domenica 20 ago
  • “I luoghi della creatività”

    “I luoghi della creatività”

    Venerdì mattina si apriranno i lavori della giornata di studio “I luoghi della creatività. Proposte per una rete della cultura e dell’innovazione”. Con questo primo mattone posto sulla strada dell’economia della conoscenza e della creatività, anche Palermo affronta le tematiche che da parecchio tempo ormai, alcune città europee e poche città italiane mostrano di avere ben presenti: la riqualificazione economica e sociale di spazi e attività attraverso la cultura e la produzione creativa.
    A Londra “un nuovo lavoro su cinque è un lavoro creativo” lo dice la London Development Agency e Barcellona ha una storia recente che non c’è bisogno di sciorinare tutta. Ha saputo convertire spazi e attività produttive in produzioni culturali. Senza pastoie burocratiche e con il comune accordo di istituzioni e privati è diventata una città non solo produttiva economicamente ma dove la gente si trasferisce per vivere lavorare.
    Da Palermo solo l’anno scorso sono andate via circa 200.000 persone (me lo ha detto un mio amico che lo aveva appreso da una ricerca pubblicata e comunque io ci credo e mi sembrano pure poche), alcune si sono trasferite altrove, altre fanno i “pendolari” con altre città italiane.

    C’è un problema di futuro dalle nostre parti ed è bene che qualcuno se lo cominci a porre sul serio. La cultura e la creatività hanno mostrato di essere un buon mezzo di riqualificazione e di rilancio anche per altre attività come la produzione materiale (architettura, design, moda, editoria e merchandising, ecc) e immateriale (comunicazione e servizi, turismo, marketing territoriale, ecc), senza parlare poi della cosa più importante: la qualità della vita che nei luoghi della creatività aumenta.
    Si prendono due piccioni con una fava insomma, da un lato si riqualifica un sistema produttivo (o si crea se non c’è) dall’altro si vive meglio, ci sono più cose interessanti da fare e da vivere, e se si interviene con oculatezza ed etica si possono riqualificare spazi o intere aree che cambiando migliorano il volto di tutta la città. Lo sta facendo Roma con Corviale, Torino con la Spina 3 e noi, i posti da riqualificare li avremmo e come. “Tali manifestazioni di volontà di rinnovamento del sistema produttivo e istituzionale rispondono alla necessità di riorganizzare la geografia sociale, politica e urbana dell’Italia contemporanea”. Seguono le Strategie di Lisbona che avevano come obiettivo di incrementare le economie legate alla conoscenza e il trend europeo verificato da una recente ricerca che dava come media il 60% in Europa di lavoratori della conoscenza ma con differenze tra i paesi esagerate del tipo: Svezia 60% e Italia 37%.

    Le possibilità offerte da una tale interpretazione delle città e delle comunità intercettano problematiche nuove e diverse soluzioni per animare il territorio – contribuendo, ad esempio, a mutare il concetto di turismo – e rispondono a stimoli originali del mercato del lavoro – come l’individuazione di un nuovo modello di welfare della conoscenza.

    Il convegno che si terrà venerdì a Palazzo Comitini è il primo passo per una rete per la cultura e l’innovazione voluto dalla Provincia e dall’Università di Palermo, da ARCA (Consorzio per la promozione delle applicazioni della ricerca e la creazione di aziende innovative) che fa un lavoro importante di incubazione alla imprese e a cui una relazione con Provincia di Milano da prospettive nuove per gli sviluppi futuri dell’operazione.
    La giornata sarà composta da una serie di dialoghi tra protagonisti di simili esperienze in Italia per cercare di capirne qualcosa in più e ipotizzare insieme strade alternative per la crescita di Palermo. Parteciperanno fra gli altri (tanto per non fare nomi): Michelangelo Pistoletto, Philippe Daverio, Domenico De Masi, Vanni Pasca, gli altri tutti in calce di sotto. Siete tutti invitati.

