mercoledì 23 ago
  • Claudia P. e il lavoro a Palermo

    Oggi voglio parlarvi di Claudia P. Quando ho letto la sua storia sul blog di Giovanni Villino ho pensato che se qualcuno di noi potesse aiutarla non sarebbe soltanto un atto di generosità (la generosità che Claudia P. conosce e pratica), ma anche un atto di giustizia. Utilizzate i commenti di questo post oppure l’e-mail di Rosalio.

    Mi chiamo Claudia P. e da anni presto la mia opera lavorativa nel settore del commercio.
    Il mio curriculum vanta di un’esperienza decennale alle dipendenze delle più grandi aziende palermitane del settore commercio; nel Dicembre 2005 mi viene prospettata la possibilità di fare un colloquio per una grossa azienda nazionale che si è apprestata ad aprire i battenti a Palermo; superando brillantemente il colloquio, vengo assunta con un contratto a termine di sette mesi: contemporaneamente, però, la malattia di mio padre si aggrava e ci viene comunicato dai medici che urge un trapianto di fegato
    In famiglia ci troviamo tutti inesorabilmente in un vortice affinché un organo possa salvare la vita di mio padre, che da anni combatte con lo spettro della malattia epatica.
    La nostra ricerca non trova grandi risultati ma i tempi si stringono: bisogna fare qualcosa, i medici pensano ad una compatibilità familiare. Ci sottoponiamo tutti alle analisi preliminari; il mio fegato pare l’unico compatibile; nonostante i rischi e le obiezioni della mia famiglia, decido di fare quello che secondo me qualsiasi figlia avrebbe fatto per un padre: donare una parte del mio fegato.
    Da allora in poi mi sono ritrovata ad affrontare un calvario fatto di day-ospital, prelievi, visite di controllo d’ogni genere. La cosa più grave e sconcertante è che quanto mi è accaduto, mi ha paradossalmente penalizzato nello svolgimento del mio lavoro, infatti, mi è comunicato improvvisamente che secondo l’azienda il mio profilo non è conforme a quanto richiesto dall’azienda stessa e ciò solo perché ho deciso di salvare la vita a mio padre.
    Una settimana prima dell’intervento chirurgico, mi ritrovo fuori dal mio posto di lavoro, malgrado ciò l’intervento viene effettuato con successo sia per me sia per mio padre, ma rimane un grosso problema: provvedere al sostentamento della famiglia.
    Finita la mia convalescenza, mi metto alla ricerca di un altro lavoro; la ricerca è vana e pesante, molte porte mi vengono chiuse in faccia anche dalle istituzioni, che promettono e non mantengono.
    Finalmente si apre uno spiraglio e vengo contattata da un’altra grossa e conosciuta azienda a livello nazionale che ha molti punti vendita in città; mi viene offerta l’opportunità di un periodo di prova di 15 giorni con un conseguente contratto di 3 mesi.
    Tuttavia, nonostante il mio impegno incondizionato e avendo messo a disposizione della medesima azienda il mio bagaglio d’esperienza decennale nel settore, mi viene bruscamente comunicato (senza alcuna motivazione specifica), che il mio profilo non è corrispondente alle esigenze dell’azienda, eludendo qualsiasi altra motivazione, ma lasciando intendere che l’intervento a cui mi sono sottoposta poteva essere l’unico motivo di esclusione (non essendocene altri!) per le eventuali conseguenze fisiche, nonostante la documentazione medica dell’ISMETT attestante il mio perfetto stato di salute.
    Mi ritrovo ancora oggi senza lavoro e, nella desolazione della mia stanza mi ritrovo a scrivere uno sfogo personale che invio alle testate giornalistiche, perché è giusto che l’opinione pubblica sappia come sia crudele il destino per una ragazza che come me ha avuto il coraggio, senza nessun ripensamento alcuno, di aver salvato la vita al padre, non considerando che, oltre a fare a meno ad una parte del proprio fegato, avrebbe avuto precluso ogni possibilità di lavoro.

    AGGIORNAMENTO: il presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, incontrerà domani mattina a palazzo D’Orleans Claudia e ha dichiarato «Non abbandoneremo la signora Palmeri e cercheremo di trovare una soluzione. Credo che il grande gesto d’amore e di solidarietà da lei compiuto sia l’ennesima prova della bontà della nostra gente».

    Palermo
  • 59 commenti a “Claudia P. e il lavoro a Palermo”

    1. Ciao Claudia,voglio esprimerti tutta la mia ammirazione per quello che hai fatto, un gesto cosi’grande appartiene solo ad una grande persona,questa societa’non ti merita…..Auguri e soprattutto non ti arrendere ciao.

