mercoledì 23 ago
  • Viva la mamma (sicula)

    Sembra che tutti i mali d’Italia siano colpa delle mamme, che hanno cresciuto, stirando, lavando, cucinando eserciti di bamboccioni. Il putiferio scatenatosi dopo la dichiarazione del ministro (i commenti locali saranno stati del tipo bamboccione ci si’ tu e tutta ‘a to’ razza; tale’ a chistu ca si susi ‘a matina e spara fissarie) è indice del fatto che la mamma non si tocca. E se, per l’italiano medio, la mamma è sempre la mamma, figuriamoci per il siciliano medio. Più volte ci siamo soffermati a parlare del cosiddetto sgarro di madre, no? Però è pur vero che le mamme sicule hanno caratteristiche ulteriormente amplificate, rispetto alle mamme italiane in genere. Se le mamme sono tutte ansiose, per esempio, quelle sicule ancor di più. E poi ci sono cose che ti segnano per tutta la vita e che risalgono agli insegnamenti ricevuti dalla mamma. Premesso che voglio tanto bene alla mia mamma e che credo sia davvero il mestiere più difficile del mondo, ciò che segue è tratto dalla mia diretta esperienza e da quella di amici e conoscenti.

    Raccomandazioni ricorrenti
    Si comincia quando sei ancora quasi in fasce. Una delle cose che mi raccomandava la mia e che mi inquietava perché pur volendo ubbidire non ci riuscivo, era NON SUDARE. Lo scenario era passeggiata domenicale a villa Giulia (allora c’era pure Ciccio), orde di amichette, si giocava a nascondino, ci si rincorreva, tutti si stricavano a terra e io dovevo NON SUDARE.
    Un po’ più cresciuta e quindi in grado di vestirmi da sola, la voce che tuonava la mattina dalla cucina recitava mettiti la maglia di lana, che fa freddo. Ho trascorso la mia adolescenza con ‘sta benedetta maglia della salute. Oh, ma poi sempre freddo c’era? Certi anni l’ho tenuta fino a giugno! Forse sudavo per questo…
    Altro mito dell’infanzia era non accettare caramelle dagli sconosciuti. Non lo so se negli anni ’70 ci furono fatti di cronaca legati alle caramelle. A casa mia c’era questa sorta di leggenda dello sconosciuto che ti avvicinava all’uscita di scuola e ti dava le caramelle con la droga.
    Mamma, ora vorrei dirti: 1) come si doveva avvicinare qualcuno, che per 13 anni venivi tu a prendermi all’uscita della scuola? E 2) ci hai pensato mai che la droga costa cara e figuriamoci se uno spacciatore perde tempo a metterla nelle caramelle per drogare i bambini? Per farla breve sta cosa mi ha talmente condizionato che manco scannata mangiavo cose provenienti da estranei, manco i pasticcini a casa di amici (con conseguente straniamento mio quando mamma mi invitava a prenderne uno. Ma come? Non sono drogati, questi?)

    Metodi correttivi
    Le mamme sicule sono davvero straordinarie. C’è un gesto che non ho mai visto fare in nessun altra parte d’Italia: sguardo di fuoco, mano aperta in orizzontale portata alla bocca e morso dato all’indice, con i denti digrignati. Messaggio subliminale (neanche tanto): appena t’annagghio ti scanno. Di solito la mia reazione era di fare finta di non vedere. Altro spauracchio il cucchiaio di legno. Altro che telefono azzurro! Mia madre l’aveva sempre accanto e qualche colpo nel culo l’ho preso…ma non per questo mi sento di dire che ho subito violenza…tale’, finiamola.
    Ma il classico dei classici era il sole piatti. Sissignori. C’era all’epoca una pubblicità del suddetto detersivo in cui si facevano sbattere due piatti uno contro l’altro…ecco, diciamo che veniva riproposta tra le mura domestiche una piccola drammatizzazione. L’unica differenza era che i piatti erano le mani di mamma e nel mezzo c’era la mia testa…l’effetto era di rintronamento totale per una mezz’oretta.

