sabato 25 nov
  • “Il capo dei capi”: pro o contro?

    Claudio Gioè nei panni di Totò Riina

    Ieri sera è andata in onda su Canale 5 l’ultima puntata de Il capo dei capi sulla vità del mafioso Salvatore Riina, interpretato da un bravissimo Claudio Gioè. Ci sono state molte polemiche sulla messa in onda e su una presunta esaltazione del personaggio di Riina, che potrebbe provocare emulazione. Altri sostengono che la morale della fiction è positiva e che è un bene rappresentare come si sono svolti gli eventi.

    Che cosa ne pensate?

    Palermo
  • 95 commenti a ““Il capo dei capi”: pro o contro?”

    1. Assolutamente a favore; chiunque l’abbia vista e abbia un intelligenza minima può capire benissimo che non vi è alcuna esaltazione della mafia o di Riina.A proposito del MOIGE che ha detto che c’è il rischio di emulazione da parte di giovani spettatori: pensano forse che uno vede il film e la mattina dopo si fa una cosca, scala tutti i gradini gerarchici e diventa un superlatitante? E poi questi genitori, invece di organizzarsi nel MOIGE che rompe le scatole a qualunque cosa facciano in TV, perché non stanno un pò con i loro figli cosi non si devono più preoccupare della TV che possa avere influenze negative sui bambini?!

    2. ciao, sono d’accordo con Jimmy Reptile con tutto quello che ha detto.
      Il fatto di avere raccontato un pezzo di storia del nostro paese, quello più importante assieme al terrorismo degli anni 70 e il fascismo, non può fare altro che far smuovere coscienze e indurre i ragazzi piuttosto che all’emulazione bensì alla voglia di ricercare informazioni.
      Io stessa, che conoscevo l’argomento in quanto nel ’92 ero già quindicenne, sono andata a riguardarmi su internet molto materiale che poteva servirmi da approfondimento.

      Conoscere per difendersi, conoscere per attaccare, conoscere per non sbagliare.
      Mai più.

    3. si bravi, come no. peccato che anche un massimo dirigente dell’antimafia si è dichiarato assolutamnete CONTRO. FORSE NE CAPITE + DI LUI??

    4. Chi vive a palermo e conosce gli avvenimenti e i meccanismi della mafia ha sicuramente sorriso nel vedere trattato riina come il padrino del film di coppola e sicuramente la brutta copia di un film già visto,la fotografia che da di palermo e dei suoi cittadini non corrisponde alla realta e i personaggi purtroppo realmente deceduti non corrispondono minimamente alla realta,l’esaltazione del personaggio fino all’esagerazione costringe i telespettatori a fare una riflessione critica nei confronti dei siciliani,di positivo c’è sicuramente la divulgazione dei crimini mafiosi che in questi anni hanno insanguinato la nostra isola,questo film dovrebbe servire a farci capire che solo alleandosi con lo stato di diritto si può sconfiggere il fenomeno mafioso,e alleanza vuol dire combattere insieme,quindi lo stato deve essere più presente in questa terra con strumenti e inziative che diano futuro ai giovani.

    5. giafar, permettimi una cosa.
      Sono palermitana, vivo a Palermo e quindi conosco la realtà di cui parli.
      La fiction ha fatto una fotogtafia vera di come era Palermo in quegli anni e ha fedelmente delineato la mentalità del mafioso palermitano, sia quello di provincia che quello di città.
      L’abilità nel sapere manipolare le menti, la smania di potere e soldi delle mogli dei boss (ma consentimi, anche di quelle mogli di non mafiosi che per ignoranza danno più importanza ai soldi e al marmo di carrara che all’onestà), la crudeltà con cui non ci si pensava due volte a fare una strage sia con le pistole che col tritolo e chi moriva moriva (mio fratello è passato due minuti prima che Falcone saltasse in aria).
      Se vogliamo dire che a Palermo esiste tanta gente onesta va benissimo. La gente buona e quella cattiva esiste dovunque, prova ne è che tanti ne sono morti, se non fossero stati onesti e con un alto senso del dovere, probabilmente oggi ce li ritroveremmo a Roma.
      Un ultima cosa: io, come credo tanti, non ho sorriso nel vedere Riina trattato come un padrino, anzi, mi ha fatto davvero schifo, ma non ho potuto fare altro che constatare che i padrini sono esistiti davvero e continuano ad esistere.
      Una realtà molto simile c’è stata (ed esiste ancora) nel comune di torretta, dove un famosissimo personaggio (basta andare al cimitero del paese per capire chi) alla morte è stato quasi santificato dai compaesani pur sapendo chi era e cosa faceva, ma sai… faceva mangiare tutti in paese.. e cu mancia fa muddica.

    6. io l’ho trovata ben fatta, si riconosceva una certa palermo che fu. Bravissimo Claudio Gioè. Avrei chiamatao la fiction però “la bestia”

    7. anche io sono palermitano è spero vivamente che un giorno della mafia se ne parlerà solo nei libri di scuola ,questa città dalla mafia ha avuto solo lacrime è sangue e se noi quando andiamo “al nord”siamo visti come dei mafiosi è grazie a queste”persone” se così che si possono chiamare, la cultura della legalità prima nasce all’interno della propria famiglia poi dietro i banchi di scuola ed in ultima analisi da un comportamento civile nei riguardi del prossimo, non è un filmetto fatto male e che ti fa diventare mafioso ma è il contesto dove tu cresci e gli insegnamenti che danno i genitori,molte persone sanno benissimo che questi cosiddetti “uomini d’onore” non usciranno mai dal carcere che prima o poi chi questo tipo di vita le strade sono due ,comi si dice a Palermo “o scruscio i catini o scruscio i campani”…..

    8. cetty
      io mi sono limitato a dare un giudizio sul film che secondo me è fatto male e non è stato per niente realista,tu hai conosciuto Boris Giuliano?bene riguarda il film lui viene dipinto come un polizziotto che ha di biosogno di essere spinto a combattere la mafia da un personaggio ambiguo di corleone ma ti pare possibile?chi ha conosciuto boris sa che quello non era il suo modo di parlare rozzo e dialettale,vedo comunque che sei rimasta impressionata dal film noi palermitani il film lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle pagando con il tributo dei morti ammazzati,e francamente non sono tra quelli che si fa fare la morale da un modesto regista che ha copiato l’impostazione cinematografica del film di coppola per fare colpo.

    9. Lo sapete? Da qualche anno a questa parte Canale 5 si prende anche nei quartieri ad alta densità mafiosa, è ovvio che questa fiction sia stata vista anche da bambini e ragazzi “a rischio” (la Rai ha provato ieri sera a distogliere la loro attenzione con il Dante di Benigni ma non credo abbia funzionato) e penso che abbiano pensato “miii fuoittiii Riina”, secondo me e ripeto secondo me è stata scandalosa!!!!!!!!

      P.S.: adesso aspettiamoci il sequel su Provenzano “Il vice capo dei capi”

    10. …e adesso si aspetta la fiction sul vice-capo del capo dei capi.
      Io personalmente ho “scelto” di non vederla; mi pare che l’industria cinematografica si fosse già abbondantemente spesa in merito alla vicenda, senza con ciò volere ritenere inutile qualsiasi ulteriore lavoro che realmente apporti un diverso approfondimento da parte dello spettatore. Già la scelta del titolo mi pare parecchio infelice; in maniera inconsapevole ( e chiaramente non intenzionale) si regala un ultimo respiro di “gloria” e compiacimento alla criminalità organizzata che vede, attraverso un invertito sistema di valori, nel “Capo dei Capi” il loro eroe tragico.

