martedì 17 ott
  • Le band palermitane scrivono al sindaco

    Le band palermitane hanno scritto al sindaco di Palermo. Ecco il testo della lettera.

    Caro Sindaco

    “Palermo? La città più cool d’Italia”. Così recitava un memorabile cartellone che ha invaso le strade cittadine e l’immaginario collettivo qualche tempo fa. Inutile dire gli sguardi interrogativi che hanno accomunato tutti i palermitani alla vista di quella frase.

    Perché c’è qualcosa di perverso in una simile menzogna. Palermo è una città di vecchi. Una città che non incoraggia lo scambio culturale. Una città che è sorda alla creatività. Il fattaccio del Kals’Art – lo fanno, non lo fanno, ma sì che lo fanno, purtroppo non lo fanno – non è neanche la classica ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso. Perché quel vaso è già traboccato. Da tempo. E ciò che più è drammatico è che il Sindaco Cammarata finge di non accorgersene. Lo vediamo sorridere mentre di fronte a lui la città si inaridisce sempre di più.

    I giovani stanno scappando, Sindaco. I giovani sono stanchi delle pose, delle promesse, delle menzogne. Palermo non riesce a valorizzare i suoi tanti talenti. Che sono tanti sul serio. Musicisti con bellissime idee mortificate dall’indifferenza della città e di chi la guida. Le band rock a Palermo vengono trattate come un fenomeno quasi adolescenziale. I classici complessini studenteschi che nascono al liceo e muoiono all’università, il tempo di crescere e trovare un lavoro “serio”. Una roba da ragazzini, insomma. Caro Sindaco, non è così. Il rock a Palermo è vivo. Bello. Creativo. E solo, purtroppo.

    Ci piacerebbe, caro Sindaco, che Lei ascoltasse le nostre ragioni. Che mancano locali, strutture, agenzie, tutto. È per questo, Sindaco, che arrivati all’università le band palermitane si sciolgono. Non perché i musicisti mettono la testa a posto, ma perché vedono morire le loro speranze, la loro passione, i loro sacrifici. Chi non si rassegna, invece, parte. E non torna più.

    Ripetiamo, noi non stiamo protestando per l’ennesima cancellazione della rassegna Kals’Art Southsiders, anche se ci dispiace perché ci eravamo illusi che il Comune si fosse finalmente accorto di noi, musicisti rock palermitani. (Come hanno fatto nel resto d’Italia, dove si guarda con interesse alla scena rock di questa città). E non protestiamo neanche per ricevere quattro briciole da qualcuno. Non è questo il nostro obiettivo. Vogliamo semplicemente che il Sindaco si accorga di noi. Vogliamo che ci vengano riconosciuti i nostri sacrifici e la nostra passione. Siamo noi ad animare la cultura a Palermo. È ora che tutti se ne rendano conto. Perché Sindaco, la città sarà cool, ma i giovani se ne stanno andando.

    Le band che finora hanno aderito all’iniziativa sono: Fograss, Moque, Laya, Waines, Herself, Famelika, Shulevel, Urania, Il Pan Del Diavolo, Sexymomo, F-Male Croix.

    Palermo
  • 21 commenti a “Le band palermitane scrivono al sindaco”

    1. accidenti se è vero… proprio ieri un amico mi diceva che sta considerando veramente di trasferirsi a milano… che qui non c’è futuro, che la vita è una e mica può stare qui ad aspettare chissà quale colpo di fortuna! da un certo punto di vista non posso dare torto né a lui né a tutti i musicisti che emigrano per riuscire nel proprio lavoro, per raggiungere i propri sogni. la scena palermitana è davvero tragica dal punto di vista musicale, non perché manchino i talenti, ma perché mancano le strutture e perché la gente, quando va in un locale e vede un gruppo totalmente nuovo, non lo ascolta, non è interessato. soluzione? proposte?

