lunedì 21 ago
  • Lidl, Sephora, Ikea

    Con tutto il rispetto per Lidl: le amiche di mia madre le hanno cinguettato che il noto cash and carry ha aperto a Palermo, con un luccichìo negli occhi, come se avesse aperto…non so…”la” profumeria fondata nel 1969 a Limoges, che ha sedi in tutto il mondo e la cui sede a Parigi, sugli Champs-Élysées, è la profumeria più grande del globo, con i suoi 1.300 mq, aperta 7 giorni su 7 fino a mezzanotte: Sephora. Ecco, per le poche che ancora non lo sapessero, sta aprendo Sephora in via Roma. E l’Ikea invece? È anni che si sente parlare dell’apertura dell’Ikea a Catania…ormai è diventata una spy story. Chi sa qualcosa parli…

    Palermo
  • 69 commenti a “Lidl, Sephora, Ikea”

    1. Che io sappia l’apertura di Ikea a Catania(Belpasso)dovrebbe essere imminente(dal loro sito un anno e mezzo fa si diceva che avrebbe aperto a Natale 2007). Per Ikea Palermo ho sentito(e visto) che stanno spianando un terreno a Villagrazia di Cinisi, la concessione è stata data già a dicembre 2006.
      Qualcuno sa se sono iniziati i lavori per la nuova Rinascente di via Roma? Il progetto degli interni è di Flavio Albanese.

    2. Ciao Cristiana, mi chiamo Alberto, sono palermitano ma vivo da quasi 8 anni a Bergamo per lavoro.
      Sorrido leggendo che a Palermo apriranno negozi come il Lidl oppure grandi magazzini come l’Ikea!
      Qui di Lidl ce n’è fin troppo, io per esperienza ho imparato ad evitarli, anche se qualche prodotto di qualità esiste, ma per il resto è tutta merce importata dalla germania e poi…per solidarietà verso amici che ci lavorano o hanno lavorato, lì dentro è un vero massacro al personale, basti pensare al polverone che si è alzato mesi fa!
      Ma tu vedresti mai un palermitano medio fare la spesa lì anzichè passare per i nostri mercati?
      Esistono già gli ARD Disconut, non differiscono molto dal Lidl!
      L’Ikea personalmente la conosco abbastanza bene, ho comprato molte cose per arredare casa in affitto, tra lampade e soprammobili ti puoi sbizzarrire, poi quelle che ho vicino casa(Carugate e Trezzano) sono molto grandi e ben fornite.
      Vedrei bene questi Poli commerciali giù da noi.
      Magari porterebbero lavoro, dico magari…
      Però è un peccato sapere che non si andrà più in giro per mercati ma dentro sti pseudocentri commerciali…
      Sono ricordi d’infanzia, nient’altro che ricordi!
      Saluti,
      Alberto.

    3. Caro Alberto…
      IKEA lo conosciamo tutti ed è per questo che lo stiamo aspettando da tanto tempo ormai, troppo…
      per quanto riguarda LIDL, sicuramente il ns. è un pò bruttino e vuotino ed incasinatino, ma si è saputo che ha avuto molti problemi con la mafia…
      E’ bene che tu sappia, che già da anni i palermitani frequentano supermercati come FORTE’, EUROSPIN, HARD…
      Questi supermercati che non hanno prodotti di marca ti permettono di arrivare a fine mese con qualche euro nel vecchio borsellino… Anche se i prodotti vengono dalla Germania non hanno niente da invidiare ai prodotti di marca…
      Per quanto riguarda i mercati, il palermitano medio li evita ormai da tempo, visto che i prezzi non sono più molto convenienti e devi sempre stare attento alla fregatura…
      i tuoi ricordi di infanzia… solo ricordi…
      dc

    4. proprio 1 settimana fa andavo alla scoperta di LIDL con la mia amica enza… innanzitutto lo hanno messo in *ulandia! senza segnaletica… in una strada senza uscita. e poi, abbiamo notato un certo squallore, un’atmosfera moscia, grigia e i prodotti un po’ così…
      poi sono felice che arrivi sephora, l’ho visitato a parigi e anche a parigi…
      poi ho arredato tutta casa da ikea… viaggi della speranza in auto verso napoli con ritorno stracarichi… spero davvero arrivi ikea. un paio di anni fa sul GDS pubblicarono un articolo nel quale il direttore generale di ikea manifestava la sua intenzione ad aprirlo a palermo e catania… ma le voci che girano sono tante… e noi aspettiamo…
      @alberto: anche se sono favorevole ai megacentri commerciali, ti assicuro che frequento ancora i mercati. lì non c’è l’aria condizionata e non c’è la musichetta di sottofondo… ma luci colori e voci indimenticabili… non sono solo nei tuoi ricordi.

    5. IKEA…
      quando ogni tanto passo un weekend a casa di amici a Roma e a Milano ho la sensazione che stiamo per entrare in una sorta di regime d’arredamento interno.
      Omologazione, uniformarsi al verbo IKEA sembra la parola d’ordine in molte case.
      E la cosa mi fa sorridere se penso che alcuni di questi amici stufi di vedere arredamento IKEA a casa dei loro amici, stanno pensando di vendere i loro mobili ikea !
      E’ stata un opportunità in tutta europa arredare le case di studenti squattrinati, e di giovani coppie ….
      Ma ormai in una città del nord italia o europea puo’ capitare di vedere l’omologazione d’arredamento nelle case di migliaia di giovani.
      Ora anche in Sicilia si aspetta ansiosamente l’ennesimo conquistatore commerciale che ci coolizzerà le nostre case.
      Fortunatamente IKEA ha sviluppato una politica di responsabilità sociale all’interno delle proprie strutture sparse per il mondo, a differenza da quello che avviene negli altri grandi centri commerciali notoriamente low-cost.

      Pero’ che bello quando vado a casa di una coppia di amici di Palermo, lei andando al lavoro scansiona quotidianamente l’area intorno i cassonetti e prende nota degli arredamenti abbandonati, lui passa all’opera raccogliendoli e portandoli a casa. Si passa all’operazione scartavetramento, pulizia, e infine coloritura secondo i propri gusti estetici.
      Risultato: la loro casa sembra essere arredata con mobili presi dalle riviste di DONNA di Repubblica (del sabato) o di qualche rivista d’architettura tipo DOMUS.
      Collezionano rifuti differenziati (dando un contributo all’ambiente) li trattano e li fanno diventare oggetti d’arte che troverebbero spazio in una galleria d’arte contemporanea a Berlino.
      E tutto very very very low-cost !
      Altro che IKEA …

    6. Ragazzi, da poco ho comprato casa vicino Milano (dopo due anni di affitto in nero a 800 euro al mese sono passato al mutuo!) e con un budget risicato ho preso in cosiderazione l’idea di arredare casa con IKEA. Sinceramente, dopo due tre visite al punto vendita di Lorenteggio ho deciso di puntare su altre soluzioni. In primo luogo perchè la qualità non è eccelsa (anche se mia sorella ha una cucina IKEA da 8 anni senza avere avuto nessun problema), ed inoltre, come dice enzo76, c’è una aria di omologazione; infatti, pur avendo la possibilità di assemblare i vari componenti di un ambiente a seconda del proprio gusto e del proprio budget, alla fine si tende a comporre lo stesso mobile, cucina, armadio dei tuoi amici. Infine, da buon palermitano sono nanticchia lagnuso e sinceramente progettare i propri ambienti, nella speranza che le misure siano giuste, che lo stipone della cucina si incastri perfettamente con la colonna della parete, che l’attacco idraulico sia allineato al sifone…etc….