    11. A favore!Anche perchè ho trovato le polemiche assolutamente strumentali.Lo scandalo non è fare l’aver dipinto Riina come un modello positivo (mi chiedo poi quale fiction abbiano visto e criticato Mastella e il Moige) quanto quella di aver dipinto un quadro fin troppo reale, con nomi e soprattutto COGNOMI.La DC non ne esce certo bene da queste 6 puntate!Adesso vedremo se quando andrà in onda la fiction su Provenzano verranno mostrate le collusioni attuali…ho i miei dubbi, considerata la rete su cui va in onda!

    12. seguendo tv talk,lo show-magazine sulla televisione di Rai Educational, ho avuto modo di ascoltare il commento di un giornalista, del quale purtroppo non ricordo il nome,riguardo Il capo dei capi che mi permetto di citare:
      “…quando i bambini leggono e studiano i Promessi Sposi è più facile che si schierino dalla parte del malvagio Don Rodrigo e dei bravi, piuttosto che da quella del bambascione Renzo…perchè loro prendono ciò che vogliono…ma la colpa non è certo del Manzoni…”
      mi scuso con il giornalista se non sono stata testuale, ma il concetto è stato centrato…ed mi permetto di aggiungere che è compito dei professori e nel caso citato dei genitori che hanno seguito la fiction in compagnia dei propri figli, far comprendere loro cosa sia giusto e cosa sia sbagliato…inducendo ad un ragionamento autonomo che ci si auspichi vada nella direzione corretta…

      «Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.» Giovanni Falcone

    13. Un quadro fin troppo reale? Ma che fiction hai visto? Stanton. Concordo con Giafar per quanto riguarda la figura di Boris Giuliano, tant’è che la famiglia si è anche risentita per non essere stata consultata prima. E poi, visto che qualcuno afferma che la fiction corrisponde davvero a realtà, mi sapete dire chi è Biagio Schirò? Bene, Biagio Schirò non è mai esistito, è un personaggio fittizio, e la cosa che mi ha più disgustata è proprio il fatto che si sia pensato di far ruotare tutto il sacrificio della Procura e della Polizia attorno a tale Biagio Schirò, come se fosse lui a dare idee e “ordini” ai Giudici, Uomini della Polizia, Carabinieri e tanti altri uomini Giusti che hanno perso la vita per combattere la mafia. E’ durato troppo, son troppe 5 puntate, in certi momenti si è anche perso lo scopo di questa fiction. Infine, penso anch’io, come Biagio Semilia, che sarebbe stato più azzeccato un titolo come “La Bestia” che “il capo dei capi”.

    14. Diceva ieri Benigni:
      il nostro tempo non lo abbiamo avuto in eredità dai nostri padri. Lo abbiamo in prestito dai nostri figli.

    15. Vi riporto quanto ha affermato Camilleri a tal riguardo , io sono d’accordo con lui :
      Seppure sceneggiata da autori come Claudio Fava “sulla cui netta posizione antimafia non c’è da discutere”, osserva il papà di Montalbano, “il risultato finale rischia di ottenere l’effetto opposto di quello voluto”.

      Questo, sottolinea, “capita sempre nei romanzi e nei film che si occupano di mafia”. Camilleri cita il Giorno della Civetta di Sciascia “dove il boss don Mariano Arena, come positività e simpatia batte il capitano Bellodi” e Il Padrino, “dove la magica interpretazione di Brando ci fa dimenticare del tutto che egli è il mandante di stragi ed efferati omicidi”. Personalmente, scrive, “ritengo che l’unica letteratura che tratti di mafia debba essere quella dei verbali di polizia e carabinieri e dei dispositivi di sentenze della magistratura. A parte i saggi degli studiosi

    16. Visto che siete così bravi a riportare fedelmente le parole della famiglia di Giuliano io riporto quelle degli autori della fiction. “Biagio Schirò rappresenta tutti i soldati semplici che hanno combattuto la mafia, dei quali si conoscono i loro nomi, solo quando vengono uccisi”. Così è meno offensivo?

    17. Una cosa comunque è certa : al di là del valore della fiction ,sapere che tutti i fatti narrati sono veri , rivivere quegli anni così cupi , rendersi conto di cosa è stata ( ed è ancora) la storia della nostra terra è importante quanto ,ahimè ,agghiacciante.

    18. A gennaio ci aspetta “l’ultimo padrino” con Michele Placido.

    19. Tutta la vita pro…anche se la fine…come sceneggiatura…mi ha un po’ deluso…

    20. Camilleri ha ragione. Ho timore che una profonda arrogante presunzione intellettuale abbia spinto gli autori a trattare in tal guisa una materia così scottante (i produttori mere ragioni di cassetta). E’ fin troppo ovvio che il personaggio principale di un’opera letteraria o televisiva o cinematografica attragga, catturi l’attenzione del lettore o spettatore, se così non fosse diremmo di un fallimento artistico. Il punto è che la tv la vede chiunque, anzi sono proprio le persone culturalmente più indifese che usufruiscono maggiormente di questo mezzo di comunicazione. Oltretutto il personaggio principale della fiction in questione non è che difetti di qualità, spese male e nel male (ma questo è il nostro punto di vista, non il suo). Quali sono i valori comunicati a quale target?

    21. c’è invece da chiedersi, perchè le fiction ben fatte o meno (in questo caso citato opto sicuramente per la seconda definizione) registrano comunque un alto ascolto e le trasmissioni denuncia, come Report o Anno Zero per citarne solo alcune, che riportano le testimonianze reali, i veri verbali, i veri filmati di repertorio, le reali testimonianze dei colleghi dei magistrati scomparsi o quelle dei parenti delle vittime (avete visto il coraggio sconvolgente della vedova Montinaro ad Anno Zero??) non abbiano la stessa audience? ai nostri figli, nelle nostre scuole è questa visione che andrebbe consigliata, anzi imposta.

    22. Forse sottovaluto la coscienza dei telespettatori italiani (che poi, guarda caso, sono quelli che si imbottiscono ogni sera di veline, isole dei famosi, fattorie, franceschi cochi, briatori, billioneiri,…). Ma temo non siano all’altezza per leggere fra le righe.
      Il male intriga più del bene: è un dato di fatto. Marlon Brando o Al Pacino nel ruolo di mafiosi sono stati fra le figure cinematografiche più affascinanti. Per anni si è detto che le elezioni Usa nn venivano decise a NY o Washington ma a Montelepre e Corleone. E questo, spesso, ha suscitato in molti di noi un orgoglio silenzioso, un senso di vergognoso compiacimento nel vedere che almeno in qualche cosa la Sicilia è leader nel mondo… E’ un meccanismo perverso, ma innegabile. Ecco perche la fiction Il Capo dei capi può risultare pericolosa.

    23. assolutamente contraria se la fiction punta solamente ad avere audience in tv. Avrebbe avuto senso proiettare la fiction nelle scuole, a scopo pedagogico.

    24. Meglio il Poeta dei poeti che…il capo dei capi.

    25. Chi decide di emulare le gesta di riina e dei suoi compari non lo fa certo dopo un film. Ho sentito più enfasi nei discorsi da bar fatti dalla gente comune in questi anni, quando si parlava dei vari riina, liggio, provenzano su chi fosse il più “forte”, mettendoli a confronto come fossero dei calciatori.
      La fiction ha falto molti ascolti, se n’è parlato molto, quindi è stata un successo, personalmente mi è piaciuta.

