venerdì 18 ago
  • Reality ship – prima puntata

    “Senti senti il motore suona il jazz”, mi dice Guido Agnello. È vero. Il motore del Liberty sembra un rullare di tamburi, una musica che si balla, come il mare che non è una tavola, no, e le nuvole sono nere e basse. Ma dopo che si “mollano le cime”, Palermo, che ve lo dico a fare? Vista dal mare sembra placida, indifesa e addormentata ed è di una bellezza commovente. Avete presente Verdone, m’imbarcai su un cargo battente bandiera niberiana? Mentre sto a poppa (ho imparato che si trova nella direzione opposta delle prua) mi accorgo che sto su una “rompighiaccio” che ne batte una inglese, sventolano, tre bandiere, tutte accanto: la trinacria e il logo del pescato. Tira vento a poppa e spiega Pascale Colbert, “certe volte oltre all’ispirazione, per dipingere l’importate è avere della carta adesiva e una pinza per evitare i capelli avanti agli occhi”. Guardarla dipingere, veloce e precisa, è uno spettacolo. Raggiungiamo il porto di Aspra sul gommone, giuro, faccio cose da marinaia, salto dal rimorchiatore, tocco terra che mi sento miracolata, portata a spalla. A terra i pescatori si lamentano per una pesca di alacce. Se vuoi augurare del male a qualcuno, mi spiegano, gli dici “t’avissi a inchiri ‘a varca china ri alacci”. È un pesce povero che dopo che l’hai “scapuzzato” puoi usarne solo una parte. La colpa non è del mare, del destino, peschi alacce e le lavori, è il tuo mestiere. La prima tappa è l’azienda ittica Balistreri, si unisce a noi l’enogastronomo Gaetano Basile. E lì parte la meraviglia, l’ingenuità, forse la presunzione: tu apri un vasetto di acciughe sott’olio e non sai, tutto è fatto mano, c’è qualcuno che le infila là dentro, quei pescetti lì, che li spina velocemente, dopo il loro periodo di salatura. E noi seguiamo tutto il procedimento, prima i bordi e poi il riempimento. Tutto questo prima che arrivi agli scaffali delle nostre dispense. Poi noi svitiamo il tappo e magari ci facciamo un tartina, alla David Niven (l’attore sì, proprio lui, che la sperimentò durante una vacanza a Pantelleria). Basile mi racconta la ricetta, ottima per gli aperitivi: “un velo di burro, capperi e sardine salate, il tutto spalmato su una fetta di pane tiepida, non calda”. Provare per credere.

    Ospiti
  • Un commento a “Reality ship – prima puntata”

    1. Non ho resistito… ho provato la ricetta di Basile stamattina, a colazione, dopo il caffellatte: adesso ho il mal di mare!

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