sabato 25 nov
  • L’interesse più alto è quello di tutti

    Con una serie di eventi previsti nei giorni 15, 16 e 17 novembre, si inaugura ufficialmente a Palermo (via Catania, 24) la filiale di Banca Etica. Si tratta di una banca veramente diversa: sostiene il mondo no profit e l’economia solidale, finanzia la cooperazione sociale, la cooperazione internazionale, la tutela dell’ambiente, la società civile. Responsabilità, trasparenza, solidarietà, partecipazione, sobrietà, efficienza sono i valori condivisi, per dare forza ad una economia e ad una finanza attente ai bisogni dell’uomo e dell’ambiente.

    È possibile condividere la realtà di Banca Etica in modi diversi: essere soci, acquistare un prodotto finanziario, presentare un progetto e chiedere un finanziamento, aprire un conto corrente. Con Banca Etica il risparmiatore ha la possibilità di autodeterminare il tasso da applicare sul proprio risparmio, scegliendolo tra un tasso massimo prefissato dalla banca ed il tasso zero. In questo modo il risparmiatore ha la possibilità di esprimere ancor più concretamente la propria adesione ai progetti finanziati. Tutti i dati relativi ai finanziamenti concessi da Banca Etica sono pubblici: nominativo, importo, tasso, garanzie, causale. I dati sono consultabili sul sito di Banca Etica. La coerenza con i principi etici nell’erogazione dei finanziamenti è alla base del rapporto fiduciario tra Banca Etica e il risparmiatore, nella scelta dei progetti e dei soggetti da finanziare sta l’essenza e la specificità di Banca Etica. Così, alla tradizionale istruttoria bancaria, viene affiancata un’istruttoria sociale, in grado di analizzare le conseguenze che le diverse attività possono comportare per lo sviluppo umano, per il bene comune, per l’ambiente naturale. Banca Etica valuta il progetto e procede al finanziamento, a positiva conclusione di un esame della sua sostenibilità sia economica che sociale.

    Banca Etica è una banca popolare. Questa è la forma giuridica che permette di operare a livello nazionale, tenendo fede ai principi fondanti della cooperazione e della solidarietà. La banca popolare infatti ha caratteristiche che favoriscono l’azionariato diffuso e l’esistenza di processi democratici di decisione e partecipazione. Con il principio “una testa, un voto” viene sancita la supremazia del socio in quanto persona, sul capitale finanziario.

    Banca Etica è una banca completa, in grado cioè di offrire tutti i principali prodotti/servizi e di distinguersi per alcune competenze specifiche (oltre che, ovviamente, per le particolari finalità). Banca Etica ha la sede centrale a Padova e la sua struttura si articola in filiali, banchieri ambulanti-promotori finanziari che portano la banca laddove non sia presente uno sportello o un ufficio di rappresentanza. La rete territoriale è integrata da altri soggetti esterni individuati tra coloro che condividono i valori di Banca Etica e hanno sin dall’inizio appoggiato la sua azione: alcune banche partner, per garantire tramite apposite convenzioni il collocamento dei prodotti di raccolta di Banca Etica, alcuni consorzi garanzia fidi.

    La specificità di Banca Etica, rispetto alle altre banche, può essere sintetizzata nell’importanza che assumono i principi etici nella gestione dell’istituto. Quindi non un semplice rispetto della legislazione vigente nel perseguimento del profitto, ma una responsabilità sociale sulle conseguenze che l’uso del denaro può comportare. L’etica, di per sé, è un sistema di valori nei quali la persona, la comunità civile si riconoscono e su questi valori orientano i propri comportamenti. La condivisione di determinati valori, la priorità di alcuni rispetto ad altri, differenti visioni della vita umana fanno sì che la percezione dell’etica possa risultare diversa da persona a persona, da comunità a comunità.

    Ospiti
  • 10 commenti a “L’interesse più alto è quello di tutti”

    1. salve
      conosco da un po’ di tempo la politica “etica” della vostra Banca e devo fare i complimenti anche per l’apertura a Palermo.