    26. al ciarpame cinematografico non c’è mai fine. un buon motivo per spegnere le televisione. d’altronde, qui a stoccolma, occorre che qualcuno ci dica dalla televisione che le mafia fa schifo perchè di presenza non l’abbiamo mai vista.film assolutamente inutile

    27. Poi volevo aggiungere una cosina: Gioè è stato bravo, verissimo, ma i truccatori dello sceneggiato sarebbero da licenziare in tronco… Ma come si fa nel 2008 a invecchiare un attore truccandolo come negli sceneggiati anni 70 con Alberto Lupo e Carmelo Bene???

    28. De gustibus. A me questo film non è piaciuto per motivi meramente estetici. La faccenda del fascino eccetera è pura idiozia. Uno decide di essere mafioso per scelta. Punto. (Cosa succede se vedo Scarface, che subito dopo divento gangster? Vedo Rocky e faccio il pugile un attimo dopo? Non prendiamoci in giro).

    29. Stesso dicasi per la Divina commedia: pensate che il successo di Benigni porti qualche lettore estasiato in più? Nutro parecchi dubbi. Benigni è uno spettacolo sontuoso e affascinante ma da qui a credere che Dante diventi un best-seller…

    30. Vi allego il mio articolo sull’argomento uscito ieri.

      LA REPUBBLICA PALERMO – GIOVEDÌ, 29 NOVEMBRE 2007

      Pagina VIII

      Se la pubblica educazione viene affidata alle fiction

      FRANCESCO PALAZZO

      Da una fiction dibattuta a una negata. Oggi vedremo sicuramente l´ultima puntata de “Il capo dei capi”, anche se proseguono gli interventi che vorrebbero impedirlo. Martedì sera non c´è stato dato di vedere lo sceneggiato imperniato sulla figura di Graziella Campagna, la diciassettenne uccisa in provincia di Messina dalla mafia. Era il 12 dicembre del 1985. Una prima sentenza ha inflitto due ergastoli e due condanne per favoreggiamento. Il ritardo del deposito delle motivazioni della sentenza ha consentito la scadenza dei termini di custodia cautelare per uno dei condannati all´ergastolo. La causa del blocco della produzione televisiva risiede nel fatto che essa potrebbe influenzare la Corte d´appello che dal 13 dicembre tornerà a giudicare gli imputati. Il provvedimento ha il bollo del ministero di Grazia e giustizia. Se tutto ciò l´avesse raccontato una fiction l´avremmo definito un´esagerazione. Perché è incredibile che, dopo 22 anni, non solo non ci sia stata giustizia per la morte violenta e atroce di una giovane innocente. Ma che, in aggiunta, si vieti di raccontare in televisione un fatto ormai così lontano nel tempo. Per la Rai c´è un precedente abbastanza recente. Nel maggio del 2006 si era a ridosso del voto regionale e s´impedì la visione di una fiction che parlava anche di Paolo Borsellino. Motivo: la sorella Rita era candidata per la guida del governo regionale. Potenza delle fiction, potremmo dire. Strapotenza del mezzo televisivo, dovremmo aggiungere. Perché ci sono ancora molti che credono nel forte impatto emotivo, positivo o negativo non importa, che tali produzioni artistiche possono avere sul popolo siciliano non colto e sull´immaginario collettivo nazionale e internazionale. Come se il problema vero non sia ciò che è successo e succede ancora, con la mafia che entra nei palazzi della politica e infila pure le talpe nelle procure, ma consista nell´operazione del raccontare il passato. È bene dirlo con chiarezza. Il male ha già esercitato la sua azione nella realtà dei fatti, per come sono avvenuti e nella misura in cui sono accaduti, e in ogni caso ben prima dell´operato di sceneggiatori, registi e attori. Se collochiamo prima ciò che temporalmente viene dopo, ossia la finzione artistica, la prospettiva diviene sfuocata e falsata. C´è chi poi avanza il pericolo che le scene di violenza possano scatenare una sorta di consenso interiore nei confronti del fascino perverso del male. Qui entra in gioco la funzione pedagogica del mezzo televisivo, che deve stare attento a non turbare un pubblico che non riuscirebbe a distinguere, sostanzialmente, il bene dal male, aderendo a quest´ultimo quando viene raccontato nel dettaglio in tutta la sua lucida efferatezza. Con tutto il rispetto verso chi sostiene una simile tesi, ci pare una posizione difficilmente difendibile con buoni argomenti. Se il cittadino ha aderito alla mentalità mafiosa, se la sostiene con piccoli e grandi comportamenti quotidiani, assume tali condotte ancor prima che la televisione veicoli il proprio messaggio. Alla base del ragionamento può celarsi un punto di vista preciso. Che coincide nel non attribuire ai ceti popolari, che magari non hanno letto una valanga di libri, una deliberata e consapevole decisione in ordine a ciò che la mafia è. Ma non è solo la borghesia mafiosa che sceglie per convenienza da che parte stare. Lo fa anche il popolo nella sua accezione più diffusa, con meno ingenuità e sprovvedutezza di quanto si voglia immaginare, e senza alcuna costrizione, almeno nella maggior parte dei casi. E non certo a causa di uno sceneggiato. Così come non sono le riproduzioni televisive a veicolare agli inermi e innocenti spettatori l´immagine di una mafia immortale. I prodotti televisivi o cinematografici, lungi dal mettere le cose in maniera più pesante di quanto non siano, risultano essere, in ordine alla durata storica delle mafie, meno fondamentali e decisivi della lettura dei giornali, dell´ascolto dei telegiornali e della stessa vita quotidiana. La realtà purtroppo supera sempre, e di gran lunga, la fantasia.

    31. Dante è comunque un ‘long seller’,il che è molto meglio.Il serial sulla mafia ha tutti i pregi e i difetti di questo tipo di cose.
      Comunque,se proprio non si è cretini,stimola il senso di rivolta morale
      contro la mafia e ne evidenzia le collusioni ai vari livelli.Francamente se la potevano evitare quella dei Tg soltanto
      Mediaset dopo l’attentato di Capaci…
      Ho notato vari noti politici co-protagonisti(anche con spezzoni di cronache)e alcune allusioni non tanto velate,che dimostravano un pochino di autonomia dal canale trasmettente.Non troppa,però,senza esagerare…

    32. per quale motivo si dovrebbe osteggiare o censurare a priori la messa in onda di una narrazione storica televisiva così ben fatta e ben interpretata, anche se leggermente romanzata…
      l’intertpretazione di gioè è magistrale e denota un talento artistico ed interpretativo considerevole, e fa sempre piacere… cosa ci può essere di così nocivo nell’emulazione in chiave ironica che discende proprio dalla bravura dell’attore protagonista a rendere il personaggio? dobbiamo avere paura o privarci di ogni cosa perchè qualche adolescente imbecille ed ignorante si diverte a bulleggiare pensando a totò riina dopo averlo visto recitato in tv??? cosa significa emulare totò riina? come può degenerare questo fenomeno? si può arrivare ad attentare la vita di un procuratore o un poliziotto perchè su canale 5 hanno reso bene l’idea di come lo fecero alcuni pericolosi criminali? no signori miei, questo bigotto e prevenuto desiderio di opporsi, questo becero perbenismo irrazionale è solo la manifestazione assai stupida di una società che non sa educarsi ed educare i suoi figli, che non valorizza i suoi frutti, e che quindi ha paura di qualunque cosa possa mettere in risalto le sue colpe. gioco meschino… tristi coloro che lo dicono, mischini coloro che lo pensano…

