi conservassimo e proponessimo alla folla come cimeli da venerare i resti degli ordigni che fecero saltare in aria Falcone e Borsellino!
      Qualcuno dirà: “Roba vecchia! A che serve rivangare?…”. Per me che sono una SICILIANA,nata all’estero, quindi di un’Altra Sicilia serve eccome! Serve almeno sintantoché i nomi delle vie ed i simboli della violenza regnano ancora incontrastati in Sicilia.
      Quando l’elsa sparirà e il nome cambierà, lasceremo agli storici queste amenità… ma oggi sono ancora vive e vegete.
      Finché dedicheremo vie ai delinquenti anziché agli eroi che hanno resistito loro non saremo mai un paese normale.
      PER LA SICILIA, SOLO PER AMORE DI U’ALTRA SICILIA
      Genoveffa Catania

    53. Zelig tu insultavi una persona. Mi pare sufficiente per rimuoverlo.

    54. Ricapitolando. Avevo menzionato fatti ammessi dagli interessati, apparsi nella stampa nazionale e internazionale e più precisamente:
      – Che Cuffaro non ha negato di avere perlato con personaggi vicini alla mafia.
      – che Dell’Utri è stato al matrimonio della figlia di un narcotrafficante internazionale.
      – Che Sircana ha agito da stupido nell’arcinoto episodio.
      Considerato che giornalisti di chiara fama hanno usato nei media termini ben più crudi dei miei, prego indicare dove si trova l’insulto (?)

    55. Su Sircana ti esprimevi in altri termini molto più pesanti e diretti. Ad ogni modo ti ricordo che la policy viene applicata a mio insindacabile giudizio e ti rimando all’e-mail per altri chiarimenti, dato che avremo già scocciato gli altri lettori (con cui mi scuso) con questo fuori tema.

    56. Genoveffa, lungi da me criticare le tue convizioni. Abitavo a Monza agli inizi degli anni ’90, la Lega Lombarda era all’apice del successo. Tra il serio e il faceto, al telefono mio padre mi diede un messaggio per Bossi: “Se incontri l’Umberto digli che tuo padre era un indipendentista e perciò gli consiglia di lasciar perdere”. Su Matteo Bonello etc sono d’accordo, ma Bonello e gli altri baroni erano siciliani che agivano avverso il potere reale, cercavano alleanze a corte ma non disdegnavano l’omicido per conseguire i propri fini. Tempi lontani, si direbbe.

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