    I LUOGHI DELLA CREATIVITÀ
    Proposte per una rete della cultura e dell’innovazione
    1° meeting Palermo – Palazzo Comitini, via Maqueda 100
    30 novembre 2007
    Coordina i lavori: Vanni Pasca, Professore di Storia del Design – Università degli Studi di Palermo.
    Dialogano
    Aldo Bonomi, Consorzio A.A.STER – Milano.
    Maurizio Carta, Professore di Urbanistica – Università degli Studi di Palermo.
    Michele Cometa, Professore di Letterature comparate – Università degli Studi di Palermo.
    Philippe Daverio, Professore di Design industriale – Università degli Studi di Palermo
    Alessandro De Lisi, Storico dell’arte e Presidente del Dipartimento Politiche del Welfare dell’Unione Province d’Italia.
    Domenico De Masi, Professore di Sociologia del Lavoro – Università di Roma La Sapienza.
    Tiziano Di Cara, EXPA – Palermo
    Luca Fois, Associazione Zona Tortona – Milano.
    Alessandro Hoffmann, Industrial Liaison Office, Università degli Studi di Palermo.
    Umberto La Commare, Consorzio Arca.
    Gianfranco Marrone, Professore di Semiotica – Università degli Studi di Palermo
    Alberto Mattioli, Vice Presidente della Provincia di Milano.
    Mario Milone, Assessore alla Cultura del Comune di Palermo.
    P. Gianni Notari, Centro Studi Sociali Pedro Arrupe – Palermo.
    Giuseppe Orefice, Centro di alta formazione di “Città della Scienza” – Napoli.
    Giovanni Padula, CityO – Milano.
    Michelangelo Pistoletto, artista – Cittadellarte – Biella.
    Giovanni Puglisi, Presidente Fondazione Banco di Sicilia.
    Beniamino Saibene, Esterni – Milano
    Salvatore Sammartano, Assessore al Turismo della Provincia Regionale di Palermo.

    Redazione a cura di
    Alessandro De Lisi, Gaetano Rubbino e Alessandro Hoffmann
    Redazione e produzione esecutiva
    Cristina Alaimo e Maria Chiara Di Gangi

    Palermo
  • 19 commenti a ““I luoghi della creatività””

    1. Venerdì 30 nov. mattina ore ???
      🙂

    2. ehm…9.30…chiedo scusa!

    3. io ci sarò… per lavoro, ma ci sarò… 😀

    4. anch’io spero di esserci, anche se potrò assistere solo nel pomeriggio agli interventi. Ho trovato la cosa molto interessante e credo sia una delle poche volte in cui puoi vedere seduti ad uno stesso tavolo componenti di diverse fette dell’industria sociale: chi produce idee, chi lavoro, chi benessere, chi conoscenza…

    5. […] “I luoghi della creatività”“Le mafie oggi in Europa” allo SteriBuzzurro all’Atelier del Nuovo MonteverginiChiusa a Milano “Venti di Striscia”, Palermo c’eraKals’art verrà riproposta nel 2008 […]

    6. Cara Cristina, mi pare interessante che qualcuno si sieda attorno ad un tavolo…e non me ne volere per il mio intervento, ma vorrei capire. Da ormai cinque anni, tu lo sai, con risultati alterni (ma con la pratica sul campo, e dunque “sangue e sudore”) io produco, con altri soggetti, il Laboratorio Woz che, come Rosalio sa e tu pure, compone tutt’attorno ad un territorio, ogni volta diverso, attori del progetto e interlocutori reali, chi nei luoghi vive di là da chi ci passa temporaneamente. Chi partecipa al Laboratorio Woz lo fa perché ci crede, in piena autonomia e investendo, anche economicamente, tempo ed energie per capire, confrontarsi e realizzare cose. Vedere per credere, andando a Ustica, Maletto o Riace. Non ci sono i grandi nomi, né orientamenti preconcetti; si punta piuttosto ai risultati, e a quella che il prossimo Congresso Mondiale degli architetti individua, seppur con enfasi, come “democrazia urbana”. Non solo. Capisco perfettamente che sia utile trovarsi per raccontare le proprie esperienze e le modalità attivate per attuarle ma, nel caso di questo seminario, qual’è l’obiettivo? E l’interlocutore privilegiato? E mi fermo qui…