    Le preoccupazioni
    Inutile dire che, crescendo, tutto si ridimensiona, ma l’alone degli insegnamenti materni ti seguirà per tutta la vita. La mia, per esempio, ha sempre avuto una tendenza al pessimismo: se io e mio fratello ridevamo di gusto, e, malauguratamente, il giorno della settimana era venerdì, apriti cielo!
    Chi di venniri ride, di sabatu chianci! Minchia st’incubo ha perseguitato me e mio fratello fin quasi ai 30 anni. Ma perché non si poteva ridere di venerdì, senza attendersi un’imminente catastrofe il sabato? E che dire dell’ossessione per la pulizia personale? Perché le mamme pensano sempre che, se non ce lo dicono loro, noi non ci cambiamo mai, né ci laviamo? Uscivi trafelato la mattina, insieme al bacio quotidiano ti aspettava il ritornello: ti sei cambiato mutande, canottiera e calze? Se ti capita un incidente? Ma perché devo avere un incidente, botta di sale?
    Altro ambito nel quale mia mamma è sempre stata maestra è stato quello dell’interpretazione dei sogni. Ancora impastata di sonno, davanti alla tazza del latte, dopo il consueto interrogatorio su che cosa volessi mangiare a pranzo e cena (alle ore 7,00 del mattino, naturalmente), dicevo stanotte ho sognato una torta bellissima e lei bihhhhh, brutto segno è. Ma mica solo i dolci. Sognavo carne? Si faceva il segno della croce. Denti? Qualcuno muore. Mare, neve, pioggia, perle? Tutte lacrime. Per spirito di sopravvivenza ho smesso di raccontarle i miei sogni. In età più avanzata, sempre secondo la mia modesta esperienza, le mamme si fanno amminchiare dalla televisione. Mia madre è aggiornatissima sulla cronaca nera mondiale e, di conseguenza, si preoccupa.
    Stamattina mi telefona e, tra una cosa e l’altra, mi racconta di uno stupro, a Bologna, ai danni di una ragazza che era uscita a buttare la spazzatura e conclude dicendomi: non facciamo che scendi a buttare la spazzatura quando è buio? Ho tirato un sospiro di sollievo. Pensavo che stesse per chiedermi non facciamo che vai a buttare la spazzatura a Bologna?

    Palermo, Sicilia
  • 53 commenti a “Viva la mamma (sicula)”

    1. Mefi, “niente sapendo che” tu non dimentichi mai la sera di buttare la spazzatura, evè? ;-)) Divertentissimo! Quante risate ci facciamo quando trattiamo questi argomenti… 😉

    2. sono preoccupata…
      sole piatti? e io che pensavo che fosse una idea originale di mia madre…
      il cavallo di battaglia di mia madre è: PASSACI UNA PEZZA…
      su tutto ed in qualsiasi circostanza ed all’improvviso…
      proprio mentre tu ed il tuo papà state piantando un chiodo per appendere un quadro e siete in due in bilico su una scala… lei Vi ferma e… aspè che ci passo una pezza…
      e su cosa esattamente passa una pezza non è dato sapere…
      sul quadro?
      sul muro?
      sulla scala che intanto si sta sporcando?
      su mio padre?
      sono meravigliose…
      anche tu cara Maria con questo divertente pezzo…
      daniela

    3. eheeheheee
      la mamma è sempre la mamma!!!
      (non scivo altro perchè la mia mamma ti legge….e poi mi caz….ia!!! “aaah! io così sono!! Poi vedrai quando sarai mamma!!”) ;-p

      TI VOGLIO BENE, MAMMA!!!!!

      ciaooooooooooooooooooooo

    4. Che post stupendo!! ha rispolverato archivi della mia infanzia ormai coperti di polvere!! la mia di mamma, una volta l’ ho fatta talmente imbestialire, che un cucchiaio di legno me lo ha rotto addosso! Ma pure io mica ne sono uscito traumatizzato!!
      Mitica pure la pezza….era sempre li col “bagnasciuga” per qualsiasi cavolata si divesse fare!! Poi io avevo l’ hobby di dipingere le miniature di piombo…apriti cielo!! Attento, mettici una mappina sotto, aspe piglia sto pezzo di cerata…mitiche mamme!!

