martedì 21 nov
  • Istantanea dal Sahara

    Stamattina Dio si è lavato i capelli e per asciugarsi ha acceso lo scirocco.

    È così che lo sento alle sette meno dieci – mi alzo presto io – quando apro la finestra della cucina. È come se ci fosse uno là fuori con un asciugacapelli accesso, però di grandi dimensioni.

    Qui a questo tempo ci siamo abituati, ma non mi ricordo l’ultima volta in cui camminando per strada, controvento, mi sono bruciati gli occhi. Alle sette e mezzo sono per la via dell’asilo con mia figlia che frigge sul passeggino. Per le strade incontro gente stranita. Gli ambulanti di via Sant’Agostino montano le bancarelle con qualche esitazione. Ammutolito dal caldo in quell’ora in cui ancora di solito c’è frescura, un venditore locale allarga le braccia a uno cinese, il quale sorride abbassando la testa. Non è soltanto un gap linguistico, è che con questo caldo non c’è proprio niente da dire.

    In via Volturno quelli del panificio si ritrovano un bel regalo davanti la porta. Il vento ha spezzato il tronco di un albero di quattro metri, di quelli potati con la chioma quadrata, e glielo ha messo accanto alla saracinesca. I proprietari e i passanti si fermano a guardarlo increduli, con le braccia sopra i fianchi. Io penso che in fondo dia un bel tocco al marciapiede questo muro di verde, peccato che ci hanno già posteggiato i motorini accanto.

    Durante la mattina il sole si fa più feroce e sembra di essere dentro una fornace. C’è qualcosa di innaturale in questa temperatura, in questa nostra terra; non vorrei che andassimo a finire sulla prossima presentazione powerpoint di Al Gore insieme all’uragano Katrina. Al centro le strade sono semivuote, in confronto alla norma; tutti rimandano, se è possibile, commissioni, compere e dispacci a un momento migliore. Escono dalle stanze condizionate quelli che proprio devono e quelle povere larve di turisti che torneranno a casa pensando che qui è sempre così.

    Pure la perfetta organizzazione dei posteggiatori abusivi di piazza Bologni salta. La piazza, come è risaputo, da almeno un decennio è controllata dalla stessa famiglia. Nelle ore di punta i vari membri – figli, nipoti, cognati – controllano un segmento ciascuno. Oggi sono tutti nel triangolo dell’ombra e le auto riescono a sgattaiolare senza pagare l’esoso pedaggio. Le bestemmie del capofamiglia si sentono fin dentro le aule del tribunale militare.

    A Ballarò la scena è desolante. Alle undici, quando il mercato di solito brulica di vita, ci sono quattro gatti. Molti commercianti di alimentari non hanno aperto il negozio e chi lo ha fatto in quel momento comicia già a rientrare la merce in magazzino. Pescherie e macellerie che hanno pesci e carni esposte anche ad agosto, secondo un’abitudine che risale agli arabi, hanno tutto dentro il frigo. Anche alla Fantasia della carne, svuotata dalle carcasse sanguinanti che ci sono di solito, macellai e garzoni si guardano l’un l’altro, impotenti. “Eh, c’è freddo”, fa uno di loro a una ragazza che sta passando con una canottiera mini. “Freddo c’è”, risponde la ragazza quasi senza guardare. Mi scappa un sorriso sentendo questo scambio istantaneo di battute. Se questo caldo è uno scherzo di qualcuno lassù, si può solo prenderlo con ironia.

    N.d.R. (nota di Rosalio): con questo post Nicola Pizzolato, che fa parte della prima compagine autoriale di Rosalio, rientra tra gli autori.

    Palermo
  • 22 commenti a “Istantanea dal Sahara”

    1. Bentornato, nico!

    2. Si si! Bentornato!

    3. stanotte verso l’1 mi trovavo in autostrada sulla trapani-palermo. Non mi era mai capitato, prima di ieri notte, di bruciare la mano che cercava di acchiappare un po’ di vento dal finestrino. Persino in galleria il calore persisteva. Mi sembra uno scenario apocalittico, ogni tanto sbircio il cielo in attesa della discesa dei quattro cavalieri…ma forse fa caldo anche per loro. ps. ben tornato nicola!

    4. Mi associo al comitato di accoglienza

    5. Dio, cortesemente ‘a prossima vota fatti uno sciampo a secco.

    6. Ma d’estate…forse è meglio raparsi i capelli a zero. Si sta più freschi, no? 🙂

    7. caldo appiccicoso, caldo afoso, caldo soffocante, caldo caldo…..ma caldo che brucia la pelle e lascia allibiti, quello, proprio, non lo avevo mai provato!! E` davvero un’esperienza surreale! Il vento caldo dell’estate, mi sta’ portando via….