    7. hai fatto domande che condivido!
      – Quale sarà l’obiettivo del seminario ?
      – Quale sarà il target del seminario ?
      – Quali aspettative ha l’organizzazione del seminario ?
      “I luoghi della creatività. Proposte per una rete della cultura e dell’innovazione”…
      – Una rete della cultura e dell’innovazione “ISTITUZIONALIZZATA” ???? Con assetto top-down ???
      – Si prendera’ in esame l’AUTONOMIA DEGLI SPAZI DELLA CULTURA considerato che oggi le istituzioni pubbliche non hanno costruito quell’armatura culturale necessaria a valorizzare l’ampia e frammentata produzione culturale e artistica del territorio ?
      – Che ruolo avranno tutte le centinaia di realtà artistiche e culturali del territorio in questo scenario di “rete della cultura e dell’innovazione” ? Con quali modalità operative si interfacceranno con le istituzioni pubbliche locali ? Sempre con lo stesso metodo di sempre ???
      – ……………………
      Domenico le domande da fare sono tante, come vedi, ma tu lo sai meglio di me, perchè sei un operatore culturale, mentre io sono solo uno che cerca di riflettere sulle dinamiche attuali, sulle dinamiche possibili di valorizzazione delle realtà artistiche-culturali locali e sulle criticità istituzionali che impediscono lo sviluppo di queste realtà culturali locali!
      Allora ci vediamo lì e facciamo tutte queste domande ?

    8. A Londra un lavoro su cinque è creativo, ma per quale motivo c’è lavoro a Londra e non a Palermo? Come immaginate che si possano avviare attività creative a Palermo che siano anche remunerative, con quali risorse finanziarie, quali aspettative commerciali, partnership produttive? Esiste o si può creare in poco tempo una matrice culturale tale da consentire l’avvio di questo processo? La cultura senza la pratica professionale è come un arco senza la sua freccia, come si pensa di avviare al lavoro questi creativi? Si potrebbero attrarre sul territorio grandi aziende creative, ci sono dei vantaggi locali (clima, cibo e tono generale) ma ci sono anche grossi svantaggi fa colmare. Inviatiamo la Disney o la Pixar ad impiantare una factory nella piana di Carini o di Termini? Che vantaggi ne trarrebbero? Io penso che le giornate di studio siano encomiabili, mi spiace non poter esserci perché porrei queste domande, se se ne desse l’occasione. I lavori creativi esistono in luoghi dove esiste il lavoro o in casi eccezionali se i luoghi sono esotici … Bahamas ecc. Se i futuri creativi siciliani venissero inviati a Barcelona o London per stage annuali, pensate che una volta inseriti in un circuito produttivo discretamente remunerato tornerebbero qui a “leccare la sarda”?

    9. “creativo” = fantasioso + concreto !
      Facciamoli incontrare, shekeriamo abbondantemente ed il cocktail creativo siciliano è servito! No Cristina ? 🙂
      Dai … fallo tu il report che sicuramente sei piu’ brava di me. Ne vale la pena alcuni argomenti mattutini erano interessanti!

    10. e non scordarti del circolo dei matematici siciliani, di Guccia e della tipografia !!! 😉
      … che sia stato quello il piu’ alto momento creativo della Sicilia ???

    11. io ci sono stata. è stato interessante, anche nel pomeriggio. una bella esperienza.

