giovedì 23 nov
  • Abbietta zingara?

    L’agenzia Italpress la racconta così: «Sono una vittima. Con il rapimento non c’entro niente. Io amo i bambini, non gli farei mai del male. Ho sette figli». Si difende Maria Feraru, di 45 anni, la rumena accusata di avere tentato di rapire, sabato scorso, un bimbo di tre anni in un lido balneare di Isola delle Femmine. Arrestata e poi scarcerata, su provvedimento del gip del Tribunale di Palermo, dopo tre giorni trascorsi in galera, la donna racconta di avere avuto paura. «Una guardia – dice – mi ha anche picchiata. Non mi hanno dato neanche l’acqua e sono stata costretta a bere le gocce che uscivano dal rubinetto del bagno della cella» (bisognerà ascoltare con attenzione le repliche a questa versione dei fatti, nds).
    Il provvedimento di scarcerazione è stato disposto dal gip dopo che una testimone, il cui racconto era ritenuto decisivo dagli investigatori, ha parzialmente modificato la sua deposizione, raccontando di essersi spaventata, dopo avere visto la rumena (una zingara, nds) vicino al bimbo. Il magistrato nella motivazione ha evidenziato come la donna sia stata vittima di pregiudizi xenofobi e razzisti”.
    Chi scrive ha visto anche le foto, come tanti. La signora all’uscita dal carcere, sciolta in lacrime, sorretta dai figli che piangevano allo stesso modo. Breve divagazione. Tanto tempo fa, quando il campo della Favorita non era il cimitero di ombre che è adesso, mi capitava di andarci spesso. C’erano spaccati di vita varia: piccoli trucchi da ladri e violini che sapevano intessere melodie meravigliose. C’erano facce aperte alla sensibilità, volti impietriti dalla consuetudine del marciapiede. Zaja, allora capo dei Rom, raccontava: «Ogni mattina lavo i miei figli, anche se l’acqua dei silos è fredda. Voglio che vadano a scuola puliti». Un altro, l’immancabile controcanto, narrava: «Mio figlio mi ha detto che vuole andare a scuola e che non vuole più mendicare. Gli ho dato uno schiaffone… Che mancanza di rispetto!». Nel campo coesistevano aspetti divaricati. Il coraggio dei volontari che cercavano di tirare fuori il meglio. E una certa disponibilità al peggio che faceva saltuariamente capolino. Fine della divagazione. Qui abbiamo una signora ingiustamente accusata, secondo il gip. Vorrei conoscere l’opinione dei lettori di Rosalio. Dobbiamo chiederle perdono in quanto donna per la facilità con cui l’abbiamo idealmente condannata, o liquidarla con un residuo di sospetto in quanto zingara e come tale vincolata a un pre-giudizio? E questo pre-giudizio ha un esile diritto di cittadinanza? Personalmente propendo per la prima ipotesi

    Quello che resta nel taccuino
  • 56 commenti a “Abbietta zingara?”

    1. Caro Roberto Puglisi
      Sono inorridito da ciò che è successo, non tanto per il fatto in sè, nel nostro paese (e non solo nel nostro) purtroppo sono diffusi gli arresti e le condanne collettive facili, mi impressiona di questa vicenda il contesto mosso dal pregiudizio e dal razzismo più basso! Ho sentito frasi assurde come “io gli farei questo…” oppure “li rimandei nei loro paesi” ecc. tutti accecati i palermitani per l’odio senza ascoltare e riflettere sulle parole ed i fatti questo mi disgustato: ad esempio rapire un bambino? come puoi pensare di farlo in mezzo a tutta quella gente con i genitori vicini poi? c’era sin dall’inizio qualcosa che non andava
      ed i giudici grazie a Dio l’hanno capito! E che dire dell’omino che sul TGS ha addirittura mimato il gesto del rapimento? Stendiamo un velo pietoso!
      In quanto alla tua domanda risponderei in un solo modo: io chiedo scusa a quella donna non in quanto donna ma in quanto PERSONA!
      grazie e scusate ancora la mia impropria intromissione.

    2. Pensa se eri di destra…

    3. senza considerare la barbaria dei capretti sgozzati (alle falde di montepellegrino, FATTO CHE HA INORRIDITO PERSINO LE GUARDIE FORESTALI), dagli Zingari praticata in occasione di un giorno a loro sacro. fatto riportato nel GdS dello scorso anno

    4. tutto censurato vero????????COMPLIMENTI…………..

