giovedì 14 dic
  • Partiti i lavori per lo svincolo Perpignano

    Sono iniziati in viale Regione Siciliana, all’incrocio con via Perpignano, i lavori per la realizzazione del nuovo sottopasso che eliminerà l’attuale incrocio semaforico lungo la circonvallazione. L’opera ha un costo complessivo di 23,8 milioni di euro.

    Le maestranze della ditta appaltatrice hanno delimitato la prima parte dell’area di cantiere accanto alla corsia secondaria lato mare, in uno spazio che si trova all’esterno della sede stradale. Le prime settimane d’attività saranno dedicate ai sondaggi necessari per lo spostamento delle reti di sottosuolo, con scavi che riguarderanno soltanto brevi tratti di semicarreggiata nelle corsie laterali. Limitazioni al traffico di maggiore entità entreranno in vigore, invece, dopo l’estate.

    L’allestimento del cantiere è stato preceduto dai vari rilievi metrici preliminari, effettuati in loco, e da un ciclo di incontri tecnici per pianificare la regolamentazione del traffico da adottare durante i 730 giorni di lavori previsti.

    Palermo
  • 24 commenti a “Partiti i lavori per lo svincolo Perpignano”

    1. Speriamo i lavori non durino più dei due anni stabiliti…

    2. Sicuramente sarà una grande opera…ma io sono sempre del parere che prima delle grandi opere occorre rivalutare la città di Palermo.Mi spiego meglio più pulizia per le strade, più sicurezza, più mezzi pubblici, più verde pubblico, più isole pedonali, più case popolari. Guardiamo la nostra Palermo…ormai è molto trascurata c’è tanta sporcizia per strada..io abito in una zona centrale di Palermo ed è veramente uno schifo…c’è tanta immondizia, marciapiedi pieni di scarafaggi e a volte anche topi…Palermo città più cool d’Italia. Da mia suocera l’acqua viene un giorno sì e un giorno no. Io per andare in una zona periferica di Palermo ho dovuto aspettare due ore l’autobus. Si parla tanto di Palermo come Capitale del Mediterraneo. mi sa che forse è meglio dire una provincia del Mediterraneo. Se vogliamo migliorare la nostra città pensi chi di dovere a queste cose

    3. Non sono un ingegnere e quindi non mi permetto certo di fare il lavoro altrui o, peggio, di criticarlo senza averne le basi. Però mi chiedo: in sei mesi a Shangai cambiano lo skyline della città e noi ci mettiamo due anni per fare un sottopasso?
      Se c’è qualcuno in ascolto che mi può spiegare come mai ci vogliono due anni e se si tratta di un tempo congruo, grazie.

    4. magari fossero solo 2 anni…..Concordo sul fatto che a Palermo abbiamo molto da fare prima di definirci Capitale del Mediterraneo. Ma credo che ognuno di noi potrebbe dare il suo contributo per migliorare questa situazione. L’apporto di una singola persona sembra superfluo per l’obiettivo di migliorare la città, ma non è così. E’ una cartaccia in mano che svolazza sospinta dal vento, un clacson in meno che alimenta l’inquinamento acustico, una macchina in meno che circola aumentando quello atmosferico. Tanti piccoli contributi fanno una città Grande, una vera capitale. E anche se sarà una goccia nell’oceano…è sempre meglio provarci che rassegnarsi. Per quanto riguarda i lavori, tolto il tappo di via perpignano e quello del ponte Corleone, Palermo avrà finalmente una circonvallazione degna di questo nome, scorrevole….ah,dimenticavo, i semafori pedonali andrebbero sostituiti con qualcosa di meno “intralciante”….
      sono un petulante di natura, ma oggi voglio sorridere dire “si può fare, di destra o sinistra,non importa, basta che si faccia…”

