domenica 22 ott
  • Una storia esemplare

    “Ero adolescente quando mio padre decise di acquistare una casa in Sicilia, sua terra natale. Una piccola costruzione all’interno di un villaggio non lontano da Palermo: sarebbe stata quella il punto di riferimento estivo per tutta la famiglia e il luogo dove nacque il mio amore per l’Isola.
    Il primo impatto con quella casa, nell’agosto del 1981, fu sconcertante: dai rubinetti sgorgava acqua a giorni alterni: un giorno sì, un giorno no. Il sale sulla pelle dopo il bagno in mare si doveva lavare con appena un paio di secchiate rubate dalle cisterne fatte costruire quella stessa estate da mio padre. Quando feci ritorno in Trentino, nel luogo dove allora vivevo, la prima cosa che mi colpì fu aprire i rubinetti di casa e sentire lo scroscio abbondante e pieno dell’acqua.
    La cosa durò diversi anni. Per risolvere il problema dell’acquedotto che non erogava acqua la si acquistava da un individuo che possedeva un pozzo a circa dieci chilometri di distanza e che con autobotti riforniva la nostra cisterna e quella delle altre case del villaggio.

    Nel 1989 nel villaggio si pensò di scavare un pozzo per affrancarsi dalla fornitura esterna: venne trovata una falda di acqua potabile ad appena 70 metri di profondità, ma un mese dopo avere ultimato i lavori uno strano incidente alla camicia d’acciaio che rivestiva le pareti del pozzo ne compromise completamente la funzionalità. Si poteva scavare un nuovo pozzo, ma ogni volta che qualcuno ne parlava un silenzio imbarazzato annichiliva la proposta.
    Ormai il villaggio compra regolarmente acqua da fornitori privati e la voce di costo “Acqua” grava su ciascuna casa come nemmeno la voce “Riscaldamento” grava sui costi della mia abitazione a Milano. Qualcuno mi ha detto che in Sicilia l’acqua non serve per bere: serve per mangiare!
    Mi può stare bene: per quanto opinabile che l’acqua sia o meno un diritto che debba essere assicurato nella sostanza a tutti i cittadini, laddove il servizio pubblico risulti carente il privato vi si può sostituire. Ma il punto è: perchè non mi è data la possibilità di costruire sul mio terreno un mio pozzo? Se provo a scavarne uno, qualcuno nottetempo lo manomette e dissuade dal riprovarci con argomentazioni evidentemente convincenti. Questa non è economia di mercato e non è nemmeno economia della rendita: questa è distruzione di qualunque economia perchè è distruzione dello logica sottostante l’economia, che è logica dello scambio. Questa logica si fonda sulla libertà delle parti di concludere o meno la transazione, ma, dal momento che non si può vivere senza acqua: dov’è la libertà di una delle due parti? Quella libertà starebbe nel potersi approvvigionare diversamente, utilizzando ad esempio un pozzo su un terreno di proprietà, ma questa alternativa viene negata. Oppure disponendo dell’offerta di un fornitore concorrente che, ad oggi, tuttavia non esiste. Perché non esiste? Forse che si debba credere che nel raggio di almeno dieci chilometri esista un solo pozzo? Una simile situazione, nel migliore dei casi io la chiamo parassitismo: chi genera questa situazione si comporta come il parassita che si nutre della pianta sana, impedendole così di crescere ed esprimere le sue potenzialità, fino a soffocarla e farla morire, morendo, tuttavia, esso stesso”.

    Per la cronaca, solo nel 2006, quindi venticinque anni dopo la testimonianza di questo mio amico, l’EAS ha cominciato ad erogare acqua potabile a Scopello, attraverso il suo acquedotto. Merito, forse, degli sconvolgimenti climatici degli ultimi anni che hanno reso più piovoso il clima siciliano, fornendo agli invasi acqua in quantità maggiore di quella che normalmente viene persa da una rete di condutture “colabrodo”, se non addirittura riversata in mare perché gli invasi non sono mai stati collaudati per la piena capacità. La cosa, però, che mi ha sempre lasciato sconcertato è che in quel villaggio trascorrono le vacanze professionisti, dirigenti e imprenditori palermitani, gente quindi istruita che però considerava ineluttabile o “normale” una tale vicenda. Non è, e non era, questione di siccità o di ostacoli oggettivi, ma di una mentalità arcaica. E, se glielo fai notare, qualche idiota, mosso da un orgoglio isolano degno di miglior causa, ti dà pure del razzista…

    Palermo
  • 28 commenti a “Una storia esemplare”

    1. ma quando mai!! in sicilia l’acqua non è più un problema …chiedilo a Cuffaro e Cammarata che te lo dicono loro!! 🙂

    2. Tra le varie teorie sulle cause storiche della nascita del fenomeno mafia in Sicilia, c’è appunto quella che riguarda la proprietà dell’acqua. Chi aveva i pozzi in passato aveva anche il potere di condizionare a piacimento l’esistenza di tante persone.
      Non mi sembra che oggi la realtà sia molto diversa.

