giovedì 17 ago
  • Palermo in bicicletta

    Chiara in triciclo

    Uno dei miei primi ricordi d’infanzia, e che Nonnapina non manca mai di raccontare a me e ai miei amici, riguarda la mia caparbietà nel voler imparare ad andare in bicicletta. Era la fine degli anni ’70, avevo circa 3 anni e un giorno d’estate decisi che era giunto il momento di abbandonare le rotelle laterali. Questo però significava acquistare una nuova bicicletta.
    L’avevo vista in un negozio e decisi che doveva essere mia. Avevo tormentato un’intera mattina Nonnapina che alla fine aveva ceduto (avevo utilizzato tutte le armi persuasive a disposizione di una bambina di 3 anni dai graaandi occhioni neri!).
    Appena acquistata ovviamente non sapevo andare senza le rotelle, ma decisi subito che entro la serata (cioè entro il ritorno a casa dei miei genitori), ce l’avrei fatta! E così mi misi sul marciapiede davanti casa dei nonni, in via Piersanti Mattarella a fare avanti e indietro. Caddi una quantità infinita di volte, ma non demordevo. Nonnapina che mi diceva “Chiaru’ trasi, basta, ‘ca si tutta sminnata!” ed io che continuavo a fare su e giù. Alla fine della giornata ero sporca, con le caviglie e le ginocchia sbucciate, i vestiti luridi, ma avevo raggiunto il mio obiettivo e all’arrivo dei miei genitori, mostrai il risultato di quella giornata di fatiche ed escoriazioni: avevo imparato ad andare in bicicletta.
    Non mi sono ancora fermata.

    Da qualche anno a questa parte la bici da gioco è diventata mezzo di trasporto. In città. Seriamente.
    Percorro circa 3000 km all’anno pedalando. Oggi posso affermare con un certo orgoglio di essere una ciclista urbana palermitana.
    Folle per molti, stupida per tanti, ma certamente non più sola. Qualcosa è cambiato. Qualcosa è successo a Palermo negli ultimi 4 anni.
    Forse quasi nessuno se ne è accorto ma è davvero scattata una molla: nell’agosto 2003 a Palermo c’è stato il primo critical mass. “Aaah bello!” direte voi… “ma che roba è?”. Il critical mass è un “incontro casuale di ciclisti” che casualmente pedalano tutti insieme, creando un traffico di biciclette, e che fanno notare che in città esistono anche le biciclette. È un movimento mondiale. Nato nel 1993 per vari motivi che potrete vedere cercando su Google. E Palermo, capitale del ciaffico, è anche la capitale siciliana del critical mass, o in italiano massa critica, anche se in inglese è moooolto più cool!
    Da 4 anni ogni ultimo sabato del mese i ciclisti palermitani pedalano insieme, NEL traffico e creando IL traffico. Allegramente, festosamente, scampanellando, cantando. Il critical mass di Palermo vuole dire alla città che andare in bici è possibile.
    Io andavo a lavoro in auto. Per fare 4 km all’andata e 4 al ritorno. Ogni giorno. Ed era più il tempo che perdevo nel traffico e per cercare parcheggio, rispetto a quello che risparmiavo andando a lavoro in auto. Un giorno la mia auto non si accese. Corsi a lavoro in bicicletta. Non mi fermai MAI PIÙ. Eliminati i costi della benzina, eliminati i minuti (che poi diventavano ore) per parcheggiare e per stare nel traffico, eliminato lo stress, eliminata la cellulite! La benzina non mi può finire, non devo lavorare per pagare la rata, il bollo, l’assicurazione.
    Con questo, come al solito, non voglio dire che penso di cambiare il mondo. Non penso di cambiare Palermo da questo punto di vista.
    Però sapete che c’è? Io ci credo.
    Credo che dobbiamo pensare a quello che facciamo, con coscienza critica.

    E penso a quanto è bello. Penso a tutte le volte che sono felice in bicicletta.
    E proprio come gli autisti degli autobus se si incrociano nei tragitti si salutano sempre, da un po’ di anni, succede che vedi un ciclista come te e lo riconosci, fai un accenno di saluto, un sorriso, o magari ti fermi perché è proprio lui, James, che non vedi dallo scorso critical mass, e gli chiedi come sta, “Lauretta tutto ok? Ci vediamo a fine mese?”.

    Ed ogni mattina ed ogni sera, io mi sposto, pedalo e canto e non inquino, e non mi stresso.
    Con la musica nelle orecchie, canto. Stono sicuramente, e vengo considerata doppiamente folle ma sono felice.
    Felice perché percorro, nel silenzio e nel movimento fluido della mia bicicletta, una città che mi appare splendida.
    Nonostante il ciaffico, nonostante l’asfalto sia irregolare, nonostante non sia affatto perfetta, Palermo è meravigliosa in bicicletta.

