domenica 17 dic
  • In edicola “Carissimo fratello Salvatore”

    Daniele Billitteri - “Carissimo fratello Salvatore”

    Carissimo fratello Salvatore, la rubrica di Daniele Billitteri nata su Rosalio e proseguita su I love Sicilia, diventa un libro distribuito da oggi con il Giornale di Sicilia a 5 euro (oltre al prezzo del quotidiano).

    Il libro racchiude le strampalate lettere del palermitano Vincenzo Pensabene al fratello che vive a New York, lettere surreali sul mondo che si muove fuori dallo stabile in cui vive con la moglie e i figli Desirè e Geiar.

    Il libro inaugura la collana dei libri di I love Sicilia ed è arricchito dai quadri di Andrea Di Marco.

    Palermo, Sicilia
  • 21 commenti a “In edicola “Carissimo fratello Salvatore””

    1. Evviva! Ce l’ho! L’ho appena preso in edicola (tre copie, in realtà, chè non si sa mai…)

    2. senza nulla togliere a “carissimo fratello salvatore” (ho letto tutti i pezzi pubblicati qui e mi piacciono molto, sorrisi e pensieri) approfitto del post per chiedermi che tipo di rivista è I LOVE SICILIA. come mai una rivista di questo tipo ha così grande diffusione, è così patinata, lussuosa nei contenuti e nella grafica… mi piacerebbe sapere chi fa parte del CdA della società che cura la rivista, cioè la Novantacento s.r.l.
      Difficilmente a palermo cresce e nasce una rivista del genere senza avere partners forti, lasciando perdere le pubblicità, parlo proprio di chi c’è che sostiene ed eroga fondi… chi ha provato contando solo sulle proprie forze dopo poco tempo ha dovuto chiudere.

      ho letto due numeri di Ilovesicilia, e devi dire che tranne alcuni pezzi (billitteri, enia, puglisi e poco altro) il resto mi è sembrato spaventosamente inneggiante al possedere, all’apparire, si parlava di barche, di campi da golf, della prova bikini alla cuba (ma dicono vero?!? che me ne frega se iapichinu si guarda allo specchio sentendosi in perfetta forma???)
      insomma, una rivista che mostra una sicilia diversa, lontana da quello che è la quotidianità, una rivista che pone l’accento solo su poche eccellenze (l’avveniristica ristrutturazione della cantina cusumano??) quando la realtà è molto diversa.
      inoltre la stessa casa editrice ha pubblicato da poco un opuscoletto intitolato mi pare “la sicilia d’eccellenza” che magnifica tutte le eccellenze siciliane, nei vari settori – arte, pesca, agricoltura, sanità – e che sa tanto di propaganda…

      certo, ci sono molti ricchi straricchi in sicilia, a palermo, in parte sicuramente saranno soldi onestamente guadagnati (…..) ma non penso che sia per tutti così. papà e figli di papà arroganti e pieni di sè, che vivono una vita altra. ok, fanno parte della nostra società, ma c’è bisogno di una rivista per glorificare il loro avvento sulla nostra terra martoriata da ben altri problemi?
      e questa rivista, riceve sovvenzioni dalla regione, cioè dalle NOSTRE tasche?
      chissà perchè sono tanto dubbiosa….

    3. Daniela ma queste realtà d’eccellenza esistono. Dobbiamo sempre parlare di mafia e di ciò che non va? Avrei una proposta (provocatoria): perché non lavori a una controrivista stampata su carta di pane che parla di tutti i morti de fame e delle piaghe di Sicilia e la chiami I hate Sicilia? Mi sembrerebbe in tema con il tuo atteggiamento…

    4. cara Daniela123

      forse non hai mai “letto” ( leggere in questo caso è una parola davvero grossa…)

      il corriere delle festicciole

      alias “CULt”

    5. Rosaria non ho parole, spero che il tono sia ironico…
      effettivamente, perchè parlare sempre di mafia? va tutto bene qui in sicilia, basta esere così negativi, che noiose, queste persone che si impegnano, vero? sono così poco cool….

      cult non lo conosco. per fortuna.

    6. Cara Daniela123,
      visto che capitiamo da queste parti, ecco per lei alcune telegrafiche risposte che speriamo possano rispondere alla sua curiosità.

      1.
      La Novantacento è una piccola società, purtroppo (o per fortuna) priva di partner forti, creata da tre giornalisti e un pubblicitario. Non c’è un Cda. E quando dobbiamo prendere qualche decisione di solito lo facciamo attorno a un tavolo mangiando panini col prosciutto e coca cola. O una pizza, se ci gva bene.
      Quel poco che abbiamo realizzato fin qui è frutto di abbondante olio di gomito, un po’ di sacrifici, tanta fantasia e impegno.
      Lei dice che “chi ha provato contando solo sulle proprie forze dopo poco tempo ha dovuto chiudere”. Capita, ma bisognerebbe anche valutare la qualità dei prodotti in questione. I lettori sono un arbitro severissimo. Con noi, almeno fin qui, sono stat stato più che clementi. Bontà loro, Dio li preservi.