    5. Buongiorno,Maria e come sempre complimenti.
      Le debbo chiedere scusa, infatti approfitterò di questo spazio per dire due o tre cose riguardo l'”embargo”” dei post di ieri. Posso?
      Confido nella sua indulgenza.
      Quando ieri ho letto quelle parole un pò sconfortate di Rosalio, devo ammettere che non mi sono sorpreso più di tanto.
      Da tempo era evidente che la situazione a Rosalio era un pò sfuggita di mano, ed il blog si stava inesorabilmente trasformando in un blob che vive motu proprio.
      Perchè è successo?
      Un paio di risposte io le avrei, ma credo sarebbe interessante sentire quelle di Rosalio.
      Sempre se è interessato.
      Maria, grazie ancora per il passaggio, e per i suoi squarci di vita così veri.
      Buona giornata.

    6. La mia ha il potere di azeccare sempre le previsioni-meteo della giornata.
      Quando esco al mattino, la sua frase preferita è “portati l’ombrello che oggi piove”, anche se c’è un sole che spacca le pietre.
      Però…poi piove davvero!

    7. ma..ha visto lo spettacolo di vespertino?no perchè..il suo post ci somiglia.saluti.

    8. LE MAMME SONO TUTTE COSì!!
      PER NON PARLARE DI QUANDO DIVENTANO NONNE…

    9. Chissà cosa c’è in questo post che mi dà fastidio . Forse solo il fatto che mia mamma non c’è più. Doveva essere il Gaudium, al cinema, quando mia madre cascò. Per la prima volta le parti erano invertite. Lei per terra ed io in piedi, ansioso. Ad un certo punto così avviene, naturalmente. Fino alla fine, quando assurdamente ci domandiamo chi potrà più prendersi cura di noi. Ed il sole, per un giorno o più, segno di una insopportabile indifferenza.

    10. Bookends credo che tu abbia sbagliato post.

    11. Mia madre mi abbuscava con gli occhi
      oltre che con la paletta (il cucchiaio di legno)
      Però con la paletta faceva più male.

    12. Come volevasi dimostrare.
      Tutto torna.

    13. La mamamma,probabilmente è davvero l’unica donna che si ami per sempre.
      Tanti ricordi,a voce diceva di scannarmi sempre,una volta arrivò al punto di gridarmi con l’indice fra i denti, “Appena tannagghiù,minnebiviri u sangu”,ma erano soltanto parole,una volta sola la feri’,una volta sola mi fece proprio un “sole Piatti”,avevo 16 anni abbastanza indipendente,un pomeriggio tornai a casa,la trovai piangente seduta in cucina,mi avicinai chiedendogli cosa le era successo,mi porto nella mia camera,apri il comodino iro fuori la calza dove c’erà della marjuana,mi disse Perchè…….mi posò un sole piatti piangendo la pelle mi bruciava e le sue mani non si staccavano,evidentemente si accorse del mio dolore fisico,e le sue mani come d’istinto invece di colpire violentemente,prima di staccarsi massaggiarono il mio viso,ma lei continuava a lacrimare,mi senti davvero un uomo di merda,realizzai che l’avevo ferita e spaventata,e l’amai ancora di più,e chiesi a Dio di salvaguardarla il più possibile.
      Oggi ogni volta che la vedo,poche volte durante l’anno visto che vivo fuori,mi ritornano in mente le sue lacrime e i suoi sorrisi,lacrime e sorrisi che nascono nel suo viso ogni volta che prende in braccio i miei figli.

      PS:papà capitolo più che positivo a parte,quando la grandissima MAria,ne scriverà uno???

