giovedì 24 ago
  • Il Tar riammette le trivellazioni nel Val di Noto

    Il Tribunale amministrativo di Palermo ha accolto il ricorso presentato dalla società petrolifera Panther Europa per la realizzazione del pozzo di esplorazione “Eureka est” nel Val di Noto. Respinto il ricorso per la realizzazione di un pozzo denominato “Gallo Sud 1”.

    Il presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, ha dichiarato: «Invitiamo la Panther Europa a non dare il via ai lavori. E in ogni caso, a settembre, il governo con procedura d’urgenza presenterà all’Ars un provvedimento che chiuda definitivamente la questione e impedisca le trivellazioni nell’area del Val di Noto dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco».

    Il sindaco di Noto, Corrado Valvo, ha dichiarato: «Continueremo la nostra battaglia giudiziaria e politica ma soprattutto mediatica. Noto, ora dichiarata dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità, merita attenzione e non può essere colonizzata».

    Sicilia
  • 5 commenti a “Il Tar riammette le trivellazioni nel Val di Noto”

    1. Sono solidale con i cittadini di Noto, una meraviglia dell’ umanità che non può essere sfiorata nemmeno con un palo altro che trivelle petrolifere. Auguri

    2. Ma non era stato proprio un assessore del precedente governo Cuffaro ad autorizzare le trivellazioni? Mi sembra che il presidente abbia la memoria corta…

    3. Vediamo di mettere un vincolo paesaggistico per bloccare definitivamente questi tentativi di distruzione dell’ambiente.

    4. Cari amici della redazione,la Regione nostra è “Siciliana” e non “Sicilia”, non solo perché formalmente questo ne è il nome ma per un motivo storico preciso e per un preciso rapporto istituzionale che la lega all’Italia.

      Il nome ufficiale non è modificabile nemmeno in maniera surrettizia con il suo cattivo uso. Così come la Sardegna si chiama Regione Autonoma della Sardegna altrettanto la Sicilia deve chiamarsi soltanto Regione Siciliana quando ci si riferisce alla persona giuridica che la rappresenta mentre la Regione Sicilia è un’espressione accettabile solo quando ci si riferisca al territorio su cui la medesima persona giuridica esercita la propria sovranità.

      La Regione è “Siciliana” in assonanza con la Repubblica che è “Italiana” e non “Italia” (e, se vogliamo, con l’Unione che è “Europea”) perché nasce come ente originariamente sovrano e legato all’Italia da un rapporto pattizio e potenzialmente paritetico.

      La Regione “Sicilia” sarebbe invece una regione “concessa” dal centro, un’articolazione amministrativa e burocratica dello Stato Italiano, come la vogliono i neocentralisti; la Regione Siciliana, invece, ha preferito l’aggettivo al sostantivo perché non “costituisce” per gentile concessione dello Stato una comunità politica ma “è derivata” da una comunità nazionale o comunque storica e geo-politica che le preesiste e che trova la propria prima legittimazione nel Popolo Siciliano e nella sua storia, prima ancora che nel decreto di Umberto II o nella legge costituzionale di recepimento (la n. 2 del 1948): queste ultime tutt’al più “riconoscono” l’Autonomia della Sicilia, la incorporano nella Costituzione Repubblicana ma non hanno valore costitutivo.

      La Sicilia è un’Istituzione a sé e una società (prima che uno Stato o un Ente Pubblico); da questa deriva uno Stato (non dichiarato come tale ma tale nella sostanza per il dettato statutario e per le sue modalità di formazione) che, dovendo fare riferimento e “derivare” da quella società-nazione, ha bisogno di un aggettivo (o, similmente, di un complemento di specificazione). Così, nel mondo, ci sarà una “Generalitat de Catalunya” e non “Generalitat Catalunya” uno “United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland” e non “United Kingdom Great Britain etc.”

      Abbiamo diffidato pertanto i curatori del sito istituzionale della Nostra Regione e, prima ancora, il Governatore, al quale attribuiamo la responsabilità politica in materia, ad adeguare il nome ed ad adoperarsi affinché la cittadinanza conosca il vero nome dell’ente sovrano della nostra “piccola patria” e più in generale che i valori dell’Autonomia vengano trasmessi con una azione di vera e propria “educazione civica”, senza la quale le lamentele sulla “scarsa proficuità” dell’Autonomia non dovrebbero avere diritto di cittadinanza.

      Per la Sicilia, solo peramore della Sicilia.
      Genoveffa

    5. Sono appena tornata da Noto: è un posto meraviglioso dove la natura si fonde con le bellezze artistiche e dove l’armonia di tutto il contesto è così perfetta che trasmette una pace interiore. Spero solo che non rovinino questo piccolo angolo incontaminato di paradiso…

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