    2. Coraggio, Claudia, ne hai avuto tanto finora e Ti auguro di averne ancora abbastanza.
      Una Regione come la nostra, terra dell’assistenzialismo più sfrenato, dovrebbe “mirare” meglio questa sua peculiarità, indirizzando benefici ed assunzioni verso chi ne ha veramente bisogno. Ehi, gente di sinistra al Parlamento Siciliano: c’è nessuno, tra di Voi, che abbia il coraggio di proporre un disegno di legge che, oltre alle vittime di mafia e della criminalità organizzata, consenta ad esempio ai superstiti delle “morti bianche” nei cantieri o a chi, come Claudia, dimostra una così grande generosità civile (oltre che personale) di essere assunta nell’Amministrazione Regionale per poter vivere dignitosamente?

    3. Non so decidermi se essere più arrabbiata che triste! La storia di Claudia è un fallimento totale dell’italia dei nostri tempi, di tutte le politiche indegne che si sono susseguite e che non salvaguardano il diritto della persona, del cittadino, all’esistenza. Il diritto al lavoro sancito costituzionalmente dalla repubblica italiana è inalienabile. L’evolversi dei tempi non ha costutuito un progresso della civiltà ma un imbarbarimento della stessa. Tutta la mia solidarietà a Claudia e l’augurio che qualcuno possa accogliere la tua richiesta. Un forte abbraccio.

    4. … si parla tanto di famiglia… e poi questi sono i risultati.. chi ancora ci crede e fa di tutto per sostenerla non riceve niente da istituzione attente solo a litigare per le loro sporche poltrone

    5. Hai fatto la cosa più bella che una figlia possa fare: salvare la vita a chi te l’ha data, ma sicuramente no t’apettavi che le conseguenze fossero così dure da vivere ed accettare…nella mia vita (se ti può essere d’aiuto…ho perso mio padre alla tenera età di otto anni ) ho imparato che le persone di fronte al dolore e alla sofferenza altrui fuggono, chiudono le porte in faccia, criticano e sminuiscono, tu non permettere mai che queste grosse delusioni indeboliscano te e la tua famiglia e continua con coraggio e forza a difendere quello in cui credi e che ti spetta …vedrai che il lavoro che meriti arriverà presto. Ti auguro tutto il bene del mondo 🙂
      IMPRENDITORI PALERMITANI CI SIETE?

    6. claudia sei una grande. hai fatto una cosa importantissima e grandissima. il problema è la società. viviamo in un posto di me***! credimi oggi a palermo è un casino, non è facile e te lo dico solo per esperienza personale. io ho 1 esperienza di oltre 7 anni, laurea e altri titoli alle spalle e un buon cv, un portfolio di lavori, ma niente! ho anche fatto altro: baby sitter, call center, segretaria… ma tutto poi finisce, non dura, non ci sono i soldi. è un problema serio. io dal mio canto vorrei fare solo il mio lavoro, in pace, come credo anche tu. spero la tua voce raggiunga chi può aiutarti. vedrai che prima o poi una soluzione si troverà… un abbraccio.

    7. Io, da giornalista, di questa storia ne conosco anche un altro lato meno “nobile” e commovente. Ma siccome i “padroni” hanno (quasi) sempre torto…solidarietà alla ragazza…che d’altra parte conosco sin da quando si era bimbetti.

    8. Io sono interessato a conoscere il lato meno “nobile” della storia e dal momento che ho dato credito a questa ragazza diffondendo il suo appello chiedo a Vassily di spiegarlo a tutti. Sono temi e ambiti sui quali è bene che ci sia la massima chiarezza. Grazie.

    9. Mi associo a Gery e anch’io vorrei sapere. Vassily mi sa che ti sei messo nei guai…

    10. Cara Claudia,
      hai un’anima, al diavolo per la tua azienda e hai salvato la vita di una persona a te cara mettendo a rischio la tua. Insomma hai un’etica. Sembra strano ma tutto questo ti esclude dall’essere adatta all’odierno mercato del lavoro.
      Questo è la realtà che dobbiamo affrontare?!
      Ma cari imprenditori?!! Ha prezzo la storia di Claudia? Ha prezzo il suo spessore umano?
      Fatevi furbi: Avete bisogno di risorse Umane invece che di macchine senza cervello.
      Ciao Claudia, in bocca al lupo….

    11. Prendo spunto dal commento di Vassily per sottolineare la novità e la differenza di uno strumento di informazione e di opinione come un blog tipo Rosalio rispetto ai tradizionali media televisivi o su carta stampata. Questi ultimi sono caratterizzati da una comunicazione verticale e unidirezionale: il lettore o il videospettatore è passivo mentre i blog sono invece orizzontali e interattivi. La storia di Claudia P., letta sul giornale o vista in TV, non potrebbe non commuovere e indignare. Nella blogosfera, però, c’è il controllo del territorio e dell’informazione da parte di chi vi partecipa. L’informazione, conseguentemente, può avere più sfaccettature rispetto a come “te la raccontano”. E’ una prospettiva nuova ed interessante di cui imparare ad essere più consapevoli. Vassily, nel pieno rispetto della persona di Claudia può, se lo ritiene, aiutarci a completare il quadro mentre Claudia non dovrebbe avere paura della verità perchè non è, nè potrebbe essere, in contrasto con la solidarietà umana cui si è appellata dopo aver dato una così personale e tangibile testimonianza di amore verso il proprio genitore.

