mercoledì 13 dic
  • Esperienze di vita: rappresentante di lista

    L’esperienza da rappresentante di lista mi ha lasciato due insegnamenti di vita fondamentali. Il primo è “rispettiamo la volontà dell’elettore”. Quando il presidente di seggio ti chiede: “come intendiamo trattare le schede dubbie?” tu devi rispondere: “rispettiamo la volontà dell’elettore”. Quando spuntava la scheda ermetica partiva questo coro sfalsato del “rispettiamo la volontà dell’elettore” a metà strada tra un coro di Madrigalisti e una novena di Radio Maria. Nessuna variante, chessò: “cerchiamo di capire l’intenzione di chi ha votato”. Evidentemente tutti avevamo scaricato da internet lo stesso manuale per rappresentante di lista.
    Il secondo insegnamento è che a volte i ricordi del passato devono riposare in pace. Ti ritrovi nella tua vecchia, cara, scuola elementare a cercare come un ossesso un giardino che nel frattempo è diventato un campo di calcio in cemento con tanto di tribune; ci sono classi tipo la Quinta G (ai miei tempi manco c’era la sezione B) e i cartelloni realizzati dai bambini sono avveniristici, con tanto di grafici e percentuali che pareva di essere al briefing di una multinazionale.
    Fosse finita qui…
    Torno all’ingresso della scuola, in attesa di iniziare il mio compito e mi soffermo su una persona in particolare, che pare uscito da un film del Nanni Moretti di Ecce Bombo: scarpe alla francescana, barba incolta, t-shirt etica, merenda tipo quelle “papaya e guacamole”, un libro concettuale con la copertina loffia, con quei colori smorti che manco un Sussidiario del 1961. Soggetto della copertina, una faccia che è una crasi grafica tra Pasolini e Berlinguer e Mao Tse Tung con Che Guevara. Mentre la sua, di faccia, è smagrita tendente al ciano, un po’ sovversivo, un po’ “cambiamo il sistema dalle radici”.
    Mi dico, eccolo lì: è sicuramente il rappresentante di lista per Rifondazione Comunista, cos’altro sennò, uno di quelli che si emoziona ascoltando Claudio Lolli o Contessa di Nicola Pietrangeli, rimpiangendo frattali psichedelici, lotte di piazza, quelle vere, mica quelle di oggi che sono quattro ultras annoiati, un Bar Mario qualsiasi e la facilona del quartiere poi finita male. Già me lo vedevo, qualora avesse vinto Orlando, a incitare con frasi tipo: “la Sicilia è l’Emilia Romagna del Sud”. Lo vedevo già, il rappresentante di Rifondazione Comunista, che mentre tutti ci affollavamo in due metri quadri di asfalto rovente a fumare lui se ne stava sotto l’albero – e questo per fortuna non l’avevano trasformato in un canestro – probabilmente a fare yoga, meditazione, sgranocchiando il suo snack equo e solidale. Pensavo canticchiasse Guccini, che La locomotiva si canta sempre a pugno chiuso. E lui, il pugno chiuso, l’aveva.
    Si entra in sezione e si inizia con lo spoglio delle schede. Siamo tutti attorno al tavolo con lo stesso feroce ghigno di quando punti l’ultima 50 euro allo Chemin de Fer (ripetendo ovviamente “cerchiamo di rispettare la volontà dell’elettore”). Lui no, distante, sopra il banco, sempre più yoga, sempre più frattale. Aspettavo con ansia che uscisse dallo zaino militar-punkabbestia una radiolina arancione Geloso con custodia in fintapelle, per seguire lo spoglio da una rinata Radio Alice. Intravedevo un telefonino di quelli “a me interessa solo chiamare e ricevere” dal quale a breve sarebbe partita la suoneria monofonica di Bandiera Rossa. Forse c’aveva pure alcuni vecchi numeri di Cuore dove “Michele Serra dava una spanna a tutti pure quindici anni fa”.
    Poi il fatto, inaspettato, un colpo di scena alla The Others. Arriva subìto la notizia della vittoria di Cammarata. Si avvicina al tavolo e fa: “e vaiii!”. E inizia ad appuntare voti per la Casa delle Libertà.
    Si dissolvono gli arretrati di Cuore, deraglia la locomotiva, ma soprattutto arriva spietata la conferma che l’abito non fa il monaco, che prima, uno così, lo incontravi alla festa dell’Unità a saltellare col fiatone sulle note della Bandabardò. È vero che i tempi cambiano, che magari i sandali sono comodi, che certe considerazioni sulla morale e sull’etica non sono e non devono essere strumentalizzate politicamente.
    È un’immagine positiva, nonostante tutto. Ma io continuo a pensare che lui era lì per caso, vittima di un clamoroso errore, convinto che CDL fosse l’acronimo di Compagni Di Lotta.
    Una cosa però gliel’ho chiesta: “ma tu, fuori, non stavi canticchiando Guccini a pugno chiuso?”. Guccini non lo sopportava e sul pugno chiuso mi ha cianciato di cose mediche che riconducevano al tunnel carpale.
    Io annuivo con la testa fingendo attenzione…concentrazione…ritmo e…vitalità.

