mercoledì 16 ago
  • Amori prestivi

    Era fine maggio. Nel tardo pomeriggio, dopo una giornata assieme, io e il mio amico correvamo sul suo motorino lungo lo stradone di via Lanza di Scalea direzione Mondello cantando a squarciagola: «Su di noi nemmeno una nuuvo-la, su di noi l’amore è una faavo-la…!!» e «Che confusioone, sarà perché ti amo, è un’emozioone che cresce piano piano, se casca il mon-do allora ci spostiamo, se casca il mon-do sarà perché ti amo» e, non senza una punta di autocelebrativa malizia: «Quante cose che non saaai diii meee… quante cose che non puoooi saaapere…» …se allora avessimo solo intuito quello che avremmo dovuto sapere noi, quella “autocelebrativa malizia” ce le saremmo ingoiata per accompagnare il sedano che avremmo rosicato dopo…

    In quelle ore prima dell’estate si assisteva alla nascita di due amori. Il mio amico amava come si ama le prime volte: dando tutto e svelando tutto; io cominciavo ad amare come spesso si comincia ad amare alla mia età: con diffidenza, coi piedi di piombo, a poco a poco… ma entrambi avevamo in corpo l’entusiasmo travolgente felicemente palesato da quelle strofe di canzoni urlate a braccia larghe dal motorino.

    Il mio amico aveva trovato la persona speciale, il primo amore, il pensiero fisso e l’attesa costante; io avevo incontrato la persona compatibile e complementare, il piacere del confronto, l’approfondimento di me, la relazione. Poi, troppo presto, il mondo è cascato e io e il mio amico abbiamo dovuto prendere la nostra roba composta da biglietti usati, candeline spente e h 24 e ci siamo dovuti spostare. La controparte del mio amico un giorno ha detto: «Sto meglio se non ti vedo» ed è sparita senza dare spiegazioni o dire se potevano eventualmente continuare a incontrarsi al buio… Io, per parte mia, mi sono allontanata dal mio rispettivo dopo avergli chiesto una mattina a bruciapelo: «Rispondi con un sì o con un no: scusa, ma sei fidanzato?» Al suo: «La cosa è troppo complessa per essere esaurita in un sì o in un no» mi è stato subito chiaro che certe cose sono complesse solo per chi non ha il coraggio di spiegarle a sé stesso. Era evidente che se c’era confusione non era esattamente perché quei due ci amavano.

    A distanza di una estate, io e il mio amico ricordiamo nei nostri discorsi rispettivamente un “povero” e una “buon’anima”; il mio amico adesso ha un nuovo numero da cui aspettare chiamate e io ho nuovi numeri a cui non ho riposto o che ho chiamato distrattamente e un po’ per noia.

    Alla luce dei fatti, facciamo che la prossima volta che io e il mio amico ci innamoriamo non corriamo col motorino cantando a squarciagola canzoni fuori moda, che magari porta un po’ sfiga…e dato che il tempo è passato e su di noi non solo sono arrivate le nuvole ma, a scanso equivoci, è direttamente venuto a piovere, si esce rigorosamente in macchina e, per non sbagliare, anche se c’è il sole alla “ora ti soffoco”, non si abbassa neppure la capote…

    Ospiti
  • 17 commenti a “Amori prestivi”

    1. che difficile l’ammmore!!!!!!!!Ma alla fine e` tanto bello, quando arriva, illudersi che sia quello vero! E quanta energia, e quanto entusiasmo portano lle corse in motorino….

    2. Brava…Hai scritto tutto! Complimenti.

    3. ti sei chiesta: ma perchè ci penso ancora?

    4. ….e qual’è la novita?

    5. Leggo questo post con la sensazione di aver aperto a caso delle pagine di un diario e, anche se non ho ben capito tutto fino in fondo, è giusto così.
      Piacevole lettura che nasconde, fra le righe, impercettibili verità femminili ed anche maschili!

