giovedì 17 ago
  • Dove finisce la terra

    Figuratevi un cielo costantemente diverso, mosso dalla danza delle nuvole e dal soffio di un vento sempre presente.
    Pensate ad altopiani deserti, circondati dalle imponenti Ande, che conservano tesori di civiltà misteriose. Immaginate questo grande Cile che si estende verticalmente in una “follia geografica” dai tropici fino quasi a sfiorare il circolo polare artico; non a caso la parola Chile, nella lingua degli indios Aymara, antico popolo andino, significa “là dove finisce la terra”.
    Un paese dove il paesaggio è mai uguale a quello del chilometro precedente, e dove il viaggiare è sinonimo di preziose scoperte ad ogni curva.
    Un viaggio in Cile è un viaggio “diverso”, un percorso non solo naturalistico, ma umano. Non ancora toccato dal turismo di massa. Via! In giro tra i sentimenti e le persone. Tra sorrisi e deserti, tra ghiacciai e colorati indumenti di soffice alpaca.
    Lasciandosi dietro l’angusto periodo della dittatura militare di Pinochet, il Cile moderno sta acquistando poco per volta una sua specifica identità. Da Luis Sepulveda a Pablo Neruda e Isabel Allende, la letteratura e la poesia cilena hanno varcato i confini da diverso tempo.
    Santiago de Chile è davvero immensa, ma la cappa di smog che la opprime è fin troppo evidente.
    Alameda è la vera arteria della città, o dell’insieme di dei trenta comuni autonomi che compongono Santiago, tra mercati, dimore liberty e coloniali e mezzi pubblici sgangherati e puzzolenti: colorati di giallo, di bianco e di sporco.
    Santiago non è bellissima, ma è il cuore andino del paese e vale la pena di essere visitata.
    In viaggio per la regione di Antofagasta, verso il deserto di Atacama, enormi colli aridi abbracciano la Panamericana: sono collinette brulle, quasi completamente prive di vegetazione, tranne che per la rara presenza di isolati ciuffi verde scuro. Ogni tanto si scorge qualche canyon sovrastato da lunari rocce aguzze come denti affilati.
    Si viaggia in corriera sino a San Pedro di Atacama. Un viaggio estenuante di 23 ore, tra “’u pruvulazzu” del deserto che entra dai finestrini e le buche della strada semi-asfaltata.
    Di fianco a me siede un tizio che ascolta la musica in cuffia, legge un fumetto e si scaccola. Gli tuppulìo nella spalla facendogli cenno di farmi alzare per cambiare posto e vado a sedermi due sedili piú indietro, vicino la toilette.
    Un corpulento cileno baffuto, tra una dormita e una birra si reca nella toilette del bus. La porta del bagno non si chiude bene e alla prima inchiodata della corriera, il tizio si ritrova sbalzato fuori dalla porta, annaspando con una mano in aria per cercare di aggrapparsi e l’altra che nascondeva paonazzo e imbarazzato la sua m…mascolinità. Oooolé! E me lo ritrovo davanti todo desnudo, mentre la sua compagna anziché richiudergli la porta gli scatta una fotografia.
    Sti cileni sono matti.
    Naturalmente, in escursione nel deserto le toilettes sono un miraggio. Anche io dovrei andare in bagno, ma dopo lo show del cileno non vorrei offrire un ulteriore spettacolo. Sapete, una di quelle circostanze che ti fanno capire cose realmente importi nella vita per essere felici: un ottimo lavoro, fama, soldi, successo? No. Alle volte è sufficiente una toilette.

    Dopo così tante ore di corriera, ho socializzato con la compagna del “cileno desnudo” e giunto il momento di salutarci scoppia in una sonora risata quando l’ho baciata due volte al posto del singolo bacio sulla guancia utilizzato da loro.
    Insomma, ‘sto vasa-vasa internazionale è piuttosto complicato.
    A Palermo i “compa’” se ne danno 2 (uno per ogni guancia) e le ragazze uno solo.
    In Medio Oriente le donne ne elargiscono addirittura due per guancia, facendo schioccare le labbra ma senza un contatto, rischiando di darsi zigomate mostruose.
    In Brasile gli uomini non si baciano ma si danno pacche sulle spalle, mentre le ragazze si salutano con due baci. In Svizzera invece sono tre, sia per uomini che per donne: destra-sinistra-destra e se sgarri qui rischi una bella “nasata” o di baciare qualcuno sulle labbra!

    San Pedro de Atacama è un paesino magico e polveroso in mezzo al deserto. Uno di quei paesaggi tipicamente sudamericani, con quelle pallottole polverose che rotolano sempre per strada, come si vede nei vecchi film western: ci sono i cani randagi , c’è il tizio col poncho che si appisola sotto il cappello, ci sono uomini dipanza e uomini con la panza.
    Alcune costruzioni mi appaiono familiari sono realizzate in pietra lavica proprio come in Sicilia, tranne che per le stranissime porte in “legno di cactus”.
    Le escursioni per la Valle della Luna, i Geysers, Punta Andina e Toconao ti ripagano della sofferenza del viaggio in corriera, dove bisogna munirsi di tanta pazienza e di una vescica in acciaio inox!
    Ho scritto questo post sotto i postumi di una sbronza di Pisco, un fortissimo liquore Peruviano, osservando i cileni ridere, arrotolarsi i baffi e bere ancora piú pisco di me.
    Al mio ritorno a casa, ho incorniciato quel magico paesino polveroso che adesso è in bella mostra nel mio soggiorno. La macchina fotografica ha fatto il suo lavoro….
    …Ma gli odori, il vento polveroso di Atacama e quella sensazione di sentirsi persi e felici?

    Sicilia
  • 4 commenti a “Dove finisce la terra”

    1. anche in Olanda i baci sono tre e in Spagna sono due, ma cominciano dalla parte opposta alla nostra!
      Che meraviglia il Cile, ma quanto sei fortunata aviaggiare cosi` tanto!!!

    2. Voglio andare in Cile anch’io…grazie

    3. Ciao,
      volevo solo segnalarvi che Lan Chile, la compagnia aerea di bandiera Cilena, al momento offre tariffe interessanti per il Londra-Santiago a fine novembre. (circa 1100 euro a/r)
      Considerando che da Palermo potete sempre trovare un low cost per Londra, forse forse si puo fare….Vi auguro con tutto il cuore di visitare questo incredibile paese.

    4. Invidia, semplice e inappuntabile invidia ho provato leggendoti per due precisi motivi:
      – sai trasmettere con le parole le emozioni che hai provato
      – sei stata in Chile e ci sei stata esattamente come vorrei farlo io.

      A questo punto non mi resta che chiedere il tuo aiuto proprio nell’organizzare il mio viaggio, presumibilmente nel 2010, gennaio 2010, perchè avrei necessità di quelle piccole ma importantissime informazioni che rendono tutto più semplice e sicuro.

      Grazie

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