    Palermo
  • 14 commenti a “Esperienze di vita: rappresentante di lista”

    1. GE – NI – A – LE!
      Bravissimo!

    2. L’anno scorso, per la prima volta, sono stata presidente di seggio (a Torino). Quando c’erano dubbi su una qualche scheda ed iniziavano ad alzarsi urla e lotte tipo wrestling, gli occhi effettuavano un movimento rotatorio (anche extra rotatorio tipo esorcista)verso il “PRESIDENTE” ed io, dall’alto della mia (in)esperienza, gonfia delle belle parole lette e rilette la notte prima delle elezioni sul manuale fornitoci, in tono istrionico sentenziavo “E’ CHIARO…Rispettiamo la volontà dell’elettore”. A quelle parole, gli animi si placavano,i tratti del viso si distendevano, gli angoli della bocca assumevano i contorni del sorriso e si tornava allo spoglio..Io tra me e me pensavo ” e puru chista fu fatta….”Anche queste sono esperienze di vita

    3. Ciao Samuele, felice di conoscerti, sono una fedelissima lettrice di Rosalio e di politica mi occupo anch’io…(la rima baciata ogni tanto assale anche me)da giornalista le giornate dello scrutinio mi mettono non poca paura. Complimenti per il Vassallo pensiero, torna presto a farci compagnia.

    4. sei riuscito a rendere visivamente i contorni di un pensiero spesso urlato dentro con rammarico anche da me.
      Barbara Isabella

    5. Vabbè, facciamola breve (si fà per dire), sono un modestisimo Geometra che nn opera sul campo, mi piace la lettura ma….sono schizzinosissimo manco avessi saltellato da Oxford alla Surbona ecc, ho un mio gusto personale che mi porta a definire l’80% degli “scrittori” Babbuini con penna in mano e dizionario in mente; è come andare allo zoo, saltellano, rotolano, si masturbano, e si prendono le noccioline, tutte quelle cose che hanno imparato e che poi svolgono….automaticamente.
      Ma TU….. MI PIACI! (vacci piano Samuè, con il rispetto di tutti, sono Masculazzu). Mi Piaci proprio! Bravo Samuele, Una curiosità, quanti anni Hai?.
      P.S. Il frikkettone era lì per la CdL, perchè vabbè “hasta la victoria” ma bisogna pur mangiare; e lì…. hai voglia se te ne danno di SASIZZA!

    6. Complimenti per il pezzo davvero bello!!!Anch’io ho fatto la rappresentante di lista e concordo pienamente con la litania: “rispettiamo la volontà dell’elettore”.Ma vogliamo parlare anche di tutti gli sbagli commessi dai votanti nelle schede? Ho visto di tutto: preferenze inesistenti; candidati di destra votati a sinistra; parolacce e dediche ai “gemelli diversi”, “il presidente di questo seggio ha una faccia di m….”; schede in cui erano segnate 5 o più preferenze di lista (per la serie: voto tutti senza lasciare scontento chi mi ha chiesto il voto)… E il tormentone del “Miii la scheda pare un lenzuolo!!!!”…ahahha

    7. @Domenico: molto gentile 🙂
      @tommaso: per definire la mia età devi fare un calcolo aritmetico: trenta all’anagrafe, venti ne dimostro, settanta me ne sento. E grazie assaje per le belle parole!
      @barbara: felice di trovarti qui! felice di aver urlato al posto tuo (tra ieri e oggi non faccio altro). felice anche di non averti mai restituito una cassetta dei porno 4 pyros (l’usu capione dice che ormai è mia :D) Un abbraccio.
      @Jana: Il concetto del “Vassallo pensiero” mi ha involontariamente aperto un universo…a buon rendere.
      @Adri: anche il nostro presidente di seggio era alla prima esperienza. Se l’è cavata benone, le sue parole mi resteranno sempre impresse. Le sue parole erano: Cammarata, Orlando, Cammarata, Bianca, Parolaccia, Cammarata.
      @ Totò: GRA-ZI-E!!

    8. Mapi ma sai che delusione per me, invece?
      Io mi aspettavo la fetta di prosciutto dentro la scheda con la scritta “mangiatevi pure questa”, che è un classico. Secondo me non l’ha mai fatto nessuno, a quanto costa il prosciutto(marò, ‘sta battuta manco la passerebbero al Bagaglino). Ciaooo

    9. I porno for pyros erano un grande gruppo. Avrebbero dovuto avere un posto d’onore nel post sulla nostalgia degli anni 90 😉 E grazie Barbara per aver tentato di distrarlo dalla musica dodecacofonica!

    10. adoravo i porno for pyros…nonchè quello che erano prima..i.. Jane’s addiction.., ma era il mio passato alternativo palermitano…mi avete fatto venire malinconia….

    11. Samuele..ma hai capito che non sono comunque la Barbara a cui non hai restituito i porno for pyros?????????non ci siamo mai conosciuti,mi chiamo Barbara, di cognome Isabella, sono quella che ha scritto su rosalio “anna” e “NYC”
      🙂

    12. X Samuele
      per quale lista hai fatto il “rappresentante”?

    13. riccardo, a una così bella domanda piange un po’ il cuore non poter dare una risposta 😉

      OT x ciccio: come dicevo a Barbara in altra sede per ora più che i contemporanei incompresi tipo Penderecki ascolto i Ramones e la versione di Blitzkrieg pop cantata da Rob Zombie.

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