venerdì 18 ago
  • La cabbina

    Si è aperta ufficialmente la stagione balneare e se c’è una cosa che ci fa palermitani è…“la cabbina”.
    Quand’ero “schietto” me la facevo scogli scogli e che fossero assolutamente “free” (‘nchia come parlo moderno, où); da quando arrivarono “ i picciriddi” mi accostai ad un’elemento che ritenevo odioso, “la rina” (nel caso assai raro ci fosse qualcuno che non capisse è la sabbia, ma se non lo capisce…è inutile che legga tutto il resto).
    La “rina” a Palermo è associata ai “lidi”, i lidi a Palermo c’hanno le cabbine.
    Ho scoperto quindi un universo nuovo, molto più complesso di quel che credevo.
    Questo primo wikèn, di solito, è caratterizzato dalle “operazioni preliminari”.
    Ci si accosta con la machina il più vicino possibile all’entrata del lido, si apre il bagagliaio e si scarica una mole impressionante di roba, infatti solitamente, ci vogliono 2 viaggi.
    Il masculo scende con borsa da carpentiere, la fimmina coll’attrezzatura di taglio&cucito; i figli se sono grandicelli collaborano con ombrelloni e vari; se sono “nichi” ci si mette il salvagente a tracollo e si ci dice: almeno portati il secchiello!
    Io studiai pe’ Geometra e, credetemi, ammatula cà ti fanno una testa così, còll’Architettura Organica, col Bauhaus, Le Corbusier, ecc, MINCHIATE!, bisognerebbe studiare il “Panormita Cabbinis”. Immaginavo che la cabbina servisse da spogliatoio e che contenesse “tappine”, teli da mare, ombrellone e…“’u canciu” STOP;.
    Maaaa…quannu mai, mi è capitato di sentire di e di vedere alte opere d’ingegneria realizzate in uno spazio di 1,5 x 1,5 m..
    Dentro la cabbina si costruiscono: supporti per interi “stiponi”, angoliere portasciampo, controsoffitti dove arroccare: tavolo in PVC con 4 piedi smontati, almeno 3 sediasdraio (assolutamente a righe o unicatinta (ma perchè nn si può avere a “puà”?)) , almeno 4 siggitieddi in legno dove con l’uniposca di dietro ci scrivi il cognome (sinnò chidda r’u latu dici cà è ‘a sua) (stessa operazione da fare nt’à palla (super santos)), poi, scaffali portaoggetti, supporti pèll’obrelloni (quest’ultimi, uno a fantasia libbera, l’altro rigorosamente sponzorizzato “algida” “cocacola” “bek’s,” che non ho mai capito runn’attruovanu), ancora, nicchia porta borsafrigo e cassettiera. Tralascio racconti di ardimentosi che hanno impianto luce tramite “batteria”, o addirittura “gente” che c’ha il…“bibigas con bombola” ( quest’ultimi sponsorizzati da “sector”, “NO LIMITS”); Ognicaso ci devono trasiri ancora, materassini, lettini, spiaggine, tavole surf, canottino, salvagenti, tamburelli, secchiello e formine.
    Come dicevo, è tutto un battere di chiodi per appizzare inannzitutto gli elementi principali: 1) lo specchio (perché le signore dopo il bagno s’ann’aggiustari subito p’ammucciari un poco r’intrallazzi), 2) l’appendiabiti; mentre le signore sono occupate ad azzizzare la tenda “privé” (ma nò chidda ‘i l’annoscosso, mi giravu tuttu ‘u mercatino pi’ truvari ‘a fantasia nuova).
    Le cabbine sono dentro i lidi, gran parte dei lidi sono di categorie specifiche: Carabinieri, Esercito, Vigili del Fuoco, ecc. Gli altri sono sempre comunque “attaccati” con dopolavori e cral; Regione, Gas, Acquedotto, ecc. Da ciò si deduce che molti “cabbinisti” sono pubblici impiegati.