    12. Gentile Cristina Alaimo, ho partecipato all’incontro “I luoghi della creatività- Proposte per una rete della cultura e dell’innovazione” provando un certo sconforto poichè mi è parso che di innovativo e creativo ci fosse ben poco a parte il solito tentativo di “manutenere” la patente di creatività che alcuni dei palermitani presenti si sono auto-attribuiti.

      Londra e le altre città creative citate durante il meeting sono tali poichè c’è la capacità di innovare e rischiare e non c’è quel clientelismo che alimenta soggetti che non hanno alcun interesse ad immettere il “virus” della creatività nella società di cui sono parte.

      All’uscita del meeting ho scambiato poche ma efficaci parole con Philippe Daverio che mi ha restituito la sua immagine di Palermo: una città conservatrice dove non può esserci creatività poichè la società è impegnata a conservare i propri privilegi senza avere interesse a mutare gli equilibri.

      Tuttavia, al di là delle tristi considerazioni, la partecipazione permette forse di dare alcune risposte alle interessanti domande sollevate da Domenico.
      L’incontro ha restituito infatti che la creatività è ormai un mercato rivolto ad un pubblico elitario dotato della capacità economica di acquistare prodotti che provengono dal nord Italia dove, davvero, si produce innovazione e, come ha fatto notare Luca Fois, il nostro è un mercato che può essere molto interessante per i produttori del nord Italia.
      Palermo è dunque una città di puro consumo dove la gente non ha alcun interesse a mettersi in discussione.
      A questo punto, è d’obbligo chiedersi attraverso quale bando pubblico l’unica associazione palermitana “accreditata” a parlare di creatività in questo consesso abbia ottenuto l’uso dei suoi prestigiosi locali [resi addirittura immortali da Wim Wenders!] ed il finanziamento delle sue molteplici iniziative.
      Mi dispiace dirlo facendo così la figura della solita palermitana che si lamenta, ma, l’assenza di pubblici bandi in ogni altra parte del mondo si chiama clientelismo, una pratica che solo a Palermo confondiamo con la creatività!
      _________________
      P.S.] Visto che fai parte del Partito Democratico [al cui successo ho contribuito attivamente anch’io!] mi auguro che anche tu, come tutti i democratici, pensi che sia necessaria maggiore trasparenza nella gestione della res pubblica e che lavorerai per questo. Inoltre, poichè una grande innovazione del PD è rappresentata dalla presenza paritaria di uomini e donne, mi auguro che la prossima volta prenderai la parola per promuovere il virus della creatività dimostrando che noi donne non siamo solo delle graziose accompagnatrici.

    13. Io ci sono passato sulla tarda mattinata, ma era impossibile entrare. Ho chiacchierato con Uwe, pettinato, e ho dato un annone a Giuseppe. Avevo con me due librini della Zisa, li avrei voluti donare uno a Daverio (su richiesta di Ugo Rosa) e uno a De Masi (per la bella cosa scritta su Piazza Garraffello, qualche tempo fa), ma sono andato via e basta. L’ulteriore domanda, infatti, è: come si fa ad organizzare una cosa così interessante, almeno nelle premesse, con tanto di presenze, e poi le si dedica una sala da 50 posti? Spero almeno che il catering sia stato all’altezza…

    14. allora carissimi tutti, posto che tutte le perplessità che voi avete sono le stesse che ho io e posto che ogni domanda che voi avete fatto me la sono fatta anche io, chi c’era ha sentito bene: qui si compra (e io aggiungo siamo la città che compra più smart in italia) ma non si produce niente. e la creatività non nasce nè si sviluppa in un ambiente dove non ci sono opportunità. e qui non ce ne sono. se solo riuscisse a passare effettivamente questo messaggio il convegno potrebbe avere qualche funzionalità. vi ricordo che ogni giorno le colonne dei quotidiani, la televisione (nonchè la maggior parte di politici) e i vari convegni sul gattopardo (con tutto il rispetto per il “vangelo” dei siciliani ma basta!) parlano di sicilia e sicilianità come se fosse un privilegio raro, una fonte inesauribile di virtus divina, un rimedio contro tutte le iatture che ci affliggono, uno stato di cose immutabile. invece cari tutti, i relatori hanno detto a chiare lettere che siamo degli imbecilli da sette generazioni che è un pochino diverso. cominciamo a dirci la verità allora e poi pensiamo insieme a cosa poter fare. voi ne avete dette alcune di verità, io altre, mettiamole insieme perchè (vi anticipo che) la prossima settimana ci sarà una bella giornata di verifica sulla cultura a palermo e vorrei che alcune altre verità uscissero fuori da qua.