    5. Ciao Leone,
      ti scrivo da ingegnere che fa (ahimè) opere pubbliche. Il tempo è congruo.
      Mi spiego meglio: il tempo che occorre per realizzare un opera è dato da una somma di tempi tecnici definiti più una serie di tempi derivanti dalla forza lavoro. Per fare un esempio se vuoi fare un palazzo di tre piani prima di procedere a realizzare il primo piano dovrai comunque attendere qualche tempo perche le fondazioni si consolidino e si facciano opportune prove e misurazioni. Su questi tempi non puoi fare nulla. Puoi invece agire sui tempi di lavorazione e in particolare su due aspetti: approviggionamento di materiale e forza lavoro. Questi due aspetti sono legati ai costi dell’opera. Se metti in campo 10 squadre di operai dovrai pagare molte più persone che non se ne metti in campo 5. E si da il caso che nei paesi occidentali (in Italia in particolare modo) il costo del lavoro sia elevatissimo. Quindi se io voglio che il mio sottopasso sia realizzato in un anno, ad esempio, dovrò considerare un costo quasi doppio dell’opera. Senza considerare che anche i materiali hanno un costo e che comprare tutto subito ha un costo notevolemtne superiore che nn coprarlo un pò per volta. Quindi quando leggi di opere faraoniche realizzate in tempi brevi fai sempre attenzione all’area in cui sorgerà: in Cina la forza lavoro costa pochissimo e quindi si possono usare un numero infinitamente più elevato di uomini a parità di costo.

      P.s. potrei anche parlarti del fatto che noi in italia (per fortuna) abbiamo leggi che tutelano i lavoratori che però incidono fortemente sui costi e i tempi di realizzazione delle opere.

      Tanto per farti capire meglio ti racconto questa:
      qualche anno fa su QuattroRuote apparve un editoriale molto piccato riguardo i tempi di realizzazione della nuova salerno reggiocalabria. In particolare il direttore si diceva stupito del perchè in germania (o olanda non ricordo) impiegassero quasi la metà del tempo per realizzare tratte di uguale lunghezza. L’allora ministro, sentendosi punto sul vivo, invitò il direttore nelle aree di cantiere con un lascia passare praticamente assoluto al fine di rendersi conto della situazione. Ebbene, il cantiere funzionava 24 ore su 24 e il tempo di realizzazione così lungo era dovuto al tipo di roccia presente in calabria (diverso da quello tedesco) che è durissima e permette un avanzamento al fronte di soli 7 metri al giorno (24/24). Il direttore il mese seguente scrisse un editoriale in cui si scusava per l’errore di valutazione commesso…

    6. k caro, o caro k; sei stato fenomenale.
      Rosalì perché non lo inserisci tra gli autori?

    7. Caro K, la tua spiegazione è perfetta, grazie mille.
      Sempre da profano, presumo che i tempi dipendano anche dal fatto di lavorare mantenendo contemporaneamente aperta la circonvallazione nel tratto interessato dai lavori: scelta obbligata ovviamente, perchè non puoi chiudere tutta l’area come se quello che ci fosse attorno non esistesse, in quanto ciò se da un lato accorcerebbe i tempi dall’altro aumenterebbe esponenzialmente i disagi.
      E’ ragionato?

    8. Bisogna anche tenere conto che per molti primi mesi di lavoro(vista l’estensione del cantiere) si provvede solo a ricollocare le varie reti sotterrane che verranno coinvolte dallo scavo. Molte di queste non sono “flessibili” ai cambiamenti(pensiamo alle fogne ad esempio) e necessitano di un intervento a lungo raggio.

    9. K… siamo sicuri che sono gli operai qui (quelli che non lavorano in nero) a essere pagati tantissimo… ? Non è che sono gli operai di Shangai che sono costretti a lavorare per una scodella di riso?

    10. Siamo commossi per cotanta Grande Opera:veramente la aspettavamo nel 2oo2,ma credo che Dieggy ami rinviare,di elezion in elezion!