    14. L’argomento è più drammatico di quanto possa sembrare. E’ difficile rendersi conto di quanto (tanto) ci abbiano condizionato le nostre mamme terribili

    15. ma allora “l’avere SEMPRE RAGIONE SU TUTTO…MA PROPRIO TUTTO” non è una capacità paranormale della mia???? ah, mi sento quasi sollevata all’idea di non avere vissuto con Nostradamus…. comunque è verissimo… la questione ha un certo retrousto drammatico…

    16. Che bel post! Tanti ricordi che alla fine ci accomunano tutti. Con il sorriso sulle labbra ed una punta (ma prprio una puntina) di nostalgia si ripensa a quegli episodi che hanno contribuito a renderci ciò che siamo oggi, senza traumi nonostante i “t’ammazzo a legnate” e le “cucchiaiate di legno” che anke io ho preso :oP. Oggi resta solo tanta ammirazione x una figura che racchiude in sè forza, coraggio, determinazione e spirito di sacrificio. E quando mi fermo ad osservare mia madre vedo la persona che vorrei diventare da grande…

    17. La mia memoria aveva rimosso totalmente il ricordo del “sole piatti”…io neppure sapevo che veniva da una pubblicità! Quello del non sudare è sempre stata la contraddizione più forte, ancora mi ricordo: “mamma vado a giocare a pallone”, “va bene” e dopo un po’ “non sudare!!!”. 🙂

    18. La mia mamma…. Fonte di inesauribi sentenze siciliane (e non) su tutto… Da: faccia non vista desiderata (per giustificare tutti i divieti ad uscire con gli amici) a chi pratica lu zoppu all’annu zuppichia (quando non le piacevano le mie amicizie… Che non la convincono del tutto neanche oggi che ho più di 30 anni)…
      La mia mamma… Più sensitiva di Lady Mara che quando ti dice: “stai attenta, non correre ché piove ed è bagnato a terra e puoi cadere!” e tu non l’ascolti perché cerchi di entrare in casa il più velocemente possibile per non bagnarti (ma soprattutto per non far bagnare la torta di compleanno!!) ed automaticamente fai il volo dell’angelo… Cosìcchè in futuro ti guardi bene dal fare qualsiasi cosa se lei ha lanciato l’anatema!!!
      La mia mamma… Che dopo averti fatto salire la pressione a 2000 con le sue continue sentenze, domande… Si becca un’urlata da guinnes dei primati, seraficamente guarda mia sorella e dice: “Bih! E picchì fa accussì? Chi cci rissi?
      La mia mamma… E’ così meravgliosamente LA MIA MAMMA.

    19. Ma perchè i cucchiai di legno non li fanno più leggeri???:)

    20. il gesto del morso all’indice esiste anche da noi, in campania. sarà un prodotto tipico meridionale?

    21. Ciao Marì, visto che si stà cadendo nel melanconico, vediamo di risollevarci;
      A casa mia non c’era il telefono azzurro, era beige, però bello pesante, mi ricordo quando me lo diede in testa (sgrunt).
      In testa? a proposito, le vostre di mamme che ci facevano con lo zucchero? la mia c’arriparava le ferite che mi faceva col cucchiaiONE, prima mi spaccava la testa (sul serio) e poi tremante metteva zucchero e diceva ” Ti struppiasti?” NOO è che ho la cute debole (sgrunt).
      Riguardo al cambiarsi, la tiritera era la stessa : ” ti canciasti? un si sà mai, un’incidente, un spitali.., una cosa grave” – MAMMA, se c’ho cosa grave mi auguro che sia tu che “ù spitali” vi preoccupate per mè e non se c’ho le mutanne pulite (sgrunt).
      Dulcis in fundo, LA SVEGLIA, mamma alle 6,00, pure che fuori cerano 5°, apriva tutto, mi toglieva le coperte d’addosso e urlava : “Susiti cà è tardi”; ???? (sgrunt).
      CHIOSA, il sottoscritto da piccolo era un vero demonio, le ha prese di santa ragione, ma non credo di avere problemi a socializzare o chessò.
      HEI MAMMA….GRAZIE, IO TI AMO. (sgrunt)

    22. Immaginavo che qualche commento dal retrogusto amaro sarebbe arrivato, era nel conto..Per Marianna: ho visto anni fa lo spettacolo di Sergio, il mio post ci somiglierà pure, ma non me lo ricordo. E’ pur vero che tutte le mamme si somigliano o no?;-)E,date le testimonianze, ammettiamo che il gesto dell’indice sia prerogativa di noi mediterranei! Grazie a tutti dei contributi.