    8. Durante i mondiali del 1982 (le prime partite dell’Italia) c’è stata una settimana di caldo come oggi. Me lo ricordo benissimo perchè avevo parenti americani ospiti a casa mia e non avevano mai sentito un caldo del genere. Camminavamo per casa con le borse del ghiaccio ortopediche in testa.
      O LUI si lava i capelli ogni 25 anni oppure occorre rivedere alcuni concetti oggi tanto di voga sul clima, sull’effetto serra e altro ancora.
      La camurria è che quando arriva, lo scirocco, si fa sentire

    9. Sei patetico…

    10. grazie Nicola per questa cronaca della citta’, il tuo rientro è apprezzabile…sono chiusa in casa da ieri protetta dal condizionatore e non so nulla di fuori,con le tue parole ci hai regalato delle belle istantanee, ma ti sei fatto un giro apposta? Io stanotte innaffiavo le piante e oggi alcune le ho dovute ricoverare a casa… abbiamo perduto l’anticiclone delle Azzorre e siamo in balia dei venti del sud o del nord, poveri noi…

    11. anche ioooooooooooo ieri sera tornando a mezzanotte a casa scendo dall’auto con l’aria condizionata e mi sento quasi soffocare e rientrando a casa dico a mia madre”cavolo vuoi spegnere sto phon????!!!”:) 😀

    12. Ci aggiungo la mia giornata. Esco alle 7e20, il phon del padreterno era rimasto acceso anche davanti a casa mia, via garibaldi. Al Bar Lincoln, nonostante l’aria condizionata, la brioche era cotta prima di essere impastata. Poi vado verso la tragedia in auto, 35° al termometro digitale: esame di stato, terza prova, si monta alle 8 e si smonta alle 14. Sono in commissione. Arrivo alla scuola dove sto, e per il caldo abbiamo fatto tutto a porte e finestre chiuse che così almeno si poteva respirare. Quando sono uscito per mangiare una cosa alle 14e30 mi si sono cotte le papille gustative prima di aprire bocca per la folata di scirocco. Il pomeriggio, prime correzioni dei compiti sono andato avanti, sempre a finestre sbarrate e ventilatore che riminava la stessa aria della mattina fino alle 18. Domani si ricomincia, speriamo dunque in un improvviso e miracoloso ritorno del freddo polare…

    13. Nella cantina di un palazzone
      tutti i GRADINI senza padrone
      organizzarono una riunione
      per precisare la situazione.

      Quarantaquattro GRADI,
      in fila per sei col resto di due,
      si unirono compatti,
      in fila per sei col resto di due,
      I CELSIUS attorcigliati,
      in fila per sei col resto di due.

      Sei per sette quarantadue,
      più due quarantaquattro!

      Loro chiedevano a tutti i bambini,
      che sono amici di tutti i gradini,
      un pasto al giorno e all’occasione,
      poter dormire sulle poltrone!
      Quarantaquattro GRADI,
      in fila per sei col resto di due,
      si unirono compatti,
      in fila per sei col resto di due,
      coi FAHRENHEIT allineati,
      in fila per sei col resto di due,
      i CELSIUS attorcigliati,
      in fila per sei col resto di due.

      Sei per sette quarantadue,
      più due quarantaquattro!

    14. Grazie ragazzi, sapevo che oggi l’accoglienza sarebbe stata “calorosa”…

    15. VOMITO

    16. Patetico potresti essere rimasto incinto. 😛

    17. ewwiva Nicola, era ora che ritornassi, mancavi a tutti, fidati.

    18. è proprio phon, come descrizione calza,anche io ieri l’ho descritto cosi a chi non vive a palermo, adesso siamo sui 39,7°C Umidita’ nulla il 12% pero’ ai tg continuano a dire che è alta e che fa sentire piu’ caldo.Qui si brucia e basta, non c’e’spazio per altro.
      La luce è a singhiozzo, stamattina è tornata l’acqua ieri ci aveva lasciato. E’ davvero una situzione di allerta e i volontari della forestale appicano il fuoco a capaci, almeno due li hanno presi. Speriamo davvero che domani tutto questo finisca.Si sta davvero male.

    19. Vivo in questi giorni la sensazione già sperimentata nel deserto di Qumran: uguale uguale uguale… qui a Palermo con l’aggravante che non ci starò mezza giornata e non sono in vacanza… 🙁

    20. Nicola, l’incipit di qusto post è, in una parola, splendido.

    21. in risposta alla bellissima, sciasciana descrizione di Nicola Pizzolato del caldo torrido di palermo degli ultimi giorni.
      mi ha fatto piacere ritrovare nicola in questo blog che solo stasera ho scoperto ma di cui so già diventerò un’appassionata lettrice e anche, qualche volta, commentatrice.
      ricordo nicola all’università, assistente di storia contemporanea della prof.ssa fiume, ho anche partecipato alla seconda edizione del corso per sole donne di cui è stato tutor. adesso che vivo a milano in nostalgia perenne della mia terrà , dei colori, sapori e odori di lei, leggere di palermo in preda all’afa e allo scirocco, nell’atmosfera stranita e allucinata che solo esso può creare, mi fa quasi desiderare di sentirmelo addosso quello scirocco, e anche se questo vi sembrerà impossibile è proprio così….a presto.. una palermitana nostalgica milanese pentita

    22. […] per il momento, da Mannotpixel scrivo altrove, sull’andare in bici e sul caldo a Palermo. E poi di Birmania (dove NON sono mai stato, nonostante il bel titolo che ci ha messo […]

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