martedì 21 nov
  • Napolitano a Palermo per i 60 anni dell’Ars

    Giorgio Napolitano

    Iniziano oggi le celebrazioni per i 60 anni dell’Assemblea Regionale Siciliana, riunitasi il 25 maggio del 1947. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sarà oggi a Palermo dove presenzierà a una seduta solenne dell’Ars (alle ore 20:00).

    Sarà possibile seguire le trasmissioni via satellite su Sky TG24 e in chiaro su Rai Tre e Tgs – TeleGiornale di Sicilia. Sul sito del presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché, si svolgerà un liveblog a partire dalle 19:00.

    Palermo, Sicilia
  • 11 commenti a “Napolitano a Palermo per i 60 anni dell’Ars”

    1. i manifesti in bianconero dell’anniversario dell’assemblea regionale siciliana esposti nelle vie centrali di Palermo riportano le grandi conquiste sociali e politiche siciliane ottenute grazie allo statuto speciale dell’isola.
      Oltre alle conquiste sociali degli anni 40 non vedo rappresentate graficamente sui manifesti altri tipi di conquiste per lo sviluppo civile e democratico della Sicilia (dagli anni 40 al 2007) !!!

    2. e quindi, come molti siciliani, mi domando, a che serve lo statuto speciale della Sicilia ?
      Quali sono e per chi sono i vantaggi ?
      Il popolo che vantaggi CONCRETI ne trae dallo statuto speciale, oltre al diritto al voto conquistato negli anni 40 ?
      Oggi, una buona occasione…., i siciliani potrebbero riflettere su queste domande e cercare di trovare una risposta alle molteplici inefficienze ed emergenze che da decenni caratterizzano la vita e la storia di questa isola. Dalla mancanza dell’acqua, con l’apice proprio nella città del presidente della regione, all’inefficienza della rete ferroviaria e stradale, alla decennale crisi occupazionale, al mancato sviluppo delle risorse naturali dell’isola come fulcro di sviluppo economico, alla mancanza di piani di settore regionale (vedi il piano energetico non ancora approvato, che non permette un decollo dello sfruttamento dell’energia solare per produrre energia elettrica e di tutto l’indotto occupazionale).
      Lo statuto speciale di una regione dovrebbe essere tradursi nell’avere una marcia in piu’ rispetto all’ordinario nella pianificazione di tutte le attività che portano sviluppo e qualità della vita ai siciliani. Ma non credo che molti siciliani oggi siano convinti che 60 anni di statuto speciale abbiano portato sviluppo e democrazia e lavoro. Magari Rosalio potrebbe lanciare un sondaggio in merito ed avere un opinione della gente. Questi sono temi sui quali concentrare tanta attenzione se si ritiene importante divulgare la consapevolezza dell’importanza della democrazia e del progresso civile di una terra.

    3. Gianni, credo che il sondaggio avrebbe un risultato scontato: se dipendesse dal popolo siciliano, quello che non ha amicizie “importanti” e possibilità di “arrivare” a qualcuno, credo che la Sicilia non sarebbe più una regione a statuto speciale da un pezzo…
      Quanti sono gli abitanti della nostra isola, 5.000.000? Abbiamo 90 deputati, che poi si traducono in 90 indennità da favola, 90 autoblu AUDI A6, 90 autisti, circa 500 dipendenti dell’ARS con trattamento economico mensile da 3.000 euro a salire, gettoni extra e agevolazioni vergognose: cioè ognuno di noi “campa” un esercito di spendaccioni a cui poco importa dei propri conterranei. Ma del resto, quasi la stessa proporzione esiste tra popolazione italiana (56.000.000) e il numero dei parlamentari (630, mi pare): il nostro parlamento è un doppione inutile di quello nazionale e noi non ci possiamo permettere simili sprechi…

    4. Benvenuto,Giorgio Napolitano.
      Auguriamoci che di grandi personaggi in visita a Palermo,ne arrivi almeno uno al mese.

