mercoledì 13 dic
  • Svizzeritudine

    Confoederatio Helvetica: mistura ibrida di 26 cantoni, per quattro differenti aree linguistiche, con un totale di sette milioni e mezzo di abitanti e quattro di vacche.
    Strana gente gli svizzeri: per un ginevrino è più naturale chiacchierare con un parigino che con un connazionale di Berna e per un ticinese è più facile leggere il Corriere della Sera di Milano che la Neue Zürcher Zeitung di Zurigo.
    E come nelle favole di Heidi, i paesaggi ci rimandano ad un mondo di montagne, valli, laghetti e pascoli, boscaioli col pizzetto e variopinti fiorellini.
    Variopinte sono anche le dinamiche di come gli svizzeri si percepiscono a vicenda e di come si sviluppa il loro rapporto a livello sociologico:
    I ticinesi danno ai bernesi del bacchettoni, mentre i bernesi considerano i ticinesi dei rammolliti ed i vallesani dei paesanotti. Dal canto loro gli svizzeri-francesi, con le loro baguette sotto braccio e dall’alto della loro grandeur francofila appioppano agli svizzero-tedeschi l’ingrato nomignolo di “mancia-krauti”. Alla faccia dell’unità nazionale!

    Di contro però, tutti i cantoni su una cosa si trovano pienamente d’accordo: svizzeritudine.
    Svizzeritudine è uno stile di vita. Una filosofia morale che lo svizzerotto medio applica nel quotidiano sotto forma di senso civico elevato al cubo…ma con risultati inquietanti.
    Xenofobo, un po’ misantropo e tendenzialmente solitario, lo svizzero medio odia gli alieni. E per lui alieno è chi non ha bisogno di autorità per vivere, pensare e lavorare.
    Spostarsi dalla Sicilia alla Svizzera è un po’ come passare dalla camera dei bimbi casinari a quella della zia severa: noi siciliani ad esempio proveniamo addirittura da un’altra galassia, lontana anni luce (nel bene e nel male) dalla schematica mentalità rosso-crociata.

    Ma come il fuoco cova sotto la cenere, la frustrazione degli Svizzeri Svizzeritudinati sino all’ultimo ormone, sfocia successivamente in deviazioni psicopatiche che danno vita ad azioni ai confini della realtà…
    Qualche esempio.

    1) Svizzeritudine inversa: nei cantoni francesi i vicini si rubano a vicenda i nani da giardino.
    I furti vengono poi rivendicati dal FLNJ: Front de Libération des Nains de Jardin, un vero e proprio movimento svizzero-francese di liberazione di questi subdoli ornamenti antropomorfi.

    2) Svizzeritudine compulsiva:
    In materia di delazione gli Svizzeri sono imbattibili: un paese di “muffettoni” che appagano il proprio ego nel denunciare anonimamente il vicino/collega/parente/umanoide che non abbia ancora applicato il bollino assicurativo obbligatorio da 5.00 franchi al telaio della sua bici.

    3) Svizzeritudine mista a stronzaggine:
    alla fermata del tram una vecchina traballante in stampelle si trascina pietosamente verso il mezzo pubblico. Avrà minimo novant’anni e se mai dovesse inciampare rischierebbe di sfracellarsi i femori ormai divorati dall’osteoporosi. L’autista la vede, serra le porte automatiche e riparte come se niente fosse. Dalle sue labbra aleggia quasi, quasi un sorrisetto appagato. Era due decimi di secondo in ritardo sulla tabella di marcia.