    33. Francesco ti prego di essere rispettoso nei confronti degli altri commentatori che non la pensano come te.

    34. Rosalio come al solito fai valutazioni inutili e inopportune….Francesco ha espresso la sua opinione e non ha offeso nessuno. Vuoi spiegare cosa invece hai capito tu? (commento in attesa di approvazione di VOSSIGNORIA … baciamo le mani)

    35. Dopo aver letto tutti i vostri argomenti, pro e contro, continuo a pensarla nello stesso modo: il problema non è il parlare della mafia, il problema è la mafia.
      Quindi ben vengano anche le fiction, se correttamente sceneggiate e storicamente inappuntabili, perchè anche loro aiutano a far vedere che la mafia fa schifo ed i mafiosi sono solo bestie.
      Posso essere d’accordo con chi criticava il modo in cui è stato reso il personaggio di Boris Giuliano e forse gli sceneggiatori avrebbero potuto passare qualche ora con i suoi familiari per essere più fedeli all’uomo Giuliano: stiamo però sempre parlando di una fiction in 5 puntate in cui, con tutto il rispetto per Giuliano, non era lui il protagonista.
      Anch’io avrei avuto maggior piacere nel vedere la vera rotonda di V.le L. Da Vinci come set della cattura di Riina (invece che un’anonima rotonda chissà dove), così come avrei preferito Porticello o Mondello (invece di Ognina): ma queste sono scelte marginali rispetto al grande impianto dell’opera.
      D’altronde, l’interpretazione di Gioè nei panni di Riina è stata superlativa, come pure quella di Tidona nei panni di Falcone.
      E tutta la fiction si è snodata in un arco temporale notevole, rimanendo, a mio modesto e sommesso avviso, fedele alla realtà.
      Saluti.

    36. concordo con il Leone.
      A chi dice che la fiction non è piaciuta.. bè i gusti sono gusti, ma è meglio che se ne parli, sempre.
      vorrei ricordare a tutti che nella scena finale si evince chiaramente che la figura di Totò Riina, (quella che i ragazzini delle zone disagiate potrebbero definire come “troppo fuoitti”)in realtà è davvero rimasta sola.
      Alla fine la politica ha dovuto smuoversi e dare un segnale di non collusione con la mafia(segnale momentaneo, d’accordo ma pur sempre un segnale) e i capi che erano al di sotto di Riina sono stati liberi di riformare una cupola.
      é rimasto solo, come un cane.

    37. Giggetto esiste un problema nella tua osservazione: qui in casa mia non sta a te valutare ciò che è opportuno che io scriva, mentre è vero il contrario. Credo che il richiamo che ho fatto sia opportuno. Se non ti sta bene sei liberissimo di allontanarti.

    38. D’accordissimo con Geggè nel suo primo intervento. E’ vero, il male è intrigante, affascinante. Anche senza parlare di mafia (ma sempre di un grande attore)..Al Pacino nell’Avvocato del Diavolo è un Satana che ammicca, che invita, che s’insinua nell’inconscio. E’ più che scontato che non si emula un attimo dopo aver visto il film in questione: non è che divento un adepto della chiesa nera o un gangster. Ma ricordiamoci pure i tanti bambini che si buttarono dalla finestra col mantellino quando uscì superman. E’ normale. Ed è anche normale, ritornando al tema del post, che tanti ragazzini avranno magari esclamato “fuoitti Riina”.
      E poi, per carità, siamo l’Italia (ahimé) delle veline e dell’Isola dei famosi..non facciamo capire che siamo tutti IMPEGNATI guardando una fiction della quale se ne sarebbe potuto benissimo fare a meno: è la logica della Piovra (I..IV..XIX..e via dicendo). La mafia diventa un reality, le storie che si avvicendano all’interno non divengono poi così lontane – agli occhi degli spettatori – dai vari Coco e compagnia..o se vogliamo anche dalle varie Meredith o Erba(strage,di). Perchè oramai tutto è lì, in una parola: audience. E così anche la mafia fa spettacolo. Che tristezza.

    39. Ieri mia mamma mi faceva notare che secondo lei il protagonista potrebbe essere considerato il poliziotto Schirò…

    40. Caro Marco,
      con rispetto parlando, io posso benissimo vedere la finale dell’isola dei famosi il mercoledì sera e il capo dei capi il giovedì sera.
      Senza per questo essere né l’emblema dell’Italia disimpegnata né quello dell’Italia impegnata.
      Oppure, portando alle estreme conseguenze il tuo ragionamento, potrei essere entrambe le cose o, ancora, solo l’una o solo l’altra.
      Semplicemente, volevo guardarli entrambi e l’ho fatto.
      Ti dirò di più: se mi dici che di questa fiction non se ne sentiva il bisogno, beh la lista è molto lunga nella TV italiana e certamente ai primi posti dei programmi inutili io non ci metterei certo “il capo dei capi”.
      Se anche solo un picciottello di 13-14 anni, guardando questa fiction ha capito chi sono VERAMENTE Riina, Falcone, etc. etc., beh allora sono contento che l’abbiano messa in onda.
      Poi ognuno è libero di vederla o meno: infatti mia moglie ieri sera ha preferito Dante e non gliene faccio certo una colpa.

    41. Caro Il Leone,
      nessuno critica il fatto che tu possa scegliere cosa vedere. Puoi vedere Malgioglio sull’isola e Il Capo dei Capi (cose che fra l’altro nn mi sembrano in contrapposizione). Dico solo che il pubblico italiano è quello che rende le Veline delle dive immortali, Briatore un punto di arrivo per tutti e la De Filippi la mamma che tutti noi vorremmo avere. Partendo da questo punto, ritengo assai difficile che una fiction televisiva possa avere un ruolo educativo.
      Sono molti, moltissimi gli spettatori che hanno intimamente ammirato il potere di Riina siu Canale 5, il terrore che suscitava nei complici e negli avversari.
      Nessuno ha mai detto che chi vede il Padrino, diventa Padrino e chi vede Superman si lancia nel vuoto col mantello. Si parla di un qualcosa di più sotttile, insinuante. Della serie: “Vero Riina era un delinquente, MA di grandissima personalità. Un mafioso, MA geniale”. E’ quel MA che rischia di creare problemi…

    42. Leone hai ragione al 100%. Non mi sembra che con la mia opinione io abbia precluso la visione di qualcosa, non sono né l’Onnipotente – e non voglio minimamente esserlo -, né tantomeno ho la macchina del tempo per tornare a ieri e sbucare dalle vostre tv 🙂
      Difatti l’hai voluta guardare e l’hai fatto. Io non l’ho voluta guardare e non l’ho fatto. 2+2 fa quattro e il cielo è sempre più blu.
      Ciao ciao.

    43. D’accordissimo con geggè .

    44. Ciao ragazzi. Io ho visto gli ultimi quattro episodi.
      In generale lo sceneggiato mi è sembrato davvero bene interpretato (soprattutto il terzo)e devo dire che il magistrale Gioè ha creato un Riina sufficientemente bieco e dispotico.. Io non l’ho trovato simpatico o affascinante. Al contrario, è Falcone che irrompe nella scena con un certo fascino. Emergono i tratti di un uomo onesto e brillante. Sono i tratti di un uomo normale che onora il proprio impegno per lo Stato, palermo e la sicilia fino all’ultimo dei suoi giorni non senza ottenere qualche risultato.