    7. Il punto è che veder sorgere negozi di questo tipo (Lidl, Zara, Ikea, Oysho, Sephora e quanti altri) da a noi “terroni” l’illusione di poter essere e/o sentirci “uguali” a tutti gli altri “italiani” già globalizzati ed omologati.
      Bastassero davvero solo i negozi!

    8. bravo enzo,
      io ikea non lo voglio affatto,
      sarebbe l’ennesimo tentativo
      di omologazione che ci porterebbe
      a uno status involutivo
      e massificante gia’ esistente in aree
      piu’ industrializzate ( ma non per questo piu evolute civilmente)
      inorridisco all’idea di vedere tutte le case, compresa la mia, assolutamente uguali.!

    9. ikea è conveniente c’è poco da fare. a quanto paree il progetto per la costruzione dello store di catania si era arenato per problemi “burocratici” adesso sembra essere ripartito. per quanto riguarda lo store di Palermo dovrebbe sorgere in un’area prossima allo svincolo di Via Oreto, la casa finlandese (anche se non olo ammetteranno mai) ha acquistato già i terreni (in cui vi sono tra l’altro dei ruderi). credo che adesso il progetto sia arenato nelle acque melmose e stantie degli uffici del Comune di Palermo.

      la rinascente in via roma aprirà i battenti (almeno così come da progetto) a natale 2008, al posto del vecchio punto vendita in via ruggero settimo aprirà H&M noto marchio di vestiti all’ultimo grido e all’ultimo cent.
      salut

    10. @maria luisa: hai ragione e aggiungo che la cosa tragica è che questa aria di omologazione o quanto meno di “sentirsi uguali agli altri italiani/europei” è arrivata tanti anni fa… quando arrivò qui il primo mc donald, il primo footlocker… 😐

    11. Nessuno vi obbliga a comprare da Ikea e “omologarvi”. Ci sono tanti negozi equi e solidali dove comprare. Sperare che non apra, con i posti di lavoro che porterebbe, mi sembra però autolesionismo tafazziano. 😉

    12. Scagli la prima pietra chi non ha mai comprato mobili in kit da LegnoMarket e negozi simili.
      Sono oggetti che di solito valgono quello che costano e però, per molti, rappresentano l’unico modo per arredare la casa.
      Anche se, a dire il vero, da un pò di tempo i prezzi sono aumentati anche lì…

    13. Ma è possibile che a Palermo aprano sempre e solo nuovi super(iper)mercati??? Secondo me si sta andando un pò oltre e sono già a conoscenza di diversi (grandi)supermercati che arrancano sempre più ad ogni nuova apertura. Nuovi posti di lavoro o solo riciclo?

    14. C’è della puzza sotto al naso nell’aria!! Intanto state tranquilli perchè pare che in Sicilia Ikea non approderà mai. Nè a Ct nè a Palermo. Ed è un peccato! Primo per la quantità di gente che potrebbe lavorarci dentro, secondo perchè arredare una casa con Ikea è conveniente; se riesci a trovare le cose giuste non ti omologhi a nessuno ma fai soltanto un affare! Poi l’importante è saper personalizzare; credo sia ancora più omologante andare in un negozio di mobili normale e farsi impaccare diecimila euro di camera da letto progettata nei minimi dettagli e cmq uguale a quella di chissà quanti altri. Forsè più che l’appiattimento si teme di esser presi per pezzenti che nella “casa” non hanno investito un patrimonio. Prova a buttare dopo 6 mesi il divano-letto che ti è costato tremila euro…io quello Ikea (99 euro) lo cambio quando voglio e senza pensarci troppo!

    15. Tony Siino, nuovi posti (precari) di lavoro che tolgono vecchi posti di lavoro, altri soldi che “espatriano” a danno di quei pochi soldi che almeno rimangono in Sicilia. E’ la stessa favoletta che viene raccontata quando si parla dei nuovi centri commerciali di Zamparini. Il nord-est ex poverissimo ora ricco ed egoista si lamenta, sfrutta e rivendica protezionismo e autogestione, non si puo’ fare altrettanto in Sicila (non mi riferisco allo sfruttamento ovviamente, c’è già comunque), cioè, a tutti questi gentili imprenditori forestieri non si potrebbero imporre quote (la maggior parte ovviamente e non il 10% per continuare a prenderci per il c..lo) di produzione locale?

    16. Io aspetto com impazienza l’apertura di Ikea dato che comprare mobili, cucine e ammenicoli vari è un’impresa a dir poco da ricchi.Io devo farmi casa nuova ho girato un sacco di negozi,grandi magazzini e discount e devo dire che alla fine con la mia ragazza abbiamo deciso di andare a fare “il viaggio della speranza a Napoli”.Non perchè abbiamo voglia di omologarci(non siamo proprio i tipi)ma perchè per due ragazzi che lavorano e che non sono ricchi e che non hanno i genitori che sganciano denaro è l’unica soluzione per avere una bella casa con arredo ad un prezzo decente.Piuttosto non capisco come sia possibile vendere una cucina a 6000 euro quando ne puoi trovare una di buona qualità a 2000 (e sono 4000 euro di differenza).Cha abbassino i prezzi sti mobilieri perchè non appena arriva IKEA in Sicilia saranno guai seriper loro!!!La legge del mercato è più legge della legge della giungla.

    17. …non ho scriito “no a Ikea, a Lidl, a Zara, a H&M, no a Zamparini”, ma producano in Sicilia dove manca LAVORO VERO, altrimenti a che c.z.o serve questa autonomia oltre che a f..tere e a festeggiare 60 anni di fallimenti?

    18. Gigi, ma sai che intorno all’Ikea di Corsico sorgono ancora tanti altri negozi di mobili tradizionali? Io credo che i “locali” in Sicilia siano già abbastanza protetti ed è per questo che Ikea non aprirà mai perchè non può esistere il libero mercato!

