<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Io sono un deficiente</title>
	<atom:link href="http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/</link>
	<description>...a Palermo pure io!</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Feb 2012 07:07:21 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
	<item>
		<title>Di: Stefano Leocani</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-91846</link>
		<dc:creator>Stefano Leocani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2007 20:26:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-91846</guid>
		<description>La vicenda è assolutamente uno schiaffone al rispetto per il prossimo e un calcione beffardo alla Giustizia. Qui se c&#039;è qualcuno che sta commettendo un crimine è il Pubblico Ministero: con la sua ridicola accusa sta LEGITTIMANDO gli atti di razzismo e di bullismo che si cerca invece di combattere. Signor Procuratore, io spero che mai uno dei suoi figli si azzardi a puntarle mai un&#039;arma contro, spero che siano abbastanza equilibrati per non farlo, in caso contrario non potrà lamentarsi visto che se lei vincerà questa causa la strada a cio&#039; che pavento sarà brevissima. Nel frattempo, sempre con rispetto parlando, si faccia un&#039;esame della Sua Coscienza, magari sarà Lei a dover scrivere 100, 1000 volte: &#039;Sono un criminale. Sono un criminale....&#039;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La vicenda è assolutamente uno schiaffone al rispetto per il prossimo e un calcione beffardo alla Giustizia. Qui se c&#8217;è qualcuno che sta commettendo un crimine è il Pubblico Ministero: con la sua ridicola accusa sta LEGITTIMANDO gli atti di razzismo e di bullismo che si cerca invece di combattere. Signor Procuratore, io spero che mai uno dei suoi figli si azzardi a puntarle mai un&#8217;arma contro, spero che siano abbastanza equilibrati per non farlo, in caso contrario non potrà lamentarsi visto che se lei vincerà questa causa la strada a cio&#8217; che pavento sarà brevissima. Nel frattempo, sempre con rispetto parlando, si faccia un&#8217;esame della Sua Coscienza, magari sarà Lei a dover scrivere 100, 1000 volte: &#8216;Sono un criminale. Sono un criminale&#8230;.&#8217;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sergino</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-88007</link>
		<dc:creator>sergino</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jun 2007 17:54:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-88007</guid>
		<description>è finita come doveva finire ma per ora non vi allarmate (e doveva finire così al massimo con un richiamo o nota disciplinare all&#039;insegnante, per accontentare chi è totalmente dalla parte del bambino, io comprendo entrambi gli stati d&#039;animo anche se dalla mia sono dalla parte della docente).
vedrete che la docente andrà incontro ad un calvario che si chiama &quot;legge&quot; che la perseguiterà per anni e anni attraverso ricorsi d&#039;appello, nuovi capi d&#039;accusa, annullamenti, eccetera.
Legge italiana, questa è la garanzia a quello che vi dico.
e quindi mi spiace dirvelo ma per lei come per altri che chiedono giustizia e si illudono di ottenerla &quot;non sarà mai finita&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è finita come doveva finire ma per ora non vi allarmate (e doveva finire così al massimo con un richiamo o nota disciplinare all&#8217;insegnante, per accontentare chi è totalmente dalla parte del bambino, io comprendo entrambi gli stati d&#8217;animo anche se dalla mia sono dalla parte della docente).<br />
vedrete che la docente andrà incontro ad un calvario che si chiama &#8220;legge&#8221; che la perseguiterà per anni e anni attraverso ricorsi d&#8217;appello, nuovi capi d&#8217;accusa, annullamenti, eccetera.<br />
Legge italiana, questa è la garanzia a quello che vi dico.<br />
e quindi mi spiace dirvelo ma per lei come per altri che chiedono giustizia e si illudono di ottenerla &#8220;non sarà mai finita&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Maria Luisa</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-87954</link>
		<dc:creator>Maria Luisa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jun 2007 13:46:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-87954</guid>
		<description>ULTIMISSIMA ORA: pare che il padre del bambino abbia chiesto alla maestra un risarcimento di 25.000 euro perchè suo figlio, dopo la punizione, ha presentato problemi psichici. (fonte TGS)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ULTIMISSIMA ORA: pare che il padre del bambino abbia chiesto alla maestra un risarcimento di 25.000 euro perchè suo figlio, dopo la punizione, ha presentato problemi psichici. (fonte TGS)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Il Leone</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-87952</link>
		<dc:creator>Il Leone</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jun 2007 13:41:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-87952</guid>
		<description>ULTIM&#039;ORA: Palermo, assolta l&#039;insegnante
che punì l&#039;alunno bullo


PALERMO - Assolta l&#039;insegnante che aveva costretto un alunno a scrivere sul quaderno &quot;sono un deficiente&quot;, dopo un episodio di bullismo. La donna era stata denunciata dal padre del ragazzo. 

Secondo il pm, che aveva chiesto una condanna di due anni, la risposta della docente di Lettere, trent&#039;anni di insegnamento alle spalle, era stata sproporzionata rispetto al comportamento del suo alunno dodicenne. Un ragazzino vivace che, all&#039;inizio dell&#039;anno scolastico, aveva impedito a un coetaneo di entrare in bagno coprendolo di insulti omofobici. 

La docente è stata assolta &quot;perché il fatto non sussiste&quot;. La donna si era sempre dichiarata tranquilla, sostenendo di aver fatto &quot;il proprio dovere&quot;. All&#039;udienza e alla lettura delle motivazioni hanno assistito i rappresentanti di alcune associazioni gay, che le hanno portato solidarietà. Lei ha solo detto all&#039;avvocato: &quot;Mi viene da piangere&quot;. 