    11. @manuela:
      Ti faccio un esempio pratico: per il problema sacrosanto della sicurezza nei cantieri molte lavorazioni devono essere effettuate da un numero congruo di persone. Ciò significa che un lavoro che un tempo veniva svolto da una persona sola ora per un problema di sicurezza viene svolto da due. E i costi si raddoppiano e i tempi non si dimezzano (è la stessa lavorazione). In Cina questi problemi non li hanno e quindi su un ponteggio a 50 metri dal suolo mandano un solo operaio che farà tutto da solo.

      (ovviamente io parlo di *come dovrebbero essere fatte le cose*…)

    12. @ Leone:

      Si hai ragione. La scelta dell’area di cantiere influisce tanto anche sui tempi di lavorazione. In linea di massima per minimizzare il tempo di esecuzione di un’opera dovresti lavorare in parallelo su tutte le aree, cosa che in questo caso non puoi fare.

    13. @ K, secondo mè il tuo discorso sugli operai “qualche grinza” la fà (solo un pò), comunque sorvolando ed accettando; Vorresti aggiungere per favore se sono “congrui”, “accettabili”, “giustificati”, ecc,ecc, i compensi degli Ingegneri?
      Vorresti dirci se lo sai che succede ad un “proggettista” et simile Cinese, quando sbaglia un’opera? O quando la stessa si rivela in qualche modo deficitaria o…ecc,ecc.
      Vorresti dirci cosa succede a te in Italia?
      Geometro ( non operante) Tom.
      Grazie comunque della tua disponibilità.

    14. Uhm io non sono del ramo, ma credo, così a naso, che se la salerno reggio calabria (esempio a caso :D) la devono finire da N secoli è per questioni di appalti poco puliti, società che falliscono, riaprono con altro nome e simili…
      Non credo che sia una questione di costi di stipendi ne di operai ne di ingegneri…
      E nemmeno di eccessiva “pillicuseria” sulla sicurezza, considerato oltretutto la quantità indecente di morti bianche che silenziosamente si accolla ogni giorno questo paese…
      Ovviamente non è un parere tecnico… magari mi sbaglierò…

    15. @Tommaso:
      ti rispondo con piacere.
      I compensi sono stabiliti in bassa alla legge 109 nazionale (ora codice appalti ed in Sicilia Legge 7) che riciama un tariffario stabilito in relazione alle prestazioni rese. In pratica è una percentuale sul totale delle opere o della categoria delle opere. Premesso questo ti dico che quanto percepito da un ingegnere/architetto è giusto (se non poco) se il lavoro è fatto bene. Mi spiego meglio: il compenso per la progettazione ad esempio di un ospedale di prima categoria da 45mln di euro è circa 1,5 mln di euro. La cifra che a prima vista può sembrarti un’enormità diventa irrisoria se pensi che andrà divisa per 10 professionisti e divisa ancora per 3 anni di progettazione (50 mila euro lordi…il chè significa circa 30 mila netti in un anno, cioè 2500 euro al mese, da cui devi togliere tutte le spese).
      Ovviamente diventa un’enormità se il progettista incaricato ha usato 10 neolaureati pagati nulla e svolto il lavoro in tre mesi.
      Ecco qui il problema degli appalti in Italia. Non parlo della Sicilia solo ma di tutta italia in quanto ho la fortuna di lavorare ad appalti in tutta italia. In pratica esistono grandi strutture che non sono altro che grandi scatoloni vuoti che fanno capo ad uno schieramento politico (destra o sinistra..non ti scandalizzare ma ahimè sono perfettamente uguali e dipende dalla regione in cui effettui il lavoro). Vincono gli appalti, progettano cose che non stanno nè in cielo nè in terra e percepiscono compensi da capogiro. Poi il progetto, validato dall’amministrazione, va in gara e viene vinto da una impresa “pincopallino” che fa uno sconto spropositato. Lo sconto, anomalo, viene però giudicato congruo per via sempre degli accordi politici di cui sopra, e si procede con i lavori. Tuttavia come ho detto sopra, il progetto è inesistente e quindi non è realizzabile…niente paura: ci si mette d’accordo, si procede ad una variante in cui nessuno dice “il progetto era sbagliato” ma si inventano sopravvenute norme, o nuove esigenze o altre amenità, e si chiede all’impresa di fare il progetto. L’impresa chiama dei progettisti *seri* che fanno il progetto corretto ma che, poichè chiamati dall’impresa, lo fanno costare 3 volte di più (ci deve guadagnare la committenza, o no?) e alla fine tutti sono contenti.
      La cosa divertente è che quando il progetto è fatto bene l’impresa, che è convinta che nell’appalto potrà fare quel giochetto della variante, rimane fregata e rischia di fallire. Ma se l’impresa fallisce l’opera nn viene più portata a termine (non mi va raccontarti perchè ma i tempi, credimi, diventano biblici) e allora il progettista/direzione lavori (questa volta onesto e preparato) deve fare i salti mortali per fare andare avanti l’appalto. Ma poichè l’appalto va avanti “correttamente” non ci sono *mazzette* per nessuno da parte delle imprese e allora le amministrazioni si scagliano contro i progettisti (e i giornali con loro).
      Capisci che bella situzione che si vive in Italia?
      Poi arriva Bersani e dice “niente più minini” e allora il progettista “onesto” viene definitivamente ammazzato rispetto a quello che non facendo il progetto non ha le stesse spese e può fare super-sconti. E anche questo va a tutto discapito di colui che usufruirà del servizio, cioè il cittadino chew si torva un ospedale realizzato male e costato di più.

