lunedì 21 ago
  • Pedalando per Barcellona

    È domenica mattina a Barcellona e tre amiche decidono di fare una gita fuori porta, e così armate di buona volontà anziché ricorrere alla metro afosa e collassata, per raggiungere la stazione del treno, si convincono ad utilizzare il mezzo tanto pubblicizzato dal sindaco della città: il bicing, biciclette pubbliche al servizio del cittadino, con sei euro ti inviano la tessera personale ed il gioco è fatto.
    La città è piena di manifesti, una vera e propria invasione, a questo punto pensi che sia tutto semplice, basta andare al parcheggio più vicino casa, prendere la tua biciclettina bianca e rossa e andare a parcheggiarla vicino alla stazione del treno, d’altronde sulla mappa che hanno inviato con la tessera i parcheggi segnati sono in ogni dove e, udite udite, ben due puntini rossi con la b di bicing sembrano quasi lampeggiare vicino alla fermata della stazione.
    Ma appena sotto casa iniziano già i primi problemi la colonnina dice che è spiacente ma non ci sono biciclette, ma come, se ce ne sono quattro?
    In effetti, guardando bene, le bici sono fuori uso, ruote bucate, freni che non funzionano, sellini rotti, una vera catastrofe, ma noi ormai abbiamo deciso, niente metro oggi, la giornata è troppo bella per chiudersi lì dentro, meglio cercare un altro bicing, mmm la mappa ne segna un altro a 4 traverse, uff un po’ lontano, ma va bene, andiamo, ma, sorpresa, alla traversa successiva vediamo spuntare la mitica colonnina e tre, dico tre biciclette funzionanti! Che bello ce l’abbiamo fatta, saliamo ognuna sulla sua bici e ci dirigiamo alla meta.
    Fortuna che Barcellona è piena di piste ciclabili e così, per quanto sia lontana la stazione del Clot il tragitto è privo di sorprese, e noi pedaliamo sorridenti, ignare che ci aspetti quella peggiore…i parcheggi segnati sulla carta non esistono, ma come non esistono? Ma se la cartina è aggiornata al primo luglio 2007…eppure nulla giriamo e rigiriamo sicure di trovarla, magari nascosta in una traversina, ma niente!
    Che nervi, continuiamo a guardare la cartina attonite, ma certo dobbiamo prendere una decisione, non è che guardando la cartina il parcheggio si materializzi, ma chi ci dice che gli altri segnati esistano sul serio?
    Finché, colpo di genio, ci ricordiamo che dall’autobus che ci porta al lavoro ne vediamo sempre due, certo non sono vicinissimi, ma almeno sono sicuri.
    Ma siccome le catastofi non vengono mai sole, raggiunto il primo parcheggio ci accorgiamo che non c’è neanche un posteggio, ma che cavolo peggio che avere la macchina a Palermo! Andiamo al secondo, evvai! i posti ci sono e così son il sedere piatto dopo un’ora di pedalata (è chiaro che le biciclette non sono tra le più comode) e le gambe doloranti ci dirigiamo finalmente verso il nostro treno, fortuna che ne parte uno ogni 20 minuti, altrimenti al sindaco Jordi Hereu avrei volentieri presentato il nostro Cammarata, perché in quanto a promesse…

    Ospiti
  • 11 commenti a “Pedalando per Barcellona”

    1. Certo, Barcellona, e` tutt’altro che perfetta, ma confrontare l’amministrazione comunale di Palermo con la sua e` come mettere insieme diavolo e acqua santa!!!!!!!!! Se a Palermo ci fossero un quarto dei servizi di Barna, sarebbe la citta` piu` bella del mondo e, come a Barna, ci sarebbe la corsa ad andarci a vivere….qui vi sembra lo stesso?

    2. Piccolo OT: ciao Stefania!!! Saluti da Madrid… hai capito “quale” Pietro sono??? eheh

    3. Per Dany: premettendo che adoro Barcellona e che considero anch’io l’amministrazione comunale di qui molto efficiente tutto il mondo è paese e si sa in tempo elettorale si promette piú di quello che si puó fare e cosí nel momento in cui ci si trova a dover mettere in pratica molte cose vengono fatte all’acqua di rose!
      Per Pietro: certo che ho capito chi sei! come dimenticare Bin Laden? quando vieni in quel di Bcn?