    Non me ne vogliano gli elvetici per questo mio ironico racconto dei loro usi e costumi! Per carità, questo paese ha anche tanti aspetti positivi, come vantare uno dei più alti standard di vita al mondo e la proverbiale pulizia stradale.
    La Svizzera è campione mondiale nel riciclaggio di rifiuti e rappresenta quel buon esempio che tutti noi dovremmo seriamente prendere in considerazione per la tutela dell’ambiente.
    Peccato però che la quintessenza della svizzeritudine viene proprio applicata alla nettezza urbana. Nei cantoni tedeschi, è necessario infatti munirsi di speciali (e costosissimi) sacchetti di plastica per contenere la spazzatura.
    Io, per una questione di principio, mi sono inizialmente rifiutata categoricamente di sborsare DUE franchi a sacchetto e le mie porcherie le ho sempre buttate via utilizzando il buon vecchio sacco di plastica nera che tutti noi conosciamo.
    Nonostante le numerose raccomandazioni di amici, ho pensato da brava Siciliana che ha appena mangiato pane e volpe: “Seeee..vabbbbeee’…ti pare adesso che si mettono a tirare fuori ‘sto pilone di munnizza per controllare se il sacchetto è originale o meno!”. E qui casca l’asino.
    A Zurigo è in ordine la “Müll Polizei” – Polizia della spazzatura, un ordine speciale che al pari di CSI si mette ad esaminare ogni singolo rifiuto rinvenuto dai sacchetti non idonei, rovistando meticolosamente schifezza per schifezza, sino tracciare l’identità del trasgressore.
    Il Dipartimento di Criminologia Forense della Munnizza ci ha impiegato mesi, ma alla fine ha fiutato anche la mia pista: mi avranno tradita la lattina di caponata Pensabene e l’olio Barbera, considerando che sono l’unica siciliana, nonché italiana nel mio condominio.
    Poi curnuta e mazziata, mi sono trovata a dover pagare un salasso di 500 franchi.

    E così l’altro giorno, forse assalita dai sensi di colpa, mi sono lasciata prendere da un attacco di svizzeritudine ed ho raccolto una cartaccia da terra, molto lentamente…in modo che i passanti potessero notare il magnanimo gesto civico, per poi avvicinarmi ad un cestino della spazzatura.
    “Nein!!!” ha gridato un donnino rinsecchito con tanto di sandalo e calzino bianco, agitando il dito indice verso la sottoscritta. “Carta defe antare in der apozito cestino, Bitte” – indicandomi il cestino per la raccolta dei rifiuti cartacei – e allontanandosi ha farfugliato di malumore qualcosa che risuonò come un: ”tuti ucuali qvesti stranieri” (chiaramente l’ha detto in tedesco).

    Mistero. Resta un mistero cosa passi nella testa degli svizzeri quando decidono di farsi mandare a quelpaese gratuitamente. Che continuino pure a rubarsi i nani da giardino, a prendersela con le vecchine e strafogarsi del loro cacio e cioccolato, che ad onor del vero sono davvero strepitosi.
    Pazienza, me lo dirò da sola che sono brava. E se pensate che io sia eccessiva nelle mie lamentele….avete ragione.

    Palermo, Sicilia
  • 23 commenti a “Svizzeritudine”

    1. eh eh eh, cara Alice, ritratto certo ironico ma quanto mai veritiero della svizzeritudine!
      E tuttavia devo darti atto che alcune cose noi siciliani (ma vale anche per gli italiani del nord che pure non distano molto dal confine) ce le possiamo solo sognare. Alcuni esempi:
      1-guidando a Lugano di sera/notte mi accorgevo che i semafori rossi diventavano rosso-gialli (cioè: pronti a scattare sul verde, altra ideona banalissima che ovviamente noi in Italia non avremo mai) poco prima che arrivassi all’incrocio: dopo un po’ di incroci, e dopo aver vanamente pensato che avevo solo “culo”, mi hanno pazientemente spiegato che sotto l’asfalto sono stati piazzati dei sensori che, rilevando la presenza di macchine in transito, SE DALL’ALTRA PARTE NON VIENE NESSUNO, fanno scattare automaticamente il verde, per fluidificare il traffico nelle ore notturne: comodo, no?
      2-il bollino autostradale da 30 CHF che permette di guidare tutto l’anno sulla rete autostradale svizzera (ergo: in svizzera non ci sono i caselli) viene automaticamente venduto già dal 1° dicembre per l’anno successivo e vale fino al 31 gennaio dell’anno successivo ancora, quindi 14 mesi: chiaramente, se in Italia adottassero lo stesso sistema, fotterebbero l’automobilista che magari transita a cavallo di capodanno per fargli comprare i bollini di entrambe le annate!
      3-la civiltà di un popolo si misura anche dalla proporzionalità delle sanzioni in relazione alle violazioni: andando a 113km/h su un tratto con limite di 100 km/h mi è arrivata una multa da 40 CHF (circa 30 euro), laddove in Italia fino a 40 km/h oltre il limite la multa è sempre sui 140 euro (se non ricordo male). Mi sembra giusto graduare la sanzione in funzione della velocità, altrimenti si mettono sullo stesso piano comportamenti molto diversi tra loro (uno che va a 131 km/h non è come uno che viaggia a 169km/h, anche se in Italia vengono multati allo stesso modo). PS Per la cronaca, la multa lho poi pagata e mi è costato più il bonifico internazionale che non la multa in sè!
      Un altro aspetto un po’ ridicolo della svizzera (in questo caso del canton ticino) è che hanno “inventato” alcune parole che suonano “italiane” ma che in realtà non sono altro che traduzioni più o meno letterali di parole francesi (o tedesche): mi viene in mente “riservazione” nel senso di “prenotazione”, che mi puzza molto di “reservation” francese.