    19. Ciao ragazzi è la prima volta che scrivo, ho avuto notizie ufficiose, sembra che ikea a catania non aprirà mai…villagrazia di cinisi? semmai villagrazia di carini o marina di cinisi…cmq vivo a roma e spesso mi capita di portare amici e parenti che vengono su un we da ikea, sarei contenta per loro, almeno quando vengono a trovarmi cambiamo…..heeelp

    20. A me un uccellino ha sussurrato Enna!

    21. Amunì. Chi dice Agrigento?
      Squillooooooooo!

    22. … a me Ikea piace…m****a non sarò mica omologato?
      😉

    23. IKEA è interessata all’ingresso orientale di Palermo. Aprirà comunque prima a Catania (come al solito!).
      Il design dei prodotti IKEA è apprezzabile sotto il profilo estetico mentre tanti produttori locali sfornano oggetti di cattivo gusto.
      I posti di lavoro offerti dalla grande distribuzione sono veri e regolari, quelli dei piccoli esercizi di cui si paventa la chiusura sono spesso precari sotto tutti i profili.
      La visione “romantica” del piccolo che lotta contro i titani lascia il tempo che trova perchè chi punta sulla qualità e sul servizio al cliente non teme nessuno mentre chi si culla di presunte rendite di posizione è perdente.
      Così va il mondo, almeno nel XXI secolo …

    24. Stanton, se non erro stai facendo il paragone tra due posti lontanissimi in tutto. Da un lato uno dall’economia sviluppata, ricca, dove c’è bisogno di manodopera immigrata per troopo lavoro, dove la maggior parte dei cittadini puo’ spendere, dall’altro un posto…lasciamo perdere.
      Vorrei chiedere a Donato Didonna: ti sei mai fermato a parlare con gli impiegati di Auchan? Io si.
      Poichè tu sei un esperto di questioni finanziarie potresti, con cifre reali documentate, darci una lezione su: 1)quanto si produce in Sicilia di cio’ che vende la grande distribuzione, 2)quanto resta in circolazione in Sicilia dei soldi spesi dai clienti siciliani nei centri commerciali, e quanti soldi sono immessi in piu’ nell’economia siciliana. 3)quanti posti di lavoro (molti precari e sfruttati) crea la grande distribuzione e quanti disoccupati provoca indirettamente.
      Se non sbaglio tu in passato hai reclamizzato i piccoli produttori, oggi leggo una certa contraddizione, puoi dire che i piccoli artigiani che fanno qualità non temono concorrenza, quelli sono roba da nicchia per presunta élite, una minoranza, qua si parla di un’intera popolazione che non ha i mezzi economici per atteggiarsi a élite.
      In questo caso, in assenza di spiegazioni documentate trattasi di contraddizione ammatula.

    25. Pardon, troppo.

    26. Uff…la solita storia del paragone impossibile tra Nord e Sud! Ma perchè l’economia del Sud non si sviluppa??? Perchè la storia economica di una regione non riesce a cambiare??

    27. Stanton, il paragone tra Lombardia e Sicilia veramente lo hai fatto tu, allo stato attuale trattandosi di economia è un paragone inimmaginabile oltre che improponibile. Non possiamo confondere l’auspicio con la realtà. Sul desiderio di sviluppo si deve essere assolutamente d’accordo con te, ma non si ottiene con lo spostamento altrove dei pochi capitali del posto, si deve fare esattamente il contrario. Per cambiare occorre una rivoluzione per eliminare tutto il sistema paralizzante che si è col tempo installato in Sicilia da 150 anni, ovvero dall’ingresso forzato nel simil-paese italia.

    28. Veramente io non ho fatto alcun paragone!ho scritto di Corsico soltanto perchè è l’unica realtà Ikea che conosco. Non escludo che anche vicino all’Ikea di Napoli ci siano mobilifici,così come in Puglia restano in piena attività i migliori divanifici d’Italia. Non mi pare che Puglia e Campania navighino nell’oro.

    29. Ragazzi, la grande distribuzione o GDO qui al nord ofrre trante opportunità di lavoro, ma come è stato scritto in precedenza, crea anche tanto precariato. La stragrande maggioranza dei contratti offerti sono a progetto o tempo determinato, e quasi sempre passano per le migliaia di agenzie iterinali che sono presenti qui al nord. Se da una parte si ha sempre la possibilità di lavorare e di non rimanere mai disoccupati (alla fine un contratto x tre mesi lo trovi sempre) dall’altra parte rischi di non essere mai internalizzato e quindi di giungere ad un contratto a tempo indeterminato, che l’unica garanzia per avere un minimo di tutela in termini di malattie, ferie e maternità.
      Vivendo da ormai tre anni qui a Milano, mi rendo contro che un’IKEA o i grossi centri commerciali (immensi rispetto ad Auchan di via la malfa) sembrano il paese dei balocchi a chi vive giù, ma io sinceramente preferisco il mercatino del mercoledì mattina in viale campania, comprare la frutta dall’apino all’angolo e soprattutto trovare sempre il pane fresco al panificio sotto casa.
      Pensate che tristezza sarebbe se le persone, invece di andare al mare la domenica, passassero la giornata al centro commerciale…. qui in estae è così:(

    30. Se ho ben capito state dicendo meglio disoccupati che precari, giusto?

    31. sinceramente no mi spaventa l’idea del grande centro commerciale ne del brand che si estende anche da noi con il rischio di omologazione. Anche benetton o sisley ci hanno omologati, e a palermo abbiamo l’auchan….in realtà ikea non fa che riproporre una linea all’avanguarda con prezzi più che competitivi(a scapito della qualità), ma come del resto fanno anche le ditte”nostrane”..alle volte ci sottovalutiamo cmq:anche se viviamo nell’era del consumo, non dimentichiamoci che esiste in consumatore critico. L’esempio di sephora o rinascente è calzante: saranno bei posti dove passeggiare il sabato ma per quanto riguarda rinascente non ci vedo nessuna convenienza sul piano del prezzo…sul concetto di omologazione poi, ci sarebbe un bel po’ da scrivere…

    32. @Tony
      Assolutamento no! dico solo che non è tutto oro quello che luccica.
      Sicuramente meglio un lavoro, non in nero, con uno straccio di contratto… non è il tanto agoniato posto di lavoro che ti fa stare tranquillo a vita!

    33. la mia amica, trasferitasi qui da pz dopo un fallimento sentimentale, sperava nell’apertura dell’ikea a ct: ora sta superando il fallimento sentimentale, ma non la delusione di non aver trovato ikea a ct!!!