    12. Ho letto la lettera, e i commenti. Noto, come spesso accade, che alla lettera, e all’accorato appello di Siino, non corrispondano fatti ma soltanto solidarietà. Mi importano ancor meno gli accenni fatti da Vassily, fatti suoi (qualora siano tali). E siccome si può evincere dall’utenza che accompagna Rosalio alla sua capacità (dell’utenza) di interloquire, su differenti livelli, con la città, non vedo l’ora che qualcuno faccia un passo avanti, anche a livello politico (quali che siano le posizioni in campo) prima che il boccino venga colpito dalla valanga di voti, cosa che sarebbe nobile e utile. Io lavoro per una piccola casa editrice e vorrei, per quel che posso, proporre una collaborazione a Claudia, ma non so qual’è il suo curriculum e in che modo possa aderire alle esigenze del nostro lavoro. Tant’è, glielo chiedo. Ma più di me, credo, ci sono altri lettori e redattori di Rosalio che possono farsi avanti per proporre soluzioni. Della chiacchiera ne abbiamo fin sopra i capelli, e poca speranza ha di aiutare Claudia. L’appello, a mio parere, ha un senso diverso e molto chiaro.

    13. Sul fatto non discuto…infatti rinnovo la solidarietà… è la storia che (sempre giornalisticamente parlando…cosa che a volte ti costringe a mettere da parte i sentimenti) mi risulta incompleta e con qualche buco (nel senso che i cattivi alla fine non sono così cattivi). Mi ha chiamato Villino oggi preoccupato per il commento di prima…Nonostante il mio stato di scioperante ho pure indagato un po’ oggi…E confermo i miei dubbi. Gery, la ragazza prima di passare da voi, mesi fa, è passata da noi. E se non ce ne siamo occupati noi prima di voi…un motivo ci sarà…

      PS. Tonino…io vivo di guai…altrimenti lavorerei in un altra redazione 🙂

    14. Temevano forse di dovere pagare dei giorni di malattia a questa ragazza? Ma neanche visto che poi con certi tipi di contratto se stai a casa non ti pagano.
      Avra’ aleggiato l’ignoranza di chi non sa come possa stare una persona dopo avere subito un intervento del genere nonostante il certificato.
      Una mia amica ha visto allontare la possibilita’ di un’assunzione perche’ incinta. Il suo capo le ha detto : ci vediamo dopo il parto…dopo averla sfruttata per mesi. Io al suo posto avrei fatto altro. Molti subiscono ma Claudia ha fatto bene a denuciare il tutto anche se non ha ancora fatto il nome dell’azienda.
      Spero davvero che la situazione si possa risolvere per il meglio.

    15. “un’altra” naturalmente con l’apostrofo. Domando scusa…

    16. Non voglio strumentalizzare la vicenda ma esprimere semplicemente, da cittadino, la mia solidarietà alla vicenda di Claudia.
      Non so se ci sono lati meno nobili ma so, per esserci passato 12 anni fa quando avevo circa la sua età, cosa si prova a rischiare di perdere il padre per una malattia del genere.
      Peraltro è questione che va al di sopra delle parti ed appare la conseguenza inevitabile di un sistema economico fondato sul lavoro giovanile precario.
      Non aggiungo altro.

    17. Scusa Vassily, io qui non faccio il giornalista, ma il semplice blogger. Quella che ti chiedevo era una semplice informazione su un tema molto importante. Se tu invece mi dai una lezione di giornalismo non posso che rifiutarla con garbo e dirti che alla mia età, con qualche annetto di professione sulle spalle, uno i maestri se li sceglie.
      Ps.
      Da me non è passato nessuno, forse perché abito fuori mano.

    18. Verissimo, caro discepolo 😉

    19. Nonostante i dubbi insinuati da alcuni giornalisti che portano eroicamente il fardello di oscure verità la storia di Claudia mi pare più che credibile. La sua storia è quella di una dei tanti siciliani che lottano insieme con le difficoltà della vita e con un mercato del lavoro inesistente ed inquinato da incapacità prima ancora che da attività propriamente criminali.