    23. cara Maria mi hai fatto ricordare i bei tempi dell’infanzia e non solo. Grazie. Le mamme, le mamme. Io, naturalmente, la mia (è lassù) la ricordo molto bene e per tante cose. Mi ricordo sempre quando (chiedevo qualche soldino e lei sganciava) mia papà le diceva sempre : si u mantu da carità ! (me lo spieghi Maria). Ed ancora quando io magari mi sistemavo meglio per uscire e lei mi diceva : sei ben sistemato bravo, accussì pari meno lario……non vi dico che angoscia….che fastidi….che paranoie….però mi manca, azz se mi manca…..

    24. Maurizio, sul manto della carità mi documento meglio, quanto al resto spero che dal mio post traspaia l’imprescindibile amore per la figura materna. Più che sottinteso credo sia al di sopra tutto…

    25. La mia mamma ogni volta che mi vede uscire la sera mi dice ” ma sei NUDA” e poi aggiunge ” guarda che ti AMMAZZI così”, altro che telefono azzurro…ci vogliono anni e anni di psicoanalisi…

    26. Brava Maria, ti leggo sempre e sei la mia preferita. W LE MAMME (lo sono anche io)

    27. complimenti come sempre maria! mi hai fatto ridere e piangere (o’ suolitu!) 😀
      mia mamma quando eravamo piccole io e mia sorella x farci fare le faccende domestiche si inventava cose del tipo (in estate quando non c’era scuola): “dovete spolverare tutti i giorni perché la polvere porta calore!!!” e anche lei con NON SUDARE… e anche oggi che vivo per i fatti miei, quando esco da casa loro, e li saluto lei mi dice: “ciao, stai attenta!” “… si ma attenta a cosa?” faccio io. e lei “che ne so, tu stai attenta e basta!”… ah le mamme… decenni di psicoanalisi!!!

    28. Personalmente posso dire di avere tre mamme.
      Quella vera, mia nonna e mia sorella…
      Ma la mamma vera si riconosce sempre.
      Di solito, è preceduta dal “wuuuwwwuuu” dell’aspirapolvere………………..

      (noto, non so se con piacere, che l’incubo del cucchiaio di legno è comune…!)

    29. …trovarla la sera addormentata sulla sedia con il”cucchiaio” in mano,”ti avevo detto alle 10!”
      E quando piccino ti diceva ” accura,se ti struppi, ti rugnu u riestu”!!!
      Grazie Maria di averci regalato un’altra perla!

    30. E il “nerbo”? ne vogliamo parlare? quell’oggetto lungo e secco, ricavato dalle interiora della capra e simile al frustino per i cavalli ma che non veniva usato su malcapitati quadrupedi bensì su pestiferi ragazzini come me.

    31. stendiamo un veLLo pietoso và. 😀
      ( poi ve la spiego) 😀

    32. a me la mamma diceva

      se non la finisci di fari u tuostu ti mannu ni padre messina!!

    33. No suvvia,non ho trent’anni e non posso confermare.
      Le uniche cose che ricordo(secondo mia esperienza personale)furono:
      Il fatto dell igiene,alle elementari grazie a mammina bella e alle sue raccomandazioni,me ne capitava sempre una.
      Poi vediamo..ah si,le droghe..e i suoi(miei)incubi che promettono male per il resto della mia vita.
      Posso solo dire che questo intervento oltre l’esser carino,mi ha piegato tantissimo.
      😀

    34. […] Sempre sull’argomento, se volete farvi due risate, vi consiglio di leggere questo post. […]

    35. Credo che la superstizione sulla sfortuna per chi ride di Venerdì derivi dal fatto che il Venerdì fu il giorno della Crocifissione.

    36. lo credo anch’io Paolo, però magari solo il venerdi Santo…non tutti i venerdi di tutta la vita!;-)

    37. Non abbiamo fatto altro che ridere, leggendo questo strabiliante post. Complimenti vivissimi!

    38. Complimenti Maria, sempre fenomenale. Il libro tarda ad arrivare,eh? lo so mi farò nuocere, ma non posso che continuare ad insistere:D

    39. …vabbè diciamo che ho inziato a pensarci!;-)sempre bontà tua!