    45. Caro Geggè, capisco il tuo punto di vista (il rischio “fascino del male” esiste) ma, come ho detto fin dal mio primo commento, non mi sembra un argomento sufficientemente valido e probante per ostacolare la messa in onda della fiction (come qualcuno, non certo Marco, ha tentato di fare: mi riferisco al nostro vulcanico ministro della Giustizia).
      Inoltre, tu parti dal presupposto che il telespettatore medio italiano non sia in grado di valutare attentamente la portata di una fiction basata su un capo spietato come Riina perchè, appunto, sarebbe in balìa del fascino che promana dalla saga criminale di Riina. Questo presupposto mi pare francamente un po’ esagerato, tenendo conto che la fiction si basa sul libro-denunzia del duo Bolzoni-D’Avanzo (due giornalisti che non hanno certo bisogno di presentazioni né di patenti antimafia, soprattutto il primo), mica sull’autobiografia di Totuccio: quindi il punto di vista è mille anni-luce lontano dal rendere la mafia qualcosa di “seducente”. Tra l’altro, questo presupposto ci porterebbe a pensare che 8 milioni di telespettatori sarebbero “a rischio mafia”, il che equivarrebbe a dire che tutti quelli che hanno visto “Profondo Rosso” o “L’Alba dei morti viventi” sono dei potenziali killer. Chiaramente, la mia è solo un’iperbolica provocazione.
      E tuttavia, dicevo, il tema “fascino del male” non va sottovalutato.
      Anch’io sono trasecolato quando ho letto che nei paesi della provincia siciliana i picciotelli avevano preso l’abitudine di salutarsi chiamandosi “Totò”, “Binnu” e “Lucianeddu”: poi però ho pensato che anche a Roma -dove vivo- per un po’ c’è stata la moda tra i ragazzotti locali di chiamarsi “‘A Libbbano!”, citando il film “Romanzo Criminale”. Fa parte delle mode, pure io per un po’ a mo’ di sfottimento avevo preso a scrivere email agli amici in “stile-provenzano”: è chiaro però che io, per età, letture e memoria storica ben presente nella mia mente, ho gli anticorpi necessari e so quando il babbìo è un po’ troppo sul filo del rasoio. Forse non altrettanto un picciottello di 13-14 anni che magari vive in zone ad alta densità mafiosa. E allora? Allora ci vuole scuola, istruzione, legalità, Stato: ma converrai con me che tutto ciò esula dagli scopi di una fiction, alla quale si può solo chiedere l’aderenza alla verità ed alla realtà.
      Ad esempio, io il Padrino, benché sia un capolavoro cinematografico, lo considero un’opera sesquipedalmente dannosa per la causa antimafia, proprio perchè non è un’opera che si basa sulla realtà. E tra l’altro ha avuto il nefasto effetto di “americanizzare” i comportamenti dei mafiosi siciliani: non lo dico io, l’ha detto don Masino Buscetta.

    46. Inoltre, chi ha letto almeno la raccolta di interviste a G.Falcone, scritto da Marcelle Padovani, sa che moltissimi riferimenti sono stati colti da lì.
      Chi ha letto il libro biografico di Antonino Calderone sa addirittura che la realtà mafiosa è stata davvero molto simile a quella descritta dallo sceneggiato.

    47. Verissimo, Giovanni P.
      La scena in cui Falcone parla agli studenti di una scuola, altro non è che uno stralcio del dialogo con M. Padovani in “Cose di cosa nostra”.
      La scena del CSM in cui venne scelto Meli al posto di Falcone come capo dell’uff. istruzione è basata fedelmente sui verbali di quella riunione.

    48. Io ho provato sdegno quando ho visto uomini sciolti nell’acido, sono stato male dopo ogni agguato a colpi di Kalsnikov. Ho provato ribrezzo dopo ogni prova di noncuranza verso il genere umano dimostrato da quegli esseri.
      In questo, mi dispiace contraddirvi, ma lo sceneggiato non ha suscitato alcun fascino del male, anzi.
      In fin dei conti Riina sino all’ultimo è apparso come un “viddano”.

    49. Invece, vi invito a ricordare, come finisce il quarto episodio? Schirò incazzato entra nell’ufficio, vede un giudice come altri e gli chiede sgarbato chi fosse. Lui ripsonde: “sono il giudice Giovanni Falcone”.
      La puntata finisce con un raggio di speranza e per poco non mi commuovevo.

    50. Grazie Leone per il riconoscimento (io invece concordo in assoluto con te riguardo alla logistica. Ho trovato insensato che le ultime tre puntate non siano state girate a Palermo. Peccato).
      L’intreccio mafia politica, poi, è descritto con buona fedeltà. Chi conosce la sentenza dei giudici del Tribunale di Palermo sul processo Andreotti?
      In sintesi i giudici hanno imputato al “Presidente” una certa collusione con la mafia almeno fino all’assassinio di Pier Santi Mattarella, mentre invece hanno assolto Andreotti per il periodo successivo.
      Lo sceneggiato coerentemente all’impostazione di questa serntenza descrive il cambiamento di strategia da parte dello Stato in tutta evidenza, sino a ricordare l’invio dell’esercito in Sicilia.

    51. Riflettiamo sulla mafia, sul fatto che il ritardo economico della nostra isola e della nostra stupenda e amata città (io ho 27 anni, vivo a milano da 1 anno e Palermo è sempre il mio cuore)non sia dovuta all’ineluttabile destino, ma piuttosto alla presenza di un organizzazione di uomini che si è messa di traverso alla nostra società, impedendone ogni propsettiva di sviluppol.
      Su questo dovrebbe ragionarsi e non sul mandare in onda lo sceneggiato oppure no..

    52. Caro Leone,
      ho scritto quello che ho scritto perche vivo a milano. E frequento persone che nn vivono la sicilia e i suoi problemi quotidianamente. E molti di loro (ti parlo di avvocati, commercialisti, gente che ha studiato insomma….) è rimasta affascinata dalla figura di Totò u curtu. Della sua grande personalità, di come, vestito da contadinotto, ha dominato per 40 anni la sicilia e non solo. E’ più difficile di quanto sembra rendere cristalline le cose scontate.
      Quando ho intravisto fra le loro parole, una punta di fascinazione, mi sono spaventato…
      Nn sono contro la fiction ma ammetto che possa essere x certi versi pericolosa…

    53. è vero, Totò Riina è apparso come un personaggio affascinante, ma credo che questo non sia un reale problema. Indubbiamente le menti intelligenti, sia buone che cattive, destano interesse.

      La cosa importante è invece definire il tipo di interesse. Mi spiego meglio. Se io mi documento su internet riguardo a tutto ciò che è la droga, sia da un punto di vista chimico, che medico, che sociale, questo non vuol dire che mi andrò a sparare una pera non appena uscita dal portone, anzi, mi fa capire che devo assolutamente evitarla.
      Conoscere la mafia, conoscere la nostra storia (seppur romanzata) ci fa capire cosa dobbiamo evitare per non incappare nelle sue spire.