    Ospiti
  • 29 commenti a “Palermo in bicicletta”

    1. un tempo andavo in bicicletta al lavoro.
      e rischiavo la vita ogni giorno.

    2. Claudio,
      se vuoi partecipare alla creazione di vere isole pedonali e alla costituzione dell’Ufficio Biciclette a Palermo, aderisci anche tu a http://www.isolepedonali.org
      Venerdi’ prossimo 8 giugno alle ore 21, ci sara’ una importante riunione organizzativa: tra i progetti una iniziativa simile ad una critical mass per promuovere isole pedonali, piste ciclabili ed ufficio biciclette.
      La riunione sara’ ospitata da Legambiente nei locali di via Agrigento 67.
      Ovviamente siete tutti invitati.
      Per ulteriori informazioni:
      info@isolepedonali.org

    3. allora sei miracolosamente vivo! uau! un altro miracolato come me! ;D

    4. Sono d’accordo con te Chiara,i ciclisti a Palermo sono aumentati e di tanto. io cammino in bicicletta da quasi 10 anni e mentre prima ne vedevo solo qualcuno adesso ne vedo decine. Adesso occorre che a vederci sia l’amministrazione comunale dando il via alla nascita di un ufficio biciclette ed attuando tutti gli interventi utili a limitare l’uso delle autoprivate in città: incremento dei mezzi pubblici, creazione di grandi isole pedonali etc. Su tutto questo è attivo il sito/gruppo http://www.isolepedonali.org che chiede e pretende un cambiamento nelle politiche che regolano la mobilità nella nostra città. Per un Centro Storico chiuso alle auto ed una città a misura di pedone e di ciclista ti saluto
      P.S. copiato da claudio
      Venerdi’ prossimo 8 giugno alle ore 21, ci sara’ una importante riunione organizzativa: tra i progetti una iniziativa simile ad una critical mass per promuovere isole pedonali, piste ciclabili ed ufficio biciclette.
      La riunione sara’ ospitata da Legambiente nei locali di via Agrigento 67.

    5. Lo capisco, parlare di bicicletta, e per giunta a Palermo è complicato, fastidioso e un pò imbarazzante. Perchè ammettere che ci possa essere un’alternativa alla Palermo rombante e puzzona di adesso è troppo complicato per molte testoline. Provare a pensare ad una città differente, dove muoversi è anche piacevole, dove si può pensare ad un destino diverso per la via Maqueda (Ma a Cammy non conviene, i commercianti non vogliono e a lui cosa gliene frega di mettersi contro i commercianti?) dove la politica non è clientelare, dove si possa (ri)scoprire una città rallentando la folle corsa sgasante e ammorbante, fa correre un brivido troppo freddo sulla schiena di molti, di troppi.

    6. Ci si puo’ provare.
      Ci si deve provare.
      Rinnovo l’invito a chi vorra’ partecipare.

    7. claudio… avi ca cci pruvamu!!! 😀

    8. 😉

      o so, o so!!!

    9. Un sellino è sicuramente un punto di vista privilegiato …

    10. Carissima chiara, ma come non si puo’ essere dalla tua parte; la bicicletta potrebbe essere il simbolo e una risposta di cambiamento per questa città che vive probblemi gravi e irrisolti. Ma perche non creiamo il partito delle biciclette…..?(Scherzo)
      Molto tosto poi questo “critical mass”mi piacerebbe participavi…..ciao…gcm

    11. anch’io sono una ciclista urbana da quasi 5 anni ormai, agguerrita e pronta a lottare anche solo x il diritto di incatenare la mia ADORATA bicicletta al palo.non rischio la vita, nn più che stando a casa mia o respirando l’aria che dal centro confluisce direttamente nel mio luogo di lavoro. Rischio tutti giorni ma vi assicuro che rischiano molto di più le auto ed i guidatori, xchè noi ciclisti urbani siamo fortemente, come dire, motivati ad incazzarci per i nostri diritti. Faccio parte anch’io di quel bellissimo movimento di ruote che è il critical mass e sono una che incrocia chiara e la saluta xchè io come lei sulle nostre bici siamo sempre sorridenti. tutti e tutto mi sono contro, odiano la mia bici e la mia passione + profonda, ma io sulla mia bici sono felice, seguo la mia strada e con lei andrò lontano.