    5. Leggo da un’agenzia:
      La proposta shock di Elton John
      “Internet ci rovina, chiudiamolo”

      Elton John
      LONDRA – Non si esce più, non si socializza più e per colpa sua l’arte e la buona musica stanno scomparendo. A demonizzare Internet e a chiederne addirittura la chiusura è la popstar inglese Elton John in un’intervsita a The Sun.

      La popstar ha inoltre auspicato una sollevazione popolare per rivoluzionare il mondo dell’arte e della musica: “Io dico alla gente: uscite, comunicate – ha detto l’artista -. Spero che il prossimo movimento musicale demolisca definitivamente Internet”. E invoca un ritorno alle origini: “Dobbiamo scendere in strada e protestare, anziché stare a casa sui blog”.

      “Penso che sarebbe un grande esperimento spegnere Internet per cinque anni – ha continuato – e vedere che sorta di arte viene prodotta in quel lasso di tempo. Il punto è che c’è troppa tecnologia disponibile: scommetto che se si riuscisse a fare questa prova, verrebbe fuori musica molto più interessante di quella che si ascolta al giorno d’oggi”.

      Elton John, che ha compiuto da poco i 60 anni, è noto per essere un forte oppositore della tecnologia: “Sono il più grande tecnofobo di tutti i tempi – ha detto in un’altra occasione il cantante -. Non possiedo un cellulare, nè un iPod. Sono un vero luddista su queste cose”.

      L’ultimo concerto dell’artista britannico è stato però trasmesso in streaming su Internet, e tutta la sua discografia è disponibile in Rete per il download. Non per questo però rinuncia alla sua crociata, sparando anche a zero su altri artisti più giovani che grazie ad Internet si sono affermati e fatti conoscere.

      “All’inizio degli anni settanta, venivano lanciati almeno dieci nuovi album alla settimana, ed erano fantastici – ha detto -. Ora sei fortunato se trovi dieci album all’anno di quella qualità. Eppure, escono molti più dischi nuovi adesso”.

      L’ultimo album di Elton John, The Captain and The Kid, ha registrato vendite deludenti in Gran Bretagna: 100mila copie. In passato, l’artista aveva attribuito ad Internet la responsabilità dei cali nelle vendite di dischi, avanzando anche azioni legali contro i siti di file-sharing, attraverso i quali gli utenti possono scambiarsi gratuitamente musica ed altro materiale.
      Che ne pensate?
      Francesco Calabria

    6. Cicciolino i commenti sono stati rimossi perché violavano la policy di questo blog.
      Francesco ti prego di restare in tema.

    7. Il mio commento era riferito a tale Cicciolino (rimosso dal moderatore). Per la precisione.

    8. mi scusi ma come si permette di darmi del tale?? conosce lei Cicciolina?? bene, io sono l’icona sexy al maschile della succitata artista. TUTTO IL MONDO MI CONOSCE e lei si permette di darmi del “tale”. mahhhhhhhhhhhhhhhh………….

    9. inoltre sono presente in TUTTI I DVD PORNO DISTRIBUITI NEL GLOBO COME ATTORE PROTAGONISTA. quindi s’informi prima di darmi dello sconosciuto.

    10. Beh, questa vicenda dimostra che il nostro sistema giudiziario è in grado di garantire la libertà personale, laddove il quadro indiziario si riveli da subito meno che consistente.
      Senz’altro qualcuno dovrebbe delle scuse a questa donna, ma dubito che ciò accadra. Per gli stessi motivi per cui è stata additata all’istante alla pubblica opinione come sequestratrice di bambini.

    11. ….ma che palermitani frequenti?

    12. Da quanto tempo non fai film porno????? Ti vedo molto nervoso!

    13. Ragazzi, per piacere, cerchiamo di intavolare una riflessione seria, senza badare al cretino di turno che vuole solo essere notato…

    14. Avevo 10 anni quando partii per la prima volta in un paesino pieno di zanzare e risaie nel Vercellese.
      Non scordero mai l’accoglienza della gente del posto a me e ai miei familiari rei di essere terroni.
      Dopo questa brutta esperienza,forse dovrei capire meglio la situazione rom…
      Ma mi vengono in mente i bambini addestrati a rubare Porta Portese o in mille altri posti ancora.
      Le donne picchiate e mandate a mendicare con neonati in braccio in spiaggia e sotto il sole.
      Forse la donna in questione ha pagato torti non suoi,ma il modo di interpretare la vita di questo popolo fa di noi eterni ‘sospettosi”, come non darci torto?