    3. Donato, le guerre per il petrolio stanno finendo. Anzi sono quasi concluse. A dirlo sono i rapporti di vecchi agenti della CIA in pensione che l’unica cosa che hanno fatto nella vita è studiare ed analizzare la geopolitica e lo hanno fatto stando seduti accanto alle stanze dei bottoni. Loro sostengono che sta per iniziare l’era della guerra dell’acqua negli angoli del pianeta Terra. E io ci credo! In Sicilia hanno precorso i tempi. Un primato da legittimare!
      Donato, cosa ti fa pensare che professionisti, dirigenti e imprenditori palermitani dovrebbero avere una mentalità non arcaica ?
      Solo perchè guadagnano piu’ soldi degli operai o perche hanno dato 25 materie all’università ?
      Le rivolte sono finite forse il giorno di Portella della Ginestra ! E la’ almeno c’erano contadini ! I benestanti erano a casa a fare altro …
      Ma in Sicilia da tempo nemmeno gli operai o i disoccupati fanno proteste.
      E’ l’unico posto al mondo dove gli si puo fare di tutto agli abitanti, raddoppiargli le tasse, impedirgli di scavare un pozzo nella propria terra, impedirgli di avere una sanita dignitosa, o di avere una qualità dell’aria salubre, tutto, gli si puo fare di tutto…. i siciliani si limiteranno a lamentarsi al bar con gli amici lasciandosi scappare anche qualche bestemmia contro dio.
      Caro Donato apprezzo molto i tuoi interventi su Rosalio, fatti da una persona che vede dall’esterno, quindi distaccata, stimolano o almeno dovrebbero stimolare i siciliani a guardarsi dentro per capire le cose che non vanno da cent’anni. Spero che i siciliani lettori non vedano questi tuoi interventi come l’opera del polentone di turno che vuole dare lezioni di civiltà al popolo siciliano orgoglioso del suo statuto speciale che all’occasione del 60° anniversario della costituzione sforna auguri a go-go al suo modello efficace di governance del territorio.
      Se son pale di ficudinia fioriranno !!!

    4. La storia è emblematica di un concetto basilare che non viene (a volte non vuole essere) capito: la scomparsa della mafia è una pre-condizione imprescindibile per lo sviluppo della Sicilia, economico, civile e culturale.
      Sostenere con sofismi o altre dotte dissertazioni che con la mafia ci si può convivere, che non è questo il problema, che la colpa è della stampa (naturalmente del Nord), che l’immagine della Sicilia ne viene infangata, è solo una mistificazione, a volte proveniente da persone in buona fede (e quindi ingunue o utili idioti) ovvero in mala fede (e quindi mafiosi o con essi collusi, più o meno consapevolmente). Inoltre, è una colossale perdita di tempo.

    5. ovvio che tutte le volte che un bene scarseggia c’e’ qualcuno che ci costruisce un business.
      Certo il Clima Siciliano non e’ quello del Trentino.Ma in Sicilia ci sono zone e zone.
      A Palermo pochi anni fa abbiamo perfino visto le Cisterne in acciaio,nei rioni.
      Poi si e’ ultimata la DIGA ROSAMARINA,
      si sono fatti gli allacciamenti alla
      rete che porta l’acqua alla Citta’,e le
      cisterne sono state disinstallate.
      “Palermo non ha piu’ sete”,mi pare sia da considerare una affermazione accettabile.
      Ci sono voluti 50 anni per realizzare
      la DIGA.Questo non e’ accettabile,con le
      Tecnologie disponibili .
      La Rete Idrica e’ un colabrodo(lo e’ ,attenzione,in molte altre parti del mondo).La Rete Idrica potrebbe espandersi;
      queste sono affermazioni condivisibili.
      La Sicilia e’ collinare;quindi si possono
      costruire molte altre DIGHE.
      Questa potra’ essere la via da perseguire.