    15. della serie tutti al Montevergini domenica 9 dicembre alle 8 ??????? 🙂
      o c’è qualcos’altro che il palermitano “acculturato” deve sapere ?
      Chissa’ che qualcuno non infili fantasiosi e concreti in qualche rudere abbandonato del centro storico per un mese e poi ……
      ualaaa”” la creatività è servita !!!!

    16. Ho assistito al convegno e, al di là di ogni più o meno condivisibile critica, ho trovato le discussioni stimolanti. Sono convinta che le critiche che alcuni di noi stanno muovendo all’evento e le verità di cui stiamo parlando, per certi versi sono creatività! Di certo non è stato il solito convegno durante il quale i relatori strutturano il loro intervento in modo da non farsi capire…

    17. “(vi anticipo che) la prossima settimana ci sarà una bella giornata di verifica sulla cultura a palermo” Non ho capito cosa accadrà o è già accaduto?

    18. se accadrà scriverò qualcosa (per tempo naturalmente). è in fase di organizzazione…vi faccio sapere!

    19. cara lucia,
      solo ora leggo i commenti, mi dispiace non averti risposto prima.
      ti riferisci a noi di expa quando parli di clientelismo vero?
      cercherò di essere chiaro nella risposta, che comunque già a voce ti ho dato altre volte.
      quando ci hanno concesso a titolo oneroso (cioè paghiamo un affitto) gli spazi di expa non c’era alcun bando, bisognava solo presentare un progetto culturale ed il nostro è piaciuto molto.
      quali clientelismi, abbiamo avuto la fortuna di trovare un interlocutore illuminato che, senza conoscerci, in fiducia, ha capito che il progetto proposto poteva funzionare. sia mio padre che il padre di giuseppe sono due impiegati in pensione fuori da ogni giro, e certo non ci siamo mai professati di destra, anzi.
      avuti in concessione i locali, a tutto il resto abbiamo pensato noi, dalle fognature ai bagni, all’impianto idrico ed elettrico, agli allestimenti ed arredi, senza nessun finanziamento pubblico, solo prestiti bancari e cambi tecnici.
      ringraziamo ancora l’amministrazione comunale per la fiducia concessa, perchè non riconoscerle l’impulso culturale che tenta di dare alla città, altre amministrazioni di centrodestra neanche si sarebbero sognate eventi come il kals’art o il festival del nuovo montevergini, ma per favore non si parli sempre di clientelismo.
      spesso penso sia un alibi parlare di raccomandazioni, o meglio, non voglio apparire populista, purtroppo esistono, soprattutto in sicilia, ma ci tocca di misurarsi anche con loro, offrendo idee e progetti talmente forti da non temere il figlio di o il nipote di, sacrificando i migliori anni della nostra vita.
      ed ancora, e concludo, magari avessimo finanziate tutte le nostre iniziative, quando vedi il patrocinio del comune di Palermo non significa che ci diano ogni volta finanziamenti, noi dobbiamo metterlo da contratto perchè lo spazio è comunale.
      comunque sia, mi fa piacere ogni tanto parlare con te, anche se solo via blog.
      Palermo ha bisogno di donne come te, ma concentra la tua energia su altro, non siamo noi il male di questa città.
      expa ti aspetta per un caffè quando vuoi.

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