    5. Già, a parte gli stipendi e il mantenimento dell’apparato burocratico, quali sono i VANTAGGI concreti di uno
      Statuto Speciale?

    6. una domanda: cosa ha portato napolitano a palermo a parte il traffico infernale, le strade chiuse, l’impossibilita’ di muoversi, di andare a lavorare e non solo? sono inferocita: ho preso un giorno di permesso a lavoro, avevo un appuntamento da un medico, poi dovevo necessariamente andare dal medico di base e nulla! tutto chiuso! mavaff…

    7. sono d’accordo Elena! Non si sono mai visti tanti vigili e tanta polizia…ma dove sono tutti gli altri giorni????!!!!!

    8. si spera che la visita del Presidente
      della Repubblica,abbia comportato la
      necessita’ di tirare a lustro le strade che ha dovuto percorrere.
      E,per questo motivo,auspico che vengano in visita tanti personaggi illustri
      su itinerari sempre diversi.
      E’ un modo come un altro per tenere
      in ordine la Citta’.

    9. seguito………
      comunque non vorrei che perdessimo di vista il significato “nobile” che
      e’ stata la presenza del Capo dello Stato in tanti luoghi di una Citta’ come Palermo ,le commemorazioni ed il ricordo
      di quelli che si sono sacrificati per la
      Comunita’.
      Lo Stato,a Palermo c’e’.

    10. ….quindi,Signor Presidente,grazie
      per essersi ricordato di noi,
      grazie per quello che ha detto,
      grazie per l’onore che ci ha fatto con la sua presenza.

    11. Per GIANNI
      ———————
      Pochi Siciliani sanno che l’attuale Statuto d’Autonomia è la riduzione di un progetto più ambizioso che venne presentato da coraggiosi Siciliani ai rappresentanti dei Governi Alleati il 18 gennaio 1944 e da questi “girato” all’Italia in cambio della retrocessione della Sicilia allo stato italiano.

      In pratica USA e Regno Unito rinunciavano a fare della Sicilia uno stato indipendente da loro protetto (ciò che più premeva agli Inglesi) per le insistenze dei Sovietici che avrebbero destabilizzato l’Italia o chiesto pesantissimi contropartite e così abbandonavano i Siciliani al loro destino. Nell’abbandonarli tuttavia lasciarono quale patto tacito che l’Italia dovesse comunque dotare la Sicilia di un autogoverno sostanziale (che mai si è avverato purtroppo e – bisogna riconoscerlo – per la principale responsabilità dei ceti dirigenti isolani che hanno sempre preferito vendersi a Roma).

      Proponiamo ora una lettura di questo progetto originario, redatto da Vincenzo Vacirca, ancor oggi attualissimo, mettendo soltanto tra parentesi quadre le piccolissime variazioni che i tempi imporrebbero e in corsivo la parte da sostituire.

      1) La Sicilia viene costituita in Regione Autonoma [Stato regionale autonomo], pur rimanendo parte integrale dello Stato italiano.

      2) L’Autonomia Siciliana comprende:

      a) un sistema giudiziario completo, dalle Magistrature inferiori e locali sino ad una suprema Corte di giustizia penale e civile, che giudicherà in ultima istanza;
      b) un sistema di Polizia regionale a cui è deferito esclusivamente il mantenimento dell’ordine pubblico e la repressione dei reati;
      c)un sistema scolastico, che andrà dai giardini d’infanzia [dagli asili nido] sino agli istituti di alta cultura. (Lo Stato italiano potrà creare e mantenere in Sicilia scuole ed istituti modello in tutti i rami e gradi della cultura);
      d)un dipartimento dell’economia pubblica, che curerà lo sviluppo della produzione agricola ed industriale;
      e) un dipartimento del commercio, che vigilerà e stimolerà le attività commerciali [e dei servizi], interne ed estere;
      f) un dipartimento delle comunicazioni, con giurisdizione sulle poste, i telegrafi, i telefoni [sulle comunicazioni e telecomunicazioni di ogni tipo], le ferrovie, gli stradali, i porti, gli aeroporti e [su] tutti i sistemi di trasporto aerei, terrestri e marittimi, che interessano direttamente la Sicilia, sia per le sue comunicazioni interne costiere, sia per quelle nazionali ed internazionali [con le relative infrastrutture, ferroviarie, stradali, portuali, aeroportuali e diverse];
      g) un dipartimento delle finanze e del tesoro, che dovrà provvedere alla riscossione dei tributi, all’amministrazione dei monopoli, al disciplinamento dei risparmi, alla sorveglianza degli istituti bancari e d’ogni qualsiasi altro Istituto finanziario; h) un sistema doganale proprio che, mentre non potrà erigere barriere al libero interscambio dei prodotti tra la Sicilia e il resto della Nazione italiana [dell’Unione Europea], né potrà mai imporre dazi su un prodotto estero superiori a quelli vigenti nel resto dello Stato italiano [dell’Unione Europea], potrà sempre applicare, per la Sicilia, tariffe d’importazione inferiori a quelle imposte alle importazioni straniere nella Penisola italiana [nel territorio dell’Unione]. (Altri dipartimenti come quelli del lavoro, dell’igiene, dei lavori pubblici, ecc. potranno essere creati, a seconda che se ne manifesti la necessità).

      3) La Sicilia verrà amministrata da una Assemblea legislativa, eletta a suffragio universale, nei modi e le forme che verranno determinate da una Assemblea costituente, che verrà eletta anch’essa a suffragio universale.

      4) L’Assemblea costituente siciliana elaborerà i regolamenti e gli organici dei vari dipartimenti che costituiranno l’Amministrazione autonoma siciliana, con ampio potere di riformare gli attuali organi di polizia e giudiziari, i quali cesseranno automaticamente di funzionare non appena e man mano che verranno approntati i nuovi organi. Altre funzioni dell’Assemblea costituente saranno:
      a) la formulazione ed approvazione di una legge elettorale comunale, provinciale[distrettuale] e regionale, cui base sarà il suffragio universale segreto e diretto;
      b) la delimitazione delle autonomie e dei poteri dei Comuni e delle Provincie [dei Distretti, fondati su liberi consorzi di Comuni e disciplinati nei confini e nella prima istituzione dallo Stato Regionale];
      c) l’approvazione di una Carta fondamentale dell’Autonomia Siciliana.

      5) L’Assemblea legislativa eleggerà nel suo seno un Primo Deputato [Presidente], il quale avrà la facoltà di comporre un Gabinetto, ai cui membri affiderà i vari Dipartimenti dell’amministrazione Siciliana. Il Primo Deputato [Presidente] e il suo Gabinetto rimarranno in carica sino a quando godranno della fiducia dell’Assemblea, espressa da un voto di maggioranza. Comunque, ad ogni nuova elezione dell’Assemblea legislativa, il Gabinetto dovrà presentarsi dimissionario.

      6) L’Assemblea legislativa avrà la durata di due anni. Le elezioni avranno luogo a data fissa, in un giorno che verrà scelto dall’Assemblea costituente.

      7) Il Governo nazionale nominerà un Commissario generale per la Sicilia, il quale rappresenterà lo Stato italiano e avrà funzioni di controllo sull’andamento generale dell’Amministrazione siciliana. Egli avrà il compito di vigilare sul rispetto, da parte degli organi dell’Amministrazione siciliana dei principi fondamentali della Costituzione italiana e della presente carta, che costituisce l’Autonomia siciliana.

      8) Il Commissario generale esercita il diritto di veto sulle leggi approvate dall’Assemblea legislativa; ma in tal caso dovrà, entro dieci giorni dall’approvazione della legge votata, rimandarla all’Assemblea assieme alla motivazione del veto. Se la maggioranza riconferma la legge con una maggioranza di tre quinti dei votanti, la legge diventa esecutiva nonostante il veto.