    20. Caro mio, i giornalisti insinuano dubbi per mestiere e per vocazione. Fattene una ragione.

    21. Vabbe’ riassumendo Vassily conosce un motivo e non ce lo vuole dire non si capisce perché, quindi per me è come se non avesse parlato. 🙂

    22. Vassiiiiily e parla!!!!

    23. Insinuo dubbi.
      1) Claudia P. non è una ragazza palermitana in carne e ossa. E’ un’autrice di romanzi che vuole creare il caso ad arte come Melissa P.
      2) Claudia P. è Zamparini in vena di babbiare
      3) Claudia P. è Orlando
      4) Claudia P. è Cammarata
      5) (Cara Claudia, ovviamente sto scherzando e ha ragione Tony. Poi, per me, garantisce Villino di cui mi fido gecamente, come disse la lucertola)

    24. La voce di Chiara appare fondamentale.
      Gli imprenditori palermitani dove sono?

      Giusto per memoria, ecco la lista del Gotha dei commercianti palermitani:
      Presidente Confcommercio
      Dott. Roberto HELG
      Consiglieri :
      Arch. BARRAJA Bianca,Dr. BARRAJA Silvano
      Sig. BILLECI Rocco, Dr. CALACIURA Maurizio, Sig. CALASCIBETTA Salvatore
      Cav. CAMILLERI Carmelo, Dr. CAMILLERI Enrico (giovani imprenditori), Dr. Dell’Oglio Mario, Dr. FLACCOVIO Francesco
      etc… (http://www.confcommercio.pa.it/pages/page.php?menu=consiglio)
      Nessuno pensa di intervenire?

      Ed una richiesta a Claudia: per favore potrebbe dirci chiaramente quali sono le imprese che le hanno riservato il trattamento che descrive?
      Se si vuole dare un senso al blog come strumento attivo di informazione, come immaginato da Donato Didonna, fino al punto di guidare i comportamenti dei consumatori responsabili questa é una informazione indispensabile.
      Ed in assenza di questa informazione basica, l’unica che consente peraltro riscontri effettivi, i sospetti di “disinformatzia” di Vassily si amplificano…

    25. Io l’azienda (o le aziende…non mi è chiaro questo punto ancora) la conosco.

      Ed è nella “normalità” di una società economica liberale e liberista come la nostra che sia successa una cosa del genere.

      Brutto da scrivere ma è così.

    26. ma u sig. Helg è dott in che?

    27. Guarda Roberto che la tua Melissa P era sul TGS della sera credo che meriti del rispetto almeno per il corraggio. A Vassily consiglierei di fare un pò di LAP dance, poi ne potremo riparlare. Questo genere di vicende non deve essere considerato normale.

    28. Vassily, il “lato meno nobile e commovente” della vicenda di Claudia P., cui hai accennato nel tuo primo commento, non ha nulla a che vedere con la “società economica liberale e liberista” cui vorresti far vestire i panni del cattivo nel tuo ultimo commento. Delle due l’una: o ci sono delle responsabilità di Caudia nella perdita del lavoro (non certo per il suo meritorio gesto) o la responsabilità morale -e forse anche giuridica- di aver messo in difficoltà una persona meritevole è del datore di lavoro che non l’ha assunta. La società è un soggetto un po’ troppo astratto per avere delle responsabilità.

    29. Vassily, parli neanche fossi Eugenio Scalfari. Piuttosto, visto che ti piace tanto sottolineare il tuo lavoro di giornalista schietto e con pochi scrupoli nel raccontare la verità dei fatti, perchè non ci racconti con altrettanta schiettezza quali sono le procedure ‘liberali’ e ‘liberiste’ (cito letteralmente) utilizzate per selezionare le nuove persone da impiegare al servizio della ‘tua’ redazione? mi auguro che queste tengano conto esclusivamente del merito… 😀

    30. Der Fli etc etc etc… Accorciati la barba similtalebana. Apri il Devoto-Oli alla “S”. Cerca “Scherzo”. E poi ne riparliamo.

    31. A me pare che Claudia non ponga un problema di legittimità formale. Mi pare che il discorso sia più ampio e per questo più preoccupante. Se il problema fosse denunciare un’azienda che ha violato qualche norma… Invece qui siamo davanti a un comportamento legale e tuttavia socialmente un po’ ributtante, stando alla narrazione. E questo dovrebbe farci ancora più riflettere

    32. Eugenio Scalfari? e Cu è? 🙂 Sergio, detto fra noi, mi sono fatto un tappo di culo tanto per fare il mio lavoro…dammi almeno la possibilità di vantarmene. 🙂 E’ una professione bella sai? Meglio del “sollevatore di aperitivi” (attività che a Palermo è un must). La mia redazione quale? Io lavoro per tre. Quella di Repubblica e quella dei due giornali che dirigo e supervisiono(To-B e Cocoon). Della prima non rispondo perché non comando io. Per l’altra…in genere faccio scrivere solo ragazze (sono più efficenti degli uomini e scrivono meglio). Il mio criterio per selezionarle? Conoscere la loro storia lavorativa e trovare nei loro occhi…come dire…positività.