    34. tere dille di non preoccuparsi: le presenteremo un altro negozio

    35. omologazione
      disoccupazione
      precariato
      lavoro a tempo determinato
      economia
      qualità dei prodotti e rapporto prezzo

      quanti temi di discussione ha sollevato ikea & Co.
      Sicuramente tante considerazioni fatte e da fare, ma ogni considerazione trova una sua ben precisa connotazione geografico-sociale.
      Se a fare determinate valutazioni sono individui che vivono a milano ecco che possono essere divergenti da considerazioni fatte da gente che vive a palermo.
      Questo personalmente mi da un idea delle diverse percezioni che ci sono a livello geografico-sociale su determinati argomenti.
      Quello che mi affascina di piu’ in questa discussione è proprio il mettere a confronto la visione di uno che vive al nord e di uno che vive al sud. Senza entrare in merito ai vari punti di vista , ma leggere e osservare per trovare continuamente chiavi di lettura del nostro tessuto urbano.

    36. paolo from milano, purtroppo solo chi, come me e come te, ha vissuto lì può comprendere lo squallore di una domenica al centro commerciale: ho fatto i salti mortali per tornare nella mia/nostra bella, approssimativa, colorata PALERMO e,da 19 anni a questa parte, non ho mai rimpianto un solo giorno per averlo fatto: basti ricordare gli enormi vialoni senza nemmeno un negozietto, di quelli come li abbiamo sotto casa, col salumiere che ti conosce e ti mette da parte il pezzo migliore di mortadella e, appena ti vede entrare, te lo porge già incartato:”2etti e mezzo vero dottò?”. Un giorno percorsi tutta cusano milanino in lungo e in largo in cerca di una cartoleria dove comprare qualcosa di carino per il bimbo di amici a cui volevo portare un pacchetto!!! NADA! per acquistare devi organizzarti la gita fuori porta, percorrere km nei parcheggi, quindi cercare l’ago nel pagliaio fra interminabili corridoi di scaffali (dove tutto trovi tranne quello che veramente cerchi), quindi accollarti la fila alla cassa, magari per spendere solo 12€ e 50!NAAA io non ci sto.Ma credo/spero che la mia sia una mentalità comune al palermitano medio, e infatti da noi il fenomeno dei mercatoni risulta limitato rispetto ai centri del nord.
      Tengo a precisare che sto parlando esclusivamente sotto il profilo folkloristico di ciò che comportano i centri commerciali, che non ho la benchè minima consapevolezza di ciò che porterebbero in termini di econimia e occupazione: questo risvolto lascio che lo sviluppi chi ha cognizioni tecniche maggiori delle mie.

    37. In effetti enzo76, dopo aver vissuto 30 anni a Palermo e poi tre a milano, riesci a percepire, aldilà della nostalgia per la terra natia e dei luoghi comuni che ci portiamo dietro, le differenze tra le due realà, elaborando nuovi punti di vista.
      Cmq, ho solo voluto postare la “mia visione” di Ikea e simili, avendoli a due passi da casa e non solo come mete da turista occasionale in visita a milano o in qualche altra città del nord.
      Forse farà figo dire a Palermo ho arredato casa tramite Ikea, ma qui è solo un brand come un altro che ti permette di risparmiare e magari di trovare un lavoro… cmq, pur con filosofie diverse a palermo c’è Mercatone Uno… vi garantisco che la qualità è la stessa… sui prezzi possiamo sindacare a favore di Ikea:)

    38. io credo che i problemi (inutili) qui da molti sollevati siano gli stessi per cui ancora speriamo nell’apertura dei due centri.. la sicilia non evolverà mai

      p.s. e dico solo una cosa, quando un artigiano mi propone 2000euro per un mobile e io ne trovo un altro identico (se non migliore) fatto con materiali nuovi e che mostra un elegante design, scelgo certamente quest’ultimo

    39. dimenticavo, quello che scelgo magari costa 1900euro in meno =)

    40. sarò sincero..io sto per comprare una casetta..piccola, 4 muri contati, ma mia, basa farsi dissanguare con l’ affitto. Ma si pone il problema dell’ arredamento…ebbene avevo pensato ai nostri artigiani, mi son detto ma si, aiutiamo la nostra economia…bene mi sono informato solo per la cucina….più di 7000 euro, e vi assicuro nulla di che….4 stipi e gli elettrodomestici!!
      Mi son detto vabbeh, sai che faccio? mi rivolgo ai negozio di legno biologico e equo e solidale….se non posso aiutare l’economia siciliana aiuto chi almeno sta cercando di alzarsi da situazioni pietose….ragazzi non vi dico i prezzi che mi hanno sparato, e mi stavano pure rispettando….
      Preso dallo sconforto….non sapevo che fare, ed una sera ho parlato con un mio amico che lavora a Roma, è mi ha detto scusa…ma Ikea a palermo ancora non c’è? No gli ho detto, nulla, e lui, io con ikea ho arredato tutta la casa, i mobili li ho da circa 4 anni e sono ancora perfetti e per tutta la casa ho speso circa 5000 euro ( cucina, camera da letto e altri ammenicoli vari ). Io dico a me stesso…peccato che Ikea non ci sai qui, però pensandoci bene, sarà una pazzia..male che vada per arredare casa qui dovrei spendere almeno 10.000 euro, dico bene che vada….non vi nascondo che l’ idea di affittare un furgoncino, andare a trovare questo mio amico e comprare i mobili da Ikea mi ha sfiorato, in tutto spenderei sempre meno che doverlo acquistare qui. Oppure anche fare un salto ad Etnapolis..che dicono sia molto simile ad Ikea!!

      E’ triste dover fare sti discorsi, ammettere di non potere aiutare la nostra economia, quando vado al supermercato cerco sempre di vedere se il prodotto è stato fatto in sicilia e di comprare quello, ma…perchè un barattolo di pelato fatto a Bagheria mi deve costare 2,50 euro, e un barattolo di pelato che viene dalla germania all’ eurospin mi deve costare 50 centesimi? E la qualità è IDENTICA!!
      Ho provato pure a fare la spesa da macondo, nel negozio di comemrcio e quo e solidale…ragazzi mi spiace, ma bisogna essere ricchi per poter fare la spesa li giornalmente, almeno accettassero i buoni pasto…..
      Per chi campa di stipendio, e di uno stipendio medio, arrivare a fine mese è davvero dura ora come ora…e se ci mettiamo un mutuo, la spesa, acqua luce gas ecc ec, diventa durissima.
      Purtroppo altre spese non sono fattibili…
      non ci si arriva, ed allora mi dispiace, è triste doverlo ammettere, ma a questo punto..beh..ben venga l’omologazione, l’ arredamento tutto uguale e Ikea e simili che magari mi fanno peccare in originalità ma mi consentono di arredare casa senza dover aprire un altro mutuo.

