sabato 18 nov
  • Paolo è vivo

    Io voglio ricordare Paolo Leto. Lo dico subito a beneficio di stupidi sarcasmi: è morto. Ma, per me, Paolo è vivo.
    È vivo nel mio cuore. È vivo negli occhi di suo padre. È vivo nelle braccia di sua madre. È vivo nelle lacrime dei suoi fratelli, nello zaino della scuola, negli asciugamani del ferragosto, nel sole sulla spiaggia, nei ragazzi che singhiozzavano in chiesa. Paolo è vivo in questo e in molto altro. Riesco perfino a immaginarlo. Lo vedo, mentre prepara la sua razione di felicità ed esce con gli amici incontro a un’immensa notte stellata. Vedo i suoi anni azzurri. E il mare che respira tutto intorno.
    Quel Ferragosto di qualche tempo fa ero di turno di nera. La chiamata arrivò di mattina presto. “C’è un ragazzino folgorato a Trabia…”. La dinamica era chiara. Paolo Leto aveva appoggiato una mano su un palo della luce. Una scossa improvvisa aveva annientato i suoi sogni, a quindici anni. C’è un processo in corso.
    Nel mio piccolo – per professione – ho raccontato diversi volti del dolore. Non so dire perchè alcuni frammenti ti restino dentro più di altri. Non so perchè quando mi trovai a casa della famiglia Leto, gli occhi di papà Carmelo mi entrarono nel cuore. E non sono usciti più.
    Cosa possiamo sperare? Che sia fatta giustizia, certo, perchè nessuno può morire per avere posato la mano su un palo della luce. Però non mi basta affatto. No, non mi basta la cosiddetta giustizia degli uomini.
    Io spero che la sopravvivenza di Paolo non sia legata al filo esile della memoria. Che ci sia un posto dove raggiungerlo e abbracciarlo. Che ci sia un giorno tanto grande e luminoso per gli occhi di suo padre. Per ritrovarsi. Per dire a noi stessi con stupore: Paolo è vivo.

    Quello che resta nel taccuino
  • 17 commenti a “Paolo è vivo”

    1. Ciao Paolo.

      Il cielo ha una nuova stella.

    2. In un mare di oblio un pensiero importante per una morte ingiusta: non si può perdere un figlio in un modo così banale.

    3. ma e’ mai possibile che l’Enel non riesca ad esercitare un CONTROLLO sulle dispersioni dei pali?
      Vi ricordo il caso di Partanna Mondello
      a due metri dall’Ufficio Postale,dove un paio di anni fa un ragazzo non ancora ventenne e’ rimasto folgorato….
      E chissa’ quanti altri fatti saranno accaduti!

    4. “Che ci sia un giorno tanto grande e luminoso per gli occhi di suo padre.” …. non riesco ad aggiungere nulla alle tue parole caro Roby.

    5. Grazie a tutti, un saluto al mio amico Antonio e agli altri amici. Quel ragazzo – caro Riki – si chiamava Girolamo Cracchiolo e mi sono occupato anche del suo caso, purtroppo. Morì per avere poggiato il piede su un tombino, in una notte di pioggia.

    6. Paolo, un destino beffardo, e senza pietà ti colpito irrimediabilmente. Mi auguro con tutto il cuore che tutta la nostra sincera solidarietà e affetto, possano consolarti e mitigare il dolore della tua famiglia. Non conoscevo la tua storia e il modo in cui è stata raccontata mi ha colpito moltissimo Mi ha fatto capire quanto la vita e il destino siano stati gentili nei miei confronti.

    7. Voglio ricordare un episodio identico avvenuto nel 1968 circa, alla Fiera del Mediterraneo. Un ragazzino di dieci anni, di cognome faceva Varvaro, mi pare di ricordare, e la mattina avevamo fatto i chierichetti a Sant’Ernesto, il pomeriggio in Fiera si appoggiò a quel palo e morì.Fu uno shock per tutti noi ragazzini e per la comunità parrocchiale.Ed è ancora vivo, nei miei ricordi.
      Giovanni

    8. conoscevo girolamo cracchiolo.. e sono certa che oggi è insieme a paolo, in un angolo dell’universo dedicato a chi non cammina più in questo mondo.
      sono certa che giocano insieme alla play-station o guardano il calcio alla tv e che sorridono, insieme, di questo triste mondo in cui loro non ci sono più..