    6. Credo che gli amori non siano mai nè prestivi, nè tanto meno tardivi…sono solo puntuali…a volte troppo puntuali. Non mancano nessun appuntamento e spaccano il minuto sia quando arrivano e prendono possesso, sia quando abbandonano il campo come se sentissero il fiato sul collo del “nemico”. Ognuno di noi ne ha la percezione, ma degli arrivi e degli abbbandoni vuole ascoltarne il frastuono!!!

    7. 🙂
      grazie in particolare a cristina e maria luisa e a chi ha lasciato un commento.
      @salvatore p, ci penso e mi fa ridere…
      sono righe scritte per sorridere, al di fuori del fatto particolare.
      Gli amori sono quello che sono, non serve che io esprima giudizi su questo, mi piace però raccontare con divertimento

    8. bè se ci pensi potresti fare uncortometrggio sarebbe bello ridere dal vivo

    9. :$
      non lo so fare…
      🙂

    10. Lettura piacevole. Mi sono molto divertita poi a leggere il profilo.

    11. Non so perchè…ma mi sento un pò la controparte “buon’anima”…provo a indovinare chi sia il tuo amico? 🙂

    12. più vecchia di te ora posso raccontarti come finisce: finisce che finalmente arriva il grande Amore, quello vero Grande, quello vero Vero, finisce che il tuo amico, ahinoi, facilmente te lo perdi perchè gli uomini sono sempre suscettibili e ti accusa che lo trascuri, e tu finisce che, mbriaca d’amore, lo mandi allegramente a quel paese,e te lo scordi pure, finisce che un giorno leggi un post allegro e originale e ti torna in mente l’amico, provi un vago senso di malinconia e pure di rimorso, pensi di rintracciarlo ma tanto non lo farai mai, malgrado la indiscussa buona fede delle tue intenzioni… arriverà e, come auguro sempre alle donne che mi sono più care: è qualcosa che non ti so spiegare ma che ti posso solo augurare.
      Baci speranzosi di contagiarti la felicità!

    13. Cantare a squarciagola canzoni d’amore non credo porti sfiga, “correre a fari spenti nella notte” sì.
      Veramente divertente questo puzzle di ricordi.

    14. “Certe cose sono troppo complesse solo per chi non ha il coraggio di spiegarle a se stesso”..Sei sicura che si tratti di coraggio? Dalle mie parti si dice “fare il fesso, per non pagare il dazio”..quindi non è coraggio, ma fare i dritti! Gran parte degli uomini che conosco, hanno imparato gia da piccoli a dire, “non mi stiro la camicia, perchè non so farlo…”, pertanto, se tanto mi da tanto, allargano la tecnica, sino ad affinarla nei minimi particolari. Così diventa una tecnica di vita, una tecnica, di vero e proprio raggiro del genere femminile,utilizzato a loro uso e consumo. Da qualche tempo, sto provando ad acquisire la loro stessa pratica, e devo dire che funziona! Dovremmo infatti organizzare dei veri e propri seminari di studio, su :”la tecnica di presa per i fondelli del genere maschile”, per poi affinarne gli strumenti, visto che ne abbiamo piu’ di loro, ma li malusiamo….l’amore, e che cosa è l’amor…?! Consiglio, mentre eri in motorino, secondo me, dovevi guardare i figaccioni che incontravi attorno…;-)
      Sei una grande!

    15. che tristezza

    16. 😀
      grazie albi e bulgakov
      @helena, non lo conosci: era un motorino mica il motorone …;)…però complimenti per la somiglianza con la “buon’anima”…
      @tere senza il mio amico non ho dove andare: ha lui la macchina!
      @titta appena rinascerò uomo mi comporterò da uomo, finché siamo donne godiamocela… ;)!!!!

    17. Complimenti Chiara mi sembra una disamina veramente accorta e soprattutto precisa

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