_____________
E&#039; finita ancora meglio rispetto a quel che pensavo (e mi auguravo)!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ULTIM&#8217;ORA: Palermo, assolta l&#8217;insegnante<br />
che punì l&#8217;alunno bullo</p>
<p>PALERMO &#8211; Assolta l&#8217;insegnante che aveva costretto un alunno a scrivere sul quaderno &#8220;sono un deficiente&#8221;, dopo un episodio di bullismo. La donna era stata denunciata dal padre del ragazzo. </p>
<p>Secondo il pm, che aveva chiesto una condanna di due anni, la risposta della docente di Lettere, trent&#8217;anni di insegnamento alle spalle, era stata sproporzionata rispetto al comportamento del suo alunno dodicenne. Un ragazzino vivace che, all&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico, aveva impedito a un coetaneo di entrare in bagno coprendolo di insulti omofobici. </p>
<p>La docente è stata assolta &#8220;perché il fatto non sussiste&#8221;. La donna si era sempre dichiarata tranquilla, sostenendo di aver fatto &#8220;il proprio dovere&#8221;. All&#8217;udienza e alla lettura delle motivazioni hanno assistito i rappresentanti di alcune associazioni gay, che le hanno portato solidarietà. Lei ha solo detto all&#8217;avvocato: &#8220;Mi viene da piangere&#8221;.<br />
_____________<br />
E&#8217; finita ancora meglio rispetto a quel che pensavo (e mi auguravo)!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Manueluccia</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-87897</link>
		<dc:creator>Manueluccia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jun 2007 09:46:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-87897</guid>
		<description>il mio modesto parere è che i genitori d&#039;oggi tendono a non voler vedere nei comportamenti del figlio un proprio fallimento quando invece dovrebbero affrontare la realtà e comprendere che se un bambino &quot;fa i capricci&quot; non è perche &quot;lui è cosi&quot; ma perche i genitori non sono stati in grado di tramandargli i giusti valori che formano un adulto. oggi capisco la frase dei miei genitori: &quot;è piu facile dire si che no&quot;
un figlio, si sa, prende tempo, richiede fatica ed impegno mentre spesso lo si &quot;posteggia&quot; da qualche parte, e che si arrangi da solo, il pargolo. ricordiamoci, pero, che l&#039;uomo rimane sempre un animale e che non è in grado di autodefinirsi ma progetta se stesso sulla base di un modello preesistente, solitamente un genitore. ma se non si da ai figli la possibilità di assumere tale modello (forse abbiamo paura di non essere all&#039;altezza??), la loro scelta si sposterà verso altri canoni, quelli piu forti, quelli imposti da una società che non ha piu alcun pudore in merito. non sono una di quelle moraliste che pensano che la televisione dovrebbe essere oscurata, le pubblicità a sfondo sessuale eliminate o cose del genere. ritengo, infatti, che con i dovuti strumenti ognuno di noi possa riuscire a barcamenarsi in questa grande giungla che è la vita. ma ritengo assolutamente necessario che si ricominci a dare peso ai giusti valori, alla meritocrazia intesa non come diversita tra gli individui ma come elogio dell&#039;impegno mentale, fisico di ciascuno di noi. ma la cosa davvero importante è ricominciare ad educare al rispetto in ogni sua forma, ricominciare a vedere nell&#039;altro qualcuno che possa arricchirci nella sua diversità, qualunque essa sia e a cancellare il preconcetto che l&#039;unico modo per sentirsi persone migliori e socialmente accettate sia denigrare l&#039;altro na noi, il diverso. 
visione troppo utopica? forse, ma credo proprio che dipenda da noi...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il mio modesto parere è che i genitori d&#8217;oggi tendono a non voler vedere nei comportamenti del figlio un proprio fallimento quando invece dovrebbero affrontare la realtà e comprendere che se un bambino &#8220;fa i capricci&#8221; non è perche &#8220;lui è cosi&#8221; ma perche i genitori non sono stati in grado di tramandargli i giusti valori che formano un adulto. oggi capisco la frase dei miei genitori: &#8220;è piu facile dire si che no&#8221;<br />
un figlio, si sa, prende tempo, richiede fatica ed impegno mentre spesso lo si &#8220;posteggia&#8221; da qualche parte, e che si arrangi da solo, il pargolo. ricordiamoci, pero, che l&#8217;uomo rimane sempre un animale e che non è in grado di autodefinirsi ma progetta se stesso sulla base di un modello preesistente, solitamente un genitore. ma se non si da ai figli la possibilità di assumere tale modello (forse abbiamo paura di non essere all&#8217;altezza??), la loro scelta si sposterà verso altri canoni, quelli piu forti, quelli imposti da una società che non ha piu alcun pudore in merito. non sono una di quelle moraliste che pensano che la televisione dovrebbe essere oscurata, le pubblicità a sfondo sessuale eliminate o cose del genere. ritengo, infatti, che con i dovuti strumenti ognuno di noi possa riuscire a barcamenarsi in questa grande giungla che è la vita. ma ritengo assolutamente necessario che si ricominci a dare peso ai giusti valori, alla meritocrazia intesa non come diversita tra gli individui ma come elogio dell&#8217;impegno mentale, fisico di ciascuno di noi. ma la cosa davvero importante è ricominciare ad educare al rispetto in ogni sua forma, ricominciare a vedere nell&#8217;altro qualcuno che possa arricchirci nella sua diversità, qualunque essa sia e a cancellare il preconcetto che l&#8217;unico modo per sentirsi persone migliori e socialmente accettate sia denigrare l&#8217;altro na noi, il diverso.<br />
visione troppo utopica? forse, ma credo proprio che dipenda da noi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lia gambino</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86981</link>
		<dc:creator>lia gambino</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jun 2007 08:35:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86981</guid>
		<description>Vorrei  intervenire non solo con il mio pensiero ma anche con il mio ruolo e fornirvi se ne saro&#039; capace una chiave di lettura adeguata 
sono un dirigente scolastico (ex preside) e come tale ogni giorno mi incontro e mi scontro con questi problemi(il bambino etichettato, il bullo di turno , i docenti in prima linea )
 tutti gli attori di queste storie hanno i loro sacrosanti diritti e doveri 
ma per capire i termini della questione (considerato che negli interventi sono presenti diverse generazioni ) bisogna comprendere cosa è accaduto alla scuola e alla società in questi anni in cui ognuno di noi ha un ricordo o porta dentro di sè un suo pensiero
La scuola pubblica e obbligatoria , ci insegna la letteratura sociologica , è nata in virtù di un patto politico e di un mandato sociale che aveva ragione d’essere in un epoca storica in cui il Paese voleva , attraverso la cultura costruire la propria identità nazionale , garantire strumenti d’accesso al lavoro e alla cittadinanza , promuovere la mobilità sociale. 
Il patto si fondava sulla condivisione del valore dell’istruzione e della cultura riconosciuti come fondamentali strumenti di crescita sociale e personale. 
Unico soggetto deputato alla trasmissione del sapere , la scuola interessava alla politica e ai cittadini , e gli insegnanti costituivano risorsa imprescindibile per lo sviluppo del paese.
Oggi i processi della società contemporanea globalizzata sono molto diversi : il modello capitalistico dello sviluppo economico planetario genera contraddizioni profonde con i principi di eguaglianza e di pari opportunità; nelle società occidentali , sempre più multietniche e multiculturali, l’identità nazionale diventa concetto sfumato e ambiguo. 