      Tornando al caso Claudia…a me non andava di buttarla sulla politica…ma se si vota (come siam tutti liberi di fare) per una certa parte, che porta avanti certe ideee (giustamente) e permette di aprire in città certi negozi che (altrettanto giustamente) seguono una certa politica economica che a volte mette da parte i fini sociali…è inutile lamentarsi quando (una volta tanto) tale azienda segue le regole che la ispirano.
      I negozi, soprattutto quelli di abbigliamento, non sono delle Onlus.

      Commuoversi per la storia di Claudia è facile…capire perché ci si commuove…è più complicato.

    33. Aaaaaaaaaaah ecco qual è il problema: Claudia sarà di destra! Vassily mi stai diventando razzista etico! 😛

    34. Non so chi vota Claudia…lo giuro. Siino sei troppo azzardato :-). Io mi riferivo soprattutto a coloro che chiedono aiuto e fanno un appello alla solidarietà di quegli stessi imprenditori che hanno messo Claudia alla porta. Mi sembra un poco ipocrita.

      E poi, ancora a ragionare con le divisioni politiche? VECCHIO!!! 🙂

    35. Vabbe’ Vassily, ho fatto male a darti corda perché lanci sassi e poi t’ammucci. Finché non ci dirai quello che sai (se sai qualcosa) per me è come se non avessi parlato. 🙂

    36. Ma tu sai quello che io so…ce lo siamo detti in privato su msn 🙂

    37. La solidarietà è il minimo che possiamo mostrare nei confronti di una storia del genere!! Dovremmo veramente lottare perchè queste cose non accadano ne oggi ne mai!!

      Ma in questo caso “Claudia” non credo sia stata licenziata, o meglio non gli è stato RINNOVATO, a quanto pare il contratto, per eventuali problemi di salute futuri. Per l’appunto questo pretesto potrebbe averlo il piccolo imprenditore di bottega……..qui state parlando di grosse aziende nazionali, mica dello zio totò lo stigliolaro!!!

      cmq sia, spero che la ragazza trovi una sistemazione idonea alla sua persona……
      Tanti auguri

    38. Ok. Per trasparenza nei confronti dei lettori (questi sono i blog, baby) devo dire che Vassily mi ha spiegato la cosa in privato ma io ritengo che le sue argomentazioni costituiscano un processo alle intenzioni che non posso accettare e quindi rimango della mia idea. Non vi giro le sue motivazioni perché presumo che lui non voglia che si sappiano.

    39. Scusate, ma ritorno sull’argomento perché vedo sul blog più che della lap dance del “surplace” ciclistico.
      Se il blog deve essere uno strumento vivace di dibattito e di civismo, sapere quale é la società che ha “trattato” male Claudia é necessario per potere agire in modo concreto e non creare aria fritta.
      In quel caso, visto che saremmo di fronte, come ha notato la maggioranza dei partecipanti, non al destino cinico e baro o alla perfidia della società capitalistica avanzata iper-liberale, ma a delle responsabilità individuali di un capo struttura o di un responsabile d’area, occorrerebbe far sapere a costoro, con garbo, che non condividiamo la loro scelta e, di conseguenza, andiamo a fare la spesa da un altra parte.
      Nella avanzata società dei consumi, dicono i libroni tipo No-Logo, si lotta con il portafoglio.
      Caro Vassily, quindi, potresti fornirci le informazioni che hai? Mi sembra l’unica maniera per dare un senso non pietistico ma pratico a questa discussione.
      Au revoir

    40. Certo che fra “vassillissa” e “tonino”,non è che ci capiamo tanto, tanta saccenza spolverata su noi “umani”!insomma vassily La megghiu parola è chidda ca nun si dici, Siino che fai?il gioco delle 3 carte, lo provochi e poi tu sai? e non dici ? sei complice dello stesso reato.A claudia và tutta la mia ammirazione per il suo gesto e solidarietà per il momentaccio, ma perchè le istituzioni? Scusa Claudia ma i tuoi diritti sono gli stessi di tanti altri piccoli eroi di questa città, ogni sera sotto casa mia un “tizio” con lapino blù scassato si ferma a rovistare nei cassonnetti,dentro al lapino ad aspettarlo,un bimbo che nn avrà neanche 5anni!nn credete che uno disposto a stare fra la “munnizza”se gli viene offerto mezzo lavoro sarà sempre riconoscente?per un posto alla Regione poi,purtroppo,sarebbe disposto anche a dare un rene e..non a suo padre.Scusa Claudia.