    54. sapete invece?a me è piaciuto tantitissimo!!mi ha dato fastidio xò che adesso x tutte le xsone che stanno al di là della sicilia,pensino che la sicilia,specialmente palermo,sia pericolosa x la mafia!!la mafia esiste ovunque!!e sono anche contro x i bimbi,figuratevi che il mio cuginetto mi ha detto da grande vorrò essere come totò riina!!!!!è assurdo,ma intanto mi è piaciuto tanto,l’attore claudio gioè,è stato molto bravo è entrato nella parte….

    55. Pensavo che la stagione dei polpettoni tipo La Piovra, che anche allora “sensibilizzavano” sulla mafia, fosse davvero finita. Pensavo che ci fosse un certo pudore a vendere in Italia e nel mondo (e a fare soldi) un film mediocre che non evidenzia mai bene i veri fatti storici ma certamente ci appiccica inevitabilmente l’etichetta che andrebbe bene solo a una minoranza malata, potente ma minoranza, del nostro popolo e soprattutto collusa apertamente con lo stato italiano (lo stesso che pone il segreto di stato sulla morte di Agostino).
      Però vedo che i Siciliani sono orgogliosi e contenti di questo film.
      Fraternamente, senza cattiveria,…non avete capito niente!
      Basta coi film di mafia, basta! Almeno finché non ci sarà altra cinematografia che si occupa di noi… Almeno di questi film e non di quelli come “Cento passi” in cui la resistenza del nostro popolo veniva evidenziata e non l’essere capo di una banda sicari dei poteri forti italiani.
      Basta! ma a voi piace e il telespettatore è sovrano…

    56. io credo che di tutte le delinquenze presenti nel mondo, da quelle terroristiche a quelle degli extra comunitari (mal) inseriti nelle nostre comunità, a quelle spicciole e improvvisate, quella della mafia sia in assoluto il male minore. ed è puramente utopistico pensare che debellandola si renderà la sicilia una terra più libera. sarà solo più aperta all’ingresso (e la cronaca recente ne è testimone), di tutte quelle altre violenze che fino adesso la presenza di un ordine mafioso, e non di un ordine dello stato, ha tenuto fuori.
      la verità è che la mafia funziona, o ha funzionato, meglio dello stato. e non vi è alternativa in sicilia. la “libertà” durerà il tempo di lasciar insediare nuovi “padrini”, di altra provenienza. albanesi, islamici, cinesi. gente senza codice. gente che già l’italia se l’è presa. a cui manca solo la nostra regione. e che, una volta entrata nell’elenco, sarà abbandonata come e più del resto d’italia.
      urlate quanto volete. non sono mafiosa. lavoro a palermo. vivo a palermo e non ho amicizie equivoche. so da chi mi devo tenere alla larga e da 40 anni lo faccio.

    57. Bella o brutta fictin; bravo o meno bravo attore…… io l’ho vista. Ricordo gli anni 70/80, ricordo quei periodi tristissimi della ns. esistenza ed il solo fatto che si è parlato (seppur post mortem) di tante persone le cui vite sono andate sacrificate per un qualcosa in cui credevano mi ha fatto piacere; mi ha fatto venire i brividi e mi ha emozionato; è sempre bello “ricordare, non dimenticare”.. E poi la storia è a lieto fine……l’arresto e il carcere a vita.
      .
      Dai ragazzi che il futuro qui nella ns., terra dovrebbe essere migliore e lo sarà…io ci credo !!! Dipende anche da noi, da Voi e da tutti…

    58. @ barbara:
      spero, per te e per la Sicilia, che tu un giorno ti renda conto della gravità di ciò che dici e di come atteggiamenti come quello tuo siano il principale pilastro della mafia. Tu stai alla larga e ti fai i fatti tuoi. Io pure: solo che l’omicidio di tante persone innocenti, lo stravolgimento della democrazia e la sottomissione della Sicilia alla violenza privata di alcuni… li considero FATTI MIEI. Questa è la differenza.
      P.S. A Totò R. – a quanto pare – il film è piaciuto, si è commosso: Forza Picciotti!!

    59. ho letto i commenti e voglio dire molto semplicemente la mia.
      Mi è piaciuto
      è stato fatto molto bene
      è storia e per chi non la conosceva è bene che la conosca
      e se possa essere emulativa mi sembra una idiozia..
      mi sarebbe piaciuto che il dibattito pubblico(attraverso i media) fosse stato sui contenuti… che dalla fiction si parlasse di altro.. ma era utopia meglio occuparsi di tante altre stronzate…(ma ormai l’informazione è assolutamente drogata di cazzate ..omicidi vari e piccoli finti re..)
      concludo dicendo che mi sembrava assolutamente chiaro che Biagio Schirò rappresentasse quello che ancor adi buono esiste nelle ns coscienze di uomini siciliani e che ci fosse qualcuno che provasse a ricordarcelo…
      ltima annotazione il titolo perfetto:Il capo dei capi:LA BESTIA!
      PEQUOD

    60. Scusate,un momento di ilarità:il Signore di Arcore,ieri,in Piazza Politeama,davanti a poche centinaia di persone(testimonianze oculari),presente il Sindaco,senza fare alcun cenno alla mafia,alle formidabili operazioni che in questi ultimi tempi hanno compiuto forze dell’ordine e magistratura,per ingraziarsi(secondo lui)i palermitani,ha definito Via Libertà ‘il più
      bel boulevard d’Europa’.A parte il fatto che magari crede che sia opera del suo sindaco(tutto è possibile),è davvero comico e direi sfottitorio paragonare una bella strada come la Via Libertà alle Ramblas di Barcellona,ai Boulevards parigini,ad Unter den Linden a Berlino e via dicendo.Se avesse parlato del Teatro Massimo(circondato da automobili sui marciapiedi durante gli spettacoli)avrei
      meglio capito:è effettivamente una dei più teatri europei.

    61. Scusate,correggo la frase finale del post precedente:
      è effettivamente uno dei teatri europei più
      belli.

    62. A Piero Silvestri consiglio un qualsiasi libro sull’architettura Liberty o sull’Art Nouveau, per poter meglio rendersi conto quanto simili siano le concezioni artistiche e le idee che circolavano in tutta Europa (Palermo compresa) e che legavano i principali capoluoghi nella realizzazione di strade o edifici, a partire dal 1890. In qualsiasi enciclopedia possiamo trovare l’elenco dei principali centri dove questo stile si sviluppò: Barcellona, Londra, Oslo, Palermo, Parigi, Vienna. E lei che cita Barcellona o Parigi dovrebbe sapere che (non a caso!) in questo fiorente periodo abbiamo il “nostro” Ernesto Basile, affiancato ad Antoni Gaudi o Hector Guimard. Non è dunque una bestialità affermare che la via Libertà è bella quanto le Ramblas di Barcellona o i Boulevards parigini..anzi, è storicamente e artisticamente più che legittimo.
      Se si fa un discorso sulla civiltà e/o sulla pulizia con cui vengono curati le Ramblas o i Boulevards a differenza della nostra via Libertà, questo è tutto un altro discorso.
      Non mi si venga a dire che queste sono precisazioni “berlusconiane”, perchè di berlusconiano in questo discorso non c’è niente. Sarebbe inutile anche dare queste giustificazioni a priori, ma visto che strumentalizzare viene molto facile, è bene farlo ugualmente.
      Nella Bella Epoque Palermo (e la via Libertà) era bellissima quanto Napoli, Parigi o Vienna.E Berlusconi, credo, non c’entra proprio nulla.