      Approfitto del post per farle una domanda, la cui risposta puo’ essere di estrema utiltà a molti siciliani sensibili alla tutela dell’ambiente e all’uso delle energie rinnovabili.
      Considerato che una preziosa risorsa della Sicila e’ il sole per generare energia elettrica, e che lo stato eroga contributi in conto energia per 20 anni ai responsabili di impianti fotovoltaici, l’argomento della mia domanda è “PRESTITI PER IMPIANTI FOTOVOLTAICI”.
      Molte banche – oggi – offrono prestiti con mutui sia a tasso fisso (intorno al 6-7 %) che a tasso variabile (con indice Euribor).
      La cosa alla quale i cittadini sono maggiormente interessati è: avere un prestito dalla banca che consente loro di pagare le spese di progettazione e realizzazione dell’impianto fino al momento dell’ottenimento della tariffa incentivante per 20 anni dal GSE.
      I cittadini praticamente se chiedono un prestito/mutuo per un impianto dimensionato sulle proprie esigenze (consumi di energia annuali) non vogliono
      pagare piu’ nulla (di tasca propria) una volta ottenuto il mutuo.
      Praticamente la tariffa incentivante del GSE serve per intero a pagara le rate del mutuo con la Banca per x anni!
      A vantaggio del cittadino va che non paga piu’ la bolletta che invece era un costo fisso prima !
      Ma diversi cittadini chiedono informazioni a un po’ di banche, e non tutto sembra chiaro in questo sistema di concessioni di mutui.
      Anche se il G.S.E. (Gestore dei Servizi Elettrici) ha stipulato un accordo con alcune banche (tra cui Banca Etica) il fotovoltaico nelle famglie non è ancora decollato per come invece dovrebbe in una terra martoriata dal sole, la nostra appunto !!!
      E qualche motivo deve pur esserci.
      Una domanda specifica, sempre di utilità a molti siciliani interessati al fotovoltaico, e’: se chiedo un mutuo alla Banca per un impianto fotovoltaico, la banca, approvata la mia richiesta, mi da subito le somme per richiedere i pannelli (che costano l’80% dell’intero impianto) oppure li eroga a stati di avanzamento, come riportato da alcuni schemi di contratto di banche online ?
      Perche’ se avessi avuto i soldi per ordinare i pannelli, non avrei di certo chiesto un mutuo alla banca ! Alcune banche erogano le somme a stati di avanzamento, ma questo non ha senso se io devo pagare i pannelli prima che me li portano a casa (perche’ così è con moltissime aziende che vendono moduli fotovotaici! Le aziende non tengono dentro scorte notevoli di pannelli per via del costo elevato del silicio).
      Se chiedo un mutuo per acquistare una casa, la banca mi da tutti i soldi all’inizio (e non a stati di avanzamento), se invece chiedo un mutuo per realizzare un impianto fotovoltaico a casa mia, alcune banche mi erogano le somme a stati di vanzamento.
      Come pago i pannelli anticipatamente se la banca vuole gli stati di avanzamento ?
      Queste sono le perplessita’ di molti cittadini oggi.

      Spero di essere stato chiaro e mi scuso per essermi dilungato, ma credo che risposte precise a questi dubbi e quesiti possano essere di interesse e utilità sia alla Banca Etica che ai cittadini, che vedendo regole chiare e soprattutto “convenienti”, possono attivarsi concretamente per realizzare impianti fotovoltaici dando un grande contributo alla risoluzione del problema dell’approviginamento energetico della Sicilia.

      … Come diceva lei nel titolo “l’interesse piu’ alto è quello di tutti”,
      spero non quello dei tassi bancari per i cittadini che fuggono da situazioni non convenienti.
      Lo stato ha partorito l’incentivazione ventennale del CONTO ENERGIA, ora le banche devono partorire un prodotto finanziario conveniente per i citatdini, altrimenti la nuvolosa Germania sarà sempre davanti all’assolata Italia nella microgenerazione distribuita del fotovoltaico !!!
      Ringrazio in anticipo per le risposte. Saluti

    2. Nei documenti del sito di Banca Etica al prodotto “MUTUO FOTOVOLTAICO 100” ho trovato una risposta alla mia domanda:
      l’erogazione del mutuo di Banca Etica prevede “un prefinanziamento al massimo pari al 30% del valore dell’investimento all’ordine dell’impianto per una durata massima di 18 mesi e comunque non
      superiore all’80% dell’importo del finanziamento richiesto”.
      Questo 80% consente di pagare i pannelli dell’impianto che rappresentano il grosso del finanziamento.
      Questo è un dato positivo !!!