    41. Il Giornale di Sicilia ha messo oggi in prima pagina il caso con un ampio articolo all’interno che cita il clamore suscitato dalla vicenda nella blogosfera.
      Il leader dei commercianti, Helg, ha chiesto di fare i nomi dei datori di lavoro che non hanno rinnovato il contratto a Claudia P. a causa, sembrerebbe, di futuri possibili problemi di salute (come la chiamiamo, discriminazione?), per espellerli da Confcommercio.
      Resta il fatto che la testata per cui lavora Vassily, pur avendo avuto da tempo la notizia della vicenda in questione, non ha ritenuto di diffonderla: forse perchè le catene di negozi fanno pubblicità sulla stessa testata?
      Fortunatamente, i blog non vivono di contributi pubblici sull’editoria, nè di pubblicità (pagata principalmente dalle pubbliche amministrazioni e dalle imprese) e possono permettersi una maggiore libertà anche perchè vengono letti nella misura in cui dicono, o ipotizzano, cose sensate.

    42. Tommaso il mio ultimo commento era proprio fatto per evitare commenti come il tuo. 🙂 Vassily su MSN mi ha parlato di sue opinioni, non di fatti che io avrei potuto verificare e, quindi, girarvi. Per quanto mi riguarda rimane valido l’appello e la fiducia piena a Claudia. Essendo opinioni di Vassily deve essere lui (e io lo chiedo da tempo) a dirle.

    43. I negozi che fanno pubblicità sul giornale di Vassily penso che la facciano anche sul Gds che viene spesso accusato di omissioni e che, invece, ha avuto il merito (riconosciamolo, anche se sono ovviamente interessato) di raccontare la storia con un ottimo pezzo di Salvo Ricco e con un commento eloquente. I giornali fanno le loro scelte editoriali e non credo che “Repubblica” sia tacciabile di condotta omissiva. Quello che sembra pubblicabile a uno, per l’altro non lo è. Non c’è sempre una causa occhiuta a determinare la scelta. Lo chiamano libero arbitrio.

    44. No Donato..non è quello il motivo per cui non è stata pubblicata la storia. Non rispondo io delle scelte editoriali del giornale per cui scrivo, ma ti assicuro che il motivo non è legato alla pubblicità. Almeno Repubblica non ragiona in questo modo. Non so nenche se
      questi che hannno licenziato Claudia siano tra i nostri inserzionisti. Diciamo che qualcuno dei protagoisti di questa storia…parlo di qualche mese fa…ha fatto il doppio gioco. E davanti a certi comportamenti ambigui (parlo del rappoto tra datore di lavoro dipendente), credo che si sia preferito mettere da parte il caso, in attesa di maggiori chiarimenti
      da entramb i fronti…arrivati purtroppo nella settimana di sciopero del mio giornale. Tutto qui.

      PS. Nessuno tocchi Siino 🙂

    45. Tutta Politica………
      è chiaro! Le campagne elettorali sono chiuse….non si può nominare Cuffaro!!
      Un mio amico orfano, fa u posteggiaturi, Totuccio u po ‘mpustari???

    46. Ho visto questo post ieri mattina, quando ancora nessuno lo aveva commentato. Eppure nn me la sentivo di lasciare un commento per prima..avevo bisogno di materializzare una riflessione. Eccomi dunque qui: la malattia è una spada profonda, che colpisce nn solo chi ferisce. Ogni malattia ha i suoi malati che sono anche i familiari, i vicini al malato. Colpisce e ferisce in vari modi: l’agnello sacrificale per salvare la vita del padre nn è stato il pezzo di fegato di Claudia, ma il suo lavoro: è il minimo che il Presidente della REgione (forse strumentalizzando un po’ la cosa) risponda a questo accorato appello…ma vorrei che ognuno si ponesse una domanda, mettendosi nei panni del boia: “se fossi stato io al posto del superiore di Claudia, cosa avrei fatto?”. Predicare bene e razzolare peggio è un male diffuso….

      Saluti a tutti e forza Rosalio, che come sempre sai toccarci il cuore e anche le viscere (palermitane).
      Laura

    47. Forza Claudia, siamo tutti con te! la tua storia e il tuo coraggio sono davvero esemplari!!!

    48. Riceviamo e pubblichiamo una precisazione di Claudia.

      Cari Amici,
      scusate il ritardo. Già da qualche giorno avrei voluto ringraziarvi per la solidarietà mostratami in questi giorni. Purtroppo dovrò rinviare i ringraziamenti a voi dovuti per dare spazio ad una vicenda che ancora una volta mi vede partecipe di una beffa!
      A malincuore leggo cha tra i vari commenti, che mostrano solidarietà ed affetto gratuito nei miei confronti, un “individuo” che dichiara di essere “giornalista”, e che mostra un’ipocrita solidarietà, visto la conoscenza, spiacevole per me, “sin da quando si era bimbetti”, insinua che nella mia storia ci siano lati meno nobili e commoventi.