    15. Caro Roberto parliamoci chiaro e a cuor libero, credo dobbiamo delle scuse a questa persona come a qualunque additiamo con facilità, peròòòò…bè..sì, le streghe esistono.
      Non ti nascondo che la notizia della prima ora mi ha molto sconvolto, 1) Perchè porto i bimbi da quelle parti.
      2) Perchè HO dei bimbi, e da quando ci sono, sono molto apprensivo ed ansioso nonchè iperprotettivo (verso tutti ( no categorie)). 3) Perchè la mia mente è subito balzata ad un’episodio di “qualche” anno fà (haimè realmente accaduto) All’ipermercato Panorama di Torino ( nn sò se conosci l’accaduto) dove delle “zingare” presero un bimbo, lo avvolsero nelle loro grandi gonne, gli tagliarono in malo modo (e sveltamente)i capelli e gli sporcarono la faccia per renderlo irroconoscibile; I vigilantes bloccarono l’intero ipermercato e perquisirono praticamente tutti e la madre…ebbe qualche ditubanza a riconoscere il figlio così conciato.
      Insomma Rò, lungi dal mio modo di pensare, collegare “razza” – “comportamento”, però visto che vuoi sincerità e sentimenti…, dentro la pancia “qualcosa” mormora.
      spero non averti deluso, ma tant’è.

    16. Mi dispiace, mi renderò antipatico ma io non sono il tipo che ama nascondersi dietro un dito, che lancia il sasso e poi nasconde la mano… e mi sembra assurdo che fino a ieri tutti erano pronti a condannare ed oggi a consolare o celarsi nel silenzio. Io penso che l’Italia è un paese spesso troppo garantista… è mai possibile che trenta persone prima vedono una cosa e poi invece non hanno visto nulla(o abbastanza)? Perchè allora subito dopo il fatto si è premurata di scappare? Ai piagnistei poi credo ancora meno, lo fanno per meno anche al semaforo, un attimo prima di mandarti a quel paese. Mi dispiace ma non riesco a essere ottimista, conosco molta gente extracomunitaria che nella nostra città si guadagna il pane col sudore della fronte, onestamente, ma non ho mai visto fare nulla del genere ad uno zingaro. E da chi si guadagna da vivere non onestamente ci si può aspettare davvero di tutto…

    17. Che dentro la pancia qualcosa mormori è normale. Ma, appunto, bisogna guardarlo in faccia per eventualmente venirci a patti. Non fare finta che non ci sia. Apprezzo la vostra onestà.
      Ps. Il mio amico Zaia si è trasferito a Brescia. Suona in un piano bar. E ha comprato casa.

    18. io addirittura sono un attimo più estremista, non posso tollerare in alcun modo gli orchi, che siano zingari o connazionali, nessuna pietà per loro.
      E voglio essere generale, sia per obiettività mia che per evitare qualunquismi di razzismo altrui.
      detto questo una piccola domanda: scusate, devo avere seguito la vicenda distrattamente, ma in effetti come fabio mi riesce strano credere che prima ci siano prove e testimoni e poi sia tutto uno “sbaglio”….è accertato sul serio che questa donna sia innocente ?
      è una domanda non un’insinuazione dettata dal dubbio che infatti mi viene in mente e che mi ha ricordato fabio.

    19. C’era UNA sola testimone. Che ha ritrattato.

    20. Ma in tutto questa, il proprietario del lido, alla tv, quando emulava le mosse della zingara… inventava per avere un suo momento di gloria? Non mi stupirei.
      Ciò detto, è vero nella vita non si può generalizzare, ma spesso si finisce per farlo. Giudicare un intero popolo in base ai comportamenti di alcuni individui di essi è sbagliato. Lo dimostra Zaja. Questo però, mi rincresce dirlo, è davvero un caso molto isolato. Le mie esperienze parlano di una zingara che in chiesa ha più volte rifiutato lavoretti di pulizia perché, sempre lì, preferiva solo mendicare. A nulla servirono i tentativi del “don” dell’epoca (retribuzione + cibo + alloggio[se voleva] + scuola per il secondo figlio + latte e assistenza medica per il neonato)… si arrivo alla rottura. Una domenica dopo la messa nello stupore il parroco disse espressamente di non elargire elemosina verso la rumena, spiegandone anche il motivo. Altra esperienza è quella che vede le Guardie Forestali scortare un camion di legna all’interno del campo della favorita per scaricare tutto senza neppure poter scendere mentre alcuni rom incominciavano ad azzuffarsi per il bottino. Infine, ma non sarebbe l’ultima, la storia di un mio amico dentista che non rifiutò di prestare soccorso per un ascesso ad un rom il quale, poco dopo, per sdebitarsi non perse tempo ad estrarre dalla tasca forse più di 6 milioni di lire, puntandoli verso il chirurgo. Al rifiuto del professionista, l’ammirazione del rom, lo portò a chiedere se voleva “capitata” una macchina(non un utilitaria, si intende)… quanto tempo perse il mio amico per convincerlo che non gradiva.
      Tutti questi fatti non mi portano a dire che la zingara di Isola è colpevole, o che se fosse innocente non meriterebbe le scuse, trasmettono solo un certa diffidenza verso il mondo rom avvallate ancor più dalle molte notizie di cronaca… insomma Roberto io non ci vedo chiaro.