      9) Il Governo nazionale [italiano] può intervenire in Sicilia e sospendere temporaneamente l’Autonomia, solo nel caso in cui il potere esecutivo della Regione siciliana [Stato regionale di Sicilia] violi le garanzie statutarie delle libertà pubbliche e dei diritti dell’individuo e cioè se esso violi apertamente la libertà di organizzazione politica, sindacale, cooperativistica e religiosa, la libertà di voto e di riunione, la libertà di pensiero, di parola e di stampa, l’inviolabilità del domicilio.
      Ad ogni modo l’intervento deve essere richiesto da almeno un terzo dei membri dell’Assemblea legislativa o da petizione popolare, che sia firmata di un numero di cittadini uguali ad un quinto dei votanti nelle precedenti elezioni regionali.

      10) L’intervento da parte del Governo nazionale [italiano], nei modi e per le ragioni suddette, non può prolungarsi oltre tre mesi, dopodiché l’Assemblea legislativa rieleggerà un nuovo Primo Deputato [Presidente].

      11) Tutte le imposte dirette ed indirette, che dovrà pagare il Popolo Siciliano, saranno sancite soltanto dall’Assemblea legislativa e pagate soltanto ai funzionari all’uopo incaricati dall’Amministrazione siciliana, per essere versati nella tesoreria siciliana.

      12) La Sicilia pagherà globalmente un tributo annuo al tesoro italiano che sarà proporzionato alla ricchezza totale siciliana, alle tasse che pagheranno le altre Regioni italiane e ai servizi che lo Stato italiano renderà alla Sicilia.

      13) La politica militare, la politica estera, [il diritto di cittadinanza e] le grandi opere pubbliche di carattere regionale saranno di stretta competenza del Governo e Parlamento nazionale [italiano], presso l’ultimo dei quali la Sicilia avrà una rappresentanza eletta dal Popolo Siciliano, con gli stessi metodi adottati nel resto d’Italia per le elezioni dei Deputati al Parlamento [con diritto di voto soltanto sulle superiori materie].
      [Lo Stato Regionale di Sicilia ha diritto di istituire una propria cittadinanza siciliana, concedendola in ogni caso a tutti i cittadini italiani che fissino in Sicilia la loro residenza]

      14) Il presente decreto dovrà essere approvato dal Parlamento nazionale o dalla Costituente italiana, quando l’uno o l’altra saranno convocati. [Il presente Trattato tra il Popolo Siciliano e la Repubblica Italiana è parte integrante della Costituzione della Repubblica e prevale su ogni altra norma di rango costituzionale] Ed una volta approvato, non potrà più essere [Esso non può essere] né revocato né modificato senza il consenso del Popolo Siciliano, espresso attraverso le deliberazioni dell’Assemblea legislativa, riconfermato da un referendum popolare.

      [15) Il territorio dello Stato Regionale di Sicilia è militarizzato con armi convenzionali finalizzate alla sola difesa dell’Isola e delle sue acque e cieli territoriali secondo accordi tra il Gabinetto Siciliano e il Governo italiano.
      Le isole Pelagie e Pantelleria non potranno in tempo di pace avere alcuna installazione o presenza militare all’infuori della guardia costiera.]

      [16) Il territorio dello Stato Regionale di Sicilia appartiene allo Spazio Economico Europeo ma non all’Unione Europea economica e monetaria.
      Lo Stato Regionale di Sicilia ha facoltà di emettere propria moneta e di avere proprie riserve valutarie]

      In questo semplice progetto non ci sarebbero conflitti di competenza tra Italia e Sicilia perché i rapporti sarebbero limitati al minimo indispensabile.
      La completa indipendenza economica farebbe della Sicilia una delle terre più ricche al mondo.
      Ma c’è una precondizione a tutto ciò: i Siciliani devono abbandonare i partiti italiani e dare finalmente fiducia ad una classe politica realmente sicilianista.

      Per al Sicilia, solo per amore della Sicilia

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