I cittadini sono sempre più cittadini del mondo , l’ascesa sociale è ferma e per la prima volta nella storia , i figli sanno di non potere migliorare le loro condizioni di vita rispetto a quelle dei padri.
La cultura nazionale è unificata dal “Grande Fratello “ più che da Dante Alighieri.
E la scuola diventa lo specchio delle contraddizioni del Paese : i contenuti si fanno ipertrofici ma si svuotano: i saperi che servono  non  sono garantiti dalla scuola, e ciò che dà la scuola sembra non servire.
L’obbligo auspicato e atteso s’innalza ma si svuota : non garantisce né gli interessi del Paese né quelli delle persone , non risponde ai bisogni.
E intanto si amplia il divario generazionale, e la velocità dei cambiamenti culturali e sociali e la pervasività della tecnologia modificano i costumi e i linguaggi e i contesti di vita e le intelligenze stesse , e producono nei giovani abissi di distanza , di non conoscenza, di estraneità rispetto al maestro non solo adulto ma vecchio , portatore di parole e di regole aliene , di noia di inutilità , di difficoltà, e di inacessibilità, di titoli di carta che non servono.
La scuola , avvilita dal disagio di una quotidianità frustrante, impotente nella avvertita inadeguatezza , colpevolizzata dagli attacchi sociali,” subisce “il cambiamento e vi si adatta e cambia verso una  direzione che propone l’abbassamento qualitativo della proposta , accondiscendenza di fronte ai nuovi modelli comportamentali, copertura degli insuccessi attraverso sistemi valutativi ipergratificanti , ricorso a pratiche progettuali  burocratizzate, ripiegamento su ruoli amicali e permissivi o irrigidimento su ruoli conservatori e autoritari , ricerca di tecniche didattiche non portatrici della auspicata soluzione.
Su quali principi e su quali saperi costruire oggi una scuola che risulti appetibile , considerato che non garantirà comunque il lavoro e l’ascesa sociale?
a tutto ciò va aggiunto il disagio della classe docente che lamenta la scarsa considerazione sociale per un mestiere che merita dignità 
allora cosa fare? Dal mio modesto punto di vista si puo intravedere una soluzione se si da la  priorità del piacere rispetto al dovere

Il patto formativo tra società e scuola  va riformato su una diversa “contrattualità”, centrata sulla costruzione di motivazioni e significati intrinseci al fare scuola, e derivanti dal piacere  del fare scuola. Ribaltare il principio della priorità del dovere rispetto al piacere è fondamentale per il coinvolgimento sia degli studenti, ai quali va la nostra attenzione, sia degli insegnanti, ai quali si propongono motivazioni non economiche, né sociali, ma culturali, etiche, politiche.
Andare a scuola per obbligo si può, e si può per obbligo imparare una lezione ed eseguire un esercizio. Apprendere, però, è un’altra cosa: se quello che fai non ti piace, apprendi poco, non “significhi” molto, diventi triste e non vedi l’ora di fuggire. Anche entrare in relazione con gli altri per obbligo non si può. Anche entrare in relazione ti deve piacere, ne devi avere un senso, un gusto, uno scopo. Se non entri, dentro, in relazione.
L’impegno che chiediamo agli alunni, nella scuola, lo chiediamo in nome del senso del dovere, di una responsabilità personale nel perseguimento di scopi che altri hanno individuato come importanti e significativi. Dimentichiamo, nella scuola, che la maturazione del senso di responsabilità e il valore dell’impegno sono obiettivi,  non presupposti della formazione.E’ in un contesto di piacere e di senso che assume senso e scopo la richiesta d’impegno e di responsabilità, che assume senso e scopo il “senso del dovere”. Se non vogliano farne una questione pedagogica e psicologica, facciamone una questione d’efficacia: il dovere, la noia, l’assenza di scopi e significati uccidono la voglia di apprendere, vanificano i sensi dello stare insieme, inibiscono e designificano le relazioni.E gli adulti? un insegnante che viva il suo lavoro solo sul senso del dovere ha finito d’essere insegnante: quali motivazioni,quali prospettive, quali sensi, quali amori potrà offrire ai suoi ragazzi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei  intervenire non solo con il mio pensiero ma anche con il mio ruolo e fornirvi se ne saro&#8217; capace una chiave di lettura adeguata<br />
sono un dirigente scolastico (ex preside) e come tale ogni giorno mi incontro e mi scontro con questi problemi(il bambino etichettato, il bullo di turno , i docenti in prima linea )<br />
 tutti gli attori di queste storie hanno i loro sacrosanti diritti e doveri<br />
ma per capire i termini della questione (considerato che negli interventi sono presenti diverse generazioni ) bisogna comprendere cosa è accaduto alla scuola e alla società in questi anni in cui ognuno di noi ha un ricordo o porta dentro di sè un suo pensiero<br />
La scuola pubblica e obbligatoria , ci insegna la letteratura sociologica , è nata in virtù di un patto politico e di un mandato sociale che aveva ragione d’essere in un epoca storica in cui il Paese voleva , attraverso la cultura costruire la propria identità nazionale , garantire strumenti d’accesso al lavoro e alla cittadinanza , promuovere la mobilità sociale.<br />
Il patto si fondava sulla condivisione del valore dell’istruzione e della cultura riconosciuti come fondamentali strumenti di crescita sociale e personale.<br />
Unico soggetto deputato alla trasmissione del sapere , la scuola interessava alla politica e ai cittadini , e gli insegnanti costituivano risorsa imprescindibile per lo sviluppo del paese.<br />
Oggi i processi della società contemporanea globalizzata sono molto diversi : il modello capitalistico dello sviluppo economico planetario genera contraddizioni profonde con i principi di eguaglianza e di pari opportunità; nelle società occidentali , sempre più multietniche e multiculturali, l’identità nazionale diventa concetto sfumato e ambiguo.<br />