    12. Io sono un ciclista… Dicono che i ciclisti sono come i marziani, uguali identici, perchè, si sa, i marziani sono più intelligenti degli uomini comuni, come i ciclisti. Ma, come i marziani, nessuno li ha mai visti veramente…
      Parafrasando Ascanio Celestini in Appunti per un film sulla lotta di classe voglio ricordare che i ciclisti a Palermo li vedono solo i ciclisti, gli automobilisti non ci vedono mai, aprono portiere, tagliano la strada, accelerano (o forse, dato la velocità a cui vanno dovrei scrivere accellerano).
      E poi solo i ciclisti possono vedere gli altri ciclisti per il semplice fatto che il ciclista guarda la città, le altre auto, il cielo, i palazzi, i pedoni e i ciclisti.
      A tempo perso (nel senso che si spreca un sacco di tempo) porto l’auto (non sarò mai un automobilista) e mi sento triste, imprigionato dentro una scatola di latta con 4 pericolossissime ruote e non posso godermi un cavolo, ma devo stare attento allo str***o che mi non rispetta la precedenza.
      Come dimostra Chiara in questo articolo che non vuole essere polemico con nessuno, ma semplicemente racconta il proprio vissuto personale, ad andare in bici ci si guadagna tutti.
      Se tutti facessimo lo sforzo soltanto di provarci avremmo già fatto un grosso passo avanti nel problema del cciaffico e soprattutto di civiltà.

    13. Dolcissima testimonianza!
      Io ho imparato sbucciandomi le ginocchia in un pomeriggio d’estate, aspettavo il rientro dei miei genitori cosi come te!
      Alla fine stupefatti mi videro pedalare senza rotelle e felice per una battaglia vinta!
      Lo scorso anno sono andato a Ferrara, ebbene è una cittadina splendida! Migliaia di persone che vanno in giro in bici tutto l’anno….wow! Se solo si potesse fare a Palermo, sarebbe magnifico!
      La buona volontà e la semplicità,possono far diventare reale ciò che è utopico.
      Un saluto a tutti e VIVA LA BICI!

    14. Mi sembra che ci siano molti volontari per un bel critical mass estivo, qui.
      @Davide: ci penserei…sarebbe difficile da organizzare? Dopotutto nel tuo documentario sembra che in altre citta’ abbia un grande successo!!!!

    15. Il Critical Mass c’è!
      @Toni: Io credo che Palermo può diventare come Ferrara solo solo se i Palermitano vogliono. Nella storia delle istituzioni la maggior parte delle funzioni sono state attribuite inconsapevolmente.
      Smettiamola di invidiare e diamoci da fare, ognuno da solo nel suo piccolo.

    16. Chiara è l’esempio classico del masser palermitano;si diventa ciclisti poi masser poi magari si aderisce ad un’associazione di ciclisti urbani infine si cerca in tutti i modi di diffondere il verbo!Chi va in bici a Palermo è da considerare eroico(questo è il pensiero dei ciclisti forestieri che ultimamente ho portato a spasso per la città).Chi invita Chiara a partecipare alla riunione a Legambiente per parlare di ufficio biciclette non sa che Chiara l’ha già chiesto il 30 aprile 2005 aderendo al documento del Forum Palermo Ciclabile.Lo stesso documento è stato consegnato a tutti i gruppi consiliari ed adesso non mi stupisce che venga fuori,sostanzialmente, da uno di questi.E’ strano che per oltre 2 anni nessuno ha appoggiato il documento e dal periodo pre elettorale in poi si sia iniziato a parlare di U.B.a Palermo. Un ciclista urbano non appartiene a nessuno;le ruote sono libertà da tutto e da tutti e la Chiare..zza è fondamentale per coinvolgerlo.

    17. Quindi Guido visto che 2 anni fa è stato presentata una richiesta simile, ai gruppi consiliari della passata amministrazione, noi ciclisti o pedoni che vorremmo che cambiasse qualcosa che dovremmo fare? Farci i c. nostri perchè due anni prima qualcuno ci ha già pensato e morderci le mani per non essere arrivati prima di te o di voi a farci prendere per il culo. Non credo che il tuo atteggiamento serva a qualcosa, anche io ho partecipato e diffuso la CM palermitana ai suoi esordi, poi non mi convinceva l’adesione tout court alla filosofia della Cm di San Francisco, credevo che a Palermo necessitassero altre strategie, e non ho più partecipato, ma questo non mi spinge a pensare che i cm di Palermo sono dei doppiogiochisti legati alle segreterie dei partiti e legati alla lobby delle auto, anzi hanno avete tutto il mio rispetto.Voglio solo dire che benvengano 1000 iniziative a favore delle bici dei pedoni x la chiusura della città alle auto, che vengano pure dai partiti, io anche non aderendo per il momento ad alcun partito non ci troverei niente di male, e smettiamola di invocare la libertà quando qualcuno che neanche conosciamo promuove qualcosa a noi affine, mi sembra un atteggiamento di sfiducia generale nel prossimo. Il mondo se ha qualcosa di bello forse è proprio la diversità anche di pensieri che ci caratterizza, ti e invito tutti alla riunione di http://www.isolepedonali.org presso la Legambiente in via agrigento 67 Venerdi 8 alle ore 21.00