      TUTELA DEL CONSUMATORE
      Per la tutela del consumatore è importante ottenere dalle banche (tutte) un mutuo con garanzia sull’incentivo ventennale in conto energia erogato dal GSE. Questo incentivo è un entrata mensile/bimestrale che varia solo in funzione dell’energia prodotta dall’impianto, ma c’è per tutti e 20 anni!
      Se le banche pongono la garanzia del mutuo solo sull’incentivo in conto energia, i titolari degli impianti fotovoltaici si sentiranno piu’ tutelati e saranno piu’ invogliati a realizzare l’impianto, vedendosi così svincolati dalla possibilità di mettere mani al portafogli per integrare quella parte della rata del mutuo talvolta non coperta dall’incentivo mensile/bimestrale del conto energia !!! 🙂
      E’ scontato che è di gran lunga preferibile – per l’utente – chiedere un mutuo a tasso fisso, essenziale per un investimento a lungo termine, in quanto evita sorprese future: il tasso con la banca resta bloccato, cioe’ non segue l’inflazione.
      Jacopo Fo – a seguito di un intenso lavoro riportato nel suo sito – sta ottenendo da alcune banche finanziamenti al 100% per 20 anni (con la garanzia solo sull’incentivo in conto energia) dando la possibilità all’utente di incassare da subito, e per tutta la durata del mutuo bancario, addirittura il 25% del valore della produzione elettrica dell’impianto fotovoltaico.
      Jacopo Fo ha messo su’ un gruppo di acquisto (oltre 1.000 ad oggi) che serve solo per arrivare alla possibilita’ per un individuo di comprare il SUO impianto firmando un contratto che lo tuteli veramente e offrendogli il miglior rapporto qualita’/prezzo.
      http://www.jacopofo.com/?q=node/2662

      In conclusione,
      se gli obiettivi che si sono posti migliaia di italiani sensibili alla realizzazione di impianti fotovoltaici, verranno raggiunti, sara’ perchè le Banche hanno elaborato prodotti finanziari che vanno incontro al consumatore offrendogli tutele e sicurezze.
      La garanzia del finanziamento bancario dell’impianto posta “solo sull’incentivo in conto energia” è la strada “etica” 🙂 per far decollare realmente il fotovoltaico in Italia !

    3. perdonate anzitutto se il fare risulta polemico ma son fatto così..la banca etica è un progetto interessante anche se più prosaicamente vuole copiare la grande intuizione del Prof.Yunus fondatore di Grameen Bank in Bangladesh (M.Yunus,Il banchiere dei poveri.Ed.Feltrinelli), ho letto la locandina per curiosità di Banca Etica, e leggendo la parola “banca” associata alla parola “microcredito” sono rimasto un pò perplesso, poichè l’istituto del microcredito è tecnicamente un prestito senza garanzia che una banca fa per finanziare un progetto a chi non è in condizioni di garantire la restituzione del debito (e qui la grande intuizione del prof. Yunus il quale capì che prestando soldi a chi era veramente poverissimo, quella povertà era la stessa garanzia della restituzione, poi capì anche che doveva prestarli alle donne che reggevano la famiglia, ebbe ragione e oggi il 4% del pil di quello stato è cresciuto per suo merito), infatti, ma qui non è la banca ad essere etica ma il suo cliente attraverso una distrazione di una quota del suo investimento o di parte del suo guadagno.. quindi la banca è sempre banca, come le altre, i suoi clienti sono etici.. o forse c’è qualcosa che mi sfugge.. qualcuno della Banca Etica sa darmi chiarimenti? se così come ho letto, ci troveremmo davanti a pubblicità ..ingannevole? ma forse esagero.. perchè è molto più corretto prendersi la responsabilità sociale di banca “tradizionale” piuttosto che spacciarla per etica attraverso un intento, il cui costo è girato ai propri clienti.. e intervenire con azioni di vero microcredito fatto direttamente dall’istituto come già fanno banche all’avanguardia in italia senza tutta questa enfasi.