      P.S. l’ idea del riciclo dei vecchi mobili è buona…ma bisogna avere un luogo dove poterli lavorare, scartavetrare, dipingere, trapanare, ecc ecc…non credo lo si possa fare nel semisalotto di casa….poi mi si impovelverano tutti i mobili Ikea…. :-)..io che sono già lagnusu di mio…

    41. Ikea CT non apre più.

      Ikea PA… chissà, ma dovrebbe aprire nella zona industriale di Termini Imerese e ci vorranno almeno due,tre anni.

    42. Stanton, nessuno spirito polemico da parte mia, e poi io mi riferisco alla grande distribuzione in genere. A cio’ che sembra dare e a cio’ che toglie ma nessuno lo dice.

    43. Gigi, l’impoverimento delle famiglie porta il consumatore a concentrarsi prevalentemente sul prezzo, il che significa, ad esempio, importare pomodori da Pechino inveche che da Pachino o gamberetti dai posti più strani mentre le celle frigorifere di Mazara rimangono piene di gamberi nostrani invenduti.
      Personalmente, opero su entrambi i tavoli: sia quello della GDO che vede la Sicilia in ritardo per grandi superfici di vendita presenti che nel campo della distribuzione di prodotti del nostro territorio -peraltro biologici- con consegna a domicilio, bypassando, alcuni passaggi parassitari che incrementano solo i prezzi.
      Manca adeguata informazione sulla formazione dei prezzi e sulla provenienza delle merci.
      La politica, secondo me, dovrebbe essere parlare dei prezzie di come si formano: il resto è demagogia o manipolazione del consenso.
      IKEA si farà a Catania: confermo.

    44. ps. per quelli che scrivono che i prodotti Lidl arrivano dalla Germania: la Germania è pur sempre un paese di prima fascia, anche nella gastronomia (quella mediterranea rimane sempre la #1, ovviamente). I PRODOTTI DI FORTè INVECE ARRIVANO DALLA POLONIA… FATE VOBIS………….

    45. @Donato Didonna
      anche io so che l’Ikea a catania non si fa più, cmq il primo progetto era farla a palermo, hanno avuto problemi di cambio di destinazione dell’area e sono andati via, stesso discorso a catania

      @Alessandro
      Ikea ed Etnapolis non c’entrano nulla

    46. Le mozzarelle e le burrate che compro da Eurospin a Cagliari sono pugliesi, anche se ci sono anche i bustoni con le mozzarelle tedesche.
      I wustel sono della provincia di brindisi,trovo la feta greca,i pistacchi iraniani e la semenza ucraina, grande come l’unghia del mio pollice, giuro che è tutto vero.Le verdure sono tutte locali, fresche e a prezzi come al mercato,trovo l’acqua gasata, sempre locale, a 13 centesimi per litro e mezzo,una birra fatta in Germania a 0,45 euro per 0.66 lt.C’è tutto, devi saper scegliere.
      In una parola, conviene.
      Così tanto che dai paesi limitrofi vengono a comprarsi quest’acqua, questa birra e quant’altro e se li rivendono nelle botteghe del paese ricaricandoci, non solo,comprano senza fattura e rivendono senza scontrino….
      Di Lidl convengo sulla qualità mediocre dei prodotti in generale.
      Di Carrefour, Iperstanda, Due Auchan,oltre a grossi Iper locali, Cagliari ha la più alta concentrazione di G.D.O.in Italia rispetto agli abitanti, dicevo delle altre G.D.O.,operative qui da oltre dieci anni, dico solo che hanno calmierato il mercato soprattutto nelle piccole botteghe, hanno fatto nascere botteghe che vendono prodotti di nicchia, di qualità e fatto specializzare e migliorare alcuni di quei negozianti che dicevano ” Tanto quì devi venire a comprare…”
      Concludo che tanti giovani e non, con voglia di lavorare, lavorano in queste strutture, molti dall’ apertura, altro che precari.
      Certo se uno ragiona ancora con parametri tipo “il posto di lavoro” e non il “lavoro”, se uno crede di fare i propri comodi “da statali o regionali” in un posto privato, certo che si lamenterà…
      Giuanni

    47. Donato, grazie per la tua risposta equilibrata e serena come sempre, che condivido. Purtroppo si parla solo dell’ultima fase: il gesto alla cassa al momento di pagare e ovviamente la convenienza economica per il cliente, il problema di fondo si elude. Secondo me è quello che vogliono i grandi azionisti, mantenere la gente dentro questa spirale.
      Mi riferisco a tutta la grande distribuzione, a tutte le insegne che ho citato prima e ad altre. Perchè nessuno si prende la briga di fare un po’ di conti e dirci quanti soldi NUOVI arrivano in Sicilia e quanti invece partono altrove della già carente economia siciliana in questo meccanismo?
      Con il risultato di mantenere l’economia locale ai livelli attuali invece di operare per lo sviluppo?
      Con il tempo abbiamo imparato a conoscere l’obiettività di Giuanni, che pero’ cita casi isolati. Io nei centri commerciali di Parigi e di Palermo ci vado, mi piace pure andarci a tampasiare e curiosare tra i vari reparti, ebbene nei centri commerciali di Palermo e pure nei supermercati, se dico che c’è 5% di produzione locale è già troppo.
      P.S. riguardo al lavoro precario se Tony me lo consente posso postare alcune testimonianze di gente, anche laureata, che nei centri commerciali ci lavora o ci ha lavorato.

    48. Una volta la Sicilia era considerata un “mercato di consumo” oggi forse non più: si sente dire che Carrefour voglia abbandonare il sud Italia.
      La grande distribuzione non ha quindi interesse a tenere nel bisogno vasta parte della popolazione, nè è tenuta necessariamente a reinvestire, se non ha convenienza economica a farlo.
      Chi ha interesse al permanere di questo stato di cose è solo la politica perchè se molta gente non fosse tenuta nel bisogno che bisogno avrebbe di questa “fauna” politica (di entrambi i colori)?
      Per creare vero reddito e vera ricchezza c’è bisogno di impresa, non di stipendifici e un’impresa libera, tanto per cominciare, ha bisogno di non essere disturbata dalla criminalità.
      Il pizzo fa oggettivamente il gioco della cattiva politica: mafia e politica
      in Sicilia rappresentano due modi di vivere alle spalle degli altri secondo la natura dei parassiti.
      Ci saranno sicuramente delle eccezioni, ma pur sforzandomi, non me ne vengono in mente di quelle che contano veramente …

