sabato 19 ago
  • Aperta la raccolta firme per il referendum elettorale

    È partita ieri a piazza Politeama una raccolta di firme per iniziativa del Comitato promotore del referendum elettorale che si propone di rimuovere gli ostacoli legislativi che impediscono in Italia la nascita di un maturo sistema bipartitico. Da 13 anni si aspetta infatti dal Parlamento una legge organica, coerente con la volontà espressa dagli italiani nel precedente referendum del 1994! Poiché la risposta dell’attuale Governo alla disponibilità del Comitato a confrontarsi sulla bozza “Chiti” di riforma elettorale è consistita nella sola richiesta di un rinvio della raccolta firme, il referendum è divenuto oggi l’unica via per ottenere ciò che questo Parlamento, composto da 22 partiti e partitini, non ha certo interesse a dare.

    L’attuale legge elettorale di Camera e Senato prevede un sistema elettorale proporzionale con premio di maggioranza. Oggi a beneficiare del premio di maggioranza possono essere “singole liste” o “coalizioni di liste”. Coi primi due quesiti del referendum il premio di maggioranza verrà attribuito solo alla lista singola (non più alla coalizione di liste) che abbia ottenuto il maggior numero di seggi. Resteranno le norme relative all’indicazione del “capo della forza politica” e quelle sul programma elettorale. La soglia di sbarramento verrà elevata al 4% alla Camera e all’8% al Senato. Il sistema elettorale prodotto dai referendum spinge infatti verso il bipartitismo con tutela delle minoranze rilevanti. Si elimina la frammentazione: sulla scheda apparirà un solo simbolo, un solo nome, una sola lista per ciascuna aggregazione.

    Il terzo quesito referendario colpisce un altro scandalo. Oggi il candidato eletto in più circoscrizioni, optando per uno dei vari seggi ottenuti, consente ai primi dei non eletti di subentrargli.

    Nell’attuale legislatura un terzo dei parlamentari è stato scelto “per grazia ricevuta”, dopo le elezioni, da chi era già stato eletto. Con l’approvazione del terzo quesito la facoltà di candidature multiple viene abrogata sia alla Camera che al Senato.

    Proprio in Sicilia il movimento per le riforme elettorali ha promosso il modello dell’elezione diretta del capo dell’esecutivo a tutti i livelli. L’elezione diretta dei sindaci ha garantito stabilità alle amministrazioni comunali contro chi era capace di provocare crisi per sole ragioni di potere. Poi è toccato alle Province e questo modello del “laboratorio politico siciliano”, varcato lo Stretto, è stato adottato dal Parlamento nazionale per tutte le amministrazioni comunale e provinciali ed è stato poi propedeutico all’elezione diretta dei “governatori”.

    È una battaglia trasversale che dovrebbe accomunare sia i fautori del Partito Democratico che quelli del Partito delle Libertà per togliere potere alle burocrazie e assicurare maggiore trasparenza, stabilità e ricambio della classe politica. Per questo è importante firmare per raggiungere rapidamente le 500.000 firme richieste per far varare il referendum.

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  • 8 commenti a “Aperta la raccolta firme per il referendum elettorale”

    1. L’attuale sistema elettorale è ridicolo.
      Quindi, attenzione! Siccome è ridicolo, è il momento giusto per far passare per conquista il passaggio al bipartitismo. Gli italiani non sono pecore e non cadranno nel tranello! Il bipartitismo è una aberrazione: la democrazia dell’alternanza è in realtà una vera e propria dittatura in cui non c’è spazio per nessuna alternativa al sistema vigente. E’ la blindatura del sistema attuale. Attiviamo la nostra coscienza critica prima di calare la testa di fronte al bombardamento mediatico che ci vorrebbe tutti sostenitori di due unici partiti!