    63. @ Marco: Ma come non lo sai che quando parla Berlusconi automaticamente quello che dice e` una stupidaggine detta solo per demagogia, mentre il contrario di quello che ha appena detto si afferma come verita` assoluta. Cosi se viale liberta` viene definito come il piu` bel boulevard d’Europa automaticamente questo diventa una delle strade piu` brutte del mondo… E’ a dir poco allucinante. Vorrei tanto vedere la reazione delle persone se questa stessa frase fosse stata detta da Prodi o da qualche altro miserabile politico del governo comunistoide che abbiamo in Italia….

    64. ciao ragazzi io penso ke qst mini serie sia stata fantastica,l’interpretazione di claudio gioè ottima!!
      mi è piaciuta moltissimo…
      ambra…

    65. ciao ragazzi secondo me il capo dei capi è stato veramente fantastico!!!
      l’interpretazione di claudio gioè ottima…x quanto mi riguarda mi ha fatto avvicinare molto al probleme ke ha afflitto e tuttora affligge la mia città,palermo.LA MAFIA…
      ambra

    66. Ritengo che la fiction di Canale 5, oltre che ben fatta, rappresenti un importante divulgazione di fatti del dopoguerra che sono tristemente ben noti agli addetti ai lavori e molto meno noti ai più. Pur apprezzando visceralmente il Camilleri scrittore e profondo conoscitore della realtà siciliana, questa volta devo contestargli l’atteggiamento snob di chi pretende che la letteratura sulla mafia sia limitata a ciò che è scritto sulle sentenze. Le sentenze le leggono, con adeguati strumenti interpretativi che non tutti possiedono, i magistrati, gli avvocati e pochi altri. D’altro canto lo stesso Camilleri nel suo recente dizionario sulla storia di Binno Provenzano cosa fa se non alfabetizzazione sul fenomeno mafioso? E allora ben venga la fiction sul capo dei capi che, a parte qualche licenza per esigenze comprensibili, rispecchia in pieno l’ambiente in cui il fenomeno mafioso si è evoluto e ben descrive le connivenze di cui ha goduto cosa nostra. In sostanza permette per la prima volta anche ai non addetti ai lavori di documentarsi e collegare tra loro fatti e nomi sentiti ai telegiornali e ormai quasi caduti nell’oblio. Non condivido l’ondata di critiche che nasconde una malcelata voglia di silenzio sulla mafia e sulle complicità che ha avuto ieri come oggi. Mastella e Casini: non sarebbe più opportuna un pò di autocritica sulle grosse fette di prosciutto che la parte sana della DC si è messa su entrambi gli occhi riguardo alla mafia?

    67. Grazie delle precisazioni,ma sono,per me,’minestra arricquariata’,poichè sono cose note e arcinote:non c’entrano alcunchè con la ruffianata dell’anziano leader politico lombardo.
      Egli di tutto ciò non sa nulla nè gli interessa.Torno a dire:oggi,in questo istante,possiamo dire che la Via Libertà è la strada più bella d’Europa?Se è così,ne prendo atto e mi arrendo,caro Marco,purchè tu non faccia il saputello(berluskino o meno ha pochissima importanza).Ciao,e non me ne volere:colgo l’occasione per rimpiangere le vituperate
      piste ciclabili che Orlando aveva tracciato nella bellissima strada(invasa da auto)e che il simpatico Cammarata ha eliminato nel 2002,dopo l’insediamento.

    68. Non avevo letto il delirio patafisico di tale Thommyx:vedo che considera blasfemia qualunque critica al Dio brianzolo.Non gli dico altro,ho rispetto per le fedi religiose.

    69. @ Piero Silvestri: non ho nessun delirio patafisico, e considero blasfemi solo le critiche mosse a sproposito come in questo caso, nate solo dal pregiudizio nei confronti di Berlusconi. Fai proprio bene a non dire altro perche` vedo che parli a sproposito.

    70. Vedo che non si può nominare il nome del Dio invano.Ho capito.Poichè mi sono stancato di sprecare fiato e tastiera per
      parlare del Nulla,prometto che da oggi in poi non dedicherò neanche un ‘nanosecondo’all’intangibile divinità.alle sue affascinanti sacerdotesse,ai suoi potenti amici,ai suoi tremebondi servitori,ai suoi devoti discepoli,ai suoi improvvisati sermoni.
      Comunque tra le Capitali dell’Art Nouveau
      c’è anche Bruxelles,che ha Palazzi,Piazze e Boulevards molto belli(e guai ne ha avuti,con le due guerre mondiali).Vorrei,in occasione di questa discussione su mafia e Via Libertà(che rimane molto bella),ricordare sommessamente tutti i bellissimi palazzi e le ville di tale(fino agli anni ’50)meravigliosa strada,abbattuti dallo scempio mafioso(di cui non c’è molta traccia nello sceneggiato)degli anni ’60,sindaci quei personaggi che nel film si vedono spesso.L’esempio più famoso è
      Villa Deliella,villino libery in Piazza Croci,scomparso in una sola notte.

    71. Ultima frase,correggo:Villa Deliella,villino liberty.
      Appunto il liberty ,in Via Libertà.

    72. @ siciliano.
      ti racconto una storia. ho avuto per 10 un’attività che non ha mai pagato il pizzo fatta di persone irreprensibili e che dava lavoroi a tantissima gente (modo numero 1 per debellare l’incedere delle alternative date dalla mafia). attività, la mia che viveva nel cuore di palermo. un giorno è arrivata la magistratura a indagare. siamo finiti sui giornali e nel giro di 1 mese abbiamo chiuso.
      il processo che ne è derivato ha visto una piena assoluzione, ma la mia attività era morta per sempre (insieme a svariati milioni di vecchie lire in avvocati). io fallita e sola.
      se la mafia ti brucia il capannone, lo stato te lo rende (ma prima ti devi essere esposto e devi avere reso un qualche servigio alla causa!)
      se lo stato ti seppellisce vivo, nessuno ti rende niente. (dopo che hai pagato tasse, stipendi, contributi e varie altre forme di “pizzo” legalizzate)
      resta della tua idea. io resto della mia. e non me ne vergogno.

    73. Vedo, caro Piero Silvestri, che non solo se l’è (come si suole dire) pizzicata, ma – tacciandomi di “saputellaggine” – si è presto affrettato a fare lo stesso (andando a pescare Bruxelles…Villa Deliella..etc..)Bravo bravo, la legge del taglione non mente mai! Piccola parentesi, aver la “colpa” di saperne qualcosa in merito alla storia dell’arte o di qualsiasi argomento esso sia – e manifestarlo in uno scritto o in un semplice commento – non significa fare il saputello.Poi, se vuole lasciato il ruolo del “colto” si può accomodare, ok, la via Libertà è un orrore.Eppure..eppure..è pure riuscito a far peggio: semplicemente – e banalmente – ha strumentalizzato il discorso, nonostante avessi premesso la non “politicizzazione” dell’argomento da me trattato, iniziando un tedioso sproloquio del suo vocabolario sul “Dio brianzolo” che tanto odia. Se lo detesta, Silvestri, non c’è bisogno di urtare gli altri (e soprattutto un argomento così delicato come l’Arte) – che non hanno alcun interesse di sorbirsi il suo repertorio letterario d’invettiva contro un politico, belva quanto sia (il politico,sia chiaro!).
      Infine, se è così tanto una “minestra arriquariata” come dice, la prego di scusarmi. Non oserò mai più farle delle precisazioni su cose che non mi trovano d’accordo. L’ironia è facile da usare, come vede, eh? ebbé….appunto..la legge del taglione….