    6. L’emergenza idrica? Acqua passata.

    7. ma l’utilizzo del termine “villaggio”è voluto? sembrava di leggere un articolo sul sudan

    8. E’ vero che la famiglia che vendeva l’acqua con le autobotti ha poi realizzato quell’albergo che, tra molte polemiche, è stato costruito dietro l’antico baglio di Scopello? Si è quindi riconvertita al turismo alberghiero (grazie ai finanziamenti pubblici) se non alle speculazioni immobiliari (con un prossimo fallimento ad arte dell’albergo stesso)?

    9. ho vissuto quattro anni e mezzo a Brescia e ho fatto le inumane cose per tornare a vivere a Palermo. Quando esco dall’ufficio e dopo mezz’ora sono già stesa al sole in riva al mare mi ritengo una privilegiata e non mi sono mai pentita della mia cocciutaggine, ma non smetto di provare rabbia per quell’ambulante che staziona abusivamente sotto casa mia indisturbato e dimentico di cose che si chiamano “scontrini”, “tasse”…
      provo rabbia per tutti quei locali abusivi che occupano indisturbati il centro storico, e non solo, inquinando il lavoro di onesti commercianti che, se solo provano a far valere le loro ragioni, si trovano la finanza sull’uscio…
      provo rabbia per l’obbrobrio abusivo che popola le nostre coste, per il degrado in cui versano ville e monumenti che, altrimenti valorizzati, porterebbero lustro alla nostra città… e infine provo tanta rabbia quando, io per prima, istintivamente penso di rivolgermi al Gabibbo e alle Iene per denunciare tutto ciò piuttosto che pensare di cercare soluzioni nelle “Istituzioni”.
      Conosco l’atteggiamento di quegli imprenditori, professionisti di cui parli e… PROVO RABBIA!!!

    10. bravo giordano,
      sei stato più veloce di me a scrivere sta cosa.

      vedi che potenza di sovraintendenza!!!

    11. da La Sicilia
      “La rinuncia alle trivellazioni è un bluff”

      PALERMO – I No-Triv non ci stanno. “Le recenti esternazioni del presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro hanno fatto credere che non vi saranno trivellazioni nel Val di Noto e quasi tutti i mass media ci sono cascati. Purtroppo non è così”, fa sapere il comitato nato per bloccare le ricerche di petrolio e gas nell’area.

      “La ‘rinuncia’ della compagnia petrolifera texana è molto limitata (86 Kmq sui 747 Kmq dell’intera concessione), riguarda zone già vincolate e non comprende quelle ad alta valenza agricola, paesaggistica e turistica che verrebbero perforate comunque. Gli amministratori, i media e i cittadini hanno subito un affronto”.

      Il comitato ribadisce che “l’unico modello di sviluppo può essere quello fondato sul turismo sostenibile e sull’agricoltura di qualità”, e chiede la creazione del parco degli Iblei, “secondo un modello di sviluppo già avviato in Sicilia”.

      19/06/2007

    12. Mr Tamburino, resta da capire perchè certe notzie si trovano sulla rete, ma mai sui giornali: neanche per sbaglio o in forma dubitativa …

    13. Giordano, ma tu vedi ancora i tg e leggi ancora i quotidiani ?
      Siamo nel 2007 !
      La rete veicola l’informazione !
      I tg e i giornali no, perchè sono legati ai padroni dei partiti politici.
      Troveresti mai al tg gli articoli che tratta Beppe Grillo sul suo blog sul danno degli inceneritori-termovalorizzatori per la salute umana ?
      Toveresti nei tg le informazioni sulla corsa alla privatizzazione dell’acqua in ogni dove ?
      Troveresti sui tg gli inciuci della politica con il mondo degli affari ?
      Sulla rete trovi tutto nei dettagli, basta cercare, basta essere curiosi di quello che avviene nel mondo.
      La TV la uso come monitor ormai …..
      La carta stampata ha i giorni contati e loro lo sanno e tremano…….
      La rete spazzerà via tutto il vecchio mondo della disinformazione !
      Chi vivrà vedrà !

    14. Con buona pace di Joe Seeds le ultime ricerche di mercato dimostrano che i giornali non spariranno affatto e che saranno proprio i giovani a comprarli. Le litanie sul “mondo della disinformazione” non meritano nemmeno un sorriso di compatimento.

    15. Roberto se ti accontenti di quello che tg e giornali ti propinano oggi…… vuol dire che ti basta quello che passano.
      Meno male che c’è chi vuole andare oltre ……

    16. Direi che mi passano un’informazione completa, articolata e approfondita. Per me, chi non legge i giornali è un analfabeta.