    Le cabbine sono disposte in “cortili”; ora, se l’erba del vicino è sempre più bella, il “mio” cortile è invece il migliore! Il dialogo tipo (soprattutto fra donne) è infatti: – Ciaaao, anche tù quà? -Siii; – Ma dove sei? – Al 4° cortile; – NOOO, senza offesa, noi siamo al 2°, ci capitai il 1° anno…poi…gli dissi…o mi cambi o non torno, ora sono a posto, da noi tutta gente per bene, al 4° invece… Senzoffesa eh!
    Naturalmente la cosa si ripete all’interno di un cortile stesso (fra uomini): – Finalmente mi fici sientiri, ‘stù annu c’ho la 49, c’è più ombra… – Nt’à siddiari, io, unna vuosi, troppo vicino la battiggia,…. puoi ‘u viri….i pallunati fietinu!
    E per finire la cosa si allarga in generale sui lidi della stessa località e s’allarga ancor di più sulle località : – Maria, da queste parti? -Si c’ho la cabbina; – E dove sei? – All’ippocampo. – Ma chè? Quello llà sotto? Scusa ma ho sentito dire che è un po’ scatò. – Ma cche dici?, si stà benissssimo, cè pure l’animazione, ma perché tu dove sei? – Iiiiio, all’aragosta azzurra, mi costa qualcosina in più, peròoooo…!.
    E sulle località : – Dove sei quest’anno? – A Capaci. – Miii ancora, nò, nuatri r’addabbanna, a’ Milicia…è chiù tranquillo. Oppure: – Giova’, nnì viriemu “a’ Capannina” allura? – NooooO, non ci sono più, non te l’avevo detto? I ragazzi s’annoiano, ed effettivamente…ri ddù latu ‘un cè nienti, ho “preso” a Isola, i picciuotti c’hannu ‘u “giru”…più vita…!
    Il cabbinista si divide in categorie, la prima è il cabbinista “sui generis”, quello che arriva presto, si spoglia, cerca un “posticino” vicino la battigia e fa “scialare ‘i picciriddi” o comunque “sciala” lui stesso con l’elemento che dovrebbe essere principale…IL MARE; quest’archetipo è anche esigente e non fa il bagno con 4 alghe in più (chi schifiu st’irnata) e se è nuvolo…va via.
    Poi c’è il cabbinista ORIGINALE, quello che…“Pagavu…e mi l’è spruttari” .
    Arriva di solito intorno alle 11,30/12,00, tuttu suratu e dice sempre la stessa frase: Oddisiu un curnutu ‘i posteggio, ivu a finiri runni persi ‘i scarpi ‘u signuri. Con borsafrigo rigida a tracolla, la signora invece di solito porta un borsone (bellugranni) e…un sacchitieddu contenente generalmente… 1) Ppsta o’ furnu (la regina incontrastata, l’insalata di riso è moderna), 2) paimmiciana , 3) cutulietti panati, 4) piessichi & varcuochi.
    “L’originale” dopo che si è “canciato” va…a farsi il bagno, vede “l’acqua” una “fitinzia” (piena di alghe e con una patina d’olio che qualche STRONZO non ci risparmia mai) e fa: – Vabbè è di passaggiu, ora cancia u vientu e si pulizia! (si tocca “’a vaddara” e si ietta a comegghiè).
    Da questo momento in poi…si occupa ogni mm, ci si mette le sedie anche dove non servono per dominare il territorio e si comincia la giornata.
    Manciata con commento (com’è? Tò matri s’ammazzò a friiri e unni vuoi?), i “grandi” poi s’”appinnicanu” un poco mentre i “giovani” cominciano a passiare per i cortili per…relazionare… (fra masculiddi) – A viristi a Giovanna?…miii chi paru ‘i minni chi si fici, st’annu…m’ammuccu!; (fra fimminieddi) – Elisa..appena ci passsamu ò latu, talìa però senza talìare,…chi fà? Chi fà? Mi talìa?…ahh…è troppo bono.
    Pomeriggio c’à jucatiedda e’ carti, tamburelli (o evoluzione di questi), arribagno e per finire…DOCCIA.
    Ovunque tu vada Mondello o Milicia, gambero blu o bagno maria c’è una cosa che non cambia… L’acqua è atturrunata e, comunque, hai voglia di “stricarti”…menzakilata di rina a casa…ti l’ha purtari.
    Buona stagione a tutti.