    21. Sicuramente i pregiudizi nei confronti degli Zingari sono duri a morire. Confesso che anche io non li vedo di buon occhio…Molto dipende anche dal loro modo di vivere, dalla loro non integrazione,cercata o meno. Sicuramente il fatto in questione è emblematico: basta una gonna svolazzante con un bambino vicino per far gridare al rapimento…
      Però vorrei provocare : e se la testimone ha ritrattato perchè ha avuto paura di ritorsioni? E’ un’ipotesi tutta da escludere?

    22. frequento spessissimo il lido del presunto fattaccio, conosco (non personalmente) la ragazza che avrebbe ritrattato. al lido circola voce che l’avrebbe fatto perchè ha tre figli e ha paura..
      la calunnia è un venticello, ma il vento porta con se solo bugie??

    23. Nessuna ipotesi è da escludere. Ma il gip ha sottolineato “il pregiudizio xenofobo”. Segno che qualcosa avrà notato. Sui comportamenti generali, sono d’accordo. Spesso, per esempio, i piccoli o grandi furti vengono commessi da donne Rom incinta, perchè la gravidanza le metterebbe al riparo da ritorsioni violente. Il quadro di fondo è chiaro. Io volevo, però, dire che c’è anche dell’altro. E che quest’altro dovrebbe spingerci – caso per caso – al beneficio del dubbio individuale, prima di condanne senza appello.

    24. Ciao Auri. Avresti lo stesso dubbio “calunnioso” se l’ipotetica rapitrice fosse una donna altoatesina? Questa delle ritorsioni – a naso – mi pare una leggenda metropolitana che serve solo a confermare il pregiudizio e la sentenza emessa dal popolo balneare: la zingara “deve” essere colpevole.

    25. “…la zingara “deve” essere colpevole.”
      E’ vero la sentenza sembrava già scritta per tutti, questo non è bello… ma è pur vero che è stata beccata(forse) in flagranza di reato da 30(poi una) persone, possibile che tutti si erano fatti prendere la mano? Qui poco importa che i rom hanno un passato(e non solo di rapimenti), c’erano i fatti a parlare. Pure verso la McLaren c’erano prove schiaccianti, tutti si spettavano il duro pugno della legge, tutto sembrava già scritto…

    26. Sicuramente il dubbio legittimo, prima di emettere una sentenza di condanna, dovrebbe essere presente sempre e non solo in questo caso.
      Sulla suggestione popolare ci sarebbe tanto da scrivere: immaginate una spiaggia affollata, tanto caldo, la voce che si sparge che una donna anzi una zingara ha cercato di rapire un bambino. La notizia si sparge imgigantendosi sempre più, si crea un capannello di curiosi, gli animi si eccitano… la donna scappa…

    27. Ecco il testo. Ognuno si farà un’idea.
      Palermo, 31 lug.- (Adnkronos) – ”Il gesto compiuto dalla nomade se posto in essere da una qualunque altro bagnante sarebbe stato interpretato quale manifestazione delle piu’ varie intenzioni: dalla coccola verso il bambino, al tentativo di fermarlo mentre correva verso la strada. La teste ha invece valutato la condotta della donna come atto diretto al rapimento solo perche’ commesso da una zingara”. E’ quanto scrive nel provvedimento il gip di Palermo, Maria Elena Gamberini, che oggi, dopo tre ore di camera di consiglio, ha deciso di scarcerare Maria Feraru, 45 anni, la romena fermata sabato scorso con l’accusa di tentato rapimento di un bambino.
      Il gip, nel provvedimento di scarcerazione, lungo dieci pagine, parla soprattutto della testimone chiave dell’episodio, che ha ritrattato quanto detto in un primo interrogatorio davanti ai Carabinieri. La teste, come riporta la gip, ha sostenuto di essersi spaventata, notando la nomade vicino al piccolo, perche’ nutre ”pregiudizi nei confronti degli zingari”.
      ”D’altro canto – ha aggiunto il gip – la teste non ha mai fatto mistero dei suoi preconcetti e fin da subito ha detto di avere paura degli zingari”. Lo stesso pm Ennio Petrigni, al termine dell’interrogatorio, aveva chiesto di convalidare il fermo ma di scarcerare la nomade.