    9. Mi associo anch’io al ricordo di Paolo e delle tante stelle che troppo presto hanno lasciato questo mondo lasciando dietro di sè lo strazio di chi li ha amato e un sorriso che splende ancora da lassù.
      E un grazie a te Roberto per queste tue riflessioni dettate da un cuore, credo, troppo tenero perchè la cronaca nera diventi un’abitudine al dolore.

    10. Ciao Teresa, grazie. Ho sempre pensato che il cinismo – non quello esibito per forza nell’acquario dei piranha, quello che indurisce davvero i ventricoli – sia una disgrazia incalcolabile per chi fa il mio mestiere. Perchè allora non lo fai bene.

    11. Paolo compagno e amico mio…complice di mille avventure…mi manca..è dentro di me a volte parlo ancora con lui…
      Non è giusto…non è giusto!!!
      vivrà sempre nel nostro cuore!

    12. L’amore è una richezza che non si vende e non si compra, ma si dona…Questo sentimento è il mio regalo per te Paolo…E per te CACHI…è per ogni singolo sorriso che ci avete dato…
      Vi ho perso entrambi lo stesso giorno…ma la mia consolazione,se pur magra,è immaginarvi prendere il volo insieme…per mano…
      “IL RICORDO DELLA FELICITà NON è PIù FELICITà, IL RICORDO DEL DOLORE è ANCORA DOLORE”(Einstein)

    13. io mi ricordo quando paolo morì.io abitavo al secondo piano,lui al primo.avevamo entrambi quindicianni.non lo conoscevo bene,ma parlavamo a volte.oggi stavo cercando su internet perchè se ne parlava in casa,e ora lo saluto,da qui.cià.

    14. io abitavo nel palazzo in cui abitava paolo…io al terzo piano,lui al primo…..io sono 1 pò più grande di lui…e ricordo i giorni in cui ci conoscemmo con molto rimpianto…lui ke mi chiamava e mi chiedeva”come ti chiami?io paolo”,ed io”piacere,io sono chiara”…aveva 1 sorriso dolcissimo e spesso parlavamo dai nostri rispettivi balconi…poi 1 mattina vengo a sapere da mio fratello della tragedia avvenuta a trabia…mi si è gelato il sangue nelle vene…non sono neanche riuscita ad andare al suo funerale…paolo,sei diventato 1 stella troppo presto….

    15. caro paolo ti penso sempre penso spesso che la tua morte è stato un attimo,all inizio mi sembrava impossibile……Rimarrai x sempre nei cuori di tutti la tua scomparsa è stata ingiusta.Purtroppo con l andare degli anni ho capito che non siamo invincibili…grazie per avermi dato tutto il tuo amore…un caro abbraccio alla famiglia Leto vi sono sempre vicino,non ho mai dimenticato Paolo

    16. un altro anno s’è aggiunto da quando sei scomparso…..ti ricordo sempre…ogni sera prego per te,ogni sera….non si può accettare la morte di 1 ragazzo di 15 anni!oggi avresti 21 anni,chissà come sarebbe la tua vita….mio fratello ha la tua età,và all’università….sicuramente ci andresti anche tu…ti ricorderò per sempre.il tuo sorriso è stampato nel mio cuore,è davanti ai miei occhi…e ci resterà per sempre….ciao paolino….

    17. Ci sono stati parecchi di questi casi e ce ne saranno ancora. La rete elettrica italiana utilizza ancora il sistema di messa a terra TT (fuorilegge da decenni in tutti i paesi civili, se non nelle aree rurali), soggetto a questo tipo di incidenti. Per avere maggiore sicurezza si dovrebbe riconfigurare il sistema trasformandolo in un TN-CS, ma ciò richiederebbe una spesa che nessun governo italiano vuole sobbarcarsi. RIP Paolo Lete.

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