    2. chapeau!

    3. Caro Leoncino…
      Io adoro guidare in Svizzera. Mi metto al volante con molto piacere, solo per il gusto di scandalizzare gli elvetici..e ci riesco benissimo! Avresti dovuto vedere le faccie sconvolte degli automobilisti Zurighesi, quando ho deciso di trasportarmi il materasso matrimoniale legato come un salame sul tetto della Smart!!!
      Neppure avessero visto un elefante con i rollerblades pattinare per Paradeplatz. Ah!

    4. potendo scegliere, rinascerei altre duemila volte in qella specie di casbah che è palermo…

      O.T. durante un inter-rail siamo purtroppo passati da lugano (mai più, lo giuro). unico momenti divertente della giornata: quando un mio amico, schifato dalla ‘stronzaggine’ degli svizzerti, burrando una cartaccia sul lago urlò: TIè, SVIZZERA DI MERDA! PIGGHIATI STA BOTTA D’ANARCHIA!!!

    5. concludo: non sarà stato un momento di grande civiltà, ma in quel momento mi sentii fiero del mio amico…

    6. Cara Alice, mi inviti a nozze! E mi costringi a raccontare episodi di vita svizzera vissuta (da me)!
      Il 27 gennaio 2006 Milano era sotto un’abbondante nevicata ma io, incurante del pericolo, mi avviai lo stesso alla volta di Campione d’Italia!
      Arrivato dopo “appena” un’ora alla dogana autostradale di Brogeda (laddove ci si impiega normalmente mezz’ora, andando normalmente), il doganiere svizzero mi disse chiaramente: “O ha gli pneumatici da neve o deve mettere le catene”. Essendo un Leone delle nevi previdente, ovviamente le catene le avevo…e quindi gli risposi: “no problem, monto le catene!”
      Solo che…nonostante fosse il modello ultrafacile da montare (parola di chi me le vendette in Valtellina!), non ci riuscivo a venirne a capo! Umiliato sia dagli svizzeri (che passavano avendo TUTTI le catene da neve) e dagli italiani di passaggio (che le gomme da neve non le avevano MA sapevano montare le catene in tempi ragionevoli), provai a chiedere aiuto ai doganieri medesimi, promettendo mance all’uopo. Risposta che ricevetti, vera pietra miliare della “svizzeritudine stronza DOC”: “Vada all’Aci di Como e, se li trova aperti -era mezzanotte, nota del Leone-, si faccia aiutare da loro.” Mestamente, dovetti tornare indietro.
      La rivincita (o la vendetta, se preferisci) arrivò in estate, subito dopo i mondiali: lentamente mi avvicinai alla dogana e, con la bandiera italiana ben in evidenza sul lunotto posteriore e io con la maglietta di Materazzi, chiesi: “Scusi, ma la Svizzera partecipò a questi Mondiali?”. Seguì controllo dei documenti -carta d’identità dei Campioni del Mondo, segnalai io- e sgommata leonina.
      Dici che si sono presi il numero di targa ed è meglio che non ci passo più da Brogeda? 🙂

    7. ahahhah leone io ci ripasserei col manubrio tappezzato, le cassette di Mario Del Monaco a tutto volume e una gigantografia di Causio. Pasquale Ametrano uno di noi!! 😀
      Alice spassosa come sempre 🙂

    8. Oops, errata corrige : “facce” sconvolte degli svizzeri…non Faccie!

      Baci e abbracci dalla grigia Zurigo.