    49. ERRATA CORRIGE: “contino” veramente

    50. Donato, la politica ha l’interesse che tu dici, si, pero’ non è la sola a trarne benefici, qua si tratta di centri commerciali e pure loro hanno interesse (sono i principali beneficiari) a mantenere l’andazzo attuale, ovvero venire a prendere quattrini in Sicilia senza lasciarne alla produzione locale, lavoro reale come dici pure tu, per arricchire i loro azionisti. Tu dici che forse la Sicilia non è piu’ mercato di consumo, io invece i centri commerciali li vedo sempre pieni di gente che spende eccitata, nei limiti consentiti dai loro budget. Ed è sempre problematico, spesso impossibile, posteggiare nei parcheggi dei centri commerciali, troppe automobili di clienti, per non parlare delle lunghissime code alle casse. Carrefour? se vai a leggere tramite questo link ( http://www.carrefour.com/cdc/groupe/nos-activites/carnet-de-voyage/carrefour-en-pologne.html) vedrai perchè Carrefour è meno interessato al sud Italia, hanno trovato le nuove mucche, per garantire reddito ai grandi azionisti, nei Paesi dell’est europeo, particolarmente in Polonia dove comprano società come caramelle e dove contano di diventare in breve numero 1 della grande distribuzione in Polonia.

    51. Mi scusi sig Didonna perché io vorrei capire.
      Cosa ha il bacino di utenza di Siracusa in più rispetto al bacino di utenza di Palermo?
      Mi pare che a Siracusa sia Carrefour che Auchan abbiano investito parecchio aprendo due grossi centro commerciali e, si sa, Siracusa è vicinissima a Catania.
      Non capisco come mai Carrefour e Auchan abbiano deciso di investire in un territorio già abbondantemente coperto.
      A Palermo c’è una specie di supermercatone un po’ spasciato e qualche finto piccolo centro commerciale. Quisquiglie, bagarate, inezie, in confronto ai centri di Siracusa e Catania eppure qui, a Palermo, il bacino di utenza è maggiore.
      O no?
      Secondo me non è un problema di investimenti o di interessi. Interessi leciti intendo.

    52. No ad Ikea.
      Si agli artigiani maestri d’ascia.

      Fiero di non essere mai entrato in un punto vendita Ikea.

    53. per onestà devo tradurre un passaggio dell’articolo del quale ho postato il link.
      Carrefour Polska è già oggi il numero 2 della grande distribuzione alimentare in Polonia. Impiega 26000 dipendenti, è un gruppo che agisce in due sensi: crea lavoro (9000 nuovi posti a giugno 2007) e genera importanti investimenti per l’economia del paese. Fin dall’arrivo in Polonia, 1997, è stata privilegiata la cooperazione con i produttori locali, cosi Carrefour lavora con piu’ di 2100 fornitori polacchi che forniscono il 95% del totale dei prodotti venduti da Carrefour Polska.
      Esattamente l’opposto di quello che succede in Sicilia.
      Io vedo vivere alcuni polacchi di Parigi ed ho notato la loro determinazione.

    54. Gigi, le aziende della grande distribuzione e anche i loro azionisti hanno tutto l’interesse a che la gente disponga di un adeguato reddito per arrivare alla fine del mese e non al 21 come oggi accade.
      Come dicevo, se la gente pretende di pagare il meno possibile cio’ che mangia si comprera’ meno dallaSicilia e piu’ dal Marocco o dall’Egitto. Il problema e’ che il pomodoro di Pachino viene venduto a € 0,25 dal produttore e comprato a € 2,5 dal consumatore finale nel supermercato di Pachino perche’ ci sono 4-5 passaggi inutili: questa e’ la vera vergogna.
      http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/2004/11/10/video_266.shtml?adsl

    55. Donato, diciamo che dovrebbero avere tutto l’interesse ma non fanno il necessario per partecipare allo sviluppo, si limitano a prendere quattrini e portarli altrove, o a spostare capitali e posti di lavoro, lasciano i resti. Se seguissero l’esempio sopra citato di Carrefour in Polonia la maggior parte del capitale resterebbe in Sicilia e anche nel loro interesse ci sarebbero piu’ persone in grado di arrivare a fine mese, forse in questo caso i loro azionisti avrebbero rendite inferiori. Per il resto sono d’accordo con te, a cominciare dai politici che sono i principali responsabili, incapaci, e dovrebbero imparare, per esempio, dai polacchi che sono determinati, i politici locali come quelli del simil-paese italia la determinazione la usano per le loro recite patetiche.

    56. Gigi, sono aziende private che cercano il profitto e, solo indirettamente (e involontariamente), un ritorno “pubblico”.
      Il problema è l’informazione: se venisse chiaramente indicato nelle bottiglie d’olio a buon mercato -anche di marche siciliane- che l’olio è in realtà greco, tunisino, marocchino, ecc. i siciliani sarebbero disposti a pagare un qualcosa in più o preferiscono illudersi che sia siciliano, continuando solo a guardare il prezzo?

      Totò, Palermo non ha parchi e centri commerciali: le iniziative che ci sono state in proposito (Brancaccio, Villabate) sono finite sotto inchiesta per infiltrazioni (politico)-mafiose.
      Su i “I complici” di Abate e Gomez c’è la storia documentata attraverso gli atti delle inchieste.

    57. questo buco nella grande distribuzione al sud, l’assenza di punti vendita che adottino una politica dei prezzi veramente aggressiva crea di fatto una tensione concorrenziale quasi inesistente.
      Ciò si traduce in un aggravio della spesa alimentare per i cittadini del sud rispetto a quelli del nord di oltre il 20% annuo (fonte Altrconsumo)

    58. Ikea avrebbe dovuto, o dovrebbe aprire alle spalle della rotonda di via Oreto, ma sembra che abbiano rinunciato anche per problemi relativi all’assurdo e pericolosissimo svincolo. Non dubiterei che anche altri “interessi” potrebbero averli fatti desistere, ricordiamoci della storia di carrefour a Brancaccio. Mi è giunta voce che nemmeno a Catania alla fine aprirà. Vedremo. Di certo avrebbe dato lavoro a tanti “disperati” palermitani. Almeno un’alternativa ai call center.
      p.s. Ikea ha cose carine e cose orrende, la qualità è medio bassa e non durevole, ma a fronte, per esempio, di 500 euro che un grande magazzino palermitano può volere per una scaffalatura in pseudo rovere, da Ikea la trovi per 60!! fatevi i conti…

    59. mamma mia, cristiana che post profondi che scrivi davvero…questo supera quello della ceretta all’inguine 😉

    60. A quanto pare IKEA non apre in Sicilia..!Leggete qua sotto:

      25. Settembre 2007, 16:17 UhrDecorare, Arredamento, Prodotti per la casa, Aziende informano, Regioni, Design, Idee regalo, Creazioni, Oggettistica, Comunicati stampa, Arredare, Progettare Casa
      2.500 posti di lavoro e apertura nel 2008 di 5 nuovi punti vendita nel nostro Paese, con un investimento di oltre 300 milioni di Euro.