      Quindi da ingegnere (credo onesto…) dico: ma perchè non fanno più controlli sulle perizie di varianti dei progettisti invece di abbassare le tariffe? Ne godremmo tutti…

    16. @ K., Ti ringrazio davvero molto della tua risposta e ti apprezzo, naturalmente hai capito che non c’era niente di personale e che tipo di risposta cercavo.
      Sei stato perfetto, ti rimprovero (si fà per dire) soltanto un’incongruenza; Parlando degli operai scrivi “il costo è elevato”, parlando degli Ing. citi la legge.
      Anche gli operai sono pagati in base ad accordi sindacali, leggi, ecc, anche allo stipendio degli operai devi togliere i costi, comunque…, è tutto il resto che hai scritto che è ” didattico” per i lettori di questo Blog, Personalmente conosco molte delle cose che hai scritto e descritto egregiamente, (confesso che non ci speravo) solo che..se le avessi scritte io, mi avrebbero dato…dell”eversivo”, perciò ancora grazie.
      Ti auguro di cuore “buon lavoro” sò che in questa jungla ne hai bisogno per andare avanti ONESTAMENTE.

    17. @Tommaso:
      mi hai frainteso. Quando parlo degli operai io parlo del loro costo non del loro salario. Infatti in Italia un operaio ha un costo esorbitante e un salario minimo ridicolo! Il costo è dato da tutte quelle spese obbligatorie (tasse varie) che l’impresario deve pagare per ogni lavoratore e quello che effettivamente percepirà l’operaio è davvero poco.
      Per quel che riguarda l’ingegnere invece le tasse saranno pagate poi da dal professionista stesso e quindi per questo ho fatto quel distinguo. La fregatura tra i due è che quando i politici parlano di “guadagni annui” di un professionista (generico) parlano sempre in termini di LORDO. Tanto per farne capire la differenza, un giovane professionista che guadagna 30.000 euro l’anno si traduce in un NETTO di 1.250 al mese!

    18. @ K., così è perfetto, e tu sei molto bravo ad ” esplicare”.
      Non ho nessun potere per dirlo se non quello “partecipativo”; ma la tua presenza in questo Blog la trovo… ” utile”, spero che tu ci sia anche in futuro.
      Complimenti Tom.