    2. Condivido totalmente il post di Sergio.
      E’ evidente, peraltro, che la barzelletta che durerà almeno un anno sui partiti unici, PD o altri nomi di fantasia che verranno, serve a distrarre la gente dai reali problemi e a loro ad assicurarsi la gestione e la conservazione del potere. Tutta roba teatrale parallela che non ha nulla a che vedere con la vita reale del simil-paese chiamato Italia. E ti vengono a cercare “posto casa” come sta facendo il Signor Vincenzo Viola, perchè ti vengono a cercare? Evitiamo…
      Noto che il riciclato della prima repubblica Amato oltre a fare danni nello sport svuotando gli stadi piuttosto che riempire le galere o quantomeno i centri di recupero che dovrebbero costruire, proprio oggi ha deciso di far diventare il simil-paese un paese da terzo mondo a tutti gli effetti.
      Senza fraintendimenti, io non sono xenofobo, vivo in giro per l’Europa da 20 anni, sto bene dappertutto basta che non ho a che fare con chi pretende dirigere l’Italia. Faccio parte di coloro che se ne vanno per scelta e apprezzo le diversità, ringrazio chi mi consente di esrcitare LIBERAMENTE(senza compromessi degradanti) la mia professione. Ma le genialità dei falsi buonisti sinistrosi significano che nel Sud non ci sarà lavoro “VERO”, significa che ubbidiscono ai loro elettori delle piccole e medie imprese del nord, significa che tra 10 anni il simil-paese non avrà nessuna identità, significa che sarà un paese composto a maggioranza da poveri, da bassi redditi, tipo asiatico, con un’élite dirigente piu’ ricca di oggi.
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      Non metto piu’ piede nei seggi elettorali da dieci anni, e continuero’ ad astenermi nei prossimi anni per tutte le elezioni-business future, ovvero, provinciali, regionali, nazionali, e referendum spreca denaro. Faccio questa eccezione per le prossime comunali di Palermo perchè Costa mi intriga.
      Qualche mese fa ho scritto i motivi che mi hanno allontanato per sempre dalle urne, ritornero’ a votare quando si verificheranno almeno alcuni cambiamenti:
      1)Abolizione di una delle due camere nazionali.
      2)Riduzione di metà del numero degli eletti per la camera restante.
      3)Il Quirinale costerà quanto l’Eliseo e quanto il corrispondente tedesco, cioè dieci volte meno di quel che costa oggi.
      4)Tutti gli eletti, a parte il governo, avranno un lavoro nella società e faranno politica part-time previo rimborso spese e compensazioni sui mancati introiti da stipendio(tanto la camera si distingue spesso per astensioni).
      5)A livello regionale, provinciale e comunale riduzione della metà degli eletti e sistema di remunerazione come quello nazionale sopra descritto.
      6)Come deciso dal popolo sovrano abolizione del finanziamento ai partiti, anche dei finanziamenti camuffati(rimborso elettorale) praticati oggi.
      7)Ripensare, se non é possibile abolirlo, il finanziamento ai giornali(anche quelli che vendono poche centinaia di copie) in ogni caso fissare quote(minime, non le decine di milioni attuali) uguali per tutti se non é possibile abolire il finanziamento.
      8)I politici(ex e non) saranno sottoposti alle stesse regole degli altri cittadini del simil-Paese Italia per aver diritto alla pensione, di conseguenza saranno aboliti pluripensioni, pluristipendi di Stato, pensioni baby, indennità di Stato, vitalizi.
      9)La delocalizzazione: la Polonia, l’Ungheria, la Slovenia superano il Sud Italia(cioé il sud del simil-Paese chiamato Italia) per infrastrutture e competitività.
      Sarebbe interessante fare un inventario di tutte le imprese italiane che delocalizzano verso quei Paesi. Cosa hanno fatto tutti i governi italiani che si sono succeduti per rimediare a questo fenomeno? A parte ripristinare delle pseudo casse per il Mezzogiorno che sappiamo come finiscono?
      ……………………………………………
      praticamente torno a votare quando smetto di sognare!

    3. Mi scuso, ma ho fatto nella seconda parte del post sopra, il copia-incolla di un mio post di qualche mese fa. Per distrazione non ho cancellato la frase dove mi riferisco al candidato Costa. In effetti mi è bastato poco per capire.
      L’addetta stampa di Costa va in giro per blog a postare comunicati stampa e stralci di programma, persino negli spazi dedicati agli altri candidati.
      Pero’ nè Costa nè la sua addetta stampa rispondono alle sollecitazioni degli elettori, al contrario ne copiano, male, le idee. Non interagiscono, secondo me non per snobismo ma semplicemente perchè non sanno cosa rispondere, stanno imparando il mestiere e cercano il loro posizionamento. Poichè non hanno risposto alle mie domande continuo ad astenermi, Costa non farà il tirocinio grazie al mio voto e a quelli della mia famiglia, quando avrà dimostrato le sue capacità e i suoi reali programmi se ne riparlerà. Per il momento si limita a proposte elettorali, belle frasi retoriche, ma non risponde alle domande concrete su impegni concreti.