      per Enzo, da profano credo che le banche limitano le percentuali di rischio sul mutuo perchè il finanziamento del fotovoltaico è un rischio di impresa per loro, rischio che o nel caso tuo, del privato, si assumomo gli enti locali per il risparmio dei costi generali di energia della popolazione con azioni mirate, oppure lo assume l’ impresa richiedente che crede in questo investimento.. la banca è privata, dovrebbe semmai farlo l’irfis qualora esistesse ancora.. scusa l’intromissione ma nessuna banca finanzia un progetto a tassi agevolati assumendo pure il rischio del progetto, a meno che non c’è appunto partecipazione pubblica e la si sa i fondi sono stati..perduti..a buon intenditor

    4. Francesco S.
      nel fotovoltaico non c’è rischio di impresa perchè il sole spunta sempre !
      Con una piccola assicurazione lo assicuri da particolari eventi atmosferici.
      E i tedeschi ce lo insegnano con la piu’ alta produzione di energia elettrica da fotovoltaico nel mondo.
      Se ti metti i pannelli sul tetto di un condominio o di una villetta in Sicilia (o sole mioooo), magari integrati architettonicamente (che prendono il massimo della tariffa incentivante) che rischio d’impresa c’è ?
      Se segui il lavoro che Jacopo Fo sta portando avanti da un po’ di tempo in Italia http://www.jacopofo.com/?q=node/2662 capirai cosa bolle in pentola tra banche e fotovoltaico a vantaggio dei piccoli consumatori !!!
      😉

    5. ok. gli do un’occhiata. sembra interessante, anche se quest’anno in fiera ho preso informazioni e facendo due conti il rendimento era uguale se non inferiore ad un qualsiasi investimento obbligazionario a medio termine tipo un.. btp 2015? il punto di debolezza mi era sembrata la deperibilità del silicio dei pannelli, che hanno una durata limitata. vero è la funzione ecologica, vero anche che la ditta in fiera non rappresenta l’offerta del fotovoltaico, comunque può essere interessante, lo studierò meglio.

    6. @francesco. L’anno scorso mi sono occupato di fotovoltaico per conto di un gruppetto di investitori palermitani interessati a produrre energia, impianti tra i 50 e i 100 Kwp. Ho speso dei mesi per reperire le informazioni tecnico commerciali e redigere un modello di sviluppo del business … gratis, con la speranza di parteciparvi se l’esito fosse stato positivo … e sono pervenuto alle tue stesse conclusioni. Le persone a cui prestavo la mia consulenza non si sono fidate, mi hanno chiesto maggiori dettagli economici e infine hanno abbandonato l’idea. Per quale ragione? Il fotovoltaico è antieconomico se misurato con gli usuali criteri di business, un ritorno a 12 e passa anni è accettabile solo da chi dispone di più che cospicue risorse finanziarie a lungo termine. A ciò si può ovviare (in parte) con dei gruppi d’acquisto costituiti da persone motivate ideologicamente prima ancora che economicamente – come ha fatto Jacopo Fo, oppure costituendo società miste motivate (pubblico – privato) motivate sia dalla redditività a breve/medio termine sia da una visione ecologica, per esempio “Un ettaro di cielo” del comune di Peccioli (Pisa) http://www.belvedere.peccioli.net/
      ma è proprio qui che si è arenato il progetto a cui ho partecipato, perché il gruppo di lavoro, pur disponendo di entrature politiche o forse proprio per questo, ha ritenuto che in Sicilia non ci fossero le condizioni né per aggregare un numero cospicuo di privati (motivazione ideologica alla Jacopo Fo’) né tanto meno per costituire una società mista sostenuta da motivazioni economiche oltre che ecologiche.

    7. ancora si vede che la popolazione della regione paga poco nonostante tutto l’energia proveniente dalla russia, ma prima (di una rivolta) o poi tutti si orienteranno ecologicamente.. alla jacopo fo..magari producendoli i pannelli? per rivenderli ai tedeschi? vedremo. velasar@libero.it