I cittadini sono sempre più cittadini del mondo , l’ascesa sociale è ferma e per la prima volta nella storia , i figli sanno di non potere migliorare le loro condizioni di vita rispetto a quelle dei padri.<br />
La cultura nazionale è unificata dal “Grande Fratello “ più che da Dante Alighieri.<br />
E la scuola diventa lo specchio delle contraddizioni del Paese : i contenuti si fanno ipertrofici ma si svuotano: i saperi che servono  non  sono garantiti dalla scuola, e ciò che dà la scuola sembra non servire.<br />
L’obbligo auspicato e atteso s’innalza ma si svuota : non garantisce né gli interessi del Paese né quelli delle persone , non risponde ai bisogni.<br />
E intanto si amplia il divario generazionale, e la velocità dei cambiamenti culturali e sociali e la pervasività della tecnologia modificano i costumi e i linguaggi e i contesti di vita e le intelligenze stesse , e producono nei giovani abissi di distanza , di non conoscenza, di estraneità rispetto al maestro non solo adulto ma vecchio , portatore di parole e di regole aliene , di noia di inutilità , di difficoltà, e di inacessibilità, di titoli di carta che non servono.<br />
La scuola , avvilita dal disagio di una quotidianità frustrante, impotente nella avvertita inadeguatezza , colpevolizzata dagli attacchi sociali,” subisce “il cambiamento e vi si adatta e cambia verso una  direzione che propone l’abbassamento qualitativo della proposta , accondiscendenza di fronte ai nuovi modelli comportamentali, copertura degli insuccessi attraverso sistemi valutativi ipergratificanti , ricorso a pratiche progettuali  burocratizzate, ripiegamento su ruoli amicali e permissivi o irrigidimento su ruoli conservatori e autoritari , ricerca di tecniche didattiche non portatrici della auspicata soluzione.<br />
Su quali principi e su quali saperi costruire oggi una scuola che risulti appetibile , considerato che non garantirà comunque il lavoro e l’ascesa sociale?<br />
a tutto ciò va aggiunto il disagio della classe docente che lamenta la scarsa considerazione sociale per un mestiere che merita dignità<br />
allora cosa fare? Dal mio modesto punto di vista si puo intravedere una soluzione se si da la  priorità del piacere rispetto al dovere</p>
<p>Il patto formativo tra società e scuola  va riformato su una diversa “contrattualità”, centrata sulla costruzione di motivazioni e significati intrinseci al fare scuola, e derivanti dal piacere  del fare scuola. Ribaltare il principio della priorità del dovere rispetto al piacere è fondamentale per il coinvolgimento sia degli studenti, ai quali va la nostra attenzione, sia degli insegnanti, ai quali si propongono motivazioni non economiche, né sociali, ma culturali, etiche, politiche.<br />
Andare a scuola per obbligo si può, e si può per obbligo imparare una lezione ed eseguire un esercizio. Apprendere, però, è un’altra cosa: se quello che fai non ti piace, apprendi poco, non “significhi” molto, diventi triste e non vedi l’ora di fuggire. Anche entrare in relazione con gli altri per obbligo non si può. Anche entrare in relazione ti deve piacere, ne devi avere un senso, un gusto, uno scopo. Se non entri, dentro, in relazione.<br />
L’impegno che chiediamo agli alunni, nella scuola, lo chiediamo in nome del senso del dovere, di una responsabilità personale nel perseguimento di scopi che altri hanno individuato come importanti e significativi. Dimentichiamo, nella scuola, che la maturazione del senso di responsabilità e il valore dell’impegno sono obiettivi,  non presupposti della formazione.E’ in un contesto di piacere e di senso che assume senso e scopo la richiesta d’impegno e di responsabilità, che assume senso e scopo il “senso del dovere”. Se non vogliano farne una questione pedagogica e psicologica, facciamone una questione d’efficacia: il dovere, la noia, l’assenza di scopi e significati uccidono la voglia di apprendere, vanificano i sensi dello stare insieme, inibiscono e designificano le relazioni.E gli adulti? un insegnante che viva il suo lavoro solo sul senso del dovere ha finito d’essere insegnante: quali motivazioni,quali prospettive, quali sensi, quali amori potrà offrire ai suoi ragazzi?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Uma</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86729</link>
		<dc:creator>Uma</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jun 2007 11:08:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86729</guid>
		<description>No comment. Come giustamente dice Letizia, che credo essere non dico della mia generazione, ma di una generazione in cui, si rispettava l&#039;insegnante, generalmente, e diciamo meno il minore, che come minore, aveva poche idee certe ancora sulle regole, neanche io io sono mai rimsta traumatizzata, da possibili problemi avvenuti in ambito scolastico.
Perché, valeva la regola degli adulti responsabili, che andava capita, ad ingresso nel mondo degli adulti, da parte dei ragazzini.
E&#039; una violenza verso l&#039;adolescenza? Non credo, significava semplicemente comprendere regole minime di rispetto per la reciproca convivenza sociale, al fine di condurre un&#039;esistenza futura basata sulla comprensione, sulla moderazione e sulal reciproca moderazione delle personali intemperanze, al fine di raggiungere maggiori risultati di dialogo.
L&#039;educazione al dialogo, alla mitezza, all&#039;attenzione, non mi é mai sembrata una perdità di &#039;naturalità&#039;, un&#039;oppresione delle proprie personali ed istintuali condizioni, l&#039;ho sempre percepita come un passaggio da una condizione di coscienza incosciente, ad una condizione di coscienza cosciente dei propri atti e delle conseguenze dei propri atti. In definitiva, l&#039;assunzione del principio di responsabilità.
PS. nel Caso in esame i miei, avrebbero dato ragione alla maestra, mi avrebbero fatto una testa tanta sui motivi per cui non andava detto quello che avevo detto, le spiegazioni sull&#039;idea di rapporto con le diversità, sul principio del rispetto degli altri, etc...
La punizione sarebbe stata per me.