      Invito tale “individuo” a rendere pubblici (assumendosi tutte le responsabilità del caso) questi suddetti lati. Queste sue disdicevoli illazioni alimentano ambiguità che offendono la Mia persona e tutti coloro che credono in me. Non avendo mai permesso a nessuno di offendermi sicuramente capite il motivo per cui non posso, anzi, non voglio permetterlo al sedicente amico.

      “L’individuo” non dovrebbe permettersi di dubitare della mia verità, visto che ad oggi non vi ha comunicato la sua. Sembra proprio che sia io ad avere il piacere di comunicarvela: quando mi sono rivolta alla testata giornalistica per cui lavora “l’individuo” , oltre a non essermi rivolta a lui, che quindi disconosce direttamente i fatti, il mio caso era stato attenzionato da una sua collega, che tra l’altro mi conferma di non essere al corrente di verità nascoste a mio carico, e che a suo tempo mi comunicava che il mio sfogo non sarebbe stato pubblicato per la mia volontà di non rendere pubblico il nome dell’ azienda (a suo tempo si parlava solo del primo licenziamento).

      Nel non rendere pubblici tali nomi volevo ricordarvi che, per come ho sempre dichiarato, sia la prima che la seconda azienda hanno agito nella piena legalità e quindi non imputabili.

      State tranquilli che le Istituzioni, anche se non da bocca mia, conoscono i nomi delle aziende perché vi assicuro che nel settore non sono molte le grandi distribuzioni nazionali. A tal proposito vi chiarisco il termine Istituzioni. Le Istituzioni non sono solo Regione e Comune ma si parla anche di Sindacati dei Lavoratori, Patronati e tutti gli organi preposti del settore, da cui non ho mai avuto riscontro al di fuori della LAILAC che oltre ad avermi supportato e sostenuto in questa vicenda mi ha aiutato a trovare il coraggio di denunciare i fatti.

      Gradirei anche non venisse sminuito il motivo che mi ha indotto a salvare mio padre (quando ho deciso ancora lavoravo) e vi assicuro che sarei fiera di “stare fra la munnizza” avendo la certezza che mio padre possa godere di ottima salute! LA DONAZIONE DI ORGANI E’ UNA COSA IMPORTANTE! Non va sminuita ed usata per scopi non conformi. Ricordate che non sto pubblicizzando la Mia donazione ma bensì sto denunciando le Aziende che impropriamente applicano i contratti a termine come forma di RICATTO per i lavoratori.
      Ringrazio tutti i coloro che mi sono stati vicini ma soprattutto in questo contesto ringrazio tutti i BLOGGER ed i GIORNALISTI che hanno attenzionato il caso in maniera Seria e Professionale.

    49. ESPRIMENDO CMQ TUTTA LA MIA SOLIDARIETA’ A QUESTA RAGAZZA SOPRATTUTTO PER IL GRANDE CORAGGIO AVUTO NELL’AIUTARE IL PADRE, CHE CREDO SIA STATO UN ENORME GESTO D’AMORE, TROVO CHE SI STIA UN PO’ ESASPERANDO QUESTO CASO AL QUALE NON ATTRIBUISCO TUTTA QUESTA TRAGICITA’, TRAPIANTO DI FEGATO A PARTE, XCHE’ CREDO CHE CI SIA TANTA GENTE + SFORTUNATA DI CLAUDIA CHE NON VA IN TELEVISIONE IN CERCA DI LAVORO….NONOSTANTE NE ABBIA FORSE + DIRITTO DI LEI!

    50. Cara Claudia, proprio perché sono un giornalista vero (e un individuo pensante), la prima regola che mi pongo davanti a ogni caso…anche il più semplice come il tuo…è il dubbio.

      E il dubbio che mi attanaglia del tuo caso è che (giornalisticamente parlando) è incompleto (l’ho già scritto nei commenti precedenti).

      Non trovo collegamenti (giornalisticamente forti), per esempio, tra la tua nobile scelta e i tuoi due stop nel (a volte terribile) mondo del lavoro.

      Ritengo infamante per l’intera categoria dei commercianti il tuo non fare i nomi delle aziende che ti hanno messo alla porta. Quanti sono i commercianti in città? Migliaia…la maggior parte dei quali onesti e allo stesso tempo sottoposti alla mannaia del pizzo e degli strozzini? In quanti ti hanno detto “No grazie”? Solo in due…che alla fine hanno agito con (tremenda) logica aziendale. Ma quali sono? Boh! La camiceria di zio Peppe o le grandi multinazionali? Mistero. Perché non possiamo conoscerle? Perché non ci offri la possibilità di boicottarle? Perché non si può cercare di evitare (facendo quei nomi) che casi come il tuo non si ripetano?

