giovedì 17 ago
  • Tramvate

    Ieri parlavo con mia madre, che di anni ne ha 76, del tram a Palermo e dei suoi binari. Non c’era tanto traffico automobilistico al tempo del tram, anzi era scarsissimo. Era silenzioso e portava lontano, fino a Mondello. Mi ricordo dei suoi binari, furono tolti quando ero ancora piccolo ma delle tracce rimaste qua e là, col passare del tempo furono coperte. Mentre in altre città italiane la rete tramviaria veniva riadattata ed estesa secondo necessità, qui si abolì. Adesso si è deciso di rimetterla in piedi. Non ho idea se sarà realmente utile, chi ci governa ha le idee più chiare? A me piace la poesia e l’arte, ma nelle faccende pratiche voglio conoscere i dati, le fonti dei dati e i metodi usati per acquisirli. Quante persone saranno trasportate giornalmente dalla rete tramviaria, quante dal sistema integrato? C’è uno studio dei flussi di traffico veicolare in relazione ai luoghi occupati giornalmente per ragioni di studio e di lavoro, attuali e in proiezione decennale? Chi l’ha redatto? È disponibile? È stato discusso dalle opposte parti politiche? Il risultato del confronto è stato pubblicato da quelche parte ed è consultabile e comprensibile per i cittadini di cultura non dico elementare ma liceale? Il trasporto pubblico integrato può essere un’alternativa al privato in che percentuale e perché? Quali sono le soluzioni da qui a 10 anni, tanto sarà il tempo necessario per realizzare il sistema trasporti, per razionalizzare gli spostamenti di centinaia di migliaia di persone? Boh! Riprendono i lavori per i termovalorizzatori e il governo regionale esulta asserendo che non poteva che essere così perché il programma ha la benedizione della EU. Forse ricordo male: la EU aveva autorizzato impianti di capacità dimezzata rispetto a quanto approvato dal governo regionale siciliano. E’ cambiata qualcosa nel frattempo? Sulla stampa non mi risulta che siano apparse informazioni in tal senso ma forse è perché leggo poco e quel poco che leggo è già troppo per la mia capacità di sopportazione. Però mi conforta leggere l’articolo pubblicato dal Sunday Times il 13 Marzo scorso, che divulga i più recenti studi sul clima mondiale: se non ridurremo entro 10 anni le emissioni di CO2 del 60% si innescherà molto pobabilmente un feedback positivo nel ciclo del carbonio che nel giro di un secolo trasformerà il Mediterraneo in una regione subsahariana e farà salire il livello del mare di 5 metri, per non dire dei 10 o 15 metri nel giro di due secoli.

    Palermo
  • 13 commenti a “Tramvate”

    1. “se non ridurremo entro 10 anni le emissioni di CO2 del 60% si innescherà molto pobabilmente un feedback positivo nel ciclo del carbonio che nel giro di un secolo trasformerà il Mediterraneo in una regione subsahariana e farà salire il livello del mare di 5 metri, per non dire dei 10 o 15 metri nel giro di due secoli”

      e questo studio invece? si può consultare? dov’è disponibile? chi l’ha redatto? a quando risale?

      io non credo che il problema stia nei flussi di traffico (che ci sono, e il tram in questo senso allevierebbe la morsa delle macchine in varie arterie cittadine) quanto piuttosto nella dimensione delle strade..

    2. andrea,
      probabilmente se andassi a cercare il citato articolo del Sunday Times potresti trovare riferimenti agli studi sul clima, cui si fa riferimento.
      Ma ho la sensazione (spero sbagliata) che il tuo sia un problema di “squadra” e che tu la voglia difendere…a prescindere!

    3. “Squadre” a parte, a me sembra che una rete di trasporti pubblici efficiente e a zero impatto ambientale…meriti comunque un plauso!
      Che poi “qualcuno” debba prendersene il merito esclusivo, non mi trova daccordo.

      Cmq, se non sbaglio, già si parlava di tram ai tempi di Orlando sindaco… ;o)

      Ciauuu

    4. Provvidenza, mi stavo per astenere dal commentare ma mi hai, per così dire, tolto la parola di bocca. Penso che in linea di principio chi frequenta il web acquisisce in poco tempo la capacità di trovar da sé le informazioni, posto che intenda trovarle. Lo studio del clima è complesso e io non sono uno specialista ma qualche nozione di fisica e chimica organica me la ricordo ancora, ovvio che quando leggo una notizia così clamorosa desidero saperne di più. Gli scienziati adesso dispongono sia di dati climatici globali sia della potenza di calcolo necessaria per elaborarli, perciò il modello di predizione lineare del clima è stato modificato. Riguardo alla dimensione delle strade, il problema starebbe semmai nel non inserire tali ridotte dimensione tra le costanti del modello, ma non credo che sia stato fatto un errore del genere. Quel che mi preme sottolineare è la mancanza d’informazione sui criteri usati per redigere il piano dei trasporti integrati di cui la rete tramiviaria fa parte. A me l’argomento NON interessa, nel senso che non voglio combattere nessuna battaglia, sono rassegnato e la mia unica ambizione è andar di nuovo via da Palermo (da pensionato), però se cerco notizie sulle dinamiche climatiche trovo subito i siti di un giornale come il Times e di una istituzione del governo inglese, l’Hadley Center (che poi non ci capisca molto è un’altro discorso) mentre se cerco notizie sul piano trasporti integrato di Palermo trovo poco o nulla. Ma la colpa è solo mia, sono stato mal’abituato quando stavo a Milano e lavoravo con gli inglesi, qui siamo a Palermo.