    19. Finalmente i marocchini ed i vuccumprà che rallentano ulteriormente la circolazione potranno trasferirsi sugli incroci presenti in città. LOL.
      Ma l’importante è che la tangenziale R40 sia tutta percorribile. Ogni giorno per andare all’Università mi faccio un ripasso sulla pratica di scuola guida che simula il traffico sulla A3 Salerno-Reggio. In pratica sono inevitabili le code che in alcuni casi e nelle ore di punta dei periodi più critici possono misurare 1 km.
      Ora è giunto il momento di dire addio a questo incrocio infernale, da decenni considerato “Normale”. Certo, normale come incrocio urbano, ma per un asse tangenziale di scorrimento che funge da raccordo per due anzi 3 autostrade A19, A20, A29 per giunta l’unico esistente per ora, credetemi, e ve lo dico come palermitano quale sono, quell’incrocio è tanto sensato quanto un passaggio pedonale di superficie in una Stazione AltaVelocità.
      Ebbene, basta così, ne ho pieni i co**ioni di questa stronzata alla palermitana quì, l’ennesima di questa disgraziata metropoli, e ci colpano le amministrazioni precedenti di alcuni decenni fa.
      Oltrettutto non è giusto che un Trapanese che deve andare in Calabria [da TP, asse autostradale A29-R40-A20 fino a Villa], dovendo per forza passare dalla Tangenziale di Palermo, abbia il cattivo esempio del traffico che subiamo noi nelle tradizionali strade cittadine, per colpa di quegli assurdi semafori pedonali a raso, di quell’incrocio diabolico, di quell’imbuto all’altezza della fiumara Oreto e di un pericoloso svincolo a raso senza progetto all’altezza della A19, presso via Oreto.
      E’ ora di cambiare musica, ragazzi !

    20. @Tor
      Proprio in virtù di quello che hai scritto tu, trovo che cancellare la costruzione del ponte dello stretto sia stato un grave errore che pagheremo come sempre noi siciliani.
      Mi spiego meglio.

      Il ponte, a mio avviso, non andava fatto. O meglio: i soldi era meglio spenderli per migliorare l’infrastruttura ferroviaria (prima) e stradale (poi). Tuttavia è stato progettato e appaltato il che significa che la parte *difficile* cioè trovare i fondi era stata superata. Ma la costruzione del ponte richiede un tempo non indifferente (si parla di 7 anni che diventano facilmente 10 coi ritardi nostri consueti). Ora, se è vero che ORA il ponte non serve granchè, tra 10 anni, con la Salerno-Reggio Calabria finita e (speriamo) l’economia del paese e della regione un pò più fiorente, sarebbe stato molto comodo. Tuttavia lo hanno bloccato e cancellato con i seguenti risultati:
      1. Quando servirà occorerrà anche il tempo per trovare i fondi e per riprogettarlo.
      2. La impregilo ha chiesto e giustamente ottenuto i danni per il mancato utile. Quindi il *non fare* il ponte ci sta costando diversi milioni di euro, sempre PER NON AVERE il ponte.
      3. I soldi non spesi nella costruzione del ponte sarebbero dovuti andare per infrastruttre in Sicilia e Calabria, ma così non è stato perchè nel frattempo quei soldi sono serviti per coprire buchi o accontentare qualcuno della variopinta maggioranza (non fraintendete, non sono di destra sono solo CONTRO le accozzaglie).

      Quindi per l’ennesima volta in Italia si è consumato il balletto della pubblicità politica: il ponte era pubblicità per la destra, il non ponte era pubblicità per la sinistra. E nessuno si è fermato a pensare cosa fosse meglio per noi.