    2. invito le band che hanno inviato la lettera al Sindaco di partecipare alla costruzione di proposte dal basso da presentare nel 2008 all’amministrazione comunale per l’inserimento delle stesse nel documento di Piano Strategico di sviluppo della città.
      Sul sito http://www.rosalio.it/forum c’è un apposito spazio denominato “LA CITTA’ DELLA CULTURA”, che rappresenta un asse strategico del Piano della città nel suo complesso.
      Le proposte che le band riterranno “strategiche” per valorizzare il loro lavoro possono essere ragionate e strutturate, possibilmente insieme ad altre band che vivono le stesse criticità a Palermo.
      Unirsi rende piu’ forti. E il forum http://www.rosalio.it/forum nasce per unire individui e gruppi di individui che hanno gli stessi obiettivi e una nuova visione nella realtà urbana di Palermo.
      Esiste questa opportunità di presentare proposte all’amministrazione comunale che sta avviando questo percorso di costruzione del Piano Strategico di sviluppo della città.
      Quale migliore occasione …..

    3. Cosa ci saremmo persi se i Queen si fossero sciolti all’università… Fortunatamente Londra nei primi anni 70 era più cool di Palermo oggi…

    4. ROTFL!
      Grande Fabio.
      E anche adesso, Londra è molto più cool di Palermo, ma invero, anche Catania, da questo punto di vista, è molto più cool di palermo!

    5. Comunque non ho ben capito il senso dell’articolo…

    6. Rosalio cancella il post che ho sbagliato “posto”

    7. Sinceramente
      mi sembra che la città abbia il sindaco che si merita. D’altra parte qualcuno dovrà pure averlo votato…

    8. Cari amici è partito pochi giorni fà un censimento su tutti gli operatori delle arti visive che non trovando opportunità alcuna a palermo sono andati via…molti oggi lavorano in Musei, gallerie d’arte, università, fondazioni, redazioni di giornali ecc..tutti talenti che non potendo contribuire al gioco voluto dalla politica hanno preferito emigrare piuttosto che soccombere e mortitificare studi conoscenze e perchè no passioni…. tutti poi saranno coinvolti nel forum partito su Rosalio sulla città che vorremmo….
      Fate lo stesso con la musica, il teatro, il cinema… per tutte le arti… compattateli e poi voglio vedere se raccoglindo 100000 firma cosa possono scatenare….

    9. possiamo farci 100000 piani di morbidezza! ma dove vivete tutti quanti?

    10. Mi piace l’idea di mettersi insieme e protestare, ma non quella che chiedere al sindaco di accorgersi delle band! Ragazzi, il sindaco non esiste, è l’ombra degli interessi che lo hanno messo lì, siamno noi che ci dobbiamo accorgere di quanto sia importante creare questa rete orizzontale di musicisti. E’ iniziato un dibattito interessantissimo nel Forum sugli spazi a Palermo e su come creare questa autonomia dal basso, su come attivare un festival tipo Castelbuono che crei reale integrazione nei quartieri, turismo, stimoli l’economia. Enzo 76 ci ha proposto interessanti piste da seguire. Facciamo che la musica rock, e non solo, esploda nella nostra città, non più perchè vi è questo o quel politico o singolo organizzatore che ci accontenta con un concertino, ma perchè si attiva un nuovo, originale circuito virtuoso cittadino, una nuova sinergia tra pubblico e privato in cui il bisogno di fare musica e il desiderio di diffonderla crea comunità e produce la città che vorremmo. Non è il sindaco che si deve accorgere di voi (lasciatelo giocare a tennis, non distrurbatelo, per carità!) Siamo noi cittadini che vogliamo accorgerci di voi. Dibattiamo insieme come fare! Ed evitiamo anche di creare steccati e rigide separazione tra i vari generi musicali. Musicisti di tutta la città uniamoci!

    11. Massimo, hai scritto che il sindaco “è l’ombra degli interessi che lo hanno messo lì”!! Secondo me è l’ombra di chi lo ha votato… Qualcuno l’avrà pur votato, no???