    8. La garanzia del finanziamento bancario dell’impianto FV posta “solo sull’incentivo in conto energia” è la strada per far decollare il fotovoltaico in Italia !
      Se non paghi l’impianto FV (mutuo legato solo alle entrate bimestrale dell’incentivo del GSE) e non paghi nemmeno piu’ la bolletta, e in piu’, come sta cercando di ottenere Jacopo Fo, ti entra in tasca pure il 25% dell’incentivo statale bimestralmente, domanda: che importa del ritorno economico dell’investimento ?
      Non ci hai messo soldi, anzi te ne entrano un po’, allora il termine “ritorno economico” non ha nemmeno piu’ senso !!!
      Quando in Italia si potra’ realizzare un impianto FV a queste precise condizioni che ho elencate, se lo istallerano in decine di migliaia di persone.
      Diversamente il FV non rappresenterà affatto la “microgenerazione distribuita” voluta dal Ministero Sviluppo Economico e Ministero Ambiente col decreto del febbraio 2007 del conto energia (che premia di piu’ l’energia dei piccoli impianti da 1 a 3 kwp).
      Seguo la vicenda, giorno per giorno e quelli che la seguono come me, sono arrivati alle stesse conclusioni.
      Chi installa un impianto FV a casa propria o nella propria azienda non fa business !
      La gente non installerà mai l’impianto FV a spese proprie (a parte rarissimi casi di gente convinta), ma se le banche mettono in pratica il frutto del lavoro di Jacopo Fo, …vedrete come decolla il FV.
      Credo che la gente deve sentirsi a proprio agio con la soluzione bancaria che sta scegliendo per installare il FV e attualmente il sistema bancario non sembra trasmettere abbastanza serenità nelle soluzioni proposte, almeno a me.
      http://www.energethics.it/news/6_375/1058/Fotovoltaico,_accordo_tra_le_banche_e_il_Gse.html
      In questo sito si trovano i link alle soluzioni dettagliate che diverse banche propongono come mutuo per il FV. Fate un giro, leggete attentamente le condizioni e dite poi chi scegliereste per farvi finanziare l’impianto FV !
      Ditemi …. aspetto la vostra opinione

    9. ragioniamo insieme, immaginando una situazione ventennale per l’incentivo in conto energia, un impianto che costa 15.000 euro (è verosimile?) per una abitazione diciamo familiare che viene finanziato da una banca con una rata bimensile da 540 eur in 6 anni, l’incentivo copre i costi della rata? va considerato poi che i pannelli di silicio durano in media 12 anni e che sono il maggior costo dell’impianto, e per gli altri 8? si rifinanzia l’impianto? qui per banca etica il problema non è lo stato avanzamento lavori, è che finanzia max il 30% dell’investimento se ho capito bene, e che non va oltre. è questo il limite.
      dando un’occhiata qui al sud alle altre banche di riferimento intesasanpaolo e unicredit che hanno condizioni simili e banca di palermo un pò più vantaggiose (tan 7,00 anziche 8,50 delle precedenti), ma non chiariscono le percentuali di intervento o meglio danno gli importi max finanziabili fino a 50.000 eur. poi ti dico che va considerato il reddito per accedere al finanziamento circa 3 volte in più della rata calcolata, se è un chirografario altrimenti vanno aggiunti i costi del notaio per la stipula dell’atto in caso di mutuo ipotecario che non dovrebbe superare i 1.000/1.500 eur. dammi dati più precisi sul costo dell’impianto, sui costi in bolletta e sull’incentivo e facciamo due conti. e parliamo solo di privati..

    10. ma e cosi’ difficile coinvolgere la struttura di Marketing di qualche Costruttore di pannelli fotovoltaici
      e farsi fare un’offerta da mettere
      On- Line per il beneficio di tutti?
      ***************************************
      Ipotizzando,per comodita’ di possibili confronti,di volere ricoprire una superficie di 100mq di una singola Utenza,si chiede di sapere:
      -Resa in potenza energetica,(e sua costanza nel tempo)e suo equivalente
      in euro ai costi attuali dell’energia
      -durata in anni dell’impianto garantita
      -costo attuale dell’impianto
      -costo di manutenzione annua
      -costo di disinstallazione, alla fine.
      Dopodiche’ nell’eventuale accesso ad
      un Mutuo bancario,si deve tenere in
      conto il fatto che in questo campo nei
      prossimi anni c’e’ da attendersi un
      miglioramento del Price-Performance
      o,tradotto per chi non lo intende,
      il prezzo dei pannelli potrebbe scendere notevolmente,(ed anche il ricavo energetico del presente investimento)ed e’ questo il fattore di rischio commisurato all’accensione del Mutuo.

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