    21. Il Ponte era l’opera chiave-di-volta. Ma il Ministro Di Pietro ha detto che non è cancellabile, in quanto il progetto di massima già esiste. Lo hanno solo “congelato”, però col rischio che per colpa del peggior governo della storia si paghi, oltre alle comuni tasse, la salatissima penale voluta da IMPREGILO S.p.A. Dunque il ponte a contratto firmato il 27 Marzo 2006 andava fatto.
      Appena tornerà Berlusconi ripristineranno l’iter dal punto interrotto, e speriamo veramente che nel mentre non si deve pagare una penale salata come quella da 1.7 miliardi, che potrebbero servire per molte opere lungo la dorsale Tirrenica Siciliana, o della A3 da riammodernare.
      Tanto poi quando avranno finito la A3 (ma è incerto viste le mentalità mafiose dell’attuale governo) non avranno più questa scusa. La scusa dei soldi e delle carenze non è purtroppo la sola.
      Il ponte ci aiuterà eccome. E se non lo sai, credici almeno.
      Il ponte è vita per lo sviluppo, e così anche la TAV, i raddoppi e le nuove autostrade. Senza, non si può fare il corridoio 1 Berlino-Palermo.
      Non devi dire che è inutile, perchè anzi, e lo dicono in tutto il mondo, darà uno slancio all’economia del sud dell’Italia.
      Ma piuttosto a che proposito parli del ponte se stiamo parlando del nuovo Svincolo Perpignano sulla tangenziale ?

    22. Io non ho detto che è inutile, anzi tutto l’opposto. La penso come te.

      Mi è venuto in mente il ponte perchè si è parlato del fatto che la circonvallazione una volta termitati tutti i sottopassi dovrebbe essere un punto di passaggio rapido per attraversare la Sicilia da Trapani a Messina.

      L’altro motivo per cui l’ho fatto è fare capire che avere annullato la costruzione del ponte (parlando in termini ESCLUSIVAMTNE economici) non ci è convenuto.

    23. Bè, da Trapani a Messina non si passa dal ponte, ma da Palermo a Napoli sì.
      Perchè le autostade importanti partono da Messina ? Ovvio, perchè lo sviluppo dell’intera regione, le merci e passeggeri passano dal punto di contatto con le altre regioni. Il fatto è che si può andare da Palermo a Reggio Calabria in una sola giornata, mangiare e poi tornare di sera, perchè in fondo 3 km di stretto è una distanza ridicola. Però in ambito di flusso veicolare rappresenta una bella strozzatura, nonchè un contributo all’inquinamento da parte degli obsoleti traghetti, per cui è meglio farlo al più presto; in alcuni casi è utile in altri è indispensabile. Sono contento se non la reputi inutile, così dimostri che hai capito qual’è la situazione in questo paese facendo il confronto non dico con le superpotenze economiche modiali quali Giappone, Cina, America, etc. Ma confronto sereno tra Italia e Grecia (dove ultimamente hanno fatto un ponte stradale Rion-Antirion) e Danimarca dove hanno realizzato lo StoreBealt; non sono di certo paesi molto sviluppati, ma certo non di terzomondo. Senza infrastrutture, e se perdiamo ancora tempo ci giochiamo le opportunità di sviluppo proposte dall’Unione Europea, e finiremo davvero al terzomondo, possibilmente anche fra dieci anni. Io ho paura, ma da ottimista credo che le metalità in fondo cambieranno, anche questo assurdo governo cambierà (una legislatura dura massimo 5 anni).
      Tornando a Palermo in effetti lo Svincolo Perpignano c’entra qualcosa con il Ponte, perchè ho detto che un Trapanese che va a Napoli passa da Palermo. Viene da se che così poi dal Ponte e dalla Salerno-Reggio. Quindi in effetti Svincolo Perpignano, Ponte Di Messina e Nuova tratta Scilla-Gioia Tauro sono le opere peculiari per risparmiare tempo viaggiando. Del resto la Tangenziale R40 alla quale è collegata la A29 poi si collega con la A20 che a sua volta si collega con la A3, fino a Salerno e poi a Napoli. Questo percorso si chiama E90 come itineraio UE. E45 invece è da Milano a Siracusa.
      La circonvallazione invece non rientra nel percorso, anche se parallela alla tangenziale, perchè non collega le autostrade essendo solo a due corsie e coi negozi e auto posteggiate sulla destra.

    24. @ K (MIB?) e Tor: è un piacere leggervi per chiarezza, precisione e, ultimo ma non ultimo, condivisione d’idee.

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