    12. @ talisia
      vivo in mondo che se non provo non mi do neanche il diritto di lamentarmi….
      lamentarsi e facile… fare battaglie e mettersi in gioco credo sia più interessante…

    13. Geggè hai ragione. Chi lo ha votato? Forse qualcuno che oggi protesta perchè non ha ottenuto quello che si aspettava? Durante la campagna elettorale ho visto e saputo storie di posti promessi, le solite vicende (“se tu mi porti 50 voti ti garantisco questo, se mi porto cento voti avrai quest altro ecc., tuo padre sarà aiutato se deve sbrigare qualche faccenda burocratica, ecc.) Ogni politico aveva i suoi scagnozzi che gli creavano intorno il consenso necessario con promesse di tutti i tipi e delle più fantasiose. Ora ti faccio una domanda: se il consenso viene manipolato con le solite strategie clientelari siamo in una democrazia? Nei regimi fascisti e totalitari il dissenso veniva eliminato, nei regimi pseudo democratici il consenso viene costruito, alle tue spalle, al punto che non vedi nessun altra alternativa. Non te la fanno vedere perchè ti raccontano la storia della bipolarità (centro destra e sinistra), ti costruiscono un cervello bipolare (se non sei con questo, sei per quell’altro) ti rinchiudono dentro una rappresentazione falsa: l’alternanza, infatti, cade dentro una medesima opzione: non è una vera alternativa! E’ una differenza di grado, non qualitativa. Come dire il centro può essere più spostato verso destra oppure verso sinistra ma sempre centro è! Sotto sotto si mettono d’accordo per mantenere il paese inchiodato al centro! La vera alternativa, quella di cui parla Grillo e i movimenti diffusi in genere è la bio-politica, ovvero, agire direttamente facendo politica nella quotidianità (al supermercato, sull’autobus, nella scuola dove vanno i tuoi figli, nel condominio), esercitare e rivendicare i diritti taciuti, sospesi, dimenticati, svuotati di contenuto. Vespa dice che Grillo non potrà risolvere la crisi dei partiti. E’ vero. Vespa, e tutti gli scagnozzi di partito, sono in malafede Non è Grillo, ma i cittatdini, le associazioni, i movimenti che interagiscono direttamnete per avere le informazioni senza avere più bisogno del salotto di Vespa, sono loro che stanno tentando di risolvere la crisi della politica! Nel forum ci stiamo provando, i grilli ci stanno provando, i forum e i movimenti in tutta Italia ci stanno provando, Don Ciotti, Gino Strada, Zanotelli, i giornalisti veri che fanno inchiesta,sotto scorta, migliaia di uomini che lavorano nel territorio ci stanno provando. Proviamo anche noi. Non chiediamo a Cammarata di ascoltarci. E’ ridicolo. E’ proprio quello che non ha voluto fare: quest’anno c’era un progetto che prevedeva di fare suonare quasi esclusivamente i gruppi locali di Palermo e proprio quest anno si è fatto saltare Kals art!Chissà perchè?