    9. Per tutti quelli convinti che gli Sbizzeri al volante siano questi gran campioni di virtù civili: mettevi sull’A8 Milano-Laghi (d’accordo, percorretela, non fermatevi!) all’uscita dell’innesto della Lainate-Como-Chiasso, e vedrete come, quando sono in terra libertina, i Lanzichenecchi si lancino in azzardatissimi sorpassi a destra, a sinistra, sopra e sotto, a 200km/h, lampiamenti di luci attaccati al culo della vostra macchina e robe (milanesi) simili.
      Poi guardi, e le vedi, le targhe TI (Ticino) e capisci: 1) sa quando la polizia li fermerà e 2) tanto se ne catafottono delle multe prese all’estero, che manco UE sono (ancora), che loro, LORO, se le segnano le targhe degli infrattori (e colpiscono a freddo alla volta successiva), noi no.

      Giovanni

      P.S.: a me il cioccolato svizzero fa ca… non piace proprio!

    10. io sono stata due giorni a losanna qualche anno fa, ci andai in macchina dall’aeroporto di milano: 4 ore e mezza di viaggio in quanto c’erano anche deviazioni dovute a lavori in corso.
      è stato un viaggio piacevole, chiaccheravo e mi guardavo intorno, e ho iniziato a vedere cosa strane man mano che ci inoltravamo nel paese. statue a forma di mucca nei quadrivi dei piccoli centri. anche a forma di gallo, a dire il vero.
      poi piccolissime collinette poco convincenti, tanto che alla mia domanda sulla loro natura in effetti venne fuori che gli svizzeri tengono sepolti in piccoli hangar (camuffati dalle apposite collinette) aerei pronti a partire per difendere la nazione.
      venne fuori che ogni condominio per legge deve avere un suo bunker personale, che dev’essere tenuto costantemente efficiente, cosa di cui si occupa il capocondomino.
      e ogni svizzero dai 18 anni in su deve fare periodiche esercitazioni al poligono di tiro, con fucili e/o pistole.

      avvicinandoci a losanna, stanchi dal viaggio, durante l’ultimo pezzettino di autostrada eravamo fermi in coda per l’ennesimo lavoro in corso quando lentamente vediamo a 50 mt di distanza lo svincolo al quale dovevamo uscire: essendo entrambi italiani ci siamo detti “che senso ha restare in fila, sono 50 metri! cominciamo ad uscire qui per entrare nello svincolo, tanto è tutto libero. vedi qualche vigile? no, niente, tutto libero. vai!”
      dopo i tre secondi necessari per spostare il mezzo dalla corretta autostrada alla vietatissima corsia laterale, si è materializzato dal nulla un vigile svizzero (ancora oggi sono convinta fosse un ologramma) che ci ha fermati, fatti scendere, perquisiti, e soprattutto guardati MALISSIMO. morale della storia: 350 euro (non ricordo in franchi) di multa e ritiro della patente.

      non sono riuscita a profferire parola per ore…

    11. Concordo in pieno con G. Calderone: gli svizzeri, una volta in Italia, guidano anche peggio di noi, confidando nella generale impunità al volante che impera sulle autostrade italiane: d’altronde è anche vero che gli italiani, una volta varcata la frontiera, diminuiscono la velocità e tendono a non “fare minkiate”. Anche perchè poi, come purtroppo è capitato a Daniela, pure se ne fanno una piccolissima, sono dolori.
      Comunque, a me la Svizzera piace e non poco: l’ho girata abbastanza e sono giunto alla conclusione che Ginevra è uno dei posti più vivibili del mondo, anche perchè l’influenza della cultura francese “addolcisce”, in un certo senso, la stronzaggine di cui abbiamo raccolto ampia prova nei post che precedono. Alice, tu che sei in zona, che ne pensi? Meglio Zurigo o la ville du Lac Leman?
      PS per Samuele: grandissima citazione cinematografica: Ametrano uno di noi SEMPRE, partendo dalla colazione a base di wurstel e finendo al monologo al seggio elettorale!

    12. Leoncino :
      Zurigo per la qualita’ di vita e Ginevra per i Ginevrini. (quelli non Svizzeritudinati!)
      Ma se hai girato la Svizzera fino in fondo, saprai gia’ che le piu’ belle citta’ sono indubbiamente Berna e Lucerna.

    13. Ok, grazie per la risposta. Nulla da dire su Berna e Lucerna, però Ginevra…col suo jet d’eau, i suoi quais, il lago che va a dolcemente a degradare fino a diventare un fiume…senza dimenticare la gente che si faceva il bagno a fine ottobre. Sai, a volte faccio vedere ai miei amici una foto di un lido “apparentemente” marino e mi diverto a chiedere: Sicilia, Sardegna, Elba, Grecia? Poi li tramortisco dicendo loro che è Ginevra…eh eh eh troppo bello!