      Fatturato mondiale a 19,8 miliardi di Euro, + 14% rispetto al 2006/2007.
      In Italia vendite pari a 1,2 miliardi di Euro, + 14,7% di fatturato e + 18,5% del volume delle merci.

      Risultati Gruppo IKEA

      Il Gruppo IKEA a livello mondiale chiude l’esercizio (01.09.2006 – 31.08.2007) con un fatturato di 19,8 miliardi di euro (+14% sul 2006).
      Il Gruppo è presente con 260 negozi in 36 Paesi e occupa 118.000 collaboratori.
      I visitatori nei negozi sono stati nel corso dell’anno 522 milioni, mentre le persone che hanno navigato sui siti IKEA 450 milioni.
      I primi sei Paesi nella classifica delle vendite sono: Germania, USA, Gran Bretagna, Francia, Svezia e Italia.

      Risultati IKEA Italia

      IKEA Italia ha realizzato nell’esercizio 06-07 (01.09.2006 – 31.08.2007) un fatturato di 1,2 miliardi di Euro, con un incremento di 14,7% di fatturato e di 18,5% dei volumi di vendita.
      Nel corso del FY 2007 sono stati aperti i punti vendita di Ancona e Bari e il nuovo punto vendita di Milano Corsico.
      Attualmente IKEA in Italia ha 13 negozi (2 a Milano e a Roma, 1 a Torino, Brescia, Padova, Bologna, Genova, Firenze, Ancona, Bari e Napoli) e occupa oltre 6.000 addetti. Nell’anno commerciale 2007, 36,5 milioni di persone hanno visitato i negozi IKEA in Italia, il 24% in più rispetto all’anno precedente. Gli utenti del sito ikea.it sono stati 7,8 milioni.
      I lavoratori IKEA in Italia sono attualmente 6.140, con la previsione per il 2009 di arrivare a 8.457 dipendenti.
      L’età media dei visitatori IKEA è 37 anni, il 44% del totale sono uomini e il 21% vive ancora in casa con i propri genitori.

      L’espansione in Italia: 5 nuovi punti vendita

      Nel 2008 è prevista l’apertura dei negozi di Parma, Rimini, Salerno Baronissi, Trieste Villesse e Torino Collegno con una ricaduta occupazionale di circa 2.500 nuovi posti di lavoro. L’investimento del Gruppo IKEA in Italia sarà pari a 300 milioni di euro.
      “Il rilevante piano di investimenti e assunzioni che il Gruppo IKEA prevede in Italia per il 2008″ – afferma Roberto Monti, AD di IKEA in Italia – “è la conferma del favore con cui gli italiani hanno accolto la nostra formula e della nostra fiducia in un sistema economico sano, nonostante le difficoltà di una legislazione del commercio che si traduce spesso in applicazioni regionali contrastanti e poco chiare”.

      La politica dei prezzi in Italia

      Per il decimo anno consecutivo, IKEA Italia ha attuato una riduzione dei prezzi sull’anno commerciale precedente. La manovra corrisponde ad una riduzione media del 1,3% dei prezzi dei prodotti a catalogo. L’investimento nel ribasso dei prezzi ammonta a circa 23 milioni di euro.

      Gli acquisti in Italia

      Per gli acquisti di IKEA nel mondo, l’Italia è il 3° Paese fornitore di mobili e complementi di arredo, dopo Cina e Polonia. IKEA compra in Italia più di quanto vende: infatti, l’8% del volume degli acquisti del Gruppo IKEA nel mondo vengono effettuati in Italia, mentre il mercato italiano copre il 6,5% del volume delle vendite di IKEA nel mondo.

    61. Grazie Gigi per il complimento, fa sempre piacere riceverne. Circa trent’anni fa ebbi modo di conoscere El Cortes Ingles a Madrid e La Galerie Lafayette a Parigi mentre vicino a casa mia, ma in pratica in tutta Palermo, il carnezziere aveva il banco frigo fuori dal negozio e appendeva fegato, ventrame e quarti di vitellone all’aria aperta, a disposizione di mosche e quant’altro.
      L’abbiamo dimenticato ?
      Quest’estate ho chiesto quattro rimacinatini al forno e la commessa mi ha detto in un lampo un ‘euro e venti , cito a memoria.
      Alla mia osservazione perchè non pesasse il pane mi disse con aria sicura che “quì non si pesa”.
      Cito episodi minimi, potrei scrivere un’antologia, di quelle forti differenze, a volte “normali”, spesso incomprensibili ai più, per cui usi e consuetudini commerciali alla fine diventano qualcosa di acquisito, come, e concludo, la mancia “obbligatoria” all’ infermiera del medico specialista e al posteggiatore abusivo dove hai lasciato la macchina.
      Io credo che la G.D.O., nella giusta misura proporzionata alla grandezza della Città che la ospita, migliora sicuramente il livello e la qualità commerciale a tutto beneficio dell’utente finale, cioè noi.
      Chiaro che a gestire queste realtà sono società a fini di lucro e non Onlus, ma una legislazione intelligente può obbligare ad asssumere, per esempio,il 95% della forza lavoro complessiva, quindi anche dei quadri dirigenti,dai residenti del Comune dove insiste il punto vendita.
      Palermo ? 95% di palermitani.
      E’ vero anche che qualche negozio storico del centro potrà anche non farcela se non si adegua alla concorrenza, però ,lasciatemi dire ,la qualità dell’abbigliamento di un Auchan o di un Carrefour è davvero minima, per dirla con un eufemismo.
      Un buon negozio di abbigliamento, di qualità anche media o medio alta, non teme la concorrenza dela G.D.O. e neanche dei cinesi che spesso scambiano il cotone con altro, e dopo cinque minuti , se indossi un capo comprato da loro, ti senti di puzzare di cipolla…e mi fermo quì.
      Non demonizziamo la G.D.O. ma vigiliamo tutti sull’impatto che ha nella realtà commerciale.
      Saluti belli.
      Giuanni

    62. Giuanni, condivido. Non si tratta di demonizzare, conosciamo gli aspetti positivi della G.D.O. ma i negativi sono determinanti, il principale, secondo me, è lo spostamento dei pochi capitali siciliani verso altre regioni o altri Paesi e in buona parte verso le banche degli azionisti. Se oltre al 95% del personale locale vendessero 95% di produzione locale…e magari una parte si esportasse…invece succede esattamente il contrario.