    74. Sei tu il saputello,non io,che so su questi argomenti le quattro cose che tutti sanno.
      E’ l’Amato dal Popolo che ha menzionato Via Libertà:ci è andata bene,visto che l’ultima volta che aveva posto i Suoi Santi Piedi a Palermo,era stato in Maggio,ai Giardini della Zisa,accanto al Sindaco,per insultare gravemente nello stesso istante tutti i palermitani che non votavano per il Suo partito e tutti i disabili psichici.
      Comunque vedo che ti piace litigare…vabbè…!Ciao,senza rancore.
      Argomento chiuso,spero.

    75. Postilla importante:Villa Deliella non è sfoggio di chissà quale cultura,ma è notoriamente il simbolo più oscuro del periodo del ‘Sacco di Palermo’affaristico-politico-mafioso.
      Indaga su Internet,e ne saprai di più, caro Marco.

    76. Indagherò, perchè mi piace imparare. “Litigare”, bah, se litigare significa semplicemente “non concordare” con un altrui pensiero e controbattere – avendonde il pieno diritto – dovrò rivedere tutte le altre mie concezioni delle cose. Farò anche questo.
      Non è questa la famosa “ultima parola”, ma un’occasione di dialogo e un’occasione per salutarla, ovviamente senza rancore.

    77. Ok.Comunque inizialmente il litigioso era tale Thommy,non tu,ormai passato a chissà quale blog.Ciao,e indaga sulla faccenda di Viila Deliella(ora parcheggio!)a Piazza Croci,e poi magari ci fai sapere di più sul blog.Su Bruxelles avevo dei pregiudizi,poi l’ho vista meglio e varie volte e ho cambiato un pò ides,oltre ad avere capito ‘in loco’quel che non sapevo:che è stata una capitale del Liberty,come altre città europee.Per me era la capitale delle istituzioni europee
      e del bellissimo fumetto franco-belga,tipo TinTin per intenderci.
      Anche a me piace imparare,più di ogni altra cosa,quindi abbiamo in comune un dato fondamentale.

    78. Su Villa Deliella e il ‘Sacco di Palermo’
      cercate su Google ‘Villa Deliella’.Il primo dato è su ‘Ateneoonline’,dove c’è un bel pezzo di Etrio Fidora,noto giornalista.

    79. Il film e stato fantastico

    80. bellissimo film ma io mi chiedo cosa ne pensa toto di questo film dato che è stato fondato su di lui…e un male che sia stato mandato in onda qualche mente malata potrebee prendere esempio da lui

    81. do pienamente ragione ad alicetta qst film lo hanno seguito miliardi di persone e al giorno d’oggi,tutti prendono esempi dai film esattamente cm quelli horror mi auguro tanto che toto riina sia il primo e l ultimo mafioso gente csi in giro nn ci fa nulla ciao a tutti

    82. Comunque chi si vanta di comprarsi i senatori,e viene poi indagato,e si lamenta pure,non è che scherzi.

    83. Signore in nero(un pò jettatorio) con foulard nero a pallini bianchi che insulta oggi pomeriggio la magistratura(e le sue numerose vittime,tutti servitori dello Stato,
      come fanno i capimafia protagonisti del film tv(di cui è proprietario il signore in nero)di cui in questo blog abbiamo appunto discusso.Ci piaccia o no,questa è l’Italia di oggi.

    84. Da non perdere il colloquio telefonico tra il dio arcoriano ed il suo suddito Rai:su internet Repubblica e L’Espresso.L’Italia ha toccato il fondo.Buon Natale.

    85. Piero sei pregato di rimanere in tema.

    86. PRO PRO PRO PRO PRO!!!
      una fiction fantastika pekkato ke sia gia finita…

    87. Mi piacerebbe sapere se dopo la fiction Totò Riina abbia accresciuto ancora di più il suo “mito” fra i carcerati e i giovani a rischio di coinvolgimento nella mafia. Comunque per le persone oneste credo che la fiction sia stata utile per capire il dramma della mafia in Sicilia e nel mondo.

    88. Addetti ai lavori (insegnanti) mi hanno riferito che i ragazzi di alcune scuole palermitane hanno apprezzato moltissimo, la figura di Riina.

    89. Comunque c’era Claudio Fava tra gli sceneggiatori.Il che,mi pare,è una garanzia.Se poi i ragazzini capiscono fischi per fiaschi…si andrà al solito ping pong di accuse tra insegnanti e genitori.La Storia si ripete…però dobbiamo sempre considerare l’ambiguità del mezzo televisivo.
      Colgo l’occasione di scusarmi se ero un pochino fuori tema.Fra l’altro,credo,il tema delle intercettazioni-a contenuto tragico o ridicolo-è scottante e parecchio connesso al principale argomento.Mi permetto di far notare che alcuni dei protagonisti del film in oggetto erano,ai miei tempi giovanili,innominabili come ‘collusi’o ‘contigui’senza prendersi rimbrotti ed accuse di faziosità(la parola ‘mafia’era tabù).Ho decine,anzi centinaia di esperienze personali,anche con persone che oggi fingono di non sapere e di non aver saputo.Sapeste quanti ‘cinciminiani’o’limiani’ho conosciuto,fin da bambino…speriamo che fra 30\40 anni non succeda lo stesso…

    90. io non capisco una cosa,se la demolizione di villa deliella e’ stata una profonda ferita per Palermo me compreso,perche’ la villa non puo’ essere RICOSTRUITA sui progetti dello stesso Basile?In altre citta’ d’europa si ricostruiscono le bellezze andate perdute o incompiute. Certo mi rendo conto che ha un costo e che non puo’ essere identica a quella originale ma e’ sempre meglio di quello squallido e orrendo parcheggio.Questo si che sarebbe veramente un vero schiaffo alla mafia

    91. E’vero.Hai perfettamente ragione.D’altronde basta guardare la Germania e le sue città.Tutto è ricostruito.
      Vi rendete conto che gran colpo sarebbe per il Sindaco?Roba da restare nella Storia e nell’epopea di una Palermo antimafiosa…può darsi che ci faccia un pensiero…Comunque,bravo Riccardo!

    92. io penso che è stato uno dei migliori film che ho visto con un grande claudio gioè. io credo che va bene così perchè anche se uno ha ucciso bisogna rappresentare anche le sue motivazioni e non sarebbe giusto dipingerlo solo come un cattivo che uccide per gioco, chiunque è, non solo per riina. Io non avrei sollevato tutte queste critiche. Forse i capi dell’antimafia sono sempre con le orecchie alzate perchè si sono visti uccidere uno dopo l’altro e hanno sempre paura che qualcuno possa emularli, ma non creso che ci sia questo rischio. Infatti il film rappresenta anche la sorte dei vecchi mafiosi come bontade,inzerillo e buscetta uccisi tutti tranne buscetta insieme ai loro parenti; quindi può far pensare che non basta arrivare in vetta per mantenere il comando per sempre perchè magari c’è qualcuno che sale da sotto e si organizza per togliertelo.

    93. Io credo che questo telefilm sia bello ma bisogna tagliare tutte le parti con sto rompicoglioni di Biagio, fossi stato io toto’ Riina lo avrei ammazzato da tempo…

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