giovedì 17 ago
  • Nasce il comitato di studenti “I rimandati”

    Sì è costituito il Comitato studentesco “I rimandati” che comprende decine di studenti delle scuole superiori di Palermo. Il Coordinamento raccoglie studenti che vogliono portare avanti le proprie rivendicazioni contro le politiche scolastiche del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni.

    Gli studenti si autodefiniscono ”rimandati” perché ritengono di non poter essere promossi in un modello scolastico in cui non si rivedono.

    Palermo
  • 5 commenti a “Nasce il comitato di studenti “I rimandati””

    1. che significa che “ritengono di non poter essere promossi in un modello scolastico in cui non si rivedono”?
      si rivedono nella verifica dei debiti ad ottobre e non ad agosto?
      chiariamo dei nodi essenziali.
      CASO A
      l’alunno x, al primo anno di studi superiori, non raggiunge la sufficienza in matematica. gli viene data la possibilità di recuperare durante il secondo anno di studi. ma come logica vuole, o è un genio della matematica che l’anno precedente ha perso tempo dietro la compagna di classe più carina, o è uno studente che ha studiato poco e non riuscirà a fare il doppio sforzo l’anno successivo, se già non è riuscito a farlo nell’anno precedente.
      questo sistema non garantisce il diritto all’istruzione né il recupero immediato delle difficoltà e, inoltre, genera un caos incredibile nella gestione del tempo scolastico. se il secondo anno l’alunno continua a mostrare delle difficoltà che si fanno sempre più corpose (classico esempio di effetto-domino), il consiglio di classe può prendere in considerazione anche l’ipotesi bocciatura. ma in questo caso, bocciando lo studente al secondo anno, la scuola non garantisce il recupero delle nozioni e delle capacità che l’alunno x avrebbe dovuto sviluppare al primo anno, perché – bocciato al secondo anno – il suddetto alunno ripeterà la seconda classe.
      la morale della favola è la seguente: il sistema dei debiti da saldare l’anno successivo ha creato un nodo di sovrapposizioni tra discipline e tempo della scuola + tempo del recupero, al punto che spesso gli stessi alunni finiscono per abbandonare la presa, stremati e stanchi, a meno che la verifica del debito non venga effettuata con un sentimento di volemosebbène collettivo che non prepara l’alunno né all’università né alle difficoltà lavorative tout court.
      CASO B
      l’alunno x, al primo anno di studi superiori, non raggiunge la sufficienza in matematica. la scuola gli dà l’opportunità di recuperare durante le vacanze. prima dell’inizio del nuovo anno scolastico la scuola verificherà se l’alunno ha superato le difficoltà che aveva mostrato. se le avrà superate, sarà ammesso alla classe successiva, altrimenti ripeterà l’anno di corso stesso.

      garantire l’istruzione non significa distribuire pezzi di carta inutili, significa – a mio avviso – dare strumenti decenti per affrontare l’università e il lavoro.

      insomma, a che cosa si appella questo comitato?

    2. Perchè non studiano invece di perder tempo e dare la possibilità ai professori di rimandarli…

    3. …bah
      Una volta si facevano proteste e scioperi seri, anche a scuola.
      Adesso invece le cronache sono piene di iniziative come questa, per non parlare degli studenti di un noto liceo romano (mi pare il Tasso o il Mamiani) che hanno creato un casino per non voler entrare in classe 10 minuti prima e soprattutto puntuali.
      Per mia formazione personale, sono sempre abbastanza tollerante e pronto a immedesimarmi nelle ragioni di chi protesta, ma qui mi pare che oltre alla misura si sia perso il buon senso.
      Studiate, piuttosto.

    4. Ai miei tempi si studiava. E basta!

    5. Ma perchè non studiano invece? Guarda caso hanno organizzato la manifestazione contro il cosiddetto modello scolastico in cui non si rivedono per venerdì… così venerdì vanno (?) alla manifestazione e sabato fanno ponte… voglia di studiare saltami addosso!!! Ogni scusa è buona!

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