    28. Faccio l’avvocato del Diavolo :
      Quindi anche se la donna stesse per rapire il bambino, i pregiudizi della testimone oculare hanno inficiato il tutto?

    29. Ma ditemi una cosa…. senza ipocrisia…. e per molti non sarà facile….. ma questa signora colpevole o innocente che sia, assieme a tutti gli altri, quale contributo danno alla nostra società, come arricchiscono la nostra Palermo??????? se non ci fossero, la nostra città…. la nostra terra sarebbe più o meno bella, più o meno sicura, più o meno pulita ????????

    30. Non credo. Semplicemente: non c’è la prova (nel gesto raccontato dalla teste e interpretato) del rapimento. Un gesto “normale” che solo “alla luce dei pregiudizi” (di una persona che ha ritrattato) assume quella valenza. Dopodichè io non difendo a spada tratta nessuno. E un filo di dubbio ce l’ho anch’io. Qui mi interessava raccontare non tanto il fatto, ma il meccanismo emotivo che si è mosso intorno.

    31. Giovanni rispondere è semplice e scontato. Premesso che questo non deve avere a che fare con la “mancata” condanna della zingara…
      Non danno nessun apporto, niente di nulla. Aggiungo una domanda: perchè molti lavoratori extracomunitari, emigrati clandestinamente, che passano tutta la giornata a lavorare, per lo Stato non esistono?
      Perchè invece ai rom si dà:
      -uno spazio su cui vivere(terreno essente da ogni legge dello Stato, da ogni controllo delle forze d’ordine e delle usl)
      -case che tempestivamente hanno distrutto
      -legna da ardere per l’inverno
      -acqua potabile
      -…

    32. per curiosità : ci sono state scuse ufficiali?

    33. Non lo so Wawe. Giovanni, conosco molti palermitani senza i quali staremmo tutti meglio. Che facciamo? Riapriamo le camere a gas?

    34. Io vorrei solo stessi diritti e doveri per tutti…
      Ora vado a bruciare dei copertoni alla favorita.

    35. Chiedevo notizie delle scuse ufficiali, perchè pensavo che se l’equivoco avesse riguardato “una donna altoatesina” avremmo avuto prese di posizione istituzionali…
      😉

    36. Ciao Roberto,anch’io non mi nascondo dietro un dito e ti confesso che anche a me rumoreggia lo stomaco, non nego che spesso al semaforo, quando ho i bambini con me in auto, l’istinto è quello di inserire la chiusura centralizzata (si tratta di istinto di protezione e non di razzismo o xenofobismo),però quando è uscita fuori questa storia prima di dare un mio giudizio ho preferito attendere qualche giorno, proprio perchè qualcosa non mi convinceva nella descrizione dei fatti.
      E’ innegabile che si devono delle scuse a quella donna (in quanto tale ed a prescindere dalla sua nazionalità e dal suo stile di vita),anzi al posto suo sporgerei denuncia per calunnia nei confronti della testimone,ma se da un lato dobbiamo fare i conti con una società che è ricca di pregiudizi oltre che di odioso razzismo,dall’altro dobbiamo riconoscere che molto spesso i comportamenti poco ortodossi dei rom hanno contribuito ad esasperare gli animi della gente.Come puoi condannare chi ha avuto svaligiata la casa o rubata la macchina?
      Quando la quasi totalità di loro rifiutano di lavorare perchè preferiscono mendicare o vivere di espedienti,come puoi togliere dalla testa della gente il tarlo del sospetto? Per il caso di Isola si è davanti ad un chiaro esempio di mistificazione della realtà nato proprio da quel sospetto e dalla paura che infondono i rom nell’immaginario collettivo.

    37. Cammarata sta preparando i manifesti ufficiali con i fondi destinati all’emergenza maremoto! 🙂

    38. Dario, concordo in pieno.

    39. Cerchiamo di non essere falsi, nessuno li vuole ed anche chi quì ne parla a favore lo fa a patto che stiano sotto casa degli altri o che molestino i bambini degli altri. Puglisi accoglili pure tu a casa tua dato che sei privo di pregiudizi o di mistificazioni della realtà.