      2. Sì, la nostra rivista mostra una Sicilia “diversa”. Una Sicilia da amare, come sintetizza la nostra testata. Una Sicilia che per fortuna esiste, con le sue realtà d’eccellenza, con imprese che si affermano sui mercati, con intelligenze apprezzate anche fuori dall’Isola, con luoghi affascinanti da (ri)scoprire.
      Accanto a questo, se le capiterà di sfogliare senza fretta qualche numero arretrato del nostro mensile, troverà, oltre ai servizi di lifestyle su barche, moda e campi da golf, anche gli articoli su Cosa Nostra spiegata da un pm in prima linea come Antonio Ingroia, uno speciale di una trentina di pagine sul’anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio, degli articoli sulla solidarietà nei confronti degli ultimi (nel prossimo numero racconteremo una bella storia da Caltanissetta), sui libri, il teatro, la cultura in genere, sui disservizi e i paradossi della nostra Sicilia (in rubriche come Pirandellismi e l’Infelice abbiamo raccontato, ahinoi, guasti su guasti).

      3. Sovvenzioni non ne abbiamo. La Regione fa comunicazione istituzionale sulla nostra rivista (così come in quasi tutte le pubblicazioni regionali, curioso sarebbe se facesse pubblicità sul Corriere delle Alpi o sull’Unione sarda, ma fin qui non ci pare sia capitato).

      4. Giornali, settimali, mensili e affini, hanno una straordinaria virtù: nessuno è obbligato a leggerli.
      Ciò malgrado, qualche migliaio di siciliani ogni mese trascorre un po’ del suo tempo in compagnia del nostro mensile.
      Grazie a loro. E grazie a lei per l’attenzione.

      Ps Ora tutti in edicola a comprare il libro di Billi, su!

    7. Sorvolo su I LOVE SICILIA (conflitto di interessi??) ma ne approfitto per fare i complimenti a Billi 🙂
      Sono bloccata a casa con l’alluce rotto, ma ho fatto scapicollare quella santa donna di mia madre a comprare il tuo libro, non solo perchè in momenti di fancazzismo totale e forzato è un’ottimo modo per rilassarsi un po’ senza necessariamente spegnere del tutto il cervello, ma anche perchè devo fare in fretta a leggerlo prima che lo veda il mio ragazzo che me lo scipperà senza pietà approfittando anche della mia momentanea immobilità!in bocca al lupo sempre

    8. Sarcastico, più che ironico. Non si può sempre parlare di mafia, lutti e tristezza.

    9. I Love Sicilia è la novità editoriale siciliana più importante degli ultimi anni. Dice: grazie, ci scrivi. Dico: vero è, ma non credo che questo sia un pregiudizio tale da impedirmi di manifestare il mio autentico pensiero. E pazienza per il presunto conflitto di interessi. Credo che sia un buon mix di cose leggere e cose ponderate. L’unico giornale che abbia avuto il coraggio di inventarsi uno speciale di qualità sui quindici anni delle stragi (chi ha collaborato alla stesura lo ha fatto con una passione giornalistica che non avveriva da tempo). E non mi pare che sia di poco conto per un settimanale “frivolo”. Personalmente, ci scrivo con grande piacere perchè in quella sede impegno e qualità vengono riconosciuti. E anche questo – nel panorama editoriale isolano – non è poco. Anzi, è tantissimo.

    10. W i cartacei periodici di ogni forma, tipo, razza, idea e ideologia…più ce ne stanno e meglio è per tutti noi (giornalisti e lettori)…E io (non mi vergogno a sostenerlo) sono in pieno conflitto di interesse (non con il caro “I love…”…ma con i miei).

      Domanda…ma cosa cavolo c’entra tutta sta polemica con il libro del Billi?

    11. Mi fate credito di competenza? Spero di sì. Allora vi dico che I Love Sicilia è un ottimo prodotto editoriale, fatto da persone in gamba, giornalisti veri (cioè che si divertono a fare quello che fanno). Le linee, i partner forti, le dietrologie:tutto quello che volete voi. Ma chi se ne frega? Tengo la mia rubrica da oltre un anno e non è mai capitato che i responsabili del giornale mi abbiano detto qualcosa che non fosse, in perfetto inglese oxfordiano, “Minchia billi mi sono stricato per terra dalle risate”. In ben altri posti c’è problema pure se respiro. Non è una ruffianata ma, una volta tanto, la verità. Su I Love scrivono colleghi che vengono dai luoghi e dalle esperienze più diversi: professionisti a tempo pieno, contrattisti, precari, cococo. Destra, sinistra, centro, sopra sotto, ricchi poveri. Ma sono tutti bravi e in comune hanno una cosa preziosa: sono ancora capaci di ridere. Daniela mia, te lo giuro, non è così scontato. Metti nel cassetto il blocco delle etichette. La vita non è un negozio di fiori finti. E quando un fiore è vero, te ne accorgi: profuma. Tante belle cose

    12. I love sicilia
      ….
      un grazie per averci messo nell'”Eccellenza”… e soprattutto un grazie per aver riportato queste parole( R.Arena)”fanno sempre discutere con le loro iniziative e anche con le loro nette prese di posizione”.
      poi tutto il resto è ……noia (CULT)
      pequod

    13. Premetto che questa polemica, stavolta, mi sembra proprio “agggratis” e mi permetto di riportare pare-pare alcune righe tratte dalla prefazione di questo libro di Billi che, ovviamente, ho già divorato.
      Letteralmente: “Con I love Sicilia, la nostra società editrice da un anno e mezzo racconta ai siciliani la faccia più affascinante dell’Isola, quella Sicilia da amare, che troppo spesso viene offuscata da clichè consumati”.
      E scusate se è poco!

    14. E ti piacì Mariuccia?

    15. Premessa necessaria: sono un siciliano che da 8 anni vive a Torino (purtroppo..). Quando ho scoperto I love Sicilia ne sono rimasto folgorato e tutte le volte che sono riuscito a portarlo su in Continente l’ho mostrato e letto con orgoglio. Un orgoglio e una fierezza per una regione che ha tanti problemi ma ha tanta voglia di migliorare e nuovi stimoli e nuovi talenti che vogliono in un modo o nell’altro investire nell’Isola. Menomale che c’è I love Sicilia che da spazio e risalto a gente del genere. Menomale anche che persone come Daniela123 non sono riuscite a realizzare le solite piagnucolose paginette che servono solo a fare bilanci e a piangere una sicilia senza speranze. E’proprio vero. “In Sicilia non importa fa bene o male: il peccato che noi Siciliani non perdoniamo mai è semplicemente quello di fare”. (G. Tomasi di Lampedusa.

    16. Domenico, ti ringrazio per la stima. Alcune precisazioni da parte mia. Le due cose non si elidono affatto. Esiste una Sicilia che vuole migliorare ed esiste una Sicilia – purtroppo – che difficilmente muove alla speranza. Così, hanno cittadinanza entrambe le visioni. Quella di chi è giustamente orgoglioso dei talenti della sua terra e quella di chi altrettanto giustamente sottolinea i suoi buchi neri. Si fa peccato quando una parte dimentica l’altra. Ciao.

    17. …e mi è piaciuto troppissimo!
      Complimentoni!

    18. sembra che sia stato impossibile leggere con attenzione ed obiettività le mie parole.
      non ho criticato aprioristicamente, non mi sono lamentata realizzando piagnucolose paginette su una sicilia senza speranze, ho letto attentamente alcuni numeri della rivista e proprio per questo ho fatto una cernita di ciò che mi è piaciuto (il mio post parte da questo punto) e di ciò che ho trovato stonato. ma credo che questo sia normale per un lettore. ho chiesto spiegazioni sul tipo di rivista e sulla sua struttura, e la redazione, visto che gira da queste parti, ha risposto.
      tutto il resto mi pare poco congruente. ma è opinione di chi partecipa, esattamente come la mia. ognuno ha il suo punto di vista, per fortuna, in questa terra.
      credo che bisognerebbe ricordare un bel detto di sant’agostino: ama e fà ciò che vuoi.
      invece spesso tutto diventa un attacco, con punte di gratuita cattiveria che fanno male per prime a chi le pronuncia. quando chi scrive ha un cuore buono si sente…

    19. Daniela,
      non fare la vittima per cortesia!
      Io direi, che si intravede in te un tono al quanto polemico …
      In Sicilia bisogna capire e rendersene conto, esistono svariate realtà …
      belle come quelle che racconta I Love Sicilia ad esempio … controsensi … Realtà malsane – ove c’è mafia morti ammazzati … corrotti etc. etc. !
      Ma ciò non significa che si deve sempre e cmq parlare di Mafia ! volete capire che questa va sicuramente perseguita ci mancherebbe ma non farla diventare come già purtroppo lo è il simbolo della nostra Terra?
      La Toscana non pubblicizza la sua micro criminalità che c’è e anche tanta ! stessa cosa milano ! e Torino e Roma !
      ciao
      Luca
      Ps: scusate lo sfogo !

    20. Ma insomma, io credo che la critica di Daniela sia lecita e “benedetta”. Le critiche sono sempre importanti, a prescindere dalla condivisione, perchè stimolano a migliorare.

    21. la conferma di tutto questo? che Billi è un grande!!!
      Mettiamo nel cassetto il blocco delle etichette. La vita non è un negozio di fiori finti. E quando un fiore è vero, te ne accorgi: profuma.
      grandissimo
      pilar

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