Forse non ci sono più i genitori di una volta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No comment. Come giustamente dice Letizia, che credo essere non dico della mia generazione, ma di una generazione in cui, si rispettava l&#8217;insegnante, generalmente, e diciamo meno il minore, che come minore, aveva poche idee certe ancora sulle regole, neanche io io sono mai rimsta traumatizzata, da possibili problemi avvenuti in ambito scolastico.<br />
Perché, valeva la regola degli adulti responsabili, che andava capita, ad ingresso nel mondo degli adulti, da parte dei ragazzini.<br />
E&#8217; una violenza verso l&#8217;adolescenza? Non credo, significava semplicemente comprendere regole minime di rispetto per la reciproca convivenza sociale, al fine di condurre un&#8217;esistenza futura basata sulla comprensione, sulla moderazione e sulal reciproca moderazione delle personali intemperanze, al fine di raggiungere maggiori risultati di dialogo.<br />
L&#8217;educazione al dialogo, alla mitezza, all&#8217;attenzione, non mi é mai sembrata una perdità di &#8216;naturalità&#8217;, un&#8217;oppresione delle proprie personali ed istintuali condizioni, l&#8217;ho sempre percepita come un passaggio da una condizione di coscienza incosciente, ad una condizione di coscienza cosciente dei propri atti e delle conseguenze dei propri atti. In definitiva, l&#8217;assunzione del principio di responsabilità.<br />
PS. nel Caso in esame i miei, avrebbero dato ragione alla maestra, mi avrebbero fatto una testa tanta sui motivi per cui non andava detto quello che avevo detto, le spiegazioni sull&#8217;idea di rapporto con le diversità, sul principio del rispetto degli altri, etc&#8230;<br />
La punizione sarebbe stata per me.<br />
Forse non ci sono più i genitori di una volta.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Perdido</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86679</link>
		<dc:creator>Perdido</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jun 2007 06:22:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86679</guid>
		<description>Ma la responsabilità più grave (a tutti i livelli) adesso ce l&#039;ha la magistratura che si sta occupando del caso. Che razza di segnale darebbe al paese una sentenza di colpevolezza per l&#039;insegnante? Le vittime del bullismo risulterebbero per niente tutelate rispetto a chi li perseguita, con buona pace di tutte le campagne di prevenzione contro questa brutta realtà, e di una speranza di reale progresso. E soprattutto, questa storia, che la vicenda legale ha pompato in un certo modo, siamo sicuri che non scoraggerà in futuro altri insegnanti dall&#039;intervenire? In verità, visto il grande silenzio che di solito circonda gli episodi di bullismo, è più che probabile. Ci sarà paura a occuparsi di una piaga gravissima, e il rischio di sprofondare di nuovo in una totale indifferenza è intollerabile. Per questo invito chi amministra la nostra giustizia a riflettere. L&#039;insegnante di Palermo, al di là di polemiche sterili, ha dimostrato  di avere una coscienza. Adesso tocca ai magistrati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma la responsabilità più grave (a tutti i livelli) adesso ce l&#8217;ha la magistratura che si sta occupando del caso. Che razza di segnale darebbe al paese una sentenza di colpevolezza per l&#8217;insegnante? Le vittime del bullismo risulterebbero per niente tutelate rispetto a chi li perseguita, con buona pace di tutte le campagne di prevenzione contro questa brutta realtà, e di una speranza di reale progresso. E soprattutto, questa storia, che la vicenda legale ha pompato in un certo modo, siamo sicuri che non scoraggerà in futuro altri insegnanti dall&#8217;intervenire? In verità, visto il grande silenzio che di solito circonda gli episodi di bullismo, è più che probabile. Ci sarà paura a occuparsi di una piaga gravissima, e il rischio di sprofondare di nuovo in una totale indifferenza è intollerabile. Per questo invito chi amministra la nostra giustizia a riflettere. L&#8217;insegnante di Palermo, al di là di polemiche sterili, ha dimostrato  di avere una coscienza. Adesso tocca ai magistrati.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: a. vincenzo</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86669</link>
		<dc:creator>a. vincenzo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jun 2007 06:03:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86669</guid>
		<description>In quest’ultimo ventennio abbiamo assistito ad una trasformazione radicale della società.
Adesso è definita società dei consumi dove il ruolo della famiglia è sempre più marginale….
Buona parte dell’educazione dei figli viene demandata alla televisione, i genitori sempre più presi dal lavoro o da problemi di sopravvivenza economica non hanno più tempo per educare i figli… ma come potrei… e poi fanno tutti così.
Quand’ero bambino e mi veniva chiesto cosa vuoi fare da grande io, come tutti i miei coetanei rispondevamo:”il Dottore, il poliziotto, il maestro, l’avvocato, il pompiere, ecc…” oggi alla stessa domanda i bambini rispondono “ La velina, il calciatore, l’isola dei famosi, ecc…” dove è la necessità di avere una cultura?
Sono sicuro che il bambino “bulletto” del caso farà più strada rispetto agli altri ed i risultati già si vedono….Basta guardarsi attorno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In quest’ultimo ventennio abbiamo assistito ad una trasformazione radicale della società.<br />
Adesso è definita società dei consumi dove il ruolo della famiglia è sempre più marginale….<br />
Buona parte dell’educazione dei figli viene demandata alla televisione, i genitori sempre più presi dal lavoro o da problemi di sopravvivenza economica non hanno più tempo per educare i figli… ma come potrei… e poi fanno tutti così.<br />
Quand’ero bambino e mi veniva chiesto cosa vuoi fare da grande io, come tutti i miei coetanei rispondevamo:”il Dottore, il poliziotto, il maestro, l’avvocato, il pompiere, ecc…” oggi alla stessa domanda i bambini rispondono “ La velina, il calciatore, l’isola dei famosi, ecc…” dove è la necessità di avere una cultura?<br />
Sono sicuro che il bambino “bulletto” del caso farà più strada rispetto agli altri ed i risultati già si vedono….Basta guardarsi attorno.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86407</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2007 23:13:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86407</guid>
		<description>Purtroppo adesso il bulletto si sentirà onnipotente e questo si che è un danno alla sua educazione. Sono perfettamente d&#039;accordo, Letizia... E poi così sei a 50 commenti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo adesso il bulletto si sentirà onnipotente e questo si che è un danno alla sua educazione. Sono perfettamente d&#8217;accordo, Letizia&#8230; E poi così sei a 50 commenti!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Neve</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86354</link>
		<dc:creator>Neve</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2007 17:51:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86354</guid>
		<description>Sono perfettamente d&#039;accordo con te, e forse hai ragione.. i metodi che ho proposto sono fin troppo idilliaci, ma ti assicuro che lo sono solo agli occhi dei grandi. I bambini infatti, incapaci di provare malizia o (e lo ripeto ancora una volta) di capire gli errori che stanno compiendo, attraverso una &quot;punizione&quot; più mirata e consapevole possono anche riuscire a comprendere ciò che hanno fatto, e ciò che hanno subito, chi chiedendo scusa e qualcun altro perdonando. Personalmente dunque non penso che nella risoluzione di questi casi la sfera ludica debba essere totalmente sottovalutata, naturalmente occorre però che sia corretta e posta in essere da un docente competente... 