    4. Se il referendum servirà a dare a questo paese più stabilità e certezze ben venga.
      L’impressione è però che il referendum sia agitato più come spettro per ricattare chi non vuole piegarsi alla legge elettorale imposta dal più forte!

      Anche io come Gigi ho le mie idee:

      Drastica riduzione dei deputati (un terzo degli attuali), drastica riduzione dei senatori (un quarto degli attuali), incompatibilità assoluta con il ruolo di senatore e deputato con qualsiasi altro incarico o lavoro, pena la decadenza immediata (perchè se sei un prescelto a rappresentare il popolo, quello devi fare … anche la professione privata deve essere incompatibile!) Anche gli incarichi di governo devono essere incompatibili con la carica di senatore o deputato.
      Il senatore e deputato ha la libertà di non presentarsi in aula, ma comunque anche se non si presenta in aula l’onorevole o il senatore deve essere all’interno del palazzo quando ci sono i lavori parlamentari, pena la decadenza immediata dopo un’assenza ingiustificata superiore ad un tetto da stabilire su un limite annuo.
      Non vedo perchè gli italiani debbano andare tutti i giorni al lavoro e i deputati o senatori se ne possono fregare!
      Noi con il nostro voto li assumiamo a nostri rappresentanti e dobbiamo pretendere da questi signori, come loro datori di lavoro, rispetto, onestà, dedizione e impegno assoluto!

    5. Lo splendido slogan di Banca Etica recita: “l’interesse più alto è quello di tutti”. Il sistema proporzionale, purtroppo, esalta invece il ruolo di minoranze che con il minimo del consenso esercitano il massimo potere di condizionamento politico. Penso che la modernità consista più nel’enfatizzare il denominatore comune che il diverso numeratore. Per questo è urgente, a mio avviso, che il sistema elettorale incentivi la ricerca dei valori condivisi, più di quelli che differenziano e che paralizzano l’azione di governo.

    6. Firmerò per il referendum perché le intenzioni sono buone; purtroppo però anche un suo esito positivo non potrà evitare all’indomani delle nuove elezioni una riframmentazione dell’universo parlamentare in galassie e gruppuscoli.
      Non potendo contare su di una condotta degli eletti futuri improntata ad una linea di coerenza, lealtà verso gli elettori e serietà, ispirata dall’interesse “più alto”, urge un’iniziativa tesa alla riforma dei regolamenti parlamentari.

    7. Io sono un astenuto cronico ma vorrei capire perchè se io mi considero un comunista-liberale(a prima vista puo’ sembrare inusuale, una cosa che esiste nella mente di pochi individui, forse, ma secondo me ideale), se non mi sento rappresentato nè dai professionisti della “gauche caviar” nè da mister B. con tutti i suoi cortigiani, se mi sento tradito soprattutto da Bertinotti che ha abbandonato gli ideali, per i quali ha fatto credere di lottare, in cambio di una poltrona inutile e patetica, ecco, perchè devo votare per uno dei due schieramenti-lobby? Perchè non posso interessarmi ad una minoranza battagliera vicina al mio pensiero? Se decido di tornare alle urne solo per votare al comune, e votare l’Altra Sicilia perchè non dovrei farlo? Come dice Sergio questa è dittatura!
      A parte il fatto che la storiella della stabilità non regge perchè pure le lobby-inciucio-bipartisan hanno all’interno i dissidenti, scontenti dei “cadeaux”, che possono far cadere i governi a piacimento. Oltre all’aspetto lobby tutto cio’ serve, secondo me, per alimentare la dialettica del teatrino politico, per conservare e gestire meglio il potere, per occultare, distraendo il gentile popolo, i problemi reali, cambiano titoli e locandine ma non cambiano sostanza e privilegi, nè cambiano i problemi della gente.

    8. Domani 19 maggio è il “Referendum day” appuntamento alle 17:30 in piazza Politeama

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