    40. mia madre mi assicutava per tutta la casa con la cucchiaia di legno! Anche io, come i miei fratelli, non mi sembra che per questo siamo rimasti traumatizzati, anzi quante risate quando raccontiamo i vari episodi con la nostra mamma.

    41. sto ancora ridendo con le lacrime, ma ti sei scordata il panino con la frittata che t’inchiummava e lei ti diceva: “odora la mollica”?, per non parlare di quando, sulla porta a salutarti mentre uscivi, non si scordava MAI di raccomandarti: “Non andare sotto le macchine!”: ma chi è quel deficiente che se ne va SPONTANEAMENTE sotto una macchina?
      …ancora rido!

    42. Aggiunta: dopo anni di lotte adolescenziali per accordarsi sul rientro serale/notturno e relatve scenate alle 3,00 di notte(ma dove vai fino a quest’ora e bla bla bla) ora che di anni ne ho 36 il giorno dopo mi chiede”a che ora sei tornata ieri?”e io”boh..sarà stata mezzanotte” lei “mih, così presto!”Grrrrr

    43. la mia di mamma non prendeva il cucchiaio di legno, prendeva la cinta di mio padre, piegata in due e la usava dal lato della fibbia, la mia di mamma quando si ci metteva mi incrinava le costole….poi quando coinvolgeva anche mio padre…mi picchiavano al punto di svenire, quando mi risvegliavo dovevo pulire il mio sangue che c`era per terra senno` c`era il resto….sapevano tutti quello che facevano quella specie di genitori, ai miei tempi non c`erano telefoni azzurri, e le maestre non potevano fare nulla e i parenti se parlavano venivano detti di farsi i cazzi loro….ho 41 anni adesos e sono mamma di 3 figlie e non ricordo la mia con affetto, ne malinconia…nemmeno odio….solo indifferenza, perche` e` rimasta sola, nessuno in famiglia le parla, e` sola ocme merita …..

    44. perdonatemi….ma se sapete che ci sono bambini che vivono nel terrore e nella violenza, non dite ” non sono affari mmiei” vi prego, informate qualcuno, assistenza sociale, polizia, quello che volete ma fate qualcosa, sono migliaia i bambini che soffrono alle mani dei genitori, di violenza, stupro e altro…..
      E` il diritto di tutti noi essere protetti ….vi prego non fate orecchie di mercante…….
      Quando vedo le mie cicatrici nelle gambe, dove quando mi picchiava con la cinta la carne veniva strappata, mi chiedo perche` le mie urla non venivano sentite….le vicine mi guardavano sempre con compassione e tenerezza, la maestra aveva sempre un sorriso gentile per me, quasi pietoso…ma mia madre era una prepotente schifosissima persona, che guai a chi interferiva….e ce ne sono tante come mia madre….avete paura?
      Lasciereste che un bambino/a venga violentato in quel modo ? O fareste qualcosa?
      Farete qualcosa….me lo auguro di cuore……
      grazie a tutti

    45. Come non abbracciarti col pensiero M.B, chiunque tu sia?

    46. grazie Roberto….
      ritorno il tuo abbraccio moltiplicato per mille….
      mi raccomando….falli diventare fatti tuoi se sospetti che un bambino/a vengono maltrattati….

    47. M.B.spero e credo che le cose siano un po’ cambiate anche se c’è ancora molta strada da fare…nel mio lavoro,spesso, mi è capitato di dovere intervenire ed è stato molto molto doloroso e difficile…ma spero che non ci sia nessuno che pensi che non siano fatti suoi…ti abbraccio.

    48. Oltre a queste cose, le frasi standard di mia madre erano “stai attanta quando attraversi”, “non uscire senza giubotto che c’è freddo” e la più frequente “un ti manciari a nutella cu cucchiainu ca ti fa acitu!!” Questa frase era così ricorrente che una volta, a me e a mia sorella, che ci eravamo tuffate nella Nerita (buonissima…chi è della mia generazione la ricorderà di sicuro!, ci venne l’intossico! E mia madre finalmente potè realizzare il suo grande sogno…quello di poter dire “U VIRI?? TI L’AVIA RITTU IO??”