      Illazioni le mie? Ritengo che sia più illazione scrivere (vedi tua lettera 1) “mi viene bruscamente comunicato (senza alcuna motivazione specifica), che il mio profilo non è corrispondente alle esigenze dell’azienda…lasciando intendere che l’intervento a cui mi sono sottoposta poteva essere l’unico motivo di esclusione (non essendocene altri!)”.

      Dichiarazione che viene ammorbidita in questa seconda lettera: “Nel non rendere pubblici tali nomi volevo ricordarvi che, per come ho sempre dichiarato, sia la prima che la seconda azienda hanno agito nella piena legalità e quindi non imputabili”. Un po’ discordante mi pare.

      Per questo, pur non entrando nel caso delle scelte editoriali di uno dei giornali con cui collaboro (che non mi limita di poter lavorare e scrivere anche per altri sul tuo caso e di poter indagare su quel che ti è successo…imputabile più alla sfiga che all’ingustizia) ritengo, come ho sempre sostenuto, che il tuo fatto sia giornalisticamente (con tutto rispetto per i colleghi che hanno scritto di te) oscuro, incompleto e impreciso.

      E’ un reato dubitare? Fino a quando io, che sono un giornalista, potrò farlo…accoglierò col cuore le storie come le tue…ma col cervello le metterò da parte.

      Vassily

      PS. La chiusa commovente sul trapianto di organi te la potevi risparmiare. Lo sappiamo tutti quanto è importante. Su questo, almeno, non ci sono dubbi.

      NB. E qui vorrei finirla…grazie.

    51. Come gentilmente richiesto dalla signora Claudia Palmeri in incontro chiarificatore avvenuto oggi tra noi, le chiedo scusa per le parti precedenti dei miei commenti che hanno turbato la Sua sensibilità e da Lei ritenute offensive della Sua persona.

      Vassily

    52. Bravo Vassily! Ti fa onore.

    53. Tommaso,
      se l´uomo con il lapino si trova a rovistare nei cassonetti é si porta il bambino che guardando impara,si prodigasse a piú non posso a far vedere al bambino come si fa a lottare per trovare un “travagghiu” farebbe il bene del bambino,ma non solo,se lo lascerebbe a casa almeno gli risparmierebbe questa visione,Non dici? Perció l´azione della signora Claudio non solo e da ammirare ma da paragonare a molte azioni eroiche dei tempi passati,perché per me questo é un atto eroico,invece rovistare nei rifiuti e con il figlio di 5 anni che guarda no!…saluti

      Turiddu

    54. Claudia volevo scrivere…

    55. @ Turiddu, mi spiace nn hai compreso, nn ho affatto sottovalutato niente di Claudia anzi.. e l’ho pure scritto credo, e che.. vedi è difficile per molti, e il “lapinaro” volevo che emergesse come figura positiva nn negativa; il “lapinaro” in questione è privo del “verbo”(nn della voce) l’ignoranza se lo mangia, ma nn sta fermo, si dà da fare, onestamente! Sai quanto ci mettterebbe a mettersi a posto nel mio quartiere? basta avere in tasca qualche “bustina” e tuo figlio lo mandi all’istituto..(vabbè nn voglio fare nomi), lui sarebbe in smart con occhialoni tipo sub ecc,ecc.In buona sostanza nn solo è onesto, ma non sà neanche lamentarsi e ciò…è drammatico.

    56. COME MAI NON PUBBLICATE IL MIO COMMENTO?
      FORSE è SCOMODO?

    57. Antonio è stato bloccato dal sistema e rimosso perché violava la policy dei commenti.

    58. cari amici di rosalio, sono un giornalista e mi servirebbe un contatto di Claudia P., Email, tel. cell. non importa… mi potreste aiutare
      grazie, c.d.

    59. Entro solo casualmente all’interno di questo blog e lo faccio confrontandomi con questo spiacevole racconto che ancora una volta ci vede di fronte ad atteggiamenti assurdi e incomprensibili da parte di un mondo lavorativo-istituzionale che al contrario dovrebbe “nobilitare” l’uomo in quanto tale. Non posso che esprimere solidarietà alla nostra amica Claudia e sperare che le cose possano sistemarsi alla fine per il meglio. Una precisazione però mi costa farla. Mi spiacerebbe se tutto questo venisse tradotto in strumentalizzazione in grado di aggiungere assurdità ad un evento già di per se assurdo. Mi riferisco alla paventata e non remota possibilità di vedere Claudia utilizzata come icona elettorale e l’ennesima beffa di un posto pubblico assegnato alla meno peggio (oramai i concorsi sono una chimera per poveri disillusi) su chiamata diretta…con buona pace della democratica meritocrazia.
      Allora è giusto essere solidali e farsi sentire ma è altrettanto giusto e corretto che per sanare una ingiustizia non se ne commetta una altrettanto grave!

    Lascia un commento (policy dei commenti)