    17. miodddio, miodddddiooo che cosa sento uscire dalla bocca di un ragazzzo giornalista.

      il problema, se affermi di godere di “un’informazione completa, articolata e approfondita” è proprio questo…
      e ce ne vorranno anni per sistemare la situazione.

      mi spiace essere così duro ma fa incazzare dovere apprendere tante schifezze dei nostri luoghi tramite striscia la notizia con buona grazia di Stefania Petix o tramite le iene.

      Abbiamo serissimi problemi, non esistono più giornalisti che denunciano perchè asserviti alle logiche di potere che prima o poi fanno vedere i loro frutti.

    18. piuttosto non state a contestare il fenomeno rete…e cercate di fare la guerra nelle vostre redazioni per avere un’edizione on line delle vostre testate.

      è inammissibile che in sicilia non ne esistano.

      meno male che molta domanda viene coperta da Rosalio! 😉

    19. Beh, La Sicilia ha una versione online… Il Giornale di Sicilia l’aveva, e da parecchio tempo non l’ha più. Magari uscendo solo nelle edicole sperano di invogliare ad acquistare il cartaceo, contribuendo così a contrastare l’analfabetismo… 😉

    20. Mr. Tamburino, i giornali sono pieni di inchieste, di storie e di notizie. Se non lo sai – scusami, te lo dico come semplice constatazione, non per fare polemica – è perchè non li leggi a fondo. Grazie per il “ragazzo” 😉

    21. Quindi ora proveremo a leggere il Giornale di Sicilia e Repubblica A FONDO e così scopriremo inchieste storie e notizie a noi prima sconosciute.
      Grazie Roberto per la dritta !
      Mi mancava quel “A FONDO” !!!

    22. Prego Sandro, una dritta non si nega a nessuno.

    23. ok.
      ammetto che non leggo i giornali siciliani del lunedì.

      con inchieste, storie e notizie ti riferisci al calcio?
      se si tutto si spiega!

    24. I giornali “del lunedì” che dici tu – in questo momento – sono pieni di intercettazioni che ovviamente non rappresentano un ossequio al mondo politico. Visto che hanno fatto arrabbiare uniformemente destra e sinistra. I fatti sono testardi, più dei luoghi comuni.

    25. Le dighe in sicilia ci sono ma troppe sono usate a meno della metà della loro potenzialità per motivi assurdi come mancati collaudi o per la burocrazia farraginosa se non ferma.

    26. Non sono motivi assurdi.
      Dietro un mancato Collaudo ci possono essere gravi irregolarita’ per cui nessun PROFESSIONISTA CHE NON SIA FOLLE si accolla il RISCHIO .
      Comunque mi piacerebbe sapere se quanto
      hai esposto e dimostrabile (documenti,date,persone e situazioni),o
      se e’ frutto di vivace fantasia.
      TORNANDO AL NUMERO DELLE DIGHE,PENSO
      CHE NON SARANNO MAI TROPPE,in quanto
      la Sicilia,che non e’ il Trentino (dove
      sono frequenti i temporaloni estivi)ha
      un Territorio immenso, d’estate perennemente assetato.

    27. Me lo ricordo, quel villaggio turistico a Scopello con l’acqua portata dalle autobotti; ho passato il mese d’agosto lì dal 1992 al 1997 ( compresi); poi non ci sono più tornato perchè l’acqua, alel 11, cominciava a coprirsi di una schiumetta per niente invitante, i polpi non si vedevano più e neppure le “monachelle” ed i saraghi….isolata, qualche aguglia passava indifferente ed isolata.
      Già nel 1992 l’acqua era tornata, dopo due denunce fatte dal sottoscritto al commissariato di ps di castellammare, che aveva tentato di allontanarmi dicendomi che “la denuncia doveva essere scritta”…… ed io ho provveduto a scriverla, seduta stante, raccontando quale era il meccanismo, che avevo osservato per alcuni giorni, di chiusura dell’acquedotto interno al villaggio e di dirottamento solo ad alcune case ( quelle più in alto) dell’acqua che arrivava dall’esterno.
      Miracolosamente, dopo questa denuncia, l’acqua tornò l’indomani nei rubinetti e durò tutta l’estate…..le autobotti passavano ma tiravano dritto……ed il tutto senza necessità di fare indagini……………..probabilmente adesso saranno tornati all’antico sistema………….

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