    14. Questa è la prima volta che scrivo…ma mi sembrava il caso di rompere gli indugi.
      Suono il basso da quasi 15 anni e a Palermo ho visto cambiare molte cose riguardo a questo argomento.
      Mi ricordo all’inizio la solerzia di tutti sia da parte delle persone con cui suonavo sia da parte dei gestori dei pub e degli organizzatori delle manifestazioni di piazza…un locale qualunque o uno slargo era motivo di unione e divertimento per molti ragazzi e non solo; adesso quello che ci resta è il rock suonato con passione e sacrificio sempre nello stesso box maleodorante!
      Sì proprio così non si suona più da nessuna parte in questa città a meno che non si suoni jazz o non si facciano cover…per pochi euro a testa.
      Chi suona per lavoro tira a campare con i matrimoni e le feste private perchè non c’è niente di meglio…ma non tutti lo fanno anche perchè chi scrive inediti non ha dove andare!
      Conosco un sacco di gente che va a vivere a Milano o a Bologna o in qualunque altro posto per suonare la propria musica seriamente e per avere la possibilità di realizzare un sogno.
      La storia insegna che a Palermo la musica contemporanea e comunque tutta l’espressione artistica è sempre stata in subbuglio ma non c’è mai stato credo un periodo così ‘repressivo’.
      Parlo ad esempio di spettacoli teatrali come “vita mia” che ha fatto il giro d’europa, parlo dei “second grace” che hanno inciso un singolo e che sono stati trasmessi in canali tv nazionali.
      Le altre città della Sicilia anzi gli stessi comuni limitrofi del palermitano sono più svegli nel trovare modo di fare suonare più generi musicali anche nella stessa settimana e addirittura sul marciapiedi.
      Ad esempio a Castelbuono quest’estate si sono tenuti due festival l'”ipsygrock” e il “Castelbuono Jazz Festival” due manifestazioni che hanno attirato una marea di gente, musicisti e addetti al settore, ma anche stranieri e turisti abituati a vedere e sentire musica.
      La sera dopo la mezzanotte finito lo spettacolo principale si realizzavano jem blues alle quali intervenivano anche gli stessi musicisti del palco in piazza castello, regalandoci momenti di puro divertimento gratuitamente e senza palco perchè si suonava sul marciapiedi!
      Quello che mi fa più rabbia è:
      come mai nessuno capisce che la musica o l’intrattenimento attirano clienti creano movimento di denaro?
      Perchè non si obbligano i gestori dei locali dove si vogliono organizzare jam session o tributi, a insonorizzare le strutture ricreative?
      Perchè chi suona è costretto a pagare la SIAE se non c’è il controllo dei requisiti suddetti?
      Bohhhhh!
      Intanto però qualcuno riesce a suonare lo stesso, alla faccia di chi se ne frega!
      Sindaco, hai scelto uno slogan che come si dice in latino arcaico:” è na tagghiata i’facci!”

    15. non per difendere la scelta dei ragazzi. ma credo abbiano dato corso alla protesta più adulta e consapevole di cui ho avuto notizia nel mondo dell’arte a Palermo da che mi ricordi.

      1. hanno apprezzato di essere stati cercati per essere inseriti in un programma musicale firmato kals’art.

      2. alla cancellazione delle date hanno reagito organizzandosi da soli una serata di musica, lo hanno fatto autotassandosi e non piangendosi addosso (leggi: noi siamo in grado si orgnizzarci un concerto se vogliamo suonare)

      3. hanno chiesto non solo al sindaco ma a tutte le istituzioni, non di avere un cocnerto o dei soldi, o di avere future garanzie in questa direzione, piuttosto che venissero pensate politiche in grado di dare spazio e voce anche a loro. Probabilmente la protesta avrebbe potito avere corsi anche al di là del concerot n Kals’art.

      Hanno distinto in maniera chiara il fatto di suonare una o più volte con la necessità di aprire una dialettica attenta con un comparto che riguarda una fetta importante della cultura cittadina.

      Ho avuto modo di parlare ocn loro, sono coesi, si conforntano sui temi, riescono nella pluralità di voci che rappresentano a conforntarsi e rappresentarsi in maniera coerente

      secondo hanno dato e stanno dando una bella lezione di democrazia dal basso.

    16. Dov’è il mio post di qualche giorno fa sulle band palermitane?Boh?

    17. Rimosso per violazione della policy dei commenti. Sarebbe opportuno utilizzare l’e-mail e non i commenti per tali chiarimenti.

    18. Stranissima rimozione,direi alquanto misteriosa…

    19. Forse non mi spiego: è stato rimosso per violazione della policy dei commenti. Sarebbe opportuno utilizzare l’e-mail e non i commenti per tali chiarimenti (siccome non mi spiego bene…rimuoverò ulteriori illazioni e richieste di chiarimenti).

    20. Le bands locali possono essere sovvenzionate dal pubblico,ma mi domando se a Londra il Sindaco Ken Livingtone sovvenziana i nascenti gruppi Rock,E’ evidente che il problema è grande,e non saprei dire se ci sono soluzioni.L’idea-mi ricordo che fu formulata ai tempi della Giunta Orlando-che viene riproposta è quella del Rock Theatre.Forse è quella giusta,come,mi pare sostenga da tempo il musicista rock palermitano Kid Immordino.

    21. Vogliamo qui menzionare tre bands locali,molto note al di fuori di Palermo?
      Semprefreski,F.U.G.,Magilla Gorilla.Ma ce ne sono tante!Fate altri nomi.!

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