    Ospiti
  • 14 commenti a “La cabbina”

    1. Un ottimo etnografo 🙂

    2. Ecco spiegato perchè firmerò la petizione contro le cabbbbine a Mondello!
      Senza offesa, of course! 🙂

    3. Meglio di così si muore, fedele ricostruzione.Condivido a pieni voti anch’io la mia sottoscrizione contro le cabine a mondello.

    4. descrizione proprio …pricisa!!!!

    5. Bravo Tommaso! l’esperienza “gabbina” mi manca..e sinceramente minni priu..ho firmato la petizione!Buona stagione a te!

    6. Al bando le cabine di Mondello buone solo per chi non ha occhi per vedere e cuore per amare!!!!
      FIRMA E FAI FIRMARE LA PETIZIONE “NO ALLE CABINE A MONDELLO”

      ciao

    7. cabina is burning……bruciano i poveri alberi secolari ma non le cabine….ogni anno preda delle solite famiglie che detengono il “privilegio”(se così si posono chiamare i 200 gradi che ci sono all’interno dei cortili)e che si dividono la spesa in 5 o 6 gruppi pur di non rinunciarvi…appostandosi lì anche la notte!!!!anzichè andare al villino….adesso c’è la cabina-villino dove attrezzarsi per bene infondo c’è anche il gabinetto…..petizione forever!!!!!!!!!!!

    8. Da cabbinaro patentato non posso che essere d’accordo con quanto hai scritto. A Isola la malattia del cortile è diventata una epidemia!

    9. INCREDIBILE SONO ON-LINE (?).
      SCUSATE MA NON SONO SPARITO, IL SOTTOSCRITTO E’ VITTIMA DI UN BLACK OUT CONTINUATO DALLE ORE 9,00 DEL 25/06/07.
      VERGOGNOSO!
      E’ TORNATA L’ENERGIA DA SOLI 5 MINUTI.
      TROVERO’ SUCCESSIVAMENTE IL TEMPO DI ” RINGRAZIARE” TUTTI I RESPONSABILI. 🙁
      Adesso… voglio ringraziare veramente tutti voi.
      E’ Fu’ LUCE!

    10. @ ALICE.
      Etnografo a chi?
      Tuttalpiù Montepiddiriano!
      Non offendere, sono rosanero 100%.
      😀

    11. Senz’offesa per nessuno, un grazie particolare a MARIA “la grande”. 😉

    12. descrizione spettacolare! e la cosa bella è che ogni sabato e domenica si moltiplicano per 100 questi “eventi”!! 🙂

    13. Io l’avevo la cabbina a mondello, e sono scappata, avevamo quelal deluxe, con terrazzino e tettoietta, quando i cortili erano più larghi e non si restingevano a macchia d’olio stile camera della morte. Quando comunque l’ingresso alla spiaggia era libero a tutti (a parte le cabine) e non a pagamento (questa la cosa veramente odiosa). E comunque da ex-cabinista, ammetto che si vive il mare in una concezione da isolato urbano, che é davvero innaturale, si considera la cabina ed il tratto di spiaggia contigua e presuntamente pertinente come una specie di estensione di proprietà (privata) di uno spazio che invece é pubblico.
      Ben venga trasformare il concetto d’uso della spiaggia solo nelal dimensione di servizi ai bagnanti e non di affitto di areee demaniali ai cittadini, trasformandola in un affitto privato dei suoli.

    14. Grazie Manfredi, è vero, il wikèn amplifica.
      @ Uma, (grazie) mi dispiace, ma ne dovrà passare di “incannato” sopra le CaBBine, prima che riusciamo ad avere una concezione “più sociale” del mare.

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