    18. Non ho mai scritto di essere contrario alla vostra iniziativa, anzi in un commento precedente ho scritto che sarò con voi perchè i problemi vostri sono i miei.La cosa che non capisco è come pensate di far cambiare idea ad un sindaco che per tutto il mandato ha ignorato tutto,tutti e perfino le indicazioni dell’Assessorato Regionale ai Trasporti.Anche i consiglieri comunali uscenti non hanno fatto nulla per sollecitare il dialogo.Adesso cosa è cambiato?Perchè dovrei essere fiducioso? Non stimo la classe politica sia nazionale che regionale.All’ultima cm eravamo 7 ! Vuoi mobilitare le persone? Quali persone quelle che vengono alle assemblee e poi spariscono alle manifestazioni?

    19. Anch’io non ho nessuna fiducia nella nostra classe politica, per questo credo sia necessario prevedere mobilitazioni continue che sollevino il tema della mobilità sostenibile.Occorre che tutti i gruppi ambientalisti, le associazioni ciclistiche, i gruppi spontanei, i singoli cittadini trovino forme di coordinamento e di azione per fare pressione su sindaco e giunta comunale. La campagna di http://www.isolepedonali.com è nata a ridosso delle elezioni comunali per avere il massimo di visibilità, non per appoggiare questo o quel partito, tant’è che finite le elezioni continuiamo a vederci e a promuovere iniziative. Non sarà facile far cambiare idea al Sindaco, ma sarà più difficile farci desistere dal mobilitarci per una città più vivibile, per i diritti di pedoni e ciclisti, per il diritto di tutti a non respirare veleni.

    20. @ Davide: alle 21 non è un po’ troppo presto?

    21. Io conto di aggiungermi verso le 21. Poiche’ saremo in casa di altri non potremo fare tardissimo, per rispetto del nostro ospite. Comunque penso che non andremo al sodo prima delle 21.30…giusto il tempo di sistemarci un po’…
      @Guido: non so come potremo convincere il sindaco e la giunta attuale: so che se non ci muoviamo e non smuoviamo altri (molti, spero) di sicuro non cambiera’ niente.
      Ci dobbiamo vedere proprio per decidere il da farsi.
      Spero di avere il paicere di conoscerti venerdi’!

    22. non sono una ciclista e non vivo più a Palermo da tanti anni ma sono PALERMITANA! Mi fa troppo piacere che esistiate voi “ciclisti palermitani” !!!
      Sono convinta che sarete d’esempio per molte persone….siete grandi!!!!!

    23. Anche io sono una ciclista. Ogni mattina faccio mondello – palermo assaporando ogni secondo della mia pedalata. Certo, non siamo a Ferrara o in un’altra città “ciclabile”, ma credo molto nel fatto che la crisi, l’aumento della benzina e l’indiscutibile piacere possano migliorare la vita di “noi ciclisti” e produrne altri.
      Iniziare a usare la bicicletta ha cambiato la giornata, mi rilassa, mi carica, mi rende felice.
      Non cambieremo il mondo, ovvio. Ma almeno ci renderemo più felici.
      Tuttavia bisogna dire che purtroppo, l’affermazione del fenomeno si è accompagnata anche dall’aumento dei furti, la mia prima bici, infatti, è stata rubata!

    24. ciao a tutti,
      vi segnalo questo gruppo su facebook…
      https://www.facebook.com/groups/337825086260128/

    25. Me l’hanno agghiacciata (per dirla in palermitano) due settimane fa… E’ forse segno di cultura rubare bici?? Quando incrocio altri ciclisti sono felice e penso per un attimo di trovarmi in una città europea. Piccoli sogni ad occhi aperti.

    26. X LAYDO: Se mi leggi, ho comprato la Respro! Avevi ragione, tutta un’altra storia rispetto alle normali FFP3 (che comunque qualcosa facevano).

    27. Bello mio, ti pare che ho fatto 15 anni in fabbrica senza imparare niente? Di sicuro i tuoi polmoni ringraziano, ora cerca di diffondere la notizia agli altri ciclisti palermitani.

    28. Laydo, mi fa piacere che hai notato il mio messaggio. Devo dire, però, che le FFP3 comunque non erano totalmente inutili, ma queste qua sono tutto un altro mondo. Se vado in ufficio senza niente, quando arrivo sento come la bocca e la gola “impastate”, con le FFP3 questa sensazione spariva, ma con queste è quasi impossibile anche sentire la puzza di scarico!!! E oggi sono passato vicino alla marmitta di un camion. Unico inconveniente è che un po’ “strozzano” la respirazione, quindi bisogna abituarsi e poi i filtri costano e si comprano su internet, ma uno dovrebbe durarmi all’incirca due mesi.

    29. Quozca ti invito a non utilizzare i commenti come una tua messaggeria. Grazie.

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