    4. Nooooo, Bin Laden noooo!! Adesso sembro piú telespalla Bob… Non so quando potró venire da quelle parti, sono tornato da poco dalle ferie ed ora mi tocca lavorare!!!

    5. Barcellona non è diventata cosi per virtu dello spirito santo o per qualche bravo sindaco. A fine anni ottanta ci sono voluti circa quattromilamiliardi (4.000.000.000.000) di lire di allora per il suo recupero. tutto ciò grazie all’occasione delle olimpiadi. Negli anni novanta si sono spese altri duemilamiliardi sempre in lire per completare il recupero ancora alcuni lavori sono in corso.

    6. Palermo e la Sicilia hann avuto a disposizione tanti di quei soldi nella storia che avrebbero potuto fare di tutto. Purtroppo sono finiti nelle tasche di mafiosi e politici (spesso coincidevano e coincidono). Non a caso ci sono voluti piú di 40 anni per fare 220 Km di autostrada (Palermo-Messina). Barcellona, al contrario di Palermo, non ha potuto vantare fra i suoi amministratori gente del calibro di Ciancimino o Lima, tanto per citare i piú…famigerati!!!

    7. ti consiglio di leggere qualcuno dei bei libri di Manuel Vázquez Montalbán, in cui viene raccontato cosa è successo a Barcellona, la speculazione edilizia degli anni 60 a Palermo in confronto con quella avvenuta a Barcellona è questione da poco. la differenza forse sta nel fatto che li il crimine è piu di qualità, hanno saputo fare bene le cose (comunque le hanno Fatte).
      Per fare la Messina Palermo le difficoltà nn sono state solo amministrative. C’è voluta tanto di tecnologia e tanto di fatica. Ogni chilometro degli ultimi 50 realizzati è costato circa 25 milioni di euro e nn per la criminalità!!

    8. Ho letto diversi libri di Montalban e non dico che qui la corruzione non esista, ma la situazione non é minimamente paragonabile. Per quanto riguarda la speculazione edilizia ti invito a girare a piedi per le due cittá e poi trarre le tue conclusioni. Io adoro Palermo, ne parlo con emozione con la gente che non la conosce, peró non difendo l’indifendibile. Avere difficoltá a costruire un’autostrada a causa della morfologia del territorio ed impiegare quasi 50 anni per terminarla sono due cose ben differenti.

    9. Purtroppo devo dare ragione a Gabriele.
      E` vero Barcellona ha ricevuto un mare di soldi da EU e storie varie, hanno operato, e stanno operando, una speculazione edilizia spaventosa che ha fatto crescere i prezzi delle case in maniera ultra esponenziale, il tutto e` stato fatto principalmente per attrarre ancora di piu` investimenti stranieri e turismo…..ma se il risultato e` una citta` pulita, con metropolitane super efficienti, piste ciclabili, attivita` culturale di altissimo livello, ristrutturazione di centro storico e valorizzazione di zone depresse….ben venga!!!!! Se poi si parla di soldi ricevuti dalla Sicilia e da Palermo…temo che, alla lunga ne abbiano ricevuti mooooolti di piu` di Barna! e dove sono finiti????? se lo sai Dedalus, illuminaci!!!

    10. Paragonare Barcellona a Palermo e’ uno di quei motivi per cui apro questo sito solo quando me ne ricordo e non ci scrivo oramai da parecchi mesi…ma stavolta non potevo non esimermi dal dire “smettiamola”.

    11. La mia esperienza in bici a barcellona risale all’estate 2003 (un’afa che la metà bastava!) ed è stata un’esperienza direi traumatica, ma non per il caldo: noleggiamo due bellissime bici al Decathlon, in pieno centro, pedaliamo in serenità per la città e ci dirigiamo verso la Sagrada Familia, parcheggiamo, visitiamo, riprendiamo le bici e torniamo in centro…causa caldo decidiamo di prenderci un’oretta di pausa, parcheggiamo le due bici davanti al Decathlon, nell’apposito posteggio, riposino in albergo e poi torniamo a riprendere le bici e…NIENTE BICI, RUBATE ENTRAMBE IN PIENO GIORNO, IN PIENO CENTRO, DAVANTI ALLO STESSO NEGOZIO CHE CE LE AVEVA NOLEGGIATE (??) con tanto di lucchetti segati in due lasciati amenamente per terra…Vi risparmio la litigata con il direttore del Decathlon che mi voleva far pagare il prezzo di listino delle DUE bici.. che io non ho pagato…

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