E mi riferisco sia alla capacità che l&#039;insegnante deve avere nello sgridare il bullo della situazione, sia a quella che deve avere nel far capire alla vittima che non ha colpa, che occorre essere sempre se stessi, e che bisogna perdonare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono perfettamente d&#8217;accordo con te, e forse hai ragione.. i metodi che ho proposto sono fin troppo idilliaci, ma ti assicuro che lo sono solo agli occhi dei grandi. I bambini infatti, incapaci di provare malizia o (e lo ripeto ancora una volta) di capire gli errori che stanno compiendo, attraverso una &#8220;punizione&#8221; più mirata e consapevole possono anche riuscire a comprendere ciò che hanno fatto, e ciò che hanno subito, chi chiedendo scusa e qualcun altro perdonando. Personalmente dunque non penso che nella risoluzione di questi casi la sfera ludica debba essere totalmente sottovalutata, naturalmente occorre però che sia corretta e posta in essere da un docente competente&#8230;<br />
E mi riferisco sia alla capacità che l&#8217;insegnante deve avere nello sgridare il bullo della situazione, sia a quella che deve avere nel far capire alla vittima che non ha colpa, che occorre essere sempre se stessi, e che bisogna perdonare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Perdido</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86333</link>
		<dc:creator>Perdido</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2007 16:26:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86333</guid>
		<description>Sento il bisogno di aggiunere un&#039;osservazione. Anch&#039;io mi sono chiesto se magari non sarebbe stato più opportuno obbligare il bullo a chiedere scusa al compagno davanti alla classe... Ma, a parte il fatto che una soluzione del genere (o come quelle indicate da Neve) mi sembra fin troppo idilliaca (quasi certamente la Prof sarebbe stata sbeffeggiata, anche se sottobanco, e la persecuzione sarebbe continuato come prima)... trovo francamente che la discussione rischi di prendere una strada che non porta da nessuna parte. E&#039; senz&#039;altro lecito interrogarsi su quali dovrebbero essere gli strumenti correttivi più opportuni. Su questo non ci piove. Ma continuo a sottolineare il fatto che questa vicenda, così come sta venendo discussa nella maggior parte delle sedi, sta passando dolorosamente sopra la testa della vittima del bullo. Anche lui è un bambino, soprattutto lui è stato traumatizzato e non solo... Siamo sicuri che non dovrà patire ulteriori rappresaglie a scuola? Non sarebbe una novità in situazioni del genere. Quindi, avvitarsi su cosa avrebbe dovuto (o potuto) fare di meglio l&#039;insegnante... scusatemi, ma io lo trovo un problema che può essere rimandato, giacché questo dibattito non fa che distogliere dagli aspetti più gravi e urgenti della vicenda. Il bullismo. Il silenzio delle vittime e delle loro famiglie che spesso provano a loro volta più vergogna che sdegno. L&#039;impossibilità dei docenti a intervenire (in questo caso è partita una discutibile denuncia, ma non dimenticate che altrove, insegnanti sono stati picchiati da genitori di allievi che avevano bocciato) e soprattutto: la tutela delle vittime del bullismo, che qui si tende a dimenticare a favore di ipotetiche punizioni ritenute più accettabili per recuperare i responsabili. Si riscrive (anche moderatamente) il comportamento dell&#039;insegnante, ma ci si scorda che a monte ci sono altri fattori cruciali. Uno degli aspetti peggiori di questa vicenda (mi riferisco alle ripercussioni giudiziarie ) è che sta gettando fumo negli occhi riguardo questioni relative all&#039;educazione e al vivere civile. Azzerando o comunque rendendo invisibile la colpa che è stata commessa su un altro bambino inerme. I bambini, ricordiamolo (e qui ce ne sono ben due) hanno bisogno di una guida illuminata da parte degli adulti per crescere. Io sono dell&#039;opinione che punire l&#039;insegnante per avere comminato un castigo all&#039;antica, ma in realtà innocuo (sicuramente più delle azioni del bullo) potrebbe spargere sale sulla ferita del ragazzino vessato, che con molta più probabilità del suo persecutore potrà aver bisogno in futuro dell&#039;aiuto di un terapeuta. Ed è questo che non mi fa dormire. La legge sembra pronta a reprimere un presunto eccesso di correzione, ma non vedo nessun segnale per le vittime di episodi come questo. C&#039;è poco da fare. Lo trovo sconfortante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sento il bisogno di aggiunere un&#8217;osservazione. Anch&#8217;io mi sono chiesto se magari non sarebbe stato più opportuno obbligare il bullo a chiedere scusa al compagno davanti alla classe&#8230; Ma, a parte il fatto che una soluzione del genere (o come quelle indicate da Neve) mi sembra fin troppo idilliaca (quasi certamente la Prof sarebbe stata sbeffeggiata, anche se sottobanco, e la persecuzione sarebbe continuato come prima)&#8230; trovo francamente che la discussione rischi di prendere una strada che non porta da nessuna parte. E&#8217; senz&#8217;altro lecito interrogarsi su quali dovrebbero essere gli strumenti correttivi più opportuni. Su questo non ci piove. Ma continuo a sottolineare il fatto che questa vicenda, così come sta venendo discussa nella maggior parte delle sedi, sta passando dolorosamente sopra la testa della vittima del bullo. Anche lui è un bambino, soprattutto lui è stato traumatizzato e non solo&#8230; Siamo sicuri che non dovrà patire ulteriori rappresaglie a scuola? Non sarebbe una novità in situazioni del genere. Quindi, avvitarsi su cosa avrebbe dovuto (o potuto) fare di meglio l&#8217;insegnante&#8230; scusatemi, ma io lo trovo un problema che può essere rimandato, giacché questo dibattito non fa che distogliere dagli aspetti più gravi e urgenti della vicenda. Il bullismo. Il silenzio delle vittime e delle loro famiglie che spesso provano a loro volta più vergogna che sdegno. L&#8217;impossibilità dei docenti a intervenire (in questo caso è partita una discutibile denuncia, ma non dimenticate che altrove, insegnanti sono stati picchiati da genitori di allievi che avevano bocciato) e soprattutto: la tutela delle vittime del bullismo, che qui si tende a dimenticare a favore di ipotetiche punizioni ritenute più accettabili per recuperare i responsabili. Si riscrive (anche moderatamente) il comportamento dell&#8217;insegnante, ma ci si scorda che a monte ci sono altri fattori cruciali. Uno degli aspetti peggiori di questa vicenda (mi riferisco alle ripercussioni giudiziarie ) è che sta gettando fumo negli occhi riguardo questioni relative all&#8217;educazione e al vivere civile. Azzerando o comunque rendendo invisibile la colpa che è stata commessa su un altro bambino inerme. I bambini, ricordiamolo (e qui ce ne sono ben due) hanno bisogno di una guida illuminata da parte degli adulti per crescere. Io sono dell&#8217;opinione che punire l&#8217;insegnante per avere comminato un castigo all&#8217;antica, ma in realtà innocuo (sicuramente più delle azioni del bullo) potrebbe spargere sale sulla ferita del ragazzino vessato, che con molta più probabilità del suo persecutore potrà aver bisogno in futuro dell&#8217;aiuto di un terapeuta. Ed è questo che non mi fa dormire. La legge sembra pronta a reprimere un presunto eccesso di correzione, ma non vedo nessun segnale per le vittime di episodi come questo. C&#8217;è poco da fare. Lo trovo sconfortante.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Neve</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86315</link>
		<dc:creator>Neve</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2007 14:19:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86315</guid>