    5. scusatemi ma le vostre mi sembrano chiacchiere inutili, dato che mi riferivo esclusivamente alla teoria del sunday times. io studio scienza e nell’ambiente c’è parecchio scetticismo sulle varie teorie che riguardano il riscaldamento globale. genralmente l’80% delle presunte teorie che finiscono sui giornali vengono scelte accuratamente da chi decide di pubblicarle non tanto per validità scientifica quanto per sensazionalismo o impressionabilità. qui si parla di feedback positivo nel ciclo del carbonio, roba seria. eppure nessuno scrive che un’elevata immissione di CO2 in atmosfera potrebbe portare ad un notevole incremento della vegetazione che, come sappiamo, si nutre proprio di CO2; e che immetterebbe in atmosfera altrettante quantità di ossigeno.
      noto una generale malizia. dunque il problema non credo sia mio

    6. Ecco comunque un decalogo valido perr tutte le città. Se si iniziasse da questo…

      Ecco i loro consigli:
      1.Ticket di ingresso per le auto
      2.Pista ciclabile che attraversi ogni percorso cittadino
      3.Eliminazione progressiva dei parcheggi in città
      4.Creazione di zone verdi dove ora ci sono parcheggi
      5.Car sharing pubblicizzato e incentivato dai Comuni
      6.Autobus e taxi elettrici
      7.Diminuzione dell’Ici del 30% al residente che non possiede una macchina
      8.Tempo di attesa al semaforo per le macchine doppio rispetto ai pedoni

    7. Andrea, quel che si vede è che non ti sei neanche preso la briga di aprire il link all’ente governativo inglese da cui sono state tratte gran parte delle informazioni confluite poi nell’articolo del Sunday Times. Riguardo all’emissione di CO2, ho letto che 2003 è stata osservata un’inversione http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/4269066.stm Lo scienziato sei tu perciò se ti interessa l’argomento leggiti l’articolo nel sito bbc che riporta i riferimenti a ricercatori che hanno osservato il fenomeno del saldo positivo del CO2 e sperimenta, se puoi. A me interessa rilevare la non-informazione, parente stretta della disinformazione.

    8. scuasate, il mio blog è questo:

      http:\\incontenibile.megablog.it/

    9. “Le previsioni della équipe coordinata dal professor John W. Williams del Dipartimento di geografia dell’Università del Wisconsin a Madison, negli Stati Uniti, e pubblicate su Proceedings of the National Academy of Sciences sono calcolate in base agli ultimi dati dell’agenzia Onu per i cambiamenti climatici, la Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change). Cifre che parlano chiaro: sia in uno scenario di emissioni elevate che ridotte, sono molte le regioni che nei prossimi decenni sperimenteranno grossi cambiamenti anche a livello di biomi, le grandi comunità ecologiche costituite da animali e vegetali che vivono in un determinato clima e vi si sono adattate.” etc etc. L’artico è su Repubblica di oggi. Sono in parte d’accordo con te Gianni, credo che una delle fonti di gas serra sia il traffico veicolare ma non è la quota più rilevante, certamente esso incide sulla salute dei cittadini e qualcosa si dovrebbe fare ma io sono scettico, penso che si farà poco o nulla fino a quando sarà inevitabile prendere delle decisioni drastiche. Il problema è che quando viene giù la frana è troppo tardi per intervenire, non resta che fuggire. Cosa dicevi, Andrea?

    10. si si, vallo a dire a zichichi ahahahahah le materie a chi ne è di competenza, grazie

    11. What? Ce qui? Was? Jaa!!! Nuntio vobis gaudium magnum: habemus papam! Solo che Zichichi non è il pontefice, non è un chimico e non è un metereologo, è un fisico nucleare. Pescando tra le leggi di Murphy: Una ricerca abbastanza lunga tenderà a confermare ogni teoria; se i dati non corrispondono alla teoria, vanno eliminati. Url dell’articolo apparso su Nature, non per te andrea, tu non hai bisogno, ma per chi è interessato (e con questo ho definitivamente finito).
      http://www.nature.com/nature/journal/v408/n6809/abs/408184a0.html

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