    49. Ti saluto Maria..
      sono un ragazzo di 62 anni,e poichè ho una figlia quasi della tua età,voglio raccontarti che anche quando ero bambino io,la tematica “scassapalle” delle mamme era sempre la stessa.
      Siamo negli anni subito dopo la guerra.
      A quell’epoca non c’era neanche l’alibi della fame nel mondo(anche perchè di fame ne avevamo in abbondanza anche noi!)
      e si affacciava timidamente la ripresa di quello che fu poi il Miracolo Economico.
      in pratica..io da bambino mangiavo!!
      E quando ,per avventura,mi propinavano qualcosa non di mio gusto(es. il Pollo..)al mio rifiuto ,la frase tipica di mia madre era:”durante la guerra i bambini si mangiavano le bucce dei fichidindia!”

      E’ bene ricordare che la guerra era finita da qualche anno e quindi era evidentemente l’unico argomento a portata di mano..col risultato che si formò nella mia mente (di bambino)il tremendo interrogativo sull’intelligenza di questi ragazzi del periodo bellico:” Ma picchi sti cretini ittavanu i ficu r’innia e si manciavano i scorci?!?”
      La risposta a questo mia dilemma avvenne circa 20 anni dopo:all’orizzonte si affacciavano già le sfavillanti nubi del ’68!!!
      Saluti
      Massimo

    50. Ciao Massimo, mi fa molto piacere averti tra i miei lettori insieme ai tuoi figli. Benvenuto!;-)

    51. e io oggi minaccio mia figlia di farle ‘sole piatti’!

    52. Non me ne vogliano le mamme moderne ma le mamme di una volta… una spanna sopra (vale anche per i padri)
      L’oscar della frase piu’ bella va comunque alla mitica: “si ti struppii ti rugnu u restu!”

    53. Provo a distanza di 5 anni dalla pubblicazione di questo post, a dare una probabile spiegazione

      @ Maurizio Gambino e
      @ Maria Cubito (qualora nel frattempo non si sia documentata in merito…)

      sull’origine di “pari u mantu da carità”.
      In sicilia sono parecchi i paesi che hanno come patrona qualche madonna (delle lacrime, dei miracoli, delle grazie, ecc ecc)e quasi sempre l’iconografia classica le rappresenta con un grande manto che le avvolge.
      Metto qui i link che rimandano alle immagini della madonna dei miracoli di Mussomeli (CL), della madonna di Caltabellotta (AG) e vi invito a cerca in rete anche la madonna di Tindari:

      http://www.flickr.com/photos/giovamancuso/4164219394/

      http://www.caltabellotta.net/festecaltabellottesi/festadellamadonna/2009/index.htm

      Il più delle volte, proprio per il significato simbolico, tale mantello viene sistemato ben aperto durante le processioni di venerazione.
      Simbolicamente infatti il manto rappresenta quel luogo ideale ove i credenti e anche i non credenti trovano rifugio… è un manto che avvolge i propri “figli” e li protegge… è un manto d’immenso amore sotto il quale trova sollievo a chi soffre, carità a chi ne necessita ecc ecc ecc. Insomma, è un manto di una mamma che non serve ad avvolgere se stessi bensì i figli.
      La locuzione “pari u mantu da carità” credo nasca da lì… e poi magari si è stata tramandata di oralmente fino ad essere usata, anche un pò impropriamente, senza saperne più l’origine.
      Il papà di Maurizio, ad esempio, rivolgeva tale espressione alla moglie quando vedeva il figlio “rifugiarsi” sotto il manto della mamma per ottenere i soldini chiesti.
      E’ difficile trovare l’origine di certi modi di dire, di alcune usanze, di tradizioni siciliane ecc e a me piace tanto scovarle e conoscerle. Tengo però a ribbadire che la mia è una speigazione probabile… Difficile avererne certezza!

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