    63. La produzione locale,spesso di qualità, in G.D.O. viene penalizzata per diversi motivi.
      Faccio l’esempio dell’extravergine di oliva, ci sono periodi in Umbria che si vedono circolare per le strade camion- cisterne mastodontiche targate per lo più Spagna e Tunisia. Facile intuire che l’ extravergine che compreremo a 3,50 euro in G.D.O. sarà quell’olio di provenienza estera, di qualità organolettiche medio, medio bassa, però costa picca e la gente l’accatta.
      L’olio di Castelvetrano, che ha un retrogusto di carciofo eccezionale da scomodare Freud, non può andare sul mercato a meno di 6, 7 euro al litro e lo comprano solo un target di nicchia.
      Sull’ortofrutta si potrebbe e si dovrebbe optare assolutamente per il locale ma torniamo a quelle considerazioni che un imprenditore è libero di fare in un regim di libero mercato e se paga 4 o 5 tir di uva pugliese a 0,30 al kg, è solo un esempio, e la locale gli costa a 0,40, magari perchè a più passaggi di intermediari, alla fine compra la pugliese.

    64. ciao a tutti cari concittadini.mi chiamo claudio,ho 25 anni e da quando ne avevo 19 vivo a Monza in prov di Milano.da subito ho lavorato per la gdo prima per IL GIGANTE(centrale carrefour) poi per Carrefour Carugate(mi) per spostarmi infine nella gsb (sarebbe grande distribuzione del bricolage) con LEROY MERLIN.Da premettere che dalla prima esperienza dopo 6 mesi ho avuto il contratto indeterminato che oggi porto ancora con me,sicuramente son cresciuto,adesso ho la mia carriera,umile e onesta,ma pur sempre carriera è.adesso vi dico,la mia azienda,cosi dicono da circa un anno alcune voci di corridoio,tra le tante aperture in corso ha in progetto Palermo.varrebbe a dire,ritorno al mare.Voi ne sapete qualcosa?se vi interessa date un occhio a questo sito http://www.leroymerlin.it ciao a tutti

    65. Giuanni, è vero quello che dici.
      Pero’ se in Sicilia si creasse lavoro vero, se gli stipendi fossero almeno vicini ai parametri dell’Europa che conta
      il potere d’acquisto sarebbe maggiore, i cittadini potrebbero comprare meglio e forse di piu’, i produttori locali potrebbero vendere di piu’ e meno caro.
      Allora, a chi interessa (chi ne trae profitto) mantenere l’economia siciliana e il lavoro in Sicilia in questo stato?
      Non credo che la situazione cambierebbe radicalmente perchè gli azionisti che cercano profitti importerebbero ugualmente i prodotti dei poveri da sfruttare ma almeno ci sarebbe un po’ piu’ di equilibrio.

    66. Ho 30 anni e finalmente sto comprando la mia casa a Palermo.. ovviamente tra anticipo e mutuo non rimarranno molti soldini..ikea sarebbe la scelta più adatta alle mie esigenze, perchè un letto lo pagherei 300 euro al massimo, contro i 1000 almeno che pagherei in altri negozi. certo la qualità di ikea la conosciamo bene, ma forse tra 2 o tre anni potrei permettermi di cambiare.. magari un mobile alla volta.
      Io credo che ognuno di noi dovrebbe avere la possibilità di scegliere secondo le proprie esigenze, del resto nelle città in cui ikea è presente non mancano certo negozi di mobili di alta o media qualità, perchè poi un equilibrio si ricrea sempre..fortunatamente (?) in ogni parte del mondo ci sono persone che possono permettersi di non aver bisogno di ikea per arredare la propria casa e Palermo non fa eccezione.
      Per quanto riguarda l’omologazione non sono d’accordo, primo perchè nessuno è obbligato a comprare ogni singolo pezzo d’arredamento da ikea, poi perchè a meno che uno non si faccia fare tutti i mobili su misura dal falegname (beato lui!) pure a comprare una cucina berloni non si avrebbe certo un pezzo unico in tutta Italia.. un pò come per l’abbigliamento: compriamo un pò tutti negli stessi negozi ma non mi pare di vedere folle di cloni per le strade.
      Il problema è invece che in Sicilia prevalgono gli interessi di pochi e questo sempre in c*** ai poveri disgraziati come noi.. mi sa che andrò a Napoli..
      Vorrei invece avere notizie su queste presunte aperture di ikea in Sicilia. Possibile che non ci sia nessuno che lavora lì che ci dia informazioni più precise?

    67. La qualità IKEA e pari al prezzo. un letto matrimoniale di 150 € è ovviamente scarso, ma ci sono soluzioni molto meno economiche e durature al pari delle migliori marche, ve l’assicuro. Per quanto riguarda IKEA Catania, il terreno è nella zona industriale della città stessa, contrada buttaceto, ove prima c’erano gli stabilimenti della CESAME2. Per il resto, ho arredato tutta la casa dei miei a Napoli con mobili IKEA e vi assicuro che, nè abbiamo speso poco nè se ne sono caduti dopo un paio d’anni 🙂

    68. CIAO a tutti, eh si NORD SUD BELLI BRUTTI ETC ETC comunque oggi8qui a PALERMO) il LDL era chiuso
      niente che niente …….finish
      QUALCUNO NE SA QUALCOSA

      Volevo precisare che miracoli non ne’ fa’ nessuno, certo oggi ci si deve contettare visto i tempi economici duro
      MA A QUALITA CORRISPONDE SEMOPRE IL PREZZO.
      MIMMA da PALERMO

    69. ma siete tutti diventati cretini o forse i soldini vi escono da tutte le parti?!?
      leggo di gente che EMIGRA al nord come anni fà si faceva e mi parlano proprio loro di omologazione, leggo di piccoli figli di papà che vanno a far shopping a Parigi e magari se incontrano qualche “abbanniatore” di quei piccoli bei mercati rionali, dove di “mercato” si trova ben poco, si terrorizzano perchè non capiscono nemmeno come parlano e,poi, poi, poiiiiiiiiii, quel meraviglioso incredibile altissimo inno al non acquisto di merce importata dalla Germania, la GRANDE GERMANIA.
      Però quando si prendono tutta la nostra immondizia e la nostra m…., allora si che ci sentiamo tutti un po’ più europei. E state sicuri che loro prendono i nosrti rifiuti ma in cambio portano cibi di qualità e finalmente novità gastronomiche, basta “co stà pasta cù sucu”, vogliamo altro su quei benedetti scaffali.
      E ricordate che se siete tanto amanti dell’originale, dell’arredamento postmoderno futuristico e altamente personalizzato, potete sempre andare a farvi rubare i soldini tanto sudati in qualche bel negozio dei nostri boulevard, la merce scadente lasciatela a noi poveri morti di fame!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
      Davide!!!

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