		<description>Cosa avrei fatto io al posto dell&#039;insegnante? Penso che avrei parlato.. avrei instaurato una discussione in classe, e se si fosse trattato di bambini piccoli, probabilmente avrei raccontato loro una storia con una morale, fatto un gioco... esistono mille altri modi per far capire ad un bambino che ha commesso un errore.. anche perchè, ribadisco.. essendo bambino la maggior parte delle volte non sa che sta commettendo un errore, e soprattutto una cosa: la &quot;punizione&quot;, dev&#039;essere educativa! Come possiamo pensare di educare un comportamento sbagliato, con un comportamento altrettanto sbagliato? Questo naturalmente è solo il mio parere.. Sono scout, e sono abituata a ragionare con i bambini tramite il gioco.. quando ero piccola io, persone più grandi mi hanno trattato alla stessa maniera e, onestamente, mi sono sempre trovata benissimo! :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa avrei fatto io al posto dell&#8217;insegnante? Penso che avrei parlato.. avrei instaurato una discussione in classe, e se si fosse trattato di bambini piccoli, probabilmente avrei raccontato loro una storia con una morale, fatto un gioco&#8230; esistono mille altri modi per far capire ad un bambino che ha commesso un errore.. anche perchè, ribadisco.. essendo bambino la maggior parte delle volte non sa che sta commettendo un errore, e soprattutto una cosa: la &#8220;punizione&#8221;, dev&#8217;essere educativa! Come possiamo pensare di educare un comportamento sbagliato, con un comportamento altrettanto sbagliato? Questo naturalmente è solo il mio parere.. Sono scout, e sono abituata a ragionare con i bambini tramite il gioco.. quando ero piccola io, persone più grandi mi hanno trattato alla stessa maniera e, onestamente, mi sono sempre trovata benissimo! <img src='http://www.rosalio.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sergino</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86275</link>
		<dc:creator>sergino</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2007 12:29:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86275</guid>
		<description>ho generalizzato ma non al 100%, ho detto e confermo che spesso e in alcune precise scuole succede l&#039;indicibile.
quà è un caso diverso, il bambino è piccolo e saremo forse in un ambiente più civile.
infatti l&#039;ho chiamata come parentesi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ho generalizzato ma non al 100%, ho detto e confermo che spesso e in alcune precise scuole succede l&#8217;indicibile.<br />
quà è un caso diverso, il bambino è piccolo e saremo forse in un ambiente più civile.<br />
infatti l&#8217;ho chiamata come parentesi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: antonella</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86247</link>
		<dc:creator>antonella</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2007 09:36:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86247</guid>
		<description>la scuola è veramente a questo punto ? e veramente non possiamo far nulla ? sono sconvolta da ciò che scrive Sergino e Saturnia.... dobbiamo davvero aspettare che si uccida un&#039;insegnante o che ( come spesso avviene in America , nazione ahimè di riferimento x il nostro governo ) qualcuno faccia una strage ? 
E&#039; vero non abbiamo mezzi x impedire al ministero di emanare leggi sempre più permissive , ma la finta democrazia, ci permette x fortuna ancora , di scrivere, quindi scriviamo in massa e mandiamo al ministero le nostre indignate mail!!!!!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la scuola è veramente a questo punto ? e veramente non possiamo far nulla ? sono sconvolta da ciò che scrive Sergino e Saturnia&#8230;. dobbiamo davvero aspettare che si uccida un&#8217;insegnante o che ( come spesso avviene in America , nazione ahimè di riferimento x il nostro governo ) qualcuno faccia una strage ?<br />
E&#8217; vero non abbiamo mezzi x impedire al ministero di emanare leggi sempre più permissive , ma la finta democrazia, ci permette x fortuna ancora , di scrivere, quindi scriviamo in massa e mandiamo al ministero le nostre indignate mail!!!!!!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gibbi66</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86216</link>
		<dc:creator>gibbi66</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2007 07:00:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86216</guid>
		<description>Si doveva abusare con i mezzi di correzione anche con il padre ..... chissà magari si otteneva qualche risultato. E l&#039;avvocato secondo voi? Anche?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si doveva abusare con i mezzi di correzione anche con il padre &#8230;.. chissà magari si otteneva qualche risultato. E l&#8217;avvocato secondo voi? Anche?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: saturnia</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86211</link>
		<dc:creator>saturnia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2007 06:24:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86211</guid>
		<description>da figlia di maestra, credo che non ci siano più delle giuste punizioni. una volta sono andata a trovare a scuola mia madre, e durante l&#039;ora della baraonda (ma quale ricreazione? è un bordello) un alunno tra i più &quot;vivaci&quot; (ma io dico &quot;vastaso&quot;) ha fatto cadere mia madre a terra. ragazzi non ci ho visto più. se lo prendevo lo ammazzavo. dico sul serio. a sentire mia madre che quasi piangeva aiutata dalle altre colleghe e dal bidello.... se lo prendevo lo distruggevo. e poi orgogliosamente me ne andavo in galera!!!! e che ha fatto mia madre? NULLA. e, se ogni punizione deve finire prima in tv e poi in galera....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>da figlia di maestra, credo che non ci siano più delle giuste punizioni. una volta sono andata a trovare a scuola mia madre, e durante l&#8217;ora della baraonda (ma quale ricreazione? è un bordello) un alunno tra i più &#8220;vivaci&#8221; (ma io dico &#8220;vastaso&#8221;) ha fatto cadere mia madre a terra. ragazzi non ci ho visto più. se lo prendevo lo ammazzavo. dico sul serio. a sentire mia madre che quasi piangeva aiutata dalle altre colleghe e dal bidello&#8230;. se lo prendevo lo distruggevo. e poi orgogliosamente me ne andavo in galera!!!! e che ha fatto mia madre? NULLA. e, se ogni punizione deve finire prima in tv e poi in galera&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sergino</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86153</link>
		<dc:creator>sergino</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2007 01:27:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86153</guid>
		<description>parentesi: sento parlare di scuole però superiori licei o medie nei famosi quartieri a rischio di Palermo, dallo Zen a Cruillas, dove ragazzi (si anche coetanei amici miei a suo tempo quante me ne dicevano) spaccavano letteralmente la faccia ai docenti spaventati di insegnare lì. Pensate che siano fantasie ? o che in certe aule &quot;un ci scassare à minchia&quot; al professore sia normale e voli anche una sedia ?
io penso di si
e cosa si fa se il docente colpito reagisce al ragazzetto mafioso a sua volta picchiandolo ? lo processiamo ? torna a casa piangendo e i genitori e tutto il quartiere popolare mafioso scende giù a linciare il docente come succede normalmente a palermo quando un intero quartiere di porci va a dare man forte a qualche delinquente ? ED E&#039; COSI&#039; NON PROVATE A DIRE IL CONTRARIO.