    40. Come tutti gli altri che dicono di non volersi nascondere dietro un dito anch’io mi considero tra quelli che credono che queste comunità di zingari non apportino alcunché alla società. Detto questo, allo stesso modo con cui non tollero certi episodi, non tollero neanche quelli che dicono “io sopporto tutti..albanesi, cinesi, indiani, ma gli zingari proprio no”:semplicemente non ha senso perchè in questo caso c’è veramente una pregiudiziale xenofoba e razzista.Gli estremismi, che propendano verso chi vorrebbe bruciarli o verso chi vorrebbe eleggerli all’Ars, penso siano sempre e comunque fuori luogo. In linea di massima sono d’accordo con quanto scritto da Fabio, aggiungendo una domanda: ci sono delle leggi internazionali che regolano il vivere delle comunità Rom..tra queste vi è esplicitamente scritto che, da nomadi quali sono, non possono sostare “a vita” su un territorio. Mi sa che non è così, a Palermo come in tanti altri Comuni italiani che, come se non bastasse, elargiscono loro diritti che altri non hanno. Questa è disparità e disuguaglianza sociale bella e buona.

    41. Roberto, questa non è la terra delle favole, appunto per questo, ci basta già il brutto e il marcio che abbiamo, questi signori e queste signore , con relativa carovana di figli, non migliorano certo la nostra situazione da nessun punto di vista….. no ai forni, ma si al rimpatrio coatto quando sbagliano…..

    42. Vorrei aggiungere che se a Palermo nessuno si è lamentato dei rom è solo perchè nessuno li ha veramente sotto casa. Vorrei vedere se fossero stati messi a piazzale Giotto…pardon…Lennon…
      Passate ogni tanto di sera da via case rocca(non consiglio di scendere sotto i 20km/h).
      Degrado, sporcizia, ogni sera il falò dell’immondizia raccolta nel giorno, colonie di topi, macchinoni nuovissimi e costosi, sentinelle all’ingresso del campo, puzza da svenire… ed a testimonianza che di li non passa mai un poliziotto o carabiniere(sono tutti in via strasburgo, via roma, via cavour…) schiera di prostitute.
      Perchè l’amministrazione, le forze d’ordine, fanno finta di non vedere?
      Siamo tutti d’accordo nel disprezzare il quartiere rosso di Amsterdam ma non ci accorgiamo che da noi mancano solo le vetrine e in più dietro c’è molto peggio.
      Il problema esiste eccome.
      Nascono, muoiono, sono ricchi ma non lavorano, non lo sono al momento della legna e dell’acqua, ma a nessuno importa nulla.
      In questa situazione una persona coscienziosa sa che potrebbe accadere una cosa come quella di domenica ai suoi figli e ne ha paura.

    43. mi limito a un pensiero generico se no per qualche estremista sono anche io estremista: la verità ? la maggior parte dei palermitani non li vuole, ma non “ha tempo”, “ha altre cose da fare”, “si spaventa di essere additato come razzista” eccetera se scende in piazza per dire “no” al dilagare dei rom, o comunque sistemarli legalmente in una zona adibita…guai se lo si fa.
      chiudo.

    44. fabio, perche disprezzare la zona rossa di amsterdam? Almeno li è tutto regolare, non si vedono prostitute per strade, sono sottoposte a visite mediche periodiche, pagano pure le tasse! O è meglio l’ipocrisia dei ben pensanti

    45. Vorrei complimentarmi con Dario per l’intelligenza del suo commento, che condivido in pieno.

    46. Io non ho letto tutti i commenti quindi non mi riferisco a nulla in particolare…

      qui si sta discutendo sul fatto che bisognerebbe chiedere scusa per fugare sospetti razzisti sulla signora rom..(che potrebbe serenamente essere una jamaicana, piuttosto che un’inglese, africana, giapponese o cinese)…perchè se fosse stata altoatesina le cose sarebbero andate diversamente…

      scuse ufficiali, para-ufficiali- personali…

      insomma, mi pare che qui l’importante sia chiedere scusa.

      Suppongo che l’ipotesi che il testimone abbia ritrattato x paura non nasca solo su Rosalio ma che forse, anche gli inquirenti abbiano tenuto in considerazione questa ipotesi…

      io, e scusate la schiettezza, prima di chiedere scusa, aspettere l’esito delle indagini…che si tratti dell’altoatesina o della rom di turno…

      guardiamo un’attimo a casa nostra:

      quanta gente di Palermo a Palermo, ha potuto subire torti, o ancora peggio umiliazioni, per la cultura del sospetto che aleggia tutt’intorno a noi???

      per questo cattivo costume, quante persone, nella storia, hanno vissuto esperienze tipo, arresti domiciliari, isolamento, detenzione a scopo preventivo…
      LA CUSTODIA CAUTELARE!!!!

      ma cos’è la CUSTODIA CAUTELARE?
      DOVE ESISTE OLTRE CHE IN ITALIA??
      (è una domanda seria..nessuna ironia)

      …e soprattutto, a cose fatte, quando a queste persone è stata riconosciuta l’estraneità dei fatti…
      CHI HA CHIESTO SCUSA???
      chi li ha risarciti?
      ma poi, come si risarcisce un’essere umano che è stato sbattuto sui giornali, sui tg, accusato in un primo momento di questo o di quell’altro…che poi viene scagionato???

      con delle scuse??