    14. Più o meno Szvizzera e Sicilia si somigliano:
      Innanzitutto hanno la stessa iniziale e la stessa finale, iddi hanno u cioccolatto e noi pure (anzi pare che lo abbiamo inventato noi), ddà ci su i mucche, ccà ci sù i ragusane.
      Nnà Szvizzera ci sù i muntagni e niatri avemu i Madonie.
      Il comportamento civico szvizzero è l’esatto opposto all’incontrario del comportamento civico siculo e si sa gli opposti in un certo senso appattano. Per cui stronzi ddà e stronzi puru ccà.
      Iddi hanno a Banca Szvizzera e noi ‘u Banco di Sicilia.
      Cioè, quasi quasi, se non fosse per il jet d’eau ‘u lago di Piana sarebbe preciso una sputazzata nica a quello di Ginevra.
      Gli szvizzeri sono neutrali, no ne vogliono sapere niente di nessuno, non si ammìscano, a iddi ci interessano i loro intressi. Noi la stessa e identica cosa.

    15. Se la Szvizzera avesse forma triangolare si chiamerebbe Zicilia. Sicuuro!

    16. ahahahahhahaah favoloso Toto’!

    17. Totò, c’è un’altra cosa che unisce l’isola(ta) Sbizzera alla Sicilia, meglio: Lugano a Palermo. Lo 091, il prefisso telefonico! 🙂

    18. Noto che anche tu, Alice, sei colta da quella tristezza, tipica di chi non e’ originario , come me e te, di un cantone svizzero-tedesco e ci si trova a vivere ( tu) o a lavorare ( nel mio caso).
      Bello il tuo articolo ironico, anche se devo dire di trovarmi perfettamente d’accordo con loro sulla rigidita’ delle loro leggi in merito alla raccolta differenziata dei rifiuti.
      La freddezza invece, quella che tu fai emergere molto bene, quella proprio non la sopporto, quel misto di arroganza e senso di superiorita’ proprio non riesco a digerirla.
      Poi , un’altra cosa a cui tu non hai dato risalto e che sorprendera’ non pochi, e’ la loro pigrizia e lentezza.
      Gia’, il sempre puntuale svizzero in realta’ non ama molto lo stress, non muove mai il cosiddetto sedere se c’e’ un’emergenza, odia che accada qualcosa di non pianificato. Cio’ ovviamente li rende assolutamente poco flessibili, e in una societa’ come quella odierna, dove la flessibilita’ e’ alla base del successo, non mi meravoglio che molte aziende svizzere siano state obbligate a chiudere , che altre vengano tenute in piedi dagli stranieri, siano italiani in ticino , francesi nella svizzera francese e austriaci dove lavoro io nel canton Appenzeller ma anche a St.Gallen.
      Senza le banche e i loro discutibili metodi di recezione fondi, forse la ricca svizzera non sarebbe cosi’ ricca.

    19. … mmmiiiiiiiiiiiinchia! Vi manca il link al mio blog…
      Vivo a Palermo anch’io!
      Venitemi a trovare…
      ignipott.blogspot.com.
      …ciao ciao…

    20. Londoner,
      effettivamente gli Svizzeri si grattano la pancia mandando noi a lavorare. Loro alle 18.00 puntuali se ne vanno a casa e chiudono baracca…Gli expats invece restano a farsi il mazzo sino a tardi…

    21. bel post divertente lo devo ammettere,qualche precisazione da buon svizzerotto.
      Noi ticinesi chiamiamo i confederati “zucchini” o “zuchin” nella versione dialettale ed i bernesi sono conosciuti per essere lenti e non bacchettoni.Per i zucchini noi ticinesi siamo chiamati “cinkali”.Un saluto da Bellinzona

    22. io ho perso la testa per un ticinese non faccio altro che pensare è lui confidando nel fatto che un giorno sarà mio

    23. ma siete ami passati per alcune strade di Palermo (via salvatore puglisi, ad esempio, in pieno centro dove ci sono cumuli di munnizza che in confronto calcutta è paradiso? Come si fa a criticare le regole Svizzere in fatto di raccolta differenziata; vada per la stronzaggine degli elvetici ma certi”vastasunazzi” non si vedono mai!

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