Io stesso una volta stavo per essere linciato ed evito di raccontare la storia quindi il primo che mi dice che sto esagerando lo picchio io.
Dove voglio arrivare ? Forse a niente, era una parentesi: o forse a questo: l&#039;incidente in questione, che è un principio di bullismo sicuramente, ma che non è niente rispetto a certe situazioni disperate che insegnanti vivono in alcune scuole (come sopra) doveva morire lì, con un rapporto disciplinare (al massimo) all&#039;insegnante e un bel calcio in culo al bambino (ma da parte dei genitori) e basta, al posto di spettacolarizzare una notizia simile anche a livello nazionale, aprendoci rubriche con psicologi e politici e anche discussioni che ci fanno impazzire come questa: ma tanto in Sicilia, una terra dove &quot;nieende succede&quot; e dove si è così bravi a spettacolarizzare la modamafia tra magliette e mozzarelle Provenzanesi, che ci si deve aspettare ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>parentesi: sento parlare di scuole però superiori licei o medie nei famosi quartieri a rischio di Palermo, dallo Zen a Cruillas, dove ragazzi (si anche coetanei amici miei a suo tempo quante me ne dicevano) spaccavano letteralmente la faccia ai docenti spaventati di insegnare lì. Pensate che siano fantasie ? o che in certe aule &#8220;un ci scassare à minchia&#8221; al professore sia normale e voli anche una sedia ?<br />
io penso di si<br />
e cosa si fa se il docente colpito reagisce al ragazzetto mafioso a sua volta picchiandolo ? lo processiamo ? torna a casa piangendo e i genitori e tutto il quartiere popolare mafioso scende giù a linciare il docente come succede normalmente a palermo quando un intero quartiere di porci va a dare man forte a qualche delinquente ? ED E&#8217; COSI&#8217; NON PROVATE A DIRE IL CONTRARIO.<br />
Io stesso una volta stavo per essere linciato ed evito di raccontare la storia quindi il primo che mi dice che sto esagerando lo picchio io.<br />
Dove voglio arrivare ? Forse a niente, era una parentesi: o forse a questo: l&#8217;incidente in questione, che è un principio di bullismo sicuramente, ma che non è niente rispetto a certe situazioni disperate che insegnanti vivono in alcune scuole (come sopra) doveva morire lì, con un rapporto disciplinare (al massimo) all&#8217;insegnante e un bel calcio in culo al bambino (ma da parte dei genitori) e basta, al posto di spettacolarizzare una notizia simile anche a livello nazionale, aprendoci rubriche con psicologi e politici e anche discussioni che ci fanno impazzire come questa: ma tanto in Sicilia, una terra dove &#8220;nieende succede&#8221; e dove si è così bravi a spettacolarizzare la modamafia tra magliette e mozzarelle Provenzanesi, che ci si deve aspettare ?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: antonella</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86058</link>
		<dc:creator>antonella</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jun 2007 14:22:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-86058</guid>
		<description>dopo mesi di bullismo mostrato in tutte le sue forme in tv , dopo mesi in cui assistiamo silenziosi e attoniti alle insane carezze di alcuni allievi ad una insegnante , di sovercherie di studenti a danno di altri studenti , di pedofilie vere o presunte di insegnanti a bimbetti e di ragazzi a ragazzi . Dopo mesi in cui assistiamo allo scivolare irrefrenabile di una società e sconvolti pensiamo che nessuno fa niente , scopriamo che una insegnante OSA punire un ragazzino per un atto di bullismo e che succede ? viene punita !!!! sono sconvolta !!!! torniamo un po&#039; indietro , una sculacciata o una sgridata non ha mai ucciso nessuno e tantissime volte ha aggiustato il percorso sbagliato intrapreso da un figlio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>dopo mesi di bullismo mostrato in tutte le sue forme in tv , dopo mesi in cui assistiamo silenziosi e attoniti alle insane carezze di alcuni allievi ad una insegnante , di sovercherie di studenti a danno di altri studenti , di pedofilie vere o presunte di insegnanti a bimbetti e di ragazzi a ragazzi . Dopo mesi in cui assistiamo allo scivolare irrefrenabile di una società e sconvolti pensiamo che nessuno fa niente , scopriamo che una insegnante OSA punire un ragazzino per un atto di bullismo e che succede ? viene punita !!!! sono sconvolta !!!! torniamo un po&#8217; indietro , una sculacciata o una sgridata non ha mai ucciso nessuno e tantissime volte ha aggiustato il percorso sbagliato intrapreso da un figlio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lucia</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-85954</link>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jun 2007 08:26:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rosalio.it/2007/06/20/io-sono-un-deficiente/#comment-85954</guid>
		<description>La maggior parte delle mie amiche insegna. Una di loro mi ha detto: &quot;E se il ragazzino sfottuto avesse coomesso qualche sciocchezza, avesse tentato il suicidio (può capitare) stanco delle continue vessazioni?&quot; E allora dàlli all&#039;insegnante che non è stato attento e non l&#039;ha saputo difendere!
-La verità- mi diceva -è che un&#039;insegnante come si muove muove, sbaglia!-</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La maggior parte delle mie amiche insegna. Una di loro mi ha detto: &#8220;E se il ragazzino sfottuto avesse coomesso qualche sciocchezza, avesse tentato il suicidio (può capitare) stanco delle continue vessazioni?&#8221; E allora dàlli all&#8217;insegnante che non è stato attento e non l&#8217;ha saputo difendere!<br />
-La verità- mi diceva -è che un&#8217;insegnante come si muove muove, sbaglia!-</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