      Non sono un’avvocato, ma ho la netta impressione che il sistema giudiziario italiano, parta da un’idea di presunta colpevolezza…

      signori, la verità è che può succedere a tutti, anche x 2 ore…ma può capitare a tutti..

      quanti di voi sanno di essere andati in macchina, di essere partiti, di aver preso un’aperitivo con una persona armata, ricercata, collusa con la malavita organizzata…
      quanti di voi fanno affari con gente di dubbia moralità, anche non sapendolo?
      ..quanti di voi sanno che il loro amico ha addosso 40 pasticche che cercherà di vendere il venerdì sera??(esagero lo so…ma succede anche questo)…

      scusate, ma secondo me c’è qualcosa che non va a monte…

      “u pisci fiti ra tiesta..che dio nni scansi e liberi”…

    47. Oltre a questa storia della zingara ritenuta (per il momento a torto) sequestratrice, ce n’è anche un’altra recente che è lo specchio di come troppo affrettatamente qualcuno si erge a giudice emettendo sentenze sommarie.
      Mi riferisco alla storia delle “effusioni” al Colosseo tra due ragazzi gay. Tutti a stracciarsi le vesti contro l’omofobia dilagante e l’atteggiamento vessatorio dei carabinieri che li hanno portati in caserma “per un semplice bacio”.
      Nessuno però che si sia preso la briga di ascoltare anche l’ALTRA campana, e cioè quella dell’Arma, secondo cui i due soggetti in questione non si stavano semplicemente baciando ma erano in pieno rapporto orale in luogo aperto al pubblico (per il codice penale si tratta di “atti osceni in luogo pubblico”).
      Ciò premesso, vorrei capire i meccanismi mentali che portano eminenti esponenti politici a prendere sic et simpliciter per vero un racconto -quello dei ragazzi- che, se fosse vero, sarebbe forse potuto accadere nell’Italia degli anni ’70 non certo in quella di oggi. E che, allo stesso tempo, li portano (frettolosamente? colpevolmente?) a ignorare del tutto la testimonianza di 6 carabinieri compresi alcuni ufficiali.
      Anche qui, aspettiamo l’evoluzione dei fatti. E, anche qui, qualcuno dovrà delle scuse anche se dubito che ciò accadrà.

    48. Mao io parlavo proprio dell’ipocrisia con cui si fa finta di non vedere nulla. La teoria del “a me non interesse perchè non mi tocca da vicino”. Con questo non voglio dire che il modello olandase mi piace o lo approverei, dico solo che lì si è fatta una scelta e la si porta avanti con coerenza.
      A nulla serve il Diritto se nessuno(o non in tutti i casi) lo si fa applicare.

    49. “…ho la netta impressione che il sistema giudiziario italiano, parta da un’idea di presunta colpevolezza…”
      Gigiottocrew io credo sia proprio il contrario.

    50. fabio credo che dipenda da con chi si ha a che fare o meglio chi è “l’inquisito” o il “giudicando” in quanto il sistema italiano “ci impara” che la legge non è uguale per tutti.

    51. Sul fatto che la legge NON è uguale per tutti credo possiamo essere tutti in sintonia… in Italia è ormai chiaro che più la fai grossa e meno stai in carcere…

    52. io quel giorno ero nel lido dov’è avvenuto il casino, non avete idea della bolgia di persone che si è scatenata.
      Il bambino probabilmente era solo, molti bambini girano per il lido soli in compagnia di altri bambini mentre giocano. Quindi diciamo che purtroppo non è proprio così difficile rapire un bimbo volendo…
      Il giorno prima del ritrattamento erano venuti al lido i carabinieri a prendere le misure col metro della scena del crimine (avvenuta nel largo corridoio del bar del lido), durante le quali il gestore del lido e l’accusatrice davano indicazioni alle forze dell’ordine sulle posizioni delle varie persone presenti sulla scena del crimine (poi mi chiedo a che utilità abbia prendere le misure muniti di metro, ma questo è un altro discorso…).
      Fatte tutte queste premesse, mi chiedo come mai si dice ke quella donna sia l’unico testimone (ma non c’era anke il gestore come testimone?), in un ora di punta come quella…
      E come mai abbiano ritrattato tutto, quando il giorno prima stavano li a fornire indicazioni sui fatti davanti ai miei occhi…
      A me la cosa mi puzza molto o di minaccie o di testimoni corrotti…

    53. INFAMIA E PREGIUDIZIO

      Ci sembra quanto mai significativa la vicenda di Maria Feraru, cittadina rumena di etnia Rom, ingiustamente arrestata in seguito alla falsa testimonianza di una donna italiana che l’aveva accusata di aver tentato di rapire un bambino sul litorale di Isola delle femmine, vicino Palermo. L’accusa della bagnante siciliana era mossa – per sua stessa ammissione – dal pregiudizio nei confronti degli zingari. Questo episodio, che dovrebbe far vergognare tutti coloro i quali – soprattutto in Sicilia – trattano le persone giudicandole preventivamente sulla base dei più bassi istinti razzisti e xenofobi, ci offre uno spaccato del progressivo arretramento culturale di Palermo, sempre più prigioniera delle sue fobie e della sua ipocrisia.
      Martellanti campagne politiche e mediatiche di livello nazionale e locale sono riuscite nell’intento di creare anche a Palermo una psicosi da insicurezza sociale, una sindrome che induce a invocare maggiore controllo del territorio e una maggiore presenza di polizia per meglio contrastare la criminalità dilagante. Il più delle volte gli obiettivi privilegiati di questo zelo securitario sono, manco a dirlo, proprio gli immigrati e gli stranieri, soggetti su cui è facile scatenare colpe di ogni tipo soprattutto quando a essere sporca è la coscienza di questa città e di chi la governa.
      Una città in cui, anziché gridare al ladro di bambini zingaro, si farebbe meglio a scavare nel ventre oscuro in cui la violenza sui minori è sempre presente tra le pieghe della povertà e del malessere di ampi strati della società palermitana.
      È comunque vero che a Palermo c’è un’emergenza criminalità: a esserne responsabile è, oggi come sempre, Cosa nostra, che non ha mai smesso di dominare la vita di questa città e dei suoi abitanti.
      A Palermo la mafia è tornata ad ammazzare per le strade nel riassestamento dei suoi equilibri di potere e della sua gerarchia interna. A Palermo la mafia continua a taglieggiare commercianti e imprenditori senza rinunciare ad azioni di devastazione e terrorismo più o meno eclatanti per far capire chi davvero comanda in questo territorio. Un territorio in cui i bisogni sociali sono ancora tanti e gravissimi, come quello della mancanza di lavoro e della fame di case, per non parlare poi dell’approvvigionamento idrico o dei servizi sociali minimi, del tutto assenti.
      Per rispondere a queste emergenze, la classe politica che amministra Palermo ha predisposto delle vere e proprie soluzioni finali: ad esempio, per i cittadini che non hanno un posto sicuro in cui vivere si è allestito un “centro di permanenza temporanea” in periferia, con tanto di container in cui sistemare sfrattati e senza casa. Come a dire: lontani dagli occhi, lontani dal cuore.
      Ma nel futuro della Palermo che verrà c’è anche la realizzazione dell’inceneritore di Bellolampo, una struttura nociva, inquinante e assassina che lungi dal risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti costituirà un’emergenza permanente per la salute nostra e per quella delle prossime generazioni che rischieranno di ammalarsi di tumore per il solo fatto di mettere il naso fuori di casa.
      Ecco cosa è oggi Palermo: una città che pur di non sbarazzarsi degli apparati di potere politici e mafiosi che da sempre ne spartiscono la gestione, preferisce puntare il dito contro i più deboli individuando di volta in volta i capri espiatori più adatti per nascondere l’irrimediabile criminalità del potere che continua a disegnarne a sua immagine e somiglianza il volto grottesco.

      Nucleo “Giustizia e Libertà” della Federazione Anarchica Siciliana

      02/08/07

      giustiziaeliberta@interfree.it

    54. Salve! Nei testi che ho appena letto si fa riferimento ad uno Zaja o Zaia capo Rom trasferitosi a Brescia. Avrei necessità di contattarlo quanto prima. Ricordo un articolo (mi pare del 2005) in cui si parlava della sua scelta di andarsene … poi più nulla.
      Grazie

    55. P.S. Aggiungo la mia mail: roberto.ros.tv@gmail.com

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