martedì 17 ott
  • Due intimidazioni in 24 ore a casa Impastato

    Nelle ultime due notti sono state lanciate delle bottiglie di acido corrosivo verso la “casa memoria Peppino Impastato” a Cinisi. Giovanni Impastato, fratello di Peppino (ucciso dalla mafia nel 1978), ha dichiarato: «Quella casa è ormai un simbolo non solo perché conserva la memoria di un ragazzo che non aveva paura di denunciare la mafia e le sue complicità, ma perché continua ad essere un centro che fa un’antimafia scomoda».

    A Cinisi è in corso sulla polemica sull’intitolazione della sala consiliare a Leonardo Pandolfo.

    AGGIORNAMENTO: i lanci sono opera di uno psicolabile di Cinisi.

    Palermo
  • 16 commenti a “Due intimidazioni in 24 ore a casa Impastato”

    1. Che dire: non ci sono parole per descrivere lo schifo che mi viene a leggere certe cose!
      Bisogna organizzare qualcosa al più presto per manifestare il nostro appoggio alla lotta alla mafia condotta dai compagni di Impastato.
      Meno di una settimana fa visitavo per la prima volta “casa memoria”, ed era ancora in fase di assestamento. Eravamo una ventina, palermitani e amici lodigiani venuti a fare un giro in bici tra i terreni confiscati alla mafia nell’altro belice corleonese. L’ultima tappa della loro vacanza l’hanno voluta fare fuori dal percorso, a Cinisi. Lì abbiamo consolidato l’idea che il lavoro che si sta facendo in Sicilia per combattare la mafia sta andando perso e che non dobbiamo smettere mai di lottare per ricordare che un’altra Sicilia è possibile.

    2. Poche parole…Ma un abbraccio sentito a Giovanni Impastato e alla sua famiglia, con tutta la solidarietà forte e tenace della città di Marsala, dei cui numerosi convegni sull’antimafia è stato più volte protagonista.

    3. il post sui flash mob impressiona di più?

    4. Che tristezza, questa notizia ha avuto solo due commenti ;(
      e dire che proprio oggi la mafia ha dato un altro segno di vita proprio a Palermo

    5. Io avevo commentato e mi hanno censurato

    6. Uccellino leggi la policy dei commenti e commenta con una e-mail esistente prima di denunciare presunte censure…

    7. Scrivo solo adesso perchè a caldo si rischia di non essere giustamente critici. Fra l’altro decido di farlo dopo aver letto dell’omicidio che c’è stato vicino Piazza Noce e dopo la visione del documentario di ieri sera su RaiTre, Percorsi, girato al Malaspina. Io credo sinceramente, e mi ritengo soddisfacentemente impegnato nel sociale, che ancora a Palermo, in merito di mentalità anti-mafiosa, siamo a mare. Non possono solo alcuni “eventi” distruggere quello che si è fatto in questi anni, ma permettono alla mia mente contorta di fare strane considerazioni. Credo che fino ad ora si sia fatto poco, o meglio il non necessario, per permettere ai Palermitani di cambiare veramente mentalità, di passare da una stretta collusione mafiosa ad una dimensione di attivismo praticante antimafioso. La Mafia c’è e continua a bussare. Oggi ammazzando Ingarao e ieri infangando la casa che fu di Impastato. Serve maggiore impegno. Chiamatela Rivoluzione, attivismo, anti-mafia, ma qualcosa bisogna fare. Io personalmente sento questa frustrazione dentro me. Scusate lo sfogo.
      Peppe

    8. Confermo che è stato un matto. Lo hanno sorpreso stamattina nuovamente con l’acido in mano

    9. INTIMIDAZIONI CASA IMPASTATO: FAMIGLIA, LA MAFIA NON C’ENTRA = (AGI) – Palermo, 13 giu. – Le due incursioni vandaliche con acido corrosivo contro la ”Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato” di Cinisi (Palermo)s ono opera di uno psicolabile e “la mafia non c’entra”. Lo rende noto in un comunicato la famiglia del militante antimafia assassinato da Cosa Nostra nel19 78. “Anche se alcune modalità (gesti ripetuti e per di più attuati in pieno giorno) avrebbero potuto far pensare ad anomalie rispetto ai comportamenti mafiosi, abbiamo ritenuto che potesse esserci una mano mafiosa in continuità con altri gesti che coniugavano l’offesa alla memoria di Peppino Impastato e l’intimidazione, come per esempio lo sradicamento dell’albero a Termini Imerese, viste anche le nostre ultime pesanti attività di denuncia”, si legge nel comunicato, che prosegue: “Adesso sappiamo che l’autore degli ultimi gesti è un ex compagno di Peppino, da tempo afflitto da problemi psichici, che da quasi trent’anni non partecipava più alle nostre attività, che sappiamo essere stato vicino ad ambienti di destra e che potrebbe aver agito sulla spinta del suo male o potrebbe essersi prestato alla strumentalizzazione di qualcun altro. Esprimiamo il nostro dispiacere -prosegue il testo- ma riteniamo che restino valide le proposte che abbiamo avanzato in questi giorni: la dedica dell’aula consiliare a Peppino Impastato e alla madre Felicia, la sistemaziome del luogo in cui Peppino è stato ucciso, la tutela della Casa memoria di Cinisi. Ringraziamo comunque tutti per i numerosi messaggi di solidarietà che ci sono pervenuti in questi giorni di tensione”. (AGI)

    10. Io credevo che fosse per i consiglieri di forza italia… 🙂

    11. Nulla cambia delle mie considerazioni…

    12. Ulteriore aggiornamento…Giovanni Impastato sotiene che il pazzo “potrebbe essere stato inviato da qualche mafioso”…

    13. le tue considerazioni:
      1.si e’ fatto poco
      2.si e’ fatto il non necessario
      3.passare da una stretta collusione
      ad un attivismo…
      4.rivoluzione
      5.attivismo antimafioso
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      per fortuna ti salvi dicendo che e’
      uno sfogo.
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      perche’ quello che hai inteso dire nei
      suriportati 5 punti al 99 % e’ rimasto
      nella tua testa.
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      Uno come me ,e credo come tanti altri,
      che e’ vissuto in Questa Realta’(MAFIOSA ?),magari
      sfiorandola INCONSAPEVOLMENTE
      mi dici cosa dovrebbe fare?
      Cosa potrebbe fare e non sta facendo?
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      Chi sarebbero i collusi?
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      Che vuoi dire con :
      facciamo la Rivoluzione?
      Contro chi?
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      KEEP COOL…………,PEPPE
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    14. Caro Riki, probabilmente mi sono spiegato male.
      Cerco di essere il più pratico possibile. Parliamo intanto di questo:
      a Palermo vengono finanziati progetti educativi (partecipo anche io) di migliaia di euro. I progetti possono avere diverse finalità educative, per esempio la Legalità, la cultura Siciliana, lo sport, la salute, abbassare la dispersione scolastica, teatro, senso civico, stradale, etc…Posso garantire che una buona percentuale di questi progetti viene presentata con il solo intento di lavorare e fare i soldi. NON EDUCARE. Ci sono realtà dove c’è bisogno di fare un lavoro costante di anni e anni. Non di un paio di mesi e via. Bisogna lavorare sulla mentalità, tartassare ripetutamente di messaggi e imput i bambini che già a 8 anni pensano che il Poliziotto o il Carabiniere sia il Nemico. Questo è solo uno dei tanti campi dove sicuramente possiamo fare di più.

    15. ok.Adesso